giovedì 18 novembre 2010

Il problema yemenita

Sana'a
Un'ampia campagna militare contro al Qaedae la costruzione di basi militari destinate all'esercito yemenita, ma con la presenza di consiglieri Usa, nelle zone tribali più remote del Paese, per stanare i leader dell'organizzazone jihadista. E' quanto starebbe progettando il Pentagono nello Yemen, secondo quanto scrive oggi il Wall Street Journal.
La proposta, non ancora formalizzata da Washington, strebbe già sollevando dubbi a Sanàa, che non vede di buon occhio un eventuale presenza di forze americane in queste future basi.

Gli Stati Uniti vogliono comunque rafforzarsi nel Paese dove è più forte la presenza di al Qaeda della penisola arabica. 
Il primo, più importante, aspetto da affrontare, hanno spiegato fonti dell'amministrazione Usa, è quello della scarsa quantità di informazioni di intelligence relative i nascondigli e covi dei leader dell'organizzazione. Questo crea "una situazione di vulnerabilità" che il governo americano "si sta impegnando ad affronatare velocemente", spiegano le fonti. 
L'attuale rete di spie è infatti gestita dai sauditi che, secondo Washington, non si sarebbero rivelati efficienti.
Da qui parte l'idea di costruire le basi, avamposti per i servizi Usa sul territorio, con la presenza di istruttori delle Forze speciali. Si tratterebbe di basi di diverse dimensioni, ognuna con un'unità delle forze anti-terrorismo yemenite, addestrate dagli Stati Uniti, che lavorerebbero a stretto contatto con gli americani nella caccia ai leader di al Qaeda.

Non è chiaro se, nelle intenzioni di Washington, l'intera operazione dovrebbe esserefinanziata dagli Usa o altri donatori, per esempio i sauditi. Non si sa neppure se a Sanàa se ne stia già discutendo. 
Se in linea di massima sono d'accordo sull'idea di costruire nuove basi, le autorità yemenitesono però perplesse riguardo alla presenza di forze Usa al loro interno. "Perchè creare problemi non necessari? Posizionare forze straniere in postazioni di sicurezza potrebbe essere interpretata come una non desiderata presenza straniera", spiega una fonte yemenita. 

L'aumento dell'impegno diretto statunitense nello Yemen sarebbe dovuto alla frustrazione del Pentagono per il fatto di non sapere esattamente dove siano dispiegate al momento leunità anti-terrorismo dell'esercito yemenita che sono addestrate dagli Usa, che forniscono loro anche mezzi e intelligence. E se da una parte Sanàa chiede di fornire più elicotteri e visori notturni a queste unità, tra gli addetti ai lavori a Washington c'è chi esprime anche il preoccupato dubbio che almeno alcune unità di questi commando anti-terrorsimo siano utilizzati dal governo yemenita nello scontro con i ribelli separatisti nel sud e nel nord del Paese.


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