giovedì 23 settembre 2010

La nuova formazione di docenti della Gelmini, un abuso nei confronti dei docenti giá inseriti nelle graduatorie ad esaurimento

Il Ministro Gelmini riconferma l’intento di formare nuovi docenti. Ora, davanti al taglio di 133.000 lavoratori della scuola, tra cui molti insegnanti vincitori di concorso e scuole di specializzazione, bisogna ribellarsi con forza nei confronti di una politica scorretta che vuole ledere persone e lavoratori che hanno acquisito diritti con l’inserimento in graduatorie finalizzate alla stabilizzazione a tempo indeterminato. Non si possono, infatti, da una parte tagliare docenti, meno giovani, giovani, ma anche giovanissimi, adducendo una nuova formazione innovativa, visto che gli insegnanti precari che hanno frequentato le scuole di specializzazione hanno un percorso formativo uguale a quello che si vuole proporre ora. Infatti i nuovi corsi di formazione degli insegnanti si svolgeranno in 6 anni, 3+2+ di nuovi corsi universitari + 1 anno di tirocinio, per un totale di 6 anni, ma proprio come i 4 anni di lauree del vecchio ordinamento + 2 anni di scuole di specializzazione con tirocinio. E poi non solo è uguale il percorso di tirocinio nelle scuole pubbliche, ma è uguale anche la selezione, con test, prova scritta e orale, uguale il percorso con tutor, uguale la presenza di docenti universitari e insegnanti delle scuole pubbliche tra i formatori, uguale l’orientamento per imparare ad insegnare, uguali gli esami di didattica, psicologia e pedagogia. Anzi, mentre le scuole di specializzazione selezionavano sulla base delle effettive esigenze di assunzione, calcolate sulle previsioni occupazionali per l’anno futuro a quello della selezione, i nuovi percorsi formativi selezioneranno e abiliteranno da subito con un 30% in piú rispetto all’occorrente. E potete confrontare quanto scritto attraverso questo link che riporta ad un articolo indicante il decreto per la nuova formazione dei docenti http://www.orizzontescuola.it/node/11433 , e poi confrontarlo con l’articolo scritto da me lo scorso anno per richiamare l’attenzione dei lettori verso la scorrettezza di una politica che allontana dal lavoro delle persone abilitate con concorsi e scuole di specializzazione, e dall’altra promuove una nuova formazione per gli stessi posti di lavoro, giustificandola come innovativa quando non lo è http://www.coronadelogu.com/2009/12/27/la-scuola-alle-porte-del-2010-il-ministro-gelmini-a-ballaro-la-riforma-scolastica-e-la-sorte-dei-precari/ . Per migliorare le condizioni socio economiche della nazione bisogna assumere piú docenti, ma nel frattempo non si possono fare nuove formazioni se prima non vengono assunti quelli precari giá formati dallo Stato e vincitori di concorsi e scuole di specializzazione, per giunta uguali ai supposti nuovi corsi. In queste giornate di convocazioni per il conferimento di incarichi di docenza a tempo determinato, davanti a insegnanti che per anni hanno lavorato nella scuola pubblica e ora si trovano con un nulla in mano, magari avendo anche una famiglia a carico, o davanti a insegnanti giovanissimi e giovanissime, formati nelle scuole di specializzazione, con le lacrime agli occhi, perché dopo anni dal conseguimento dell’abilitazione, ancora non riescono a lavorare, per le contrazioni date dallo scriteriato taglio delle ore o dalla formazione di classi di 30 alunni, tra l’altro soluzioni che non hanno nulla di pedagogico e che incrementano l’abbandono scolastico, bisogna denunciare con forza questa nuova formazione di docenti, che si traduce in un abuso nei confronti dei docenti giá inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. Qui si sta consumando un crimine e non si puó rimanere in silenzio. Ci dica il Ministro, e se non si è documentata sulla formazione nelle scuole di specializzazione lo faccia, quale sia la concreta differenza tra queste e i nuovi corsi di formazione, perché si puó affermare con assoluta sicurezza che sia solo un adeguamento dei nuovi corsi universitari al vecchio, e su questa base ci dica come possa giustificare i tagli degli insegnanti nel sistema nazionale, magari escludendo docenti non solo trentenni ma anche al di sotto di questi anni, e specializzati, se poi vuole formare nuovi docenti. La critica è ferma e decisa e la domanda é di assoluta serietà, indipendente da qualsiasi orientamento partitico. Il Ministro se sa risponda, altrimenti prenda coscienza che una nuova formazione esclude le motivazioni tecniche di riduzione del personale, come la continua reiterazione di contratti a tempo determinato protratti negli anni.


di Cristian Ribichesu

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