martedì 18 maggio 2010

NON ci uniamo alle retoriche manifestazioni di cordoglio di governanti e parlamentari italiani che hanno mandato queste persone ad uccidere e a morire


Rete contro g8
per la globalizzazione dei diritti
Mercoledì 19 maggio dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di genova, 416° ora in silenzio per la pace.
Segue il volantino che verrà distribuito
"Uccisi in Afghanistan  due soldati italiani.
NON ci uniamo alle retoriche manifestazioni di cordoglio di governanti e parlamentari italiani che hanno mandato queste persone ad uccidere e a morire.
La nostra pietà va a TUTTE le vittime di questa guerra, indipendentemente dalla loro nazionalità.
E ci impegniamo a moltiplicare i nostri sforzi perchè venga ripristinata la legalità costituzionale ed i soldati italiani vengano ritirati SUBITO."
Volantino inviato a Nuovediscussioni da Norma 




Cittadini Usa sempre più contrari alla guerra in Afghanistan. Il dissenso aumenta anche al Congresso. Dubbi al Pentagono sulla strategia di McChrystal. Persa la battaglia ''per il cuore e le menti'' degli afgani.


Nigeria, il gigante africano prova a rialzarsi


Il nuovo presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha ribadito la sua intenzione di concedere l’amnistia ai ribelli del Delta del Niger, scrive il quotidiano del Burkina FasoSidwaya. La proposta, fatta dal suo predecessore Umaru Yar’Adua, mira a porre fine agli attacchi contro gli impianti petroliferi della Nigeria, ottavo produttore mondiale di oro nero.

Romania, un crocevia di spie


La Romania sarebbe divenuta un crocevia di spie, provenienti in particolare da est. Attratte soprattutto dal progetto Usa di scudo antimissile. Ma se gli Stati Uniti utilizzano con molta libertà il territorio rumeno, rimane ancora difficile per i rumeni recarsi, anche solo per turismo, Oltreoceano.
I servizi segreti romeni sono sempre più preoccupati della presenza in continuo aumento sul proprio territorio di spie provenienti dall'ex spazio sovietico. Il grande interesse degli 007 stranieri sarebbe direttamente legato alla decisione di Bucarest di ospitare sul proprio territorio missili intercettori americani che dovrebbero diventare operativi a partire dal 2015.

Il giacimento petrolifero di Maysan, nel sud-est dell’Iraq, a cinesi e turchi

Il futuro del petrolio iracheno ha gli occhi a mandorla. Saranno i cinesi della China National Offshore Oil Corp. (CNOOC), assieme ai turchi della Turkish Petroleum Corporation (TPAO), a sviluppare il giacimento petrolifero di Maysan, nel sud-est dell’Iraq, che ha riserve per 2,6 miliardi di barili.

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