mercoledì 1 settembre 2010

Scuola, il sud rischia il tracollo definitivo

E come se non bastasse è partita una campagna per dimostrare che i docenti del sud sono pure privilegiati. Parliamoci chiaro, la scuola è stata, ed è un ammortizzatore sociale. Non prendiamoci in giro, ha ragione la Gelmini, la quale non dice, però, che la scuola ha avuto funzione di ammortizzatore sociale soprattutto per il sud. Basta dare un'occhiata alle graduatorie ad esaurimento per scoprire che gli iscritti sono tutti del sud.

So di dire una cosa per metà impopolare, da Napoli in giù, nell'ex felice Regno delle due Sicilie, ma è vero, perchè tutta l'amministrazione pubblica è stata un ammortizzatore sociale che ha avuto una funzione importante per mantenere il parassitario apparato produttivo del nord. Ed domani, oggi, pagherà le conseguenze dell'indebitamento.

Il sud ha dato risorse al nord in termini umani, finanziari, ha fatto da mercato (chi vive al sud dovrebbe dare un'occhiata alle etichette dei prodotti che consuma giornalmente), ha fornito docenti che formassero la classe politica elitaria-padana, ha fornito braccia e intelligenze per le industrie padane. Chi parla di differenze tra nord e sud dovrebbe prima andare a rileggere le scelte di politica-economica dei 150 anni di "unità" e i risvolti sociali che hanno causato, a partire dalle ondate migratorie verso l'"opulento" nord e la disgregazione di una società e di una cultura millenaria.
Oggi il sistema Italia è al tracollo e a doverne fare le spese deve essere una parte del paese, ovviamente il sud. Vedremo.

Al sud devono andare meno risorse, anzi quelle che gli spettano, perchè stanziate dall'UE per il suo sviluppo, devono andare al nord. Tanto che Pino Aprile, nel suo ormai best-seller "Terroni, tutto quello che è stato fatto perchè gli italiani del sud diventassero meridionali", definisce Tremonti come "il ministro alla sottrazione delle finanze del Mezzogiorno" (pg. 97). Il sud è il bancomat del nord, secondo voi Bossi vuole la secessione?

Questo sarà il filo conduttore del padan-federalismo e la scuola non ne sarà esentata. A sud si taglia e si taglierà di più, al sud vanno e andranno meno risorse, al nord si concedono cattedre extra come in Piemonte ed in Emilia Romagna (notizia fresca fresca) senza batter ciglio, in Sicilia invece si deve rischiare di morire facendo lo sciopero della fame, perchè la situazione è drammatica. E quando vengono i rappresentanti del governo italiano nell'isola, l'unica soluzione prospettata è che del problema se ne accolli il governo siciliano facendo uso delle risorse per lo sviluppo.

La disparità di trattamento è fin troppo evidente, quindi non va bene. Non bisogna però metter mano seriamente alla situazione per risolverla, ma buttare fumo negli occhi decontestualizzando numeri e statistiche.

Il sud è privilegiato. Infatti, lì, hanno più docenti di sostegno del nord, i "furbettini del sostegnino". In realtà l'assunzione nel sostegno è stata determinata, come messo in evidenza dall'ANIEF, dalla legge 244/2007” (è la finanziaria dell’ultimo governo Prodi) nella quale “il legislatore abolì la distinzione tra insegnante di sostegno di fatto e insegnante di sostegno di diritto, portando il numero complessivo di immessi in ruolo nel sostegno in numero pari al 70% dell’intero organico 2006-2007”. E nessuna regione ha superato il tetto massimo. Quindi se al sud si è immesso in ruolo di più non è stato certo per particolari concessioni. Evidentemente al nord l'adeguamento negli ultimi anni è stato meno evidente perchè in passato si è immesso in più nel sostegno rispetto alle altre parti d'italia. Ma fa figo sparare a zero sul sud, l'importante è questo

E si arriva pure all'assurdo, nel giustificare gli spaventosi tagli al sud affermando che sono in parte dovuti al calo delle nascita. In parte, appunto. E il resto?

Si dimentica però di denunciare la disparità di trattamento tra Lombardia e Sicilia nell'assegnazione del tempo prolungato, come fatto in una recentissima affermazione di Eleonora Lo Curto, vicecommissario regionale siciliano del Movimento per le autonomie. Lapsus.

La Gelmini intanto la sogna, la scuola. Ha dichiarato, secondo quando riportato dall'Ansa, che immagina "una lavagna interattiva multimediale. Il grembiule. L'ebook. Un maestro unico preparatissimo. Una scuola meritocratica dove sia grande l'attenzione per l'inglese e per la musica''. Dimentica, però, di specificare la locazione della fiction.

di dp

Fonte: orizzontescuola.it

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