mercoledì 10 novembre 2010

La scuola secondo il modello leghista

Meno ore di lezione, buono scuola e assunzione a livello locale degli insegnanti. Ecco l'istruzione pubblica vista dai leghisti. Nel corso di un convegno organizzato dalla scuola Bosina di Varese (fondata dalla moglie di Umberto Bossi) il Carroccio ha illustrato la ricetta per "risanare la scuola", inquadrando i diversi rimedi proposti "nella realtà scolastica europea che non solo le giustifica, ma le rende totalmente appetibili e di sicuro effetto". Il rilancio passa attraverso 17 punti, di cui 5 strategici e 12 che si possono realizzare "da subito".

Quella del Carroccio appare subito una scuola decisamente "light". Tra i punti strategici, illustrati dal quotidiano leghista qualche giorno fa, spicca la drastica riduzione del "curricolo obbligatorio sia annuale che totale". Dagli attuali 13 anni (5 di scuola primaria, 3 di scuola media e altri 5 di scuola secondaria di secondo grado) si dovrebbe passare a 12 anni. E in più l'orario scolastico dovrebbe essere suddiviso in due parti: obbligatorio e aggiuntivo. La parte obbligatoria non dovrebbe superare le 20 ore settimanali: 4 al giorno, per 5 giorni a settimana. E' una specie di mix tra la riforma Moratti (che prevedeva una quota oraria settimanale del curricolo obbligatoria e una facoltativa) e la riforma Berlinguer con la riduzione di un anno del percorso scolastico. Secondo Sergio Bianchini, dell'Associazione "Per una scuola nostra: regionale e federale", in Italia si trascura "la triste condizione dell'alunno schiacciato da quadri orari giganteschi molto più pesanti di quelli medi europei e con un anno di scuola in più per ottenere il diploma". 

Una condizione che Marco Reguzzoni, deputato leghista alla Camera, definisce una "fregatura", che appare ingiustificata anche a fronte di risultati nella preparazione assolutamente e noriamente scadenti. Tra gli altri punti qualificanti della proposta leghista c'è l'attuazione del federalismo scolastico, attraverso la piena attuazione del titolo V della Costituzione "con passaggio alla Regione di tutto il potere organizzativo sulla scuola". Ma anche la piena attuazione della parità scolastica, attraverso "l'uguaglianza dei finanziamenti sia al settore pubblico che al parificato, tramite dote alunno (bonus scuola)".

E ancora. L'assunzione del personale viene prevista a livello "locale": a livello di distretto, o di istituto o di consorzio di scuole". Mentre la direzione amministrativa delle scuole dovrebbe essere distrettuale. Anche la dirigenza cambierebbe pelle con l'introduzione della direzione didattica di plesso. Tra le misure da realizzare "subito" c'è quella del docente a tempo pieno, del lancio di questionari annuali che alunni e genitori compilerebbero per dare un giudizio sulla qualità del servizio offerto dalle singole scuole. E ancora: è previsto che le scuole rimangano aperte fino alle 18,30, che i compiti in classe si effettuino al di fuori della classe, per evitare che gli alunni copino, e pause di 15 minuti dopo ogni ora di lezione.

di Salvo Intravaia

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