sabato 20 febbraio 2010

FIGLI E LAVORO: DUE REGIONI, DUE STORIE DIVERSE

La natalità in Italia continua a essere bassa. Ma anche in un anno così generalmente depresso come il 2009, c'è chi ha resistito meglio e chi ha ceduto di più. La fecondità cresce in Emilia Romagna e scende ancora in Campania. Ovvero cala nella regione nella quale l'occupazione femminile è più bassa e sale nell'unica regione italiana che in proposito ha già superato gli obiettivi di Lisbona. Un risultato paradossale a prima vista, che si spiega con la ben diversa quantità e qualità dei servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia.

La fecondità italiana stenta a rialzare la testa. Secondo le stime appena rilasciate dall’Istat, nel 2009 c’è stato addirittura un piccolo peggioramento rispetto all’anno precedente. Poca cosa: 1,41 contro 1,42. Però, indica che non stiamo facendo molto per uscire dal tunnel della denatalità. Ma anche in questo ambito, in un anno così generalmente depresso come il 2009, c’è chi ha resistito meglio e chi ha ceduto di più. Da questo punto di vista, i due casi estremi sono stati la Campania e l’Emilia Romagna.

I FIGLI IN EMILIA E IN CAMPANIA

Storicamente, la fecondità è sempre stata più elevata in Campania rispetto all’Emilia Romagna. Dopo il punto più basso del 1995, l’Emilia Romagna è stata però tra le regioni che con più determinazione hanno invertito la rotta, mentre la Campania ha continuato a segnare il passo.
La forbice si è chiusa nel 2008, sul valore di 1,45 figli in media per donna. L’anno dopo sono proprio tali due realtà a rivelarsi tra le più dinamiche. In particolare, ciò che deprime la fecondità lo fa in modo ancor più accentuato in Campania, che scende a
1,42, ciò che protegge e sostiene le scelte riproduttive si esplica ai suoi maggiori livelli soprattutto in Emilia Romagna, che sale a 1,47. Nessuna regione italiana presenta incrementi più negativi della prima e più positivi della seconda.
Non può essere però un caso che la fecondità risulti in maggiore depressione proprio nella regione nella quale l’
occupazione femminile italiana è più bassa (27,3 per cento in Campania), e sia invece in maggior crescita nell’unica regione italiana che ha già superato gli obiettivi di Lisbona (62,1 per cento in Emilia-Romagna). Risultato paradossale e inspiegabile se non letto assieme alla ben diversa quantità e qualità di servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia – asili nido in primis – che, come ben noto, caratterizzano le due realtà geografiche.
In Emilia Romagna non solo il
numero di nidi offerto è cresciuto fino a raggiungere (quasi ) gli obiettivi suggeriti dall’Unione Europea - 33 per cento. Ma sono anche aumentate le opportunità (orari e tipi diversi). Mentre crescono i servizi non diminuisce la qualità, che resta d’esempio per l’Europa e non solo (vedi le punte di Reggio Emilia). (1) In questa regione la fiducia delle famiglie è in crescita come mostrano anche le liste di attesa.
La Campaniaè invece tra le regioni con il più basso numero di posti offerti (meno del 6 per cento di copertura) e solo nel 7,8 per cento dei comuni sono previsti servizi per l’infanzia contro quasi l’80 per cento in Emilia. La Campania è, tra l’altro, la regione che ha approvato più tardi il piano nidi per il triennio 2007-09.
Il confronto tra questi due estremi evidenzia ulteriormente come partecipazione delle donne al mercato del lavoro e maternità possano crescere assieme, anche in anni difficili, in presenza di adeguate politiche.
(2)
Un dato che dovrebbe far riflettere il sottosegretario Giovanardi e chi usa la crisi come pretesto per tergiversare ulteriormente rispetto alla realizzazione di solide, strutturali e durature misure di
aiuto alle famiglie. Se è nei momenti di crisi che si vedono i veri amici, dobbiamo allora pensare che questo governo non sia molto amico delle famiglie.

Tabella 1 - Livelli di fecondità e di occupazione femminile

Numero medio di figli per donnaOccupaz. femm.
199520082009variazione
2009-2008
2008
Emilia-Romagna0,971,451,480,0362,1
Campania1,511,451,42-0,0327,3
Italia1,191,421,41-0,0147,2

Fonte: Stime Istat

(1) www.reggiochildren.it
(2) D. Del Boca e A. Rosina, “Famiglie sole”, Il Mulino 2009.


Fonte: La voce.info

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori