martedì 19 ottobre 2010

La sede del parlamento ceceno a Grozny sotto attacco

   
La sede del parlamento ceceno a Grozny
Un attacco armato è stato lanciato questa mattina presto contro la sede del parlamento ceceno a Grozny, da un numero ancora imprecisato di militanti islamisti. Ci sono state esplosioni ed è iniziata una sparatoria con le forze di sicurezza. Secondo le prime informazioni ci sarebbero numerose vittime.
Stando alle notizie uscite da fonti governative cecene, gli attaccanti sarebbero stati “almeno quattro”  e sarebbero entrati nel recinto dell’edificio su un’auto confusa tra quelle che portavano sul posto i deputati. Subito dopo l’inizio dell’attacco sul posto sono intervenute le forze speciali, guidate personalmente dallo stesso presidente ceceno Kadyrov,  e al termine della battaglia i militanti sarebbero tutti morti, insieme a due guardie della security e a un paio di dipendenti del parlamento. Nessuna vittima invece tra i deputati. Altre fonti affermano però che almeno uno dei militanti in realtà sarebbe sopravvissuto alla sparatoria e si sarebbe rifugiato con uno o più ostaggi in una stanza del palazzo. Contrastanti anche le informazioni sulle esplosioni, alcuni parlano di terroristi suicidi che si sarebbero fatti esplodere, altri di mine piazzate in alcuni punti dell’edificio.


Probabilmente l’attacco aveva nel mirino anche il ministro dell’interno federale Rashid Nurgaliyev, che stamattina era a Grozny per colloqui con le autorità cecene e che doveva anche recarsi in parlamento. A quanto si apprende da Mosca, il ministro sarebbe però sano e salvo.
Un attacco simile per gravità era stato condotto lo scorso agosto contro la residenza del presidente Kadyrov nel villaggio di Tsentoroi; anche in quel caso c’era stata una battaglia con numerosi morti e gli attaccanti erano stati tutti uccisi. Rispetto agli ultimi anni, si sta notando in Cecenia una ripresa degli attacchi “militari” contro obiettivi importanti, attacchi chiaramente volti a dimostrare che la guerriglia non solo non è stata annientata come pretendono Kadyrov e il Cremlino ma anzi è in grado di organizzare importanti operazioni; d’altra parte è anche chiaro che queste operazioni non sono più efficaci e imponenti come qualche anno fa, quando vi partecipavano varie decine di militanti e provocavano vere stragi di guardie e di funzionari.
Oggi si tratta di imprese audaci ma suicide, condotte da piccoli nuclei e non in grado di impensierire davvero gli avversari dal punto di vista militare; probabilmente il loro obiettivo è in parte di pura propaganda verso la popolazione e l’opinione pubblica russa, e in parte mira a stabilire una gerarchia tra i gruppi e i comandanti militari della guerriglia, di recente teatro di divisioni politiche e persino religiose, con pericolose polemiche scoppiate tra i principali leader.

di Astrit Dakli

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