sabato 13 marzo 2010

La bella Diana libera l'ex leader bosniaco


Lei è Diana Jenkins, una ex rifugiata bosniaca diventata la moglie di un banchiere della City miliardario. emigrata di nuovo, stavolta con i soldi, i figli e il consenso del marito, a Malibù, la spiaggia più chic di tutta la California perché in Inghilterra si sentiva trattata dalle altre donne del suo ambiente come "una moglie comprata su catalogo", insomma come una puttana. Lui è Ejup Ganic, ex presidente della Bosnia, arrestato una settimana fa all'aeroporto londinese di Heathrow e sbattuto in un tetro carcere di Londra in attesa che il tribunale valuti la richiesta di estradizione nei suoi confronti presentata dalla Serbia con l'accusa di crimini di guerra. Una corte inglese aveva rifiutato la libertà provvisoria, mettendo una cauzione di 300 mila sterline, circa 350 mila euro, nel timore che il carcerato, se rilasciato, sarebbe fuggito. Ma la moglie del banchiere ha pagato la cauzione di tasca sua e lo ha fatto tornare libero.

Sembra una favola. "La bella e la bestia", la riassumono furibondi i serbi. Ma di fiabe ce ne sono almeno due, in questa storia dall'ancora incerto lieto fine. La prima riguarda soltanto la protagonista femminile, Diana maritata con Roger Jenkins, nata 36 anni fa a Sarajevo col nome di Sanela Dijana Catic, fuggita a piedi dalle macerie e dalle stragi dell'ex Jugoslavia, approdata a Londra senza conoscere nessuno, senza sapere l'inglese, senza un lavoro e senza una sterlina. Nella capitale britannica ha fatto i mestieri più umili, si è messa a studiare e un giorno a una lezione in una scuola di business ha conosciuto un professore estemporaneo il cui vero lavoro è fare il banchiere, anzi, il superbanchiere, anzi, uno dei banchieri più ricchi della City. E' amore a prima vista tra Diana e Roger, che si sposano e inziano a fare la bella vita nel jet-set londinese. Lei si rivela non solo affascinante e seducente come una top-model, ma anche intelligente e scaltra come un banchiere: durante una vacanza in Costa Smeralda diventa amica di un'altra musulmana, la moglie dello sceicco del Qatar, attraverso la quale suo marito conosce lo sceicco e ottiene un favoloso prestito da 7 miliardi di sterline con il quale salva dalla bancarotta la Barclays Bank. E il superbanchiere diventa ancora più ricco. Secondo capitolo della favola. Un bel giorno, o brutto dal suo punto di vista, Diana pianta tutti e se ne va. Dice che le feste e le cene a cui partecipa insieme al marito la fanno sentire "vuota, umiliata e perfino sporca", per il modo in cui la trattano le altre donne, le altre mogli, facendola sentire come una "moglie ordinata su catalogo", modo elegante di dire che la fanno sentire una bella puttana, "comprata" dal marito per la sua bellezza e basta. Così, stufa di sopportare, lei accusa Londra e l'Inghilterra di classismo, snobberia, discriminazione sessuale e razziale verso una ex-povera ma bellissima ragazza musulmana bosniaca, fa le valige e si trasferisce con i figli a Malibù, dove si vive un'atmosfera più democratica, dice lei. Il marito la viene a trovare quando può, ogni tanto fa un salto lei a Londra, e intanto si occupa di filantropia e cause nobili.

Il terzo capitolo della fiaba è, per adesso, l'ultimo. Una settimana fa viene arrestato mentre cerca di partire dall'aeroporto di Heathrow un professore di ingegneria bosniaco. Si chiama Ejup Ganic, è stato vicepresidente e poi presidente della Bosnia negli anni Novanta, durante la guerra civile che mandò in frantumi la Jugoslavia e fece scorrere fiumi di sangue in conflitti inter-etnici. Indagato a suo tempo dal tribunale internazionale dell'Aja, Ganic non venne perseguito. Ma ora la Serbia ci riprova e ha presentato alla Gran Bretagna, dove Ganic risiede, richiesta di estradizione. Il crimine di cui è accusato risale a 18 anni fa. E' un famoso incidente che risale ai giorni in cui le forze serbo-bosniache circondavano Sarajevo, all'inizio di un assedio che durò 44 mesi e in cui morirono 10 mila persone. L'allora leader bosniaco Alija Izetbegovic fu preso in ostaggio dalle forze serbe all'aeroporto di Sarajevo mentre rientrava da colloqui di pace in Portogallo. Come risposta, la principale caserma serba di Sarajevo fu circondata dalle truppe bosniache. Un negoziato ad alta tensione, mediato dall'Onu, produsse un accordo per la liberazione di Izetbegovic e simultaneamente dei soldati della caserma serba. Ganic, che era il vice di Izetbegovic, condusse la trattativa e comandava di fatto le truppe della Bosnia in quel delicato frangente. Sembrava che la crisi fosse risolta ma, mentre Izetbegovic veniva liberato, il convoglio su cui viaggiavano le truppe serbe, che stava lasciando la caserma circondata, fu attaccato. Nell'agguato morirono 40 soldati. I serbi accusano oggi Ganic di diretta responsabilità nella morte di 18 di essi. Frottole, protesta la bella Diana. "Che Ganic sia arrestato per un crimine che secondo il Tribuna dell'Aja non sussiste è uno scandalo", dice. "Ora potrà contrastare queste accuse ridicole da uomo libero". Lei non lo ha mai incontrato o conosciuto, precisa, ma non ha esitato a tirare fuori le 300 mila sterline per riparare "un'ingiustizia". A Sarajevo, migliaia di persone protestano da giorni davanti all'ambasciata britannica. E l'attuale presidente della Bosnia, Haris Silajdzic, è appena stato a Londra dove ha incontrato il ministro degli Esteri David Miliband, chiedendo il rilascio di Ganic e protestanto per il trattamento "irriguardoso" che ha sofferto: "In carcere gli hanno tolto le sue medicine e non gli hanno lasciato usare il telefono". Ma senza i soldi di Diana sarebbe rimasto in prigione. Il seguito alla prossima puntata.

di Enrico Franceschini

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori