martedì 30 novembre 2010

Libano, un Paese tra le paure del presente e i conti in sospeso del passato


Un Paese diviso tra la paura di nuovi scontri e la necessità di chiudere i conti con il proprio passato. Le dichiarazioni dei leader politici che si susseguono sulle testate nazionali, un documentario trasmesso da un’emittente canadese che in poco tempo ha alzato un vero e proprio polverone e i diplomatici del mondo arabo che fanno di tutto per calmare la situazione.

Questa è la fotografia del Libano di oggi, uno stato che tiene il fiato sospeso in attesa dei risultati dell’indagine sull’omicidio dell’ex premier Rafiq Hariri, che perse la vita in un attentato il 14 febbraio 2005.

Era iniziato tutto nel mese di luglio, quando il segretario del partito militante Hezbollah, Hassan Nasrallah, aveva dichiarato alla stampa che alcuni membri del proprio partito erano stati coinvolti nelle indagini avviate dal Tribunale speciale per il Libano (Tsl) incaricato di indagare sull’assassinio. Se avesse coinvolto qualche membro del Partito di Dio libanese - aveva dichiarato il leader sciita - il verdetto non sarebbe stato accettato e le conseguenze non si sarebbero fatte attendere.

lunedì 29 novembre 2010

Lo strano fenomeno Wikileaks

Ora che ci dicono che con le prime nuove soffiate di Wikileaks sta esplodendo «l'11 settembre della diplomazia» ovvero «l'11 settembre di internet», deve valere una premessa: non ci sono individui, e neanche organizzazioni, che siano in grado di leggere 250mila documenti in breve tempo. Quindi ci arriva solo un flusso filtrato di documenti. E chi lo filtra, per ora, è la vecchia fabbrica dei media tradizionali. Se di un 11 settembre si trattasse, saremmo nella fase del trauma mediatico iniziale, quella che ci dà l’imprinting, l’apprendimento base del nuovo mondo su cui ci affacciamo e delle nuove credenze sulle quali far fede. Una volta educate le menti con questo shock, le sue riletture successive andranno controcorrente e perciò partiranno sfavorite.Il primo imprinting è proprio nell’idea del trauma, l'idea dell’ora zero dell’evento. Il mezzo è il messaggio. Mezzo e messaggio sono: vivere un trauma. Come se prima del percolare dei segreti attraverso Wikileaks non vi fosse modo di interpretare la politica, la diplomazia, i segreti, le normali trame degli Stati. Come se l’interpretazione storica – anch’essa basata su archivi e documenti, ma in tempi più lunghi e meditati – adesso dovesse cedere il passo e appiattirsi sull’evento emotivo.

domenica 28 novembre 2010

I laureati se ne vanno ormai al ritmo di 60.000 l’anno

Qualche dato. L’Italia sostiene i costi di formazione dei giovani nelle scuole superiori e nelle università italiane per poi lasciarseli scappare. I laureati se ne vanno ormai al ritmo di 60.000 l’anno, secondo il rapporto Confimpreitalia di ottobre 2010 rilanciato da clandestino web. Questo flusso è, tranne rarissime eccezioni, sostanzialmente tutto in uscita dall’Italia verso il mondo, cosa che succede molto meno, o quasi per niente in altri grandi Paesi occidentali come Stati Uniti e Gran Bretagna. Per non parlare poi del 75% dei posti di lavoro che sempre in Italia, non sono pubblicati su regolari annunci, ma evidentemente trovati per canali meno istituzionali e spesso non ben definiti, come segnala il giornalista Sergio Nava sul suo blog.

In un contesto del genere non ci si deve stupire se i nuovi espatriati, che non se ne vanno a spasso per il mondo, ma cercano un ambiente fertile che riconosca le loro potenzialità, raggiungono cifre impressionanti. Almeno secondo stime, questa volta non ufficiali, emerse negli ultimi mesi. Il calcolo è semplice: sul sito di Repubblica, Claudia Cucchiarato ha ricevuto in neppure due mesi più di 20.000 segnalazioni di ragazzi in fuga.

sabato 27 novembre 2010

I Nord Coreani rientrano in Patria in previsione del conflitto con la Corea del Sud



La maggior parte dei migranti nordcoreani che lavorano più o meno legalmente a Vladivostok e nella circostante regione di Primorye (che ha un breve confine terrestre con la Corea del Nord) sono tornati di corsa in patria nelle ultime ore, chiaramente in seguito all’acutizzarsi della tensione fra il loro paese e la Corea del Sud, scrive il quotidiano russo Moskovskie Komsomolets. I cantieri edili e gli altri luoghi di lavoro dove la manodopera nordcoreana è presente abbastanza numerosa (ed è la più a buon mercato che si possa trovare, in una regione dove già le paghe “normali” sono piuttosto basse) sono da stamattina svuotati in misura consistente, in alcuni casi addirittura deserti.

Europa: le Banche e la crisi

    Se gli Irlandesi non pagano alla fine un 30% dei loro debiti da soli, in 4.5 milioni su 300 milioni di europei, costano 165 miliardi alle banche europee.

  • Lo leggi a pag 90 del rapporto della BIS. La BIS, Bank of International Settlements è la banca centrale delle banche centrali, un ente in Svizzera che fa da super-banca per tutte le banche centrali (e a cui appartiene) ha tutti i dati possibili ed immaginabili e li elabora. Ha pubblicato 100 pagine di dati su tutta l'esposizione di ogni banca del mondo ad ogni paese e settore.

giovedì 25 novembre 2010

I Fondi Sovrani affossano l'Euro

Banca d'Irlanda
Gli Investitori contro i salvataggi e la moneta europea. In testa l'americano Pimco, primo investitore globale del mondo e , a suo modo, pure Goldman Sachs.

Multinazionali in fuga dall’Irlanda, fino a tre anni fa additata a modello. Il salvataggio non risolverà i problemi, dopo l’Irlanda sarà la volta di Portogallo e Spagna. E la Germania farebbe bene a lasciare perdere l’Euro.

Sembrava che i Mercati non avessero apprezzato un gran che il nuovo piano della Fed e di Obama, il famoso QE2 (vedi penultimo post), e snobbassero i T Bond decennali del Tesoro americano. Indebolendo il dollaro, di cui si preconizzavano deprezzamenti in tempi brevi. Invece ora il fuoco si concentra sull’Euro, minando il salvataggio dell’Irlanda (e in primis delle sue banche), da parte di UE/FMI più Gran Bretagna e Svezia.

Un salvataggio peraltro non disinteressato, visto i crediti che vantano verso l’Irlanda le loro banche (148 miliardi di euro la sola GB, 139 la Germania, 53 la Francia15 l’Italia, eccetera).

A seguito, I Paesi Devono Cedere la loro Sovranita' al "centro" (cobraf.com)

La Corea del Nord alza la voce

Le forze armate del Nord sparano diversi colpi su un isola del Sud, lungo il suo confine. Le tensioni tra Pyongyang e Seul, già alte dopo l'affondamento della corvetta in marzo, salgono alle stelle. Ma la ragione dell'attacco potrebbe non essere il solito regolamento di confini: un nuovo negoziato sul nucleare in vista?
Erano le 14:30 ore locali (4:30 in Italia) quando la piccola isola di Yeonpyeong, nel Mar Giallo, vicina alla Corea del Nord ma territorio del Sud, è stata ripetutamente bersagliata da centinaia di colpi di artiglieria nordcoreana. Diversi colpi hanno scosso le acque, ma molti altri sono piovuti sull'isola, incendiando una settantina di edifici, alcuni pare già crollati. Per ora si registrano due sole vittime, entrambi militari di Seul, mentre l'intera popolazione (circa 1200 persone) è stata evacuata dalle abitazioni.
Lo Stato Maggiore della Difesa sudcoreana ha annunciato di aver risposto sparando 80 colpi e inviando alcuni jet dell'aeronautica, con l'avvertimento che nel caso le provocazioni dovessero continuare, la risposta sarebbe "durissima".

mercoledì 24 novembre 2010

Uno spettro si aggira per l'Europa: la paura del contagio della crisi economica

Islanda, Lettonia, Grecia e ora Irlanda, domani Portogallo e forse Spagna e Italia. Ogni crisi serve agli organismi internazionali per imporre agli Stati le loro ricette economiche neoliberiste e annullare ogni residua sovranità nazionale.
Uno spettro si aggira per l'Europa: la paura del contagio della crisi economica, dellabancarotta a catena degli Stati. Prima l'Islanda e la Lettonia, poi la Grecia. Ora è il turno dell'Irlanda, ma già si parla del Portogallo come prossimo della lista, e nuvole nere si addensano all'orizzonte anche perSpagna Italia.
Pur cambiando le dimensioni economiche dei singoli casi, la dinamica è sempre la stessa. La stampa economica mainstream (che non brilla certo per indipendenza) e leagenzie di rating finanziario (emanazioni dirette dell'alta finanza) lanciano l'allarme sullo stato di salute dei bilanci di uno Stato, che improvvisamente si ritrova "sull'orlo del baratro"e costretto a chiedere aiuto all'Unione europea, al Fondo monetario internazionale e alla Banca mondiale.

martedì 23 novembre 2010

La mannaia del governo Alle onlus solo 100 milioni Ride chi vende armi

Rete controg8

per la globalizzazione dei diritti

Mercoledì 24 novembre dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di Genova, 443° ora in silenzio per la pace.
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La partita è di fatto chiusa. Il «furto» è stato perpetrato. Un «mondo» intero, quello delle organizzazioni no-profit è stato falcidiato.


La «notizia» è stata confermata. E si è tradotta in voto. L’unico, fragile, appiglio rimasto è un ordine del giorno presentato dall’Udc. Troppo poco per alimentare una speranza. Il centrodestra ha bocciato anche il subemendamento presentato dai parlamentari del Pd che innalzava da 100 a 400 milioni (ripristinando così la cifra della precedente Finanziaria) il tetto. Cento milioni.

domenica 21 novembre 2010

L'istruzione pubblica nemica del neoliberismo

Taglio scuola
Non credo che sia chiara a tutti la finalità ultima dell’attacco all’istruzione pubblica cui da tempo assistiamo. Eppure l’intento primario è alla luce del sole e si qualifica appieno come parte del Più Grande Crimine, cioè l’ennesimo massacro delle speranze di vita per milioni di cittadini europei, noi inclusi di certo, lungo il percorso preordinato della distruzione del sistema Europa. Prima di scrivere di questo scempio, chiedo al lettore di sostare per alcune righe su un effetto collaterale che per dovere di completezza va ricordato, e che gode di un preliminare favorevole, questo: la paralisi completa inflitta agli Stati dell’Eurozona nella loro capacità di spendere a deficit per creare la piena ricchezza sociale, di cui la scuola e l’università sono una parte (sulla paralisi si legga il saggio paolobarnard.info/intervento) 

Di questo effetto collaterale dell’attacco all’istruzione, va detto qualcosa che vada oltre l’ovvia e annosa pratica dell’impoverimento di un servizio pubblico al fine poi di renderlo appetibile per una privatizzazione selvaggia per pochi spiccioli e per il giubilo degli investitori privati (pratica di cui il centrosinistra italiano è maestro eccelso).

sabato 20 novembre 2010

Le atomiche in casa nostra

Tra due giorni il vertice NATO di Lisbona deciderà dove dislocare le circa 200 testate nucleari tattiche attualmente sul suolo europeo, sparse tra Belgio, Italia, Germania, Olanda e Turchia.
Dislocare dove, visto che Belgio, Olanda, Germania e altri - avendo male interpretato, evidentemente, le promesse di Obama di andare verso una drastica riduzione delle armi atomiche- avevano dichiarato di non volerle più sui loro territori? Resterebbero, dunque Turchia e Italia. Ma la Turchia di Erdoğan negli ultimi tempi è diventata un alleato assai scomodo.
VIDEO IN FONDO ALL'ARTICOLO.
E non solo è poco verosimile che qualcuno le faccia una tale proposta, ma è ancor meno verosimile che Ankara l'accetterebbe. Rimane, apparentemente, l'Italia, che sulle sue circa 80 bombe atomiche sparse nei suoi territori non ha mai detto parola, né ai tempi del centro sinistra, né ai tempi presenti della destra. E oggi, con un Berlusconi traballante, bisognoso dell'aiuto dell'abbronzato presidente, non vede l'ora di accettare. Intanto quelle armi non fanno nemmeno il solletico all'amico Putin.

giovedì 18 novembre 2010

Il problema yemenita

Sana'a
Un'ampia campagna militare contro al Qaedae la costruzione di basi militari destinate all'esercito yemenita, ma con la presenza di consiglieri Usa, nelle zone tribali più remote del Paese, per stanare i leader dell'organizzazone jihadista. E' quanto starebbe progettando il Pentagono nello Yemen, secondo quanto scrive oggi il Wall Street Journal.
La proposta, non ancora formalizzata da Washington, strebbe già sollevando dubbi a Sanàa, che non vede di buon occhio un eventuale presenza di forze americane in queste future basi.

Gli Stati Uniti vogliono comunque rafforzarsi nel Paese dove è più forte la presenza di al Qaeda della penisola arabica. 
Il primo, più importante, aspetto da affrontare, hanno spiegato fonti dell'amministrazione Usa, è quello della scarsa quantità di informazioni di intelligence relative i nascondigli e covi dei leader dell'organizzazione. Questo crea "una situazione di vulnerabilità" che il governo americano "si sta impegnando ad affronatare velocemente", spiegano le fonti. 
L'attuale rete di spie è infatti gestita dai sauditi che, secondo Washington, non si sarebbero rivelati efficienti.

Scempio sulle statue di Marte e Venere

Prima
Dopo
Venere ha riacquistato entrambe le mani. Marte, insieme alla destra, anche il pene perduto da tempo. Miracolo a Palazzo Chigi. Per espressa volontà di Silvio Berlusconi. E in barba alle regole del restauro che vietano ripristini e falsi storici che alterino l'autenticità dell'opera d'arte.

Il celebre gruppo marmoreo, con i ritratti romani di Marco Aurelio e della moglie Faustina innestati sui corpi "greci" degli dei dell'Olimpo, è stato sottoposto a un intervento di chirurgia estetica che rischia di avere pesanti riflessi negativi sulla scultura del 175 dopo Cristo. E sull'immagine della scuola dei restauratori italiani nel mondo. Così, dopo le polemiche per lo spostamento dal Museo delle Terme di Diocleziano a Palazzo Chigi, una nuova bufera sta per abbattersi sui preziosi 1.400 chili di marmo. 

sabato 13 novembre 2010

Anna Kushchyenko tradita dal colonnello Shcherbakov

“C’è qualcosa di davvero marcio nei nostri servizi segreti”, ha confidato all’agenzia Ria-Novosti un alto ufficiale in pensione dell’intelligence russa, dopo che il quotidiano Kommersant ha rivelato il nome della “talpa” che nel giugno scorso ha fatto scoprire agli americani una rete di dieci spie russe operanti negli USA: un nome importante, importantissimo, quello del colonnello Shcherbakov, l’uomo che gestiva l’intera rete del SVR (i servizi segreti civili russi) in America. La rivelazione è stata un terremoto psicologico, in Russia: scoprire che a tradire i dieci agenti è stato proprio l’uomo che li aveva “piazzati” e ne seguiva le attività ha voluto dire rendersi conto che l’intero sistema è corrotto e insicuro.

“Questo significa – continua l’alto ufficiale in pensione – che le cose sono veramente messe male sul piano della sicurezza interna a Yasenevo (la località alla periferia sud di Mosca dove ha sede il SVR, ndr) e che probabilmente lì stanno lavorando sulle cose sbagliate”. Tutto da rifare, insomma. Anche perché la vicenda sembra mettere in luce errori e ingenuità inconcepibili per un servizio segreto degno di questo nome. Per esempio il fatto che il traditore in questione, Shcherbakov, aveva da molti anni una figlia che vive negli Stati uniti: “Come si può consentire a un uomo che ha un parente stretto che vive all’estero di occupare una posizione così delicata e cruciale?”. E non basta, visto che i massimi dirigenti del SVR, un anno prima che esplodesse lo scandalo, non avevano ritenuto di doversi preoccupare per il fatto che Shcherbakov aveva rifiutato una promozione di carriera importante – promozione che comportava l’obbligo di sottoporsi alla “macchina della verità” e che il colonnello non aveva nessun motivo di rifiutare.

venerdì 12 novembre 2010

L'economia dell'Est da segni di risveglio

Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia sono tornate ad esportare i loro prodotti nell’Europa occidentale. Romania, Bulgaria e Paesi Baltici sono invece ancora impigliati nelle secche della crisi. La tempesta finanziaria degli ultimi due anni ha cambiato la geografia dei paesi dell’Europa centro-orientale e un’approfondita analisi del Financial Times Deutschland ne ridisegna confini e paesaggi: a vent’anni dalla caduta dei muri, le vecchie ferite della guerra fredda sono ormai sanate e le grandi differenze economiche non corrono più tra est e ovest ma fra centro e periferia.

Fra un centro che sulla tradizione mercantile mitteleuropea ha saputo costruire un moderno cuore industriale e una periferia che si dibatte fra debiti pubblici e privati e debolezze competitive. Negli Stati definiti «periferici», la crescita registrata fra la seconda metà degli anni Novanta e la prima metà del Duemila è stata determinata principalmente dai crediti, divenuti poi indigesti per i mercati finanziari. In alcuni casi si è sfiorata la bancarotta con l’intervento degli istituti internazionali e la conseguente adozione da parte dei governi di severe politiche di risparmio. Esattamente l’opposto è avvenuto nell’area «centrale», dove la creazione di valore aggiunto dell’economia è legato per una percentuale che oscilla tra il 20 e il 30 per cento al settore industriale. Più che in Germania.

Lo spettro dell'anarchia si aggira per gli Stati Uniti

Karl Marx una volta scrisse: "un fantasma si aggira per l'Europa", scrisse quelle parole alla vigilia dei moti rivoluzionari in Italia e Francia del 1848 e che presto avvolsero gran parte del continente. All'insaputa della maggior parte degli Americani, l'Europa è di nuovo divorata dalla rivolta, che minaccia di espandersi. La crisi finanziaria, cominciata negli USA ed estesasi in tutto il mondo, insieme alla crisi del debito sovrano dell' Unione Europea, come risultato, ha acceso la passione di masse soffocate e ridotte in schiavitù; la gente ha riconosciuto la propria condizione di schiavitù ed ha denunciato i suoi padroni. I regimi perlopiù capitalisti non sono meno colpiti di quanto lo siano i regimi socialisti, comunisti o teocratici, tutti loro hanno il solito padrone. 

Sulla scia dei disordini civili del 2009 avvenuti in Lettonia, Lituania, Ucraina, Bulgaria, Montenegro, Polonia, Germania, Ungheria, Grecia, Portogallo e Republica Ceca, in risposta alle diverse misure di austerity prese dai governanti, una rivolta in piena forza è scoppiata in Francia. Proprio come le proteste politiche in seguito alle elezioni iraniane del 2009, dopo mesi le proteste e manifestazioni in tutta Francia hanno preso una piega più violenta, e continuano ad aumentare i segnali di una insurrezione armata. Dall' altra parte dell' Atlantico, anche i canadesi hanno tolto gli occhi dal puck (il disco usato nell' hockey) abbastanza per diventare furiosi, hanno organizzato le proteste al meeting del G-20 a Toronto (avrebbero reso fiero un francese) proteste che hanno spinto una delle più addomesticate bestie politiche a mettere a nudo le sue zanne tiranniche.

Salvata Finmeccanica, stanziato 1 mld di euro in armamenti

Nei giorni scorsi, nonostante le difficoltà finanziarie in cui versano le casse dello Stato, le commissioni Difesa di Camera e Senatohanno approvato in fretta e furia, e con ilsilenzio-assenso dell'opposizione Pd, unprogramma di riarmo del valore di quasi un miliardo di euro, buona parte dei quali finiranno alle aziende belliche del gruppo industriale guidato Pier Francesco Guarguaglini.

Il programma pluriennale di acquisizione armamenti, legato al crescente impegno bellico dell'Italia sul fronte di guerra afgano e alle esigenze strategiche della Nato, prevede una spesa complessiva di di 933,8 milioni di euro nell'arco dei prossimi quattro/nove anni. 
Vediamo il dettaglio di quella che potrebbe essere l'ultima lista della spesa del ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

200 milioni di euro sono destinati a fornire i nostri elicotteri da guerra A-129 Mangusta, operativi in Afghanistan, dei nuovi sistemi di puntamento Ots fabbricati dalla Salex Galileodi Finmeccanica, che consentiranno di colpire al meglio gli obiettivi ''nei nuovi scenari di impiego degli elicotteri, in situazioni caratterizzate da fluidità e indeterminatezza della posizione delle forze amiche e nemiche''. Nella stessa cifra è compresa una fornitura, sempre per gli elicotteri Mangusta, di nuovi missili anticarro Spike, di fabbricazione israeliana, che andranno a sostituire gli attuali missili Tow, meno potenti.

mercoledì 10 novembre 2010

La scuola secondo il modello leghista

Meno ore di lezione, buono scuola e assunzione a livello locale degli insegnanti. Ecco l'istruzione pubblica vista dai leghisti. Nel corso di un convegno organizzato dalla scuola Bosina di Varese (fondata dalla moglie di Umberto Bossi) il Carroccio ha illustrato la ricetta per "risanare la scuola", inquadrando i diversi rimedi proposti "nella realtà scolastica europea che non solo le giustifica, ma le rende totalmente appetibili e di sicuro effetto". Il rilancio passa attraverso 17 punti, di cui 5 strategici e 12 che si possono realizzare "da subito".

martedì 9 novembre 2010

Le escort ad Arcore senza controlli - Video

Il Cavaliere e le sue avventure

Berlusconi a Viareggio
Una serie impressionante di malintesi, sciagure e rovesci politici si sta riversando su Silvio Berlusconi. Per prevenire i prossimi, e studiare adeguate contromosse, il premier si è affidato a una équipe di veggenti, per precauzione tutti maggiorenni, che ha stilato per lui un breve elenco delle prossime disavventure.

Novembre Aumentano i cumuli di rifiuti per le strade di Napoli, nonostante una telefonata notturna di Berlusconi alla Questura per darli in affido a Nicole Minetti. Caso Ruby: nel tentativo di scagionare il premier, la ragazza cambia versione. Il Bunga Bunga non è affatto un rito sessuale, è un combattimento all'ultimo sangue tra gladiatori, per intrattenere gli ospiti durante le cene a Arcore. Imbarazzo della Chiesa, che si placa solo quando don Verzè assicura di avere personalmente dato l'estrema unzione ai gladiatori agonizzanti. Il Milan va male, aspre critiche alla rosa composta da ventisei attaccanti, un centrocampista, un difensore e un portiere con forte propensione offensiva: vuole battere i corner e lascia la porta sguarnita per quasi tutta la partita. Notte brava di Ronaldinho in discoteca per festeggiare i cento chili. 

lunedì 8 novembre 2010

I servizi segreti Usa e l'omicidio misterioso

L'alone di mistero attorno al tipo di attacco che ha fatto saltare in aria l'automobile guidata da Muhamad Jamal Nimnim, mercoledì 4 novembre a mezzogiorno nel centro di Gaza city, pare svelarsi e lasciare il campo a inquietanti scenari.

Nimnim, 27 anni dal campo profughi di Shati, era uno dei leader dell'Esercito dell'Islam, e nel 2007 aveva fatto damediatore con Hamas per il rilascio del giornalista britannico della Bbc Alan Johnston, rapito dalle sue milizie. 
Poco dopo l'esplosione che l'ha ucciso sul colpo, ferendo gravemente un altro passeggero con lui a bordo mentre transitavano vicino all'università islamica, i numerosi testimoni in strada avevano raccontato di non aver visto in cielo né droni né caccia F16 israeliani, cosa scontata prima e dopo ogni bombardamento aereo.
Quindi dapprima si era parlato con certezza di un ordigno sull'automobile fatto detonare a distanza, evento raro a Gaza, ma con precedenti: in passato collaborazionisti d'Israeleavevano infatti già compiuto attentati simili.

Studio aperto e la falsa informazione

Lo scopo, di questa rubrica è, come già ricordato, mostrare i livelli dei principali indicatori economici e raffrontarli con il livello raggiunto prima della crisi. Il grafico mostra i dati, ripresi dal sito Istat, relativi al livello del Pil trimestrale a valori concatenati (ossia depurati dall’inflazione) e destagianalizzati (depurati per l’effetto di calendario) .

sabato 6 novembre 2010

La Domus Gladiatori non c'è più, Bondi vergognati

Non è crollato solo un muro, come inizialmente si pensava, ma l'intera Domus dei Gladiatori, così chiamata perché al suo interno si allenavano gli atleti nell'antica Pompei. Il crollo, secondo primi accertamenti, è avvenuto intorno alle ore 6 ed è stato notato dai custodi appena arrivati al lavoro verso le ore 7.30. L'area al momento è transennata e non è possibile accedere.

La guerra messicana a quota 10000 morti

L'ultimo l'hanno ammazzato poche ore fa, chissà dove. La sua testa è stata ritrovata ieri mattina, appesa ad un lampione. Aveva gli occhi bendati, il che può significare che l'uomo aveva visto troppo o che era a sua volta un killer o ancora che stava per tradire: a Ciudad Juarez, grigia città alla frontiera con il Texas, il linguaggio dei cadaveri vanta un'infinità di sfumature a seconda della parte del corpo che viene restituita per la sepoltura o della messinscena dell'esecuzione. Tre giorni fa, vicino ad Acapulco, di corpi la polizia ne ha rinvenuti ventisette, ammonticchiati in un canale. I narcos non li avevano neanche seppelliti. La settimana scorsa, invece, a Urapan, nello stato del Michoacán, un'intera famiglia è stata sterminata durante una festa di compleanno.

E' raccapricciante il bollettino della guerra dichiarata quattro anni fa ai trafficanti di droga dal presidente messicano Felipe Calderon. Sono cifre da battaglie di trincea, da offensive tra eserciti regolari. Se nel 2009 ci sono stati 17 omicidi al giorno legati al narcotraffico, nei primi nove mesi di quest'anno i morti quotidiani sono saliti a 38. Dall'inizio del 2010, notizia riferita due giorni fa, i narcos hanno ucciso 10.043 volte. Ogni tre quarti d'ora, c'è qualcuno che viene massacrato di botte o torturato o amputato, e infine ucciso.

Dinastia Putin, ovvero una lista di figli, cognati, fratelli, fidanzati e mascherati, trasformati in milionari e multimilionari

Tutti sanno quanto sia dotato il nostro capo del governo, Vladímir Putin. Agguerrito lottatore di Jiu Jitsu, conduttore temerario, conquistatore su sci di piste di montagna, nonché valoroso pescatore. Sembra, però, che nelle questioni economiche se la cavi un tantino peggio. Certo che con le sue doti, gli si può perdonare questo ed altro. Dopotutto, ai potenti che lo hanno preceduto e ispirato – Sobchak, Yeltsin, Gaidar – non sembra essere andata molto meglio. Per il resto, il nostro primo ministro è un ragazzo stupendo e padre di famiglia. Uno di quelli da prendere come esempio. Soprattutto, ovviamente, per i parenti. Parenti che in quanto a talenti assomigliano al “ragazzino numero uno” della Patria.

venerdì 5 novembre 2010

In Afghanistan la guerra è una cosa "privata"

In seguito all'annuncio di Hillary Clinton di rinnovare i contratti con le security agencies presenti in Afghanistan, il governo Karzai si è visto costretto a rimandarne la messa al bando dal paese. La Blackwater cambia il nome (ora Xe Services) ma non i metodi. In Afghanistan la guerra è una cosa "privata".

1. Mentre a Kabul prosegue la trattativa diretta tra il presidente Karzai e alcuni capi talebani per porre fine ad una guerra giunta al nono giro di boa, in Occidente è passata sotto silenzio la decisione del governo afghano, prima annunciata e poi ritirata, di mettere al bando le varie agenzie private di sicurezza che operano nel paese.
Già in estate Karzai aveva disposto con decreto l'allontanamento di tutte le compagnie mercenarie dal paese (definite "ladri di giorno, terroristi di notte"), perché responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan. Il piano del presidente prevedeva lo scioglimento di tutte le compagnie nel termine del primo gennaio prossimo. "Non solo provocano tanto disagio al popolo afghano," aveva detto Karzai il 16 agosto, "ma sono in realtà in contatto con gruppi mafiosi e, forse, anche dietro il finanziamento di militanti, ribelli e terroristi".

martedì 2 novembre 2010

Il profilo dell'agente Ibar

La storia è di quelle importanti. Il giornale macedone Dnevnik pubblica un articolo dove viene delineato il profilo dell'agente Ibar, nome in codice di un macedone di etnia albanese, leader secessionista nel 2001 e passato adesso alla politica in giacca e cravatta. Solo che, almeno fino al 2001, lavorava per i servizi segreti serbi. Facendo il doppio gioco, in quanto uomo anche dei servizi segreti di Tirana.
Una storia enorme, anche perché tutti gli indizi seminati dal giornale, come le molliche di pane di Pollicino, portano ad Alì Ahmeti, attuale leader del partito Democratic Union for Integration (Dui) nella coalizione di governo e punto di riferimento della corposa minoranza albanese in Macedonia.
Ahmeti, nel 2001, è stato il capo dell'Esercito di Liberazione Nazionale(Uqk), costola del più noto Esercito di Liberazione del Kosovo (Uck), fondato inSvizzera a metà degli anni Novanta e in lotta per l'indipendenza da Belgrado, ottenuta nel 2008. Ahmeti e gli albanesi macedoni, subito dopo il conflitto in Kosovo nel 1999, volevano staccarsi dal governo centrale di Skopje, in Macedonia. Dopo sei mesi di guerriglia, costata la vita ad almeno quarantatre' persone, l'Uqk accettò gli accordi di Ohrid e cessò le ostilità, ottenendo la rappresentatività della comunità albanese nelle istituzioni macedoni. Ahmeti passò alla lotta politica e, nel 2002, entrò nella coalizione di governo della quale fa ancora parte.

lunedì 1 novembre 2010

Senza futuro

Il Berlusconi barzellettiere, bestemmiatore e viveur incarna la trasgressione e provoca una schizofrenia di massa nella società. Dove un precario può introiettare il suo disagio e non esprimerlo in conflitto sociale

Vi racconto una storia. Qualche anno fa stavo facendo un’inchiesta sul precariato cognitivo: intervistavo ragazzi/uomini più o meno trentenni, laureati, iperformati, che vivacchiavano tra assegni di ricerca volatili, elemosine dei genitori, e nebulose promesse di contratti – quel paesaggio tristanzuolo che conosciamo. Mi capitò una ragazza/donna, dottorata in antropologia, che era riuscita a strappare una collaborazione part-time in una fondazione che le garantiva 650 euro al mese; il resto del tempo lo impiegava tenendo in vece della sua vecchia pigra professoressa un paio di corsi, esami e altro pseudo-volontariato universitario – retribuito poco più di un rimborso spese (un altro migliaio di euro all’anno). Tra gli intervistati, non era una di quelli messi peggio.

Era una tipa in gamba, determinata, fiera della propria indipendenza (non voleva chiedere soldi ai suoi), e soprattutto iperconsapevole delle condizioni di sfruttamento, delle dinamiche baronali dell’accademia etc… Viveva insieme a altre quattro tizie in un appartamento a Tor Pignattara. Condivideva una stanza doppia, per cui pagava 200 euro al mese, un prezzo buonissimo. Più o meno a conti fatti le restavano cinquecento euro, che potevano un po’ aumentare con qualche introito delle ripetizioni (terzo lavoro, dunque). Di questi soldi ne spendeva circa 300 al mese, mi disse, per fare analisi. Ne aveva un assoluto bisogno perché si sentiva piuttosto depressa: a trenta e passa anni dormiva in un posto letto col materasso smollato come una matricola fuorisede appena approdata a Roma, non immaginava nessuno sbocco lavorativo concreto a lungo termine, si sentiva una fallita nei confronti dei suoi, non riusciva a prendere sul serio nessuna relazione sentimentale, aveva un desiderio di un figlio che le pareva pura incoscienza, era sempre stanca (la fondazione dove lavorava aveva la sede dall’altra parte della città rispetto a casa e all’università). 

La Cina è in Europa dell'Est e in Germania cresce la preoccupazione

"La Cina sta cercando un paese che possa fare da ponte tra noi ed i Paesi dell'Unione Europea", ha dichiarato il ministro del commercio cinese Chen Deming al ministro dell'economia della Bulgaria Traicho Traikov, nel corso dello Shangai Expo a luglio.
Sembra proprio che la Bulgaria possa rappresentare questo tipo di paese: dopo l'accentuarsi della crisi in Europa orientale e le delusioni che i Paesi un tempo inseriti nel blocco sovietico hanno provato nel rapporto con l'Ovest, sembra che l'attenzione verso la Cina stia crescendo e dando buoni frutti alla politica espansiva della Repubblica Popolare, che sembra fra l'altro immune dai problemi finanziari che affiggono l'Occidente.

La palude afgana

Nel luglio scorso, dopo l’annuncio dell’ennesima strage di vittime collaterali, persone innocenti uccise da un razzo che aveva centrato una casa nel distretto di Sangin, nella turbolenta provincia meridionale di Helmand, il presidente afghano, Hamid Karzai, chiedeva alla NATO di introdurre ogni possibile misura per evitare danni ai civili durante le operazioni militari: «Il successo contro il terrorismo non si ottiene lottando nei villaggi afghani, ma colpendo i santuari e le fonti ideologiche e finanziarie che si trovano oltre frontiera».

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