mercoledì 8 dicembre 2010

Assange, la bufala dello stupro e l'arresto

Il ministro degli esteri italiano Frattini, accogliendo con giubilo la notizia dell'arresto di Julian Assange, si è lasciato andare a una frase di troppo: "Era ora, per fortuna l'accerchiamento internazionale ha avuto successo". 

Un'ammissione, nemmeno troppo implicita, che le questioni sessuali per cui il fondatore di Wikileaks è finito in un carcere di Londra sono solo una scusa, e che è dentro per quello che il suo sito ha rivelato nei giorni scorsi. 

Vale dunque la pena di vedere in che cosa consiste la vicenda del fantomatico 'stupro' per cui, formalmente, Assange è finito in manette a Londra, dopo che nei giorni scorsi l'Interpol aveva emesso un mandato contro Julian Assange per 'crimini sessuali'. 

In realtà, tecnicamente, ciò che sta emergendo è che il fondatore di Wikileaks è stato arrestato per aver violato una legge svedese che, in un'interpretazione estesa, arriva a punire chiunque commetta qualsiasi forma di scorretteza relativa ad atti sessuali anche consensuali. 

Ma andiamo con ordine. 

Come riportato dal settimanale americano Newsweek ad agosto 2010, a far nascere il 'caso' della giustizia svedese contro Assange è stato un avvocato sed esponente socialdemocratico svedese, di nome Claes Borgstrom (studio Borgstrom and Bostrom, Stoccolma) che rappresenta due donne le cui dichiarazioni hanno portato all'inchiesta contro mr. Wikileaks per 'condotta sessuale scorretta'. 

Le clienti di Borgstrom (che chiameremo, come hanno fatto i media internazionali, A e B) hanno entrambe dichiarato di aver avuto relazioni sessuali con Assange lo scorso agosto, durante un suo soggiorno nella capitale svedese intitolato "Guerra e ruolo dei media", organizzato dal Brotherhood Movement, un gruppo cristiano legato al partito socialdemocratico. Entrambe avrebbero riferito alla polizia della riluttanza di Assange nell'utilizzare il preservativo e lo accusano di non aver voluto sottoporsi dopo i rapporti, come da loro richiesta, a un test che escludesse malattie sessualmente trasmissibili.


Le dichiarazioni delle due donne hanno portato all'emissione - e poi alla rapida cancellazione - dell'accusa di stupro, e alla conseguente indagine parallela per presunte 'molestie'. Anche il Guardian ha pubblicato un resoconto cronologico dettagliato dei presunti incontri sessuali con le donne A e B, che in entrambi i casi sarebbero iniziati consensualmente ma avrebbero poi incluso quello che secondo entrambe sarebbe stato "sesso non consensuale" per il rifiuto di Assange di usare il preservativo. 

Ecco come il britannico Daily Mail racconta la storia: "Quando (Assange e la donna A) sono rientrati dalla cena, hanno avuto una relazione sessuale, ma c'era un problema con il preservativo. Si era rotto. La donna ha creduto che Assange avesse fatto apposta, ma lui ha sostenuto che si trattava di un incidente. In ogni caso, il giorno dopo, durante il convegno, A. è apparsa rilassata e tranquilla. Durante lo stesso convegno Assange ha incontrato la donna B, un'altra bionda molto carina, più giovane della donna A. La donna B ammette di aver cercato di coinvolgere il suo eroe in una conversazione. Assange sembrava compiaciuto di avere un'ammiratrice così ardente e, sostiene B, la guardava 'ogni tanto' . 

Il Daily Mail riferisce poi che, secondo una fonte vicina alla polizia svedese, durante il rapporto sessuale seguito alla loro conoscenza donna B. avrebbe insistito con Assange per usare il preservativo, ma la mattina i due avrebbero avuto un rapporto non protetto. Questo, sempre secondo il Daily Mail "ha costituito la base per l'accusa di stupro. Tuttavia, la mattina dopo l'evento la donna B. era abbastanza serena da scendere a comprare la colazione per Assange". 

In sostanza, le accuse delle due donne nei confronti di Assange di essere stato sessualmente scorretto per non aver usato il profilattico non sono state immediate: soltanto diversi giorni dopo i rapporti, le due donne hanno ritenuto che il comportamento di Assange poteva essere penalmente perseguibile. In questo senso, per le due donne sarebbe stato decisivo il rifiuto di Assange a farsi fare l'esame dell'Aids, da loro richiesto.

L'ex avvocato di Assange - James D. Catlin - ha confermato che le accuse svedesi riguardano il sesso non protetto e ha fatto notare che "il consenso delle due donne ad avere rapporti sessuali con Assange è stato confermato dalla stessa accusa". 

Secondo Catlin, il sistema giudiziario svedese sta "costruendo tutto man mano". L'attuale avvocato di Assange a Londra, Mark Stephens, ha invece dichiarato ad AOL news che Assange non è accusato di stupro, ma di un reato chiamato "sesso di sorpresa" che solitamente implica una multa pari a 5.000 corone o di circa 715 dollari. 

"Non sappiamo nemmeno cosa intendano esattmente per 'sesso di sorpresa', e non ce l'hanno spiegato", prosegue Stephens, dichiarando di sentirsi "come se fossi in un film surreale". 

La giustizia svedese, secondo l'avvocato di Assange "non ha nemmeno chiesto di vedere Julian né di interrogarlo. Non abbiamo ricevuto un mandato di comparizione con un'accusa precisa, ma soltanto una richiesta a intervenire come testimone". 

Sempre secondo Stephens, riferisce la Reuters, l'Interpol non ha emesso nemmeno un vero e proprio mandato di arresto, ma soltanto una 'red notice', ovvero un'allerta internazionale a monitorare i movimenti di Assange. Sul sito dell'Interpol tuttavia il nome di Assange è finito nei giorni scorsi tra quelli dei ricercati per reati sessuali ('sex crimes') con tanto di foto e data di nascita. 

Fino alla pubblicazione dei "cable" americani, l'Interpol non aveva emesso alcuna 'red notice' né aveva pubblicato il nome di Assange sul suo sito, nonostante le richieste della magistratura svedese risalgano a fine agosto. 

Qualcosa insomma è successo dopo, in barba a ogni Stato di diritto. Frattini l'ha chiamato, appunto, "accerchiamento internazionale'.

di Lara Crinò
Fonte: L'espresso

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