giovedì 20 maggio 2010

Una Finanza senza interessi


L’elemento caratteristico della finanza islamica è rappresentato dal divieto del riba, cioè del tasso di interesse; tale divieto nasce da un monito religioso, infatti il corano permette la compravendita ma vieta categoricamente l’applicazione del tasso di interesse; in ogni scambio il controvalore richiesto deve essere identico al valore del bene trasferito. Ora molti di voi si chiederanno, ma come può un’indicazione presente all’interno di un testo religioso condizionare l’intera struttura finanziaria di paesi sovrani?
In primo luogo bisogna contestualizzare i paesi in cui tale modello di finanza si è sviluppato; nei paesi islamici infatti, ciò che riguarda la sfera religiosa condiziona fortemente la sfera giuridica e di conseguenza la sfera economico-finanziaria. In secondo luogo non bisogna pensare che tale divieto sia qualcosa di molto lontano da noi e dalla nostra cultura.


Il cardinale del golpe Honduregno in giro per l'Italia

Sta girando l'Italia il cardinale Rodriguez Madriaga, Opus Dei, la cui voce ha appoggiato il colpo di stato in Honduras. Il governo liberale-massonico dell'oligarchia gli aveva concesso un appannaggio di 5.300 dollari al mese che il governo democratico di Zelaya aveva cancellato. Era anche tra i papabili dopo la morte di Giovanni Paolo II: i cattolici ringrazino il cielo.



Erano passati pochi giorni dal colpo di Stato che aveva deposto e mandato in esilio il presidente costituzionale dell’Honduras, Manuel Zelaya, quando il cardinale e arcivescovo di Tegucigalpa, Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, è apparso su tutti i principali canali televisivi del paese, lasciando senza parole buona parte della popolazione.
Per chi non lo conosceva bene o comunque aveva poca dimestichezza con le vicende honduregne, il cardinale Rodríguez era salito alla ribalta internazionale per essere stato segnalato come uno dei papabili dopo la morte di Giovanni Paolo II. E l’idea di un papa centroamericano aveva fatto correre la fantasia di molti. Il discorso del cardinale non aveva invece stupito gli honduregni. L’atteggiamento apertamente favorevole al colpo di Stato e al governo di fatto di Roberto Micheletti, le insinuazione sui presunti reati commessi da Zelaya e l’invito rivolto a quest’ultimo a non cercare di rientrare nel paese “per evitare un bagno di sangue”, non erano state infatti solamente parole profetiche.

Abilitazione e concorso per la scuola, un aggiornamento sul tfa


Ci sembra opportuno fare un po’ di chiarezza su punti già trattati e altri da approfondire. Rispondiamo allora a tre domande classiche che continuano a ripetersi all’infinito:
1) Come si diventa insegnanti adesso? Ecco qui un articolo completo sul percorso che dovrai seguire.
2) Io ho una laurea vecchio ordinamento, come faccio a insegnare? Se hai già accumulato 360 giorni di supplenze, dovrai fare un concorso e tfa, potrai farlo senza smettere di lavorare nella scuola (vedi di seguito alla voce “disciplina transitoria”). Se invece non hai questa quantità di supplenze dovrai superare un concorso, tfa e iter formativo e fare l’iter completo che spetta a chi si è appena laureato. In alternativa puoi solo iscriverti a un altro corso di laurea e accedere da lì all’abilitazione. Noi sconsigliamo questo secondo percorso perché si tratta di un minimo di cinque anni di università e non garantisce comunque l’ingresso nell’insegnamento. Se hai una laurea vecchio ordinamento, non sei proprio giovanissimo e altri cinque anni di università sono da valutare molto bene.

Tirocinio formativo attivo forse si parte a luglio 2010


Il testo è stato trasmesso lo scorso 8 aprile dal Presidente del Senato alla competente Commissione che avrà pronto il parere verso metà Maggio. L’on. Aprea, presidente della VII commissione della Camera, ha una sua proposta, la A.C.953 presentata il 22 luglio 2009 , che esprime contenuti in parte differenti e che tratta, contestualmente alla formazione iniziale dei docenti, anche il tema del reclutamento.
La legge, che sarà varata – forse a luglio - nel rimbalzo tra i rami del Parlamento, recepirà in massima parte la proposta ministeriale, ma accoglierà anche qualcosa dalle proposte che sono all’esame della VII Commissione (al Senato e alla Camera), alcune avanzate dall’opposizione, e qualcosa che potrà emergere dalle audizioni di esperti del pianeta scuola. 

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