martedì 2 novembre 2010

Il profilo dell'agente Ibar

La storia è di quelle importanti. Il giornale macedone Dnevnik pubblica un articolo dove viene delineato il profilo dell'agente Ibar, nome in codice di un macedone di etnia albanese, leader secessionista nel 2001 e passato adesso alla politica in giacca e cravatta. Solo che, almeno fino al 2001, lavorava per i servizi segreti serbi. Facendo il doppio gioco, in quanto uomo anche dei servizi segreti di Tirana.
Una storia enorme, anche perché tutti gli indizi seminati dal giornale, come le molliche di pane di Pollicino, portano ad Alì Ahmeti, attuale leader del partito Democratic Union for Integration (Dui) nella coalizione di governo e punto di riferimento della corposa minoranza albanese in Macedonia.
Ahmeti, nel 2001, è stato il capo dell'Esercito di Liberazione Nazionale(Uqk), costola del più noto Esercito di Liberazione del Kosovo (Uck), fondato inSvizzera a metà degli anni Novanta e in lotta per l'indipendenza da Belgrado, ottenuta nel 2008. Ahmeti e gli albanesi macedoni, subito dopo il conflitto in Kosovo nel 1999, volevano staccarsi dal governo centrale di Skopje, in Macedonia. Dopo sei mesi di guerriglia, costata la vita ad almeno quarantatre' persone, l'Uqk accettò gli accordi di Ohrid e cessò le ostilità, ottenendo la rappresentatività della comunità albanese nelle istituzioni macedoni. Ahmeti passò alla lotta politica e, nel 2002, entrò nella coalizione di governo della quale fa ancora parte.

Se l'agente Ibar (nome del fiume che divide serbi e albanesi a Mitrovica, in Kosovo) fosse Ahmeti, la sua carriera politica sarebbe distrutta. ''E' una manovra per screditare i fondatori dell'Uck e dell'Uqk, per inquinare i successi ottenuti da queste due formazioni, una manovra per screditare la storia albanese'', ha replicato furibondo Abdullhakim Adami, braccio destro di Ahmeti, che ha preferito tacere. ''Una fonte riservata ci ha consegnato dei documenti che, a un primo esame, sembrano autentici'', ha commentato Saso Kokalanov, direttore diDnevnik. ''Mi rendo conto che se questa storia venisse confermata ci sarebbero delle gravi tensioni all'interno della comunità albanese, ma io faccio il mio lavoro. Adesso tutto è nelle mani della Commissione Lustracja''.

Già, lustracja, lustrazione. Nominata nel 2008, ha il compito - sul modello di altri paesi ex comunisti - di individuare tutti coloro che a suo tempo hanno collaborato con il regime. Compito arduo e dannatamente politico. La prima vittima della Commissione, a fine settembre, è stata Trendafil Ivanoski, presidente della Corte Costituzionale macedone. Secondo laLustracja ha, da adolescente, fatto l'informatore per la polizia politica della ex-Jugoslavia, della quale la Macedonia ha fatto parte fino al 1993. Ivanoski non ha mai negato, ma ha anche sottolineato come lo facessero tutti e di come lui si ritenga vittima di una manovra delpremier macedone Nikola Gruevski, suo nemico. Stessa idea che, nella comunità albanese, può avere avuto Shpend Ljushi, leader del Partito Democratico Albanese (Dpa), all'opposizione e in lotta perenne con Ahmeti per la leadership della minoranza di appartenenza in Macedonia. Ljushi ha confermato di aver consegnato alla Lustracja deidossier, ma non ha confermato che si parla di Ahmeti.

Un bel rebus, che riporta alla luce le tensioni etniche in Macedonia, che molti ritenevano placate con gli accordi di Ohrid. In realtà la divisione c'è e si vede, anche all'interno della comunità albanese. Quella classica, però, resta la frattura principale. L'ultima lite tra albanesi e slavi in Macedonia, dopo la baruffa per stabilire i criteri che devono parametrare il censimento del 2011, è per le piazze della capitale Skopje. Il sindaco, grazie ai fondi internazionali ottenuti dalla città per il riconoscimento dell'antico Bazar quale patrimonio dell'umanità, ha stanziato un faraonico piano di ristrutturazione di Piazza Macedonia, in centro. Dall'altra parte del fiume Vardar, che taglia in due Skopje, ecco che il primo cittadino del distretto Chair della capitale, a maggioranza albanese, stanzia 400mila euro per una Piazza Skenderbeg, eroe nazionale albanese. Un Paese diviso, attorno ai rispettivi simboli. Ahmeti, per gli albanesi, è uno di questi.

Christian Elia

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori