mercoledì 29 settembre 2010

Avviato il gasdotto transafgano

Dopo anni di incertezze e trattative, lunedì adAshgabat, capitale dell'ex repubblica sovietica del Turkmenistan, i ministri energetici afgano, pachistano, indiano e turkmeno hanno firmato l'accordo quadro per la costruzione della gasdotto 'Tapi' (dalle iniziali dei quattro paesi coinvolti) entro la fine del 2014.

Una tubatura lunga 1.680 chilometri che trasporterà (a un ritmo di circa 90 miliardi di litri al giorno) il gas naturale estratto dai giacimenti turkmeni di Daulatabad attraverso l'Afghanistan occidentale e meridionale (Herat, Farah, Helmand e Kandahar) fino in Pakistan e in India.

Il gas verrà completamente captato lungo il suo percorso attraverso i tre paesi: ogni giorno, circa 14 miliardi di litri rimarranno in Afghanistan, 38 finiranno nei gasdotti pachistani e altrettanti in quelli indiani.

Il Tapi, quindi, non servirà a rifornire i mercati energetici occidentali, com'era previsto nel progetto iniziale della compagnia petrolifera californiana Unocal, che non includeva l'India e prevedeva che i gasdotto terminasse al porto pachistano di Gwadar, sul Mar Arabico, da dove poi avrebbe dovuto essere trasportato via mare.

sabato 25 settembre 2010

Quali sono le regioni più gettonate dai precari disposti a trasferirsi?

voglioilruolo.it - Disporre dei numeri sulle consistenze dei pettini e delle code, è importante ai fini delle scelte che i docenti dovranno fare durante l’aggiornamento delle graduatorie previsto per il 2011. Infatti, mentre le province di pettine sono generalmente i luoghi in cui si vive o si spera di lavorare, le code rappresentano i luoghi in cui un docente sarebbe disposto a trasferirsi pur di insegnare.
La consistenza delle code è pertanto un’indicazione orientativa su quanti docenti, avendo espresso nel 2009 una predisposizione a trasferirsi in quelle province, potrebbero sceglierle definitivamente nel 2011.

Colombia, ucciso il numero 2 delle Farc

Il primo a felicitarsi con il nuovo presidente Juan Manuel Santos, che gli è subentrato il 7 agosto scorso, è stato Álvaro Uribe, che dopo gli 8 anni trascorsi al palazzo presidenziale di Nariño a Bogotá, anziché finire come avrebbe meritato davanti alla Corte penale internazionale dell'Aja per crimini di lesa umanità, è stato gratificato con una cattedra alla Georgetown university in quanto «distinguished scholar in the practice of global leadership» e incredibilmente invitato dal segretario generale Ban Ki-moon a far parte della commissione incaricata di indagare sull'assalto terroristico dei commandos israeliani alla nave turca Marmara della flottiglia umanitaria diretta a Gaza.

giovedì 23 settembre 2010

Accordo Gelmini-La Russa nei Licei si imparerà a sparare

Mai la scuola italiana aveva raggiunto, nel corso degli ultimi decenni, un livello così basso. Per molti quasi un punto di non ritorno. Lo confermano i dati statistici, lo stato degli atenei italiani, le difficoltà della didattica, gli scarsi risultati degli studenti (rispetto ai coetanei europei). La scuola italiana è al collasso, si sa, nonostante le tante riforme (pseudo-riforme) di questi ultimi anni. Un numero considerevole di tentativi che, invano, hanno cercato di dare un po’ di respiro al settore, senza riuscirci. Anzi, quello che abbiamo davanti è un quadro sempre più cupo, senza prospettive. E così, assistiamo, ad una serie di scandali, di decisioni eclatanti, spesso non conformi neanche alla stessa legge italiana. Lo sa il Ministro dell’Istruzione Gelmini, lo sanno gli operatori della scuola, lo sanno gli studenti. E dalla scuola di Adro al nuovo protocollo firmato fra il Ministro dell’Istruzione Gelmini e il Ministro della Difesa La Russa, il passo è davvero breve. Forse l’ultimo colpo di coda di un’estate “drammatica” per la scuola, che preannuncia un autunno davvero caldo, anzi, incandescente.

La nuova formazione di docenti della Gelmini, un abuso nei confronti dei docenti giá inseriti nelle graduatorie ad esaurimento

Il Ministro Gelmini riconferma l’intento di formare nuovi docenti. Ora, davanti al taglio di 133.000 lavoratori della scuola, tra cui molti insegnanti vincitori di concorso e scuole di specializzazione, bisogna ribellarsi con forza nei confronti di una politica scorretta che vuole ledere persone e lavoratori che hanno acquisito diritti con l’inserimento in graduatorie finalizzate alla stabilizzazione a tempo indeterminato. Non si possono, infatti, da una parte tagliare docenti, meno giovani, giovani, ma anche giovanissimi, adducendo una nuova formazione innovativa, visto che gli insegnanti precari che hanno frequentato le scuole di specializzazione hanno un percorso formativo uguale a quello che si vuole proporre ora. Infatti i nuovi corsi di formazione degli insegnanti si svolgeranno in 6 anni, 3+2+ di nuovi corsi universitari + 1 anno di tirocinio, per un totale di 6 anni, ma proprio come i 4 anni di lauree del vecchio ordinamento + 2 anni di scuole di specializzazione con tirocinio. E poi non solo è uguale il percorso di tirocinio nelle scuole pubbliche, ma è uguale anche la selezione, con test, prova scritta e orale, uguale il percorso con tutor, uguale la presenza di docenti universitari e insegnanti delle scuole pubbliche tra i formatori, uguale l’orientamento per imparare ad insegnare, uguali gli esami di didattica, psicologia e pedagogia.

mercoledì 22 settembre 2010

L’Iran continua la sua persecuzione contro la comunità bahá'í


Sul piano teologico, la fede bahá'í  è vissuta dal clero sciita come un’enorme sfida.
Tutto sembra negoziabile tranne il riconoscimento dell’esistenza di una religione rivelata dopo l’Islam.
I bahá'í , oltre agli insegnamenti mistici, propongono all’umanità un progetto sociale,
qualificato di volta in volta dai loro detrattori come rivoluzionario oppure occidentale,
o entrambi, in quanto innovatore e progressista.
Questo spiega perché, a partire dagli anni 1930, dopo la distruzione delle comunità bahá'í  
dell’URSS, gli iraniani stalinisti si sono alleati al clero sciita e ai nazionalisti
estremisti per colpire la comunità bahá'í  e soffocarla.
Per il clero sciita l’esistenza di una rivelazione dopo l’Islam è inaccettabile come per
i dirigenti del partito stalinista era intollerabile che una religione avesse il progetto
di una società moderna e progressista.


lunedì 20 settembre 2010

Porta Pia, il Cardinale Bertone e il XX settembre

L'Uar, associazione degli atei ed agnostici italiani, sostiene che domani la Chiesa andrà a Canossa. Sarà lo Stato ad andare a Canossa come del resto fece con Enrico IV. Il cardinale Bertone sarà a Porta Pia con il Capo dello Stato e ricorderanno la breccia   con la quale i bersaglieri entrarono in Roma per farne capitale del nuovo Stato sabaudo, ma liberale. L'Uar paragona la presenza di Bertone a quella della Merkel in Normandia, come il riconoscimento di una sconfitta e l'adesione ai valori dei vincitori. Non riesco a condividere l'ottimismo di questa interpretazione dell'Uar. In effetti, se è vero che la breccia di Porta Pia registrò la sconfitta del potere temporale della Chiesa, questa non ha diminuito la sua presa sulla popolazione italiana e, nel 1929 ritornò ad essere Stato. Nel 1984 il rinnovo dei patti lateranensi accrebbe il potere della Chiesa sull'Italia che confermò la sua natura di stato concordatario e non sovrano riconoscendo una specialità alla Chiesa ribadita dagli art.7 ed 8 della Costituzione. Nel corso degli ultimi venti anni dai governi di centro-sinistra e poi da quelli di centro destra presieduti da Berlusconi il Vaticano ha ottenuto privilegi strepitosi. Riceve finanziamenti da tutte le amministrazioni pubbliche a cominciare dallo Stato e con i proventi dell'otto per mille calcolati truffaldinamente finanzia i suoi programmi di espansione e di creazione di enclavi cattoliche nel mondo come quelle di Timor, del Sudan, del Ruanda che hanno provocato milioni di morti. La religione cattolica è l'unica al mondo che è anche Stato.
Una monarchia assoluta che unifica nel Pontefice i tre poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e che non ha mai riconosciuto la Dichiarazione dei Diritti dell'uomo.

domenica 19 settembre 2010

Sigonella e il primo Global Hawk delle forze armate USA

Da oggi volare sulla Sicilia sarà come giocare alla roulette russa. La notte del 16 settembre, nella base aeronavale di Sigonella è atterrato il primo dei 5 velivoli senza pilota UAV “Global Hawk” RQ-4Bdell’US Air Force previsti nell’isola nell’ambito di un accordo top secret stipulato tra Italia e Stati Uniti nell’aprile del 2008. Alla vigilia dell’arrivo del micidiale aereo-spia, le autorità preposte alla sicurezza dei voli avevano emesso il NOTAM (NOtice To AirMen) W3788/10 in cui si annunciava che dall’una alle ore quattro di giovedì 16 sarebbero stati sospesi gli approcci strumentali e le procedure per l’avvicinamento di aerei ed elicotteri allo scalo di Catania-Fontanarossa,
il terzo come volume di traffico passeggeri in Italia, distante meno di dieci chilometri in linea d’area dalla base USA di Sigonella.

venerdì 17 settembre 2010

Una vita da supplente: lavorare gratis e pagare le tasse su un busta paga fasulla

Nel mese di ottobre del 2009 una docente di Inglese viene assunta come precaria presso un istituto tecnico commerciale di una città del nord grazie a una semplice messa a disposizione fuori graduatoria, a riprova ulteriore che di lavoro ce n’è, almeno in certe aree. Incontriamo la prof nella sala insegnanti mentre attende il cambio d’ora incollata al monitor di un computer alla ricerca di notizie sul decreto “salva precari” appena trasformato in legge dello Stato.
Le notizie non sono buone e non si capisce perché abbiano battezzato con un nome gentile e rassicurante un provvedimento che nulla può fare contro la grande mattanza di cattedre e di discipline che nel giro di pochi mesi getterà sul lastrico decine di migliaia di lavoratori con famiglie al seguito. La donna ha 38 anni e ci chiede di rispettare il suo anonimato. “Ho lasciato la mia città”, esordisce, “perché era insostenibile continuare a lavorare nelle scuole private. Nella scuola statale, peraltro, non vedevo sbocchi dalle mie parti, ora sono qui e spero nel futuro”. Ma il passato pesa tanto. In passato aveva abbandonato un posto fisso presso l’ufficio di un’azienda privata dopo essersi ribellata alla decurtazione illegale dello stipendio mensile. Ma la scuola non le ha certo riservato sorprese più piacevoli.
Perché ha lasciato il lavoro nella scuola privata?

Narcoguerra, tutti i sospetti sui reali interessi economici che si nascondono dietro la guerra in Afghanistan

Eroina afgana sui voli militari britannici di ritorno dal fronte. La notizia rafforza i sospetti sui reali interessi economici che si nascondono dietro la guerra in Afghanistan.

La notizia, diffusa lunedì dalla Bbc, dei militari britannici e canadesi accusati di trasportare eroinain Europa sfruttando l'assenza di controllo sui voli militari di ritorno dal fronte, non fa che rafforzare i sospetti sui reali interessi economici che si nascondono dietro la guerra in Afghanistan. Il traffico 'militare' di eroina scoperto tra le basi Natonel sud dell'Afghanistan (Helmand e Kandahar) e l'aeroporto militare di Brize Norton, nell'Oxfordshire, verrà liquidato con la solita spiegazione delle 'mele marce', del caso isolato che riguarda solo alcuni individui.

lunedì 13 settembre 2010

Gli israeliani “laici”


Un sondaggio dell’Ufficio centrale di statistica. Anche tra coloro che si definiscono laici, il 42% della popolazione adulta, appare comunque presente una religiosità di fondo, anche se legata alle festività più importanti o a particolari occasioni. Il 72% dichiara di essere stato in una sinagoga nel corso dell’anno passato. Il 21% della popolazione dice di essere più religiosa che in passato, il 14% meno. 



Un Paese nel quale la percentuale di coloro che si sentono “laici” è la più consistente, anche se non rappresenta la maggioranza, pur apparendo ancora solida una religiosità di fondo. E’ il dato che emerge da un sondaggio dell’Ufficio centrale di statistica di Israele, secondo il quale quasi la metà (il 42%) degli israeliani con più di 20 anni si sente “laico”, mentre l’8% si definisce “ultraortodosso”, il 12% “religioso”, il 13% “tradizionale-religioso”, il 25% tradizionale, ma “non molto religioso”. Il 21% si dice più religioso che in passato, mentre il 14% meno religioso. Comunque, il 72% dichiara di essere stato in una sinagoga nel corso dell’anno passato.

Italiani del nord un popolo sotto il tallone leghista

A proposito di violenza politica. Una scuola pubblica italiana (Adro, provincia di Brescia) è stata di fatto privatizzata dalla locale giunta e trasformata in scuola leghista, intitolata al professor Gianfranco Miglio. Sole delle Alpi impresso sui banchi, sui cestini dei rifiuti, sugli zerbini, sui tavoli, sui cartelli, sulle finestre, sul tetto, ovunque. Unico altro simbolo ammesso e anzi imposto è il crocifisso, che a scanso di equivoci è stato imbullonato ai muri: una specie di doppia crocifissione, povero Cristo.

L'episodio, quasi incredibile nei suoi termini di cronaca, e decisamente spaventoso in termini di democrazia, è inedito nella storia della Repubblica. Scuole di Stato con lo scudo crociato, o la falce e martello, o altri simboli di partito, ovviamente non se ne erano mai viste, per il semplice fatto che nessuno aveva mai osato concepire una così inconcepibile violazione di uno spazio pubblico: nemmeno nelle fasi più convulse e faziose della nostra tormentata vita politica. A Adro invece è accaduto, anche grazie alla partecipe collaborazione di una comunità fortemente coinvolta nella costruzione del nuovo plesso scolastico, fino a finanziarne gli arredi. La stessa comunità, con in testa il sindaco Oscar Lancini, non era intervenuta con altrettanta sollecitudine quando si trattò di far quadrare i conti della mensa scolastica, messi in crisi da una mora di poche migliaia di euro. Fu un imprenditore locale, allora, ad accollarsi generosamente quella spesa, guadagnandosi lo spregio e l'ira di molti suoi concittadini, sindaco in testa.

venerdì 10 settembre 2010

Le nuove regole per diventare insegnanti

Un anno di tirocinio per legare teoria a pratica. Attivazione solo in base alla necessità per evitare il precariato. Più inglese e competenze tecnologiche. Gelmini: "Si passa dal sapere al sapere insegnare. Con il nuovo tirocinio ci si forma soprattutto sul campo"

Cambia radicalmente la formazione iniziale degli insegnanti. Il Ministro Gelmini ha firmato il Regolamento sulla formazione iniziale dei docenti che si sviluppa, in particolare, su quattro grandi direttrici:

Il Tirocinio da svolgere direttamente a contatto con le scuole e col "mestiere" di insegnante, perché insegnare non può essere solo teoria ma anche pratica;

Il numero di nuovi docenti sarà deciso in base al fabbisogno. Fine dell'accesso illimitato alla professione che creava il precariato;

Con la fine del precariato sarà consentito ai giovani l'inserimento immediato in ruolo;

Lauree specifiche per ciascuna classe di abilitazione. Più inglese (necessaria la certificazione B2 in lingua inglese per abilitarsi) e nuove tecnologie, migliore preparazione per l'integrazione dei disabili.

Tre operai a Pomigliano valgono più di 3700 insegnanti?

In Campania nell´anno che comincia sono stati tagliati circa quattromila posti nella scuola. Dal 2008 siamo a quota quindicimila tagli. Eppure stenta a divenire una notizia importante e soprattutto non mobilita l´opinione pubblica. I precari tentano di rimediare, inventandosi lo sciopero della fame, salendo sui tetti, presentandosi in mutande, mettendosi all´asta su Internet. Ma non c´è niente da fare. Nella nostra regione fanno più scalpore quattromila posti di lavoro a rischio in Fiat, Fincantieri, Tirrenia e relativi indotti, che non quattromila posti di lavoro soppressi nella scuola. Quali sono i motivi.
Il principale è un pregiudizio culturale nei confronti dei supplenti. Considerati una sorta di studenti più anziani, un po´ come i dottorandi nelle università. Persone che si perfezionano, che si esercitano, che non sono ancora insegnanti al cento per cento. D´altra parte, non va molto meglio agli insegnanti di ruolo. Sono ancora considerati dei superfortunati: poche ore di lavoro, la favola dei tre mesi di vacanza, super pagati per quello che fanno. Insomma, gli insegnanti stanno a scuola come gli studenti, non fanno un vero e proprio lavoro. È più facile riconoscere il lavoro dei bidelli e degli amministrativi.

mercoledì 8 settembre 2010

Libano, un Governo totalmente “conquistato” dall’Intelligence israeliana

Abbiamo appreso dalle nostre fonti d’informazione nel Libano che laggiù il governo si è da poco reso conto di quanto l’infiltrazione dei servizi d’intelligence israeliani in tutti i gruppi politici del Paese abbia raggiunto livelli mai sospettati prima.

Soddisfatto per la penetrazione del mondo cristiano e druzo nel paese, il Mossad israeliano ad oggi si è introdotto nelle più alte cariche dei partiti sunnita e sciita. Il Libano ha recentemente accusato di spionaggio il generale, ormai in pensione, Fayez Karam, per aver rivelato informazioni segrete al Mossad. Karam è un membro di spicco del Movimento Patriottico Libero, fondato dal generale, anch’egli in pensione, Michel Aoun, alleato di Hezbollah.

Tra i partiti politici “conquistati” dall’Intelligence israeliana c’è il Movimento del Futuro del primo ministro Saad Hariri, succeduto al padre Rafic Hariri, assassinato da un autobomba a Beirut nel 2005. Si ritiene che molto presto il tribunale speciale per il Libano accuserà Hezbollah di essere il mandante dell’assassinio. Ma il leader del partito sciita, Hassan Nasrallah, ha di recente annunciato che il gruppo aveva tra le mani prove video proveniente da droni israeliani, le cui immagini mostrano che le forze di difesa israeliane hanno seguito Hariri prima dell’omicidio.

martedì 7 settembre 2010

Strategie per contenere la Cina

Strategie per minare e indebolire la Cina come potenza globale emergente

Gli Stati uniti hanno sviluppato una strategia dettagliata, complessa e ramificata per minare l'ascesa della Cina a potenza globale. La strategia include mosse economiche, politiche e militari studiate per indebolire la crescita dinamica cinese e contenere la sua espansione all'estero.

Strategie economiche

Washington, appoggiata dalla stampa finanziaria più autorevole, così come dai principali economisti ed "esperti", sostenne che occorreva intervenire nelle politiche economiche interne cinesi con misure pensate per smembrare il suo modello di crescita dinamica. La richiesta più diffusa è che la Cina sopravvaluti la sua valuta in modo da corrodere i suoi margini di competitività e indebolire le industrie impegnate nell'esportazione dinamica [28].

Nel passato, tra il 2000 e il 2008, la Cina ha rivalutto il suo tasso di scambio del 20%, riuscendo comunque a duplicare le proprie esportazioni verso gli Stati Uniti [29]. Ci sono riusciti aumentando la produttività, diminuendo i tassi di profitto e migliorando i controlli di qualità. Inoltre, il problema dei bilanci negativi per gli affari statunitensi è un problema cronico e mondiale - gli USA hanno bilanci negativi con oltre 90 paesi, inclusi Giappone e Unione Europea [30].

lunedì 6 settembre 2010

Verba volant, ossia partecipazione agli utili dei dipendenti

L'estate 2010 sarà ricordata per le tante parole spese sulla partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa. Ne hanno dibattuto ministri e banchieri, gli stessi che non hanno mai fatto niente per metterla in pratica. Ma non serve una legge perché già ora in Italia non c'è nessun impedimento a rendere i dipendenti partecipi dei profitti aziendali. Meglio sarebbe ridurre il carico fiscale che grava sul lavoro spostandolo sulle rendite, a partire da quelle finanziarie. Non farà piacere ai banchieri, ma farà aumentare la partecipazione al mercato del lavoro


Agosto è, da sempre, il mese delle parole in libertà nel Belpaese. I giornali sono avidi di spunti da offrire a lettori che non hanno voglia o modo di approfondire, di chiedersi chi, come e perché. E poi ci sono tante tribune nei luoghi di villeggiatura per chi vuole cimentare le proprie arti oratorie. Gli applausi sono garantiti. Il pubblico è in vacanza, cerca diversivi ed è di bocca buona.

domenica 5 settembre 2010

La scuola pubblica è falcidiata dai tagli, ma gli insegnanti di religione aumentano

In un anno la scuola italiana ha perso 40 mila cattedre. Tutte le discipline sacrificate, tranne l’insegnamento della religione (l’Irc) che vede un incremento di 395 posti. Sono dati forniti senza alcun pudore dal MIUR che nella foga di tagliare per fare cassa, chiude tuttavia un occhio per quel che riguarda i meccanismi che regolano la formazione delle classi relative a chi sceglie di “avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica”. Infatti, mentre i docenti di altre discipline oggi sono chiamati ad avere di fronte alla cattedra un numero crescente di alunni (in certi casi ben oltre 30), per quello di religione ne basta anche solo uno. Una linea di tendenza già al centro di infuocate polemiche. Dice, ad esempio, Federico Niccoli, una lunga esperienza di dirigente scolastico e oggi docente alla facoltà di scienze della formazione della Bicocca di Milano: “La cura da cavallo imposta dal duo Tremonti-Gelmini alla scuola pubblica ha falcidiato centinaia di migliaia di posti di lavoro, ha massacrato i bilanci dei circoli e degli istituti, sta eliminando di fatto la scuola a tempo-pieno, non ha risparmiato neppure i disabili sia attraverso il taglio di insegnanti di sostegno sia attraverso l’aumento del numero di alunni per classe In tutta questa opera di macelleria sociale, gli insegnanti di religione non solo non vengono toccati, ma aumentano di numero.

venerdì 3 settembre 2010

Finanziata con 800mila euro la scuola privata della moglie di Bossi



Trecentomila euro per il 2009 e 500mila euro per il 2010. Le ristrutturazioni costano, e se c’è un aiuto statale è meglio. Quello stabilito nel decreto del ministro del Tesoro lo scorso 9 giugno è stato particolarmente generoso con la Scuola Bosina di Varese. Un nome che forse dice poco ai più, ma che nella Lega Nord dice molto. La Scuola Bosina, o Libera Scuola dei Popoli Padani (una delle associazioni della galassia Lega nord), è stata infatti fondata nel 1998 dalla signora Manuela Marrone, «maestra di scuola elementare di lunga esperienza» (spiega il sito della scuola), ma soprattutto moglie di Umberto Bossi. La signora Marrone è tuttora tra i soci della cooperativa che dà vita a questa scuola materna, elementare e secondaria improntata alla cultura locale, alle radici e al territorio. Presidente della scuola è Dario Galli, che oltre a occuparsi di pedagogia padana è stato anche senatore della Lega.

Il ghetto negli stadi

Siamo stufi, arcistufi, di questo Stato di polizia. Che non è quello delle intercettazioni telefoniche, come pretende Berlusconi che ha la coscienza sporchissima, che sono perfettamente legittime quando autorizzate dalla Magistratura, ma quello dove le libertà più elementari sono osteggiate, conculcate, vietate, proibite, scomunicate, tranne quella economica anche quando passa sul massacro della popolazione (è “la libera intrapresa” a creare la disoccupazione, oh yes, ma questo ve lo spiegherò in un’altra occasione) e, ovviamente, quelle del Cavaliere che può corrompere testimoni in giudizio, pagare mazzette ai finanzieri, consumare colossali evasioni fiscali, avere decine di società “off shore”, precostituirsi “fondi neri” impunemente perché, attraverso i suoi scherani, si fa cucire leggi su misura che lo tengono fuori dai processi. 

Non bastassero già le leggi nazionali, dove sono sempre più feroci i limiti imposti al consumo di alcol, al fumo, non solo a tutela dei soggetti passivi ma anche di quelli attivi, alla prostituzione (da strada naturalmente, quella delle escort e soprattutto dei loro importanti clienti è immune), ora, dopo un altro demenziale decreto del ministro Maroni, ci si sono messi anche i sindaci, in particolare leghisti, ma non solo, a imporre i divieti più grotteschi e assurdi. A Verona è proibito sbocconcellare un panino in strada, consumare alcol fuori dai bar, bagnarsi nelle fontane, girare a torso nudo (il Mullah Omar era più permissivo). A Vicenza ci sono multe salatissime (500 euro) “per camper e roulotte che trasformano la sosta in un bivacco”. A Novara sono vietate le passeggiate notturne nei parchi se si è più di due (durante il fascismo ci volevano almeno cinque persone per considerarle “radunata sediziosa”). A Eraclea (Sicilia) è proibito ai bambini costruire castelli di sabbia in riva al mare. A Firenze, a Venezia, a Trento e in altre città è vietato chiedere l’elemosina, cosa che non si era mai vista prima (nemmeno nei “secoli bui” del Medioevo, anzi, tantomeno nel Medioevo in cui si riteneva che il mendico, come il matto, avesse, per dei suoi misteriosi canali, un rapporto privilegiato con Dio) in nessuna società del mondo, eccezion fatta per l’Unione Sovietica. 

Gli intoccabili

Abusano della loro immunità diplomatica per segregare all'interno delle proprie abitazioni i domestici, africani e asiatici, e trattarli alla mercé di schiavi. L'accusa, piombata sulle teste del personale di diverse sedi diplomatiche straniere in Gran Bretagna, rischia di far scoppiare uno "Slavegate" di portata internazionale. A rivelare i fatti è un'inchiesta giornalistica di Channel 4 che è riuscita a ottenere le prove di quanto accade fra le mura delle lussuose case della Londra che conta.

Il sistema. Non è nuovo alle cronache. Gli immigrati vengono fatti arrivare dall'Africa e dall'Asia in Gran Bretagna dove vengono sfruttati per venti ore al giorno per una paga equivalente a 61 euro a settimana. La ribellione non è contemplata. Fin da subito i datori di lavoro, i carcerieri, annichiliscono ogni possibile conato di orgoglio a suon di calci, violenze sessuali, digiuni forzati e catene con le quali, secondo quanto rivelato dal network britannico, questi "schiavi del 2000" vengono bloccati all'interno delle quattro mura domestiche. Per fugare ogni dubbio sul fatto che la sorte scelta per loro è un obbligo da espiare a vita, i padroni di casa requisiscono i passaporti e, con essi, ogni possibilità di fuga dei loro dipendenti. Ma il filone investigativo sui diplomatici è solo parte di un cerchio più ampio che coinvolge ricche famiglie inglesi e perfino alcuni rami della nobiltà legati alla Corona. Le stime delle organizzazioni umanitarie operanti nel settore rivelano che ogni anno circa 15 mila lavoratori vengono fatti entrare nel Paese dalle famiglie straniere e centinaia di essi scappano dopo aver subito abusi.

mercoledì 1 settembre 2010

Scuola, il sud rischia il tracollo definitivo

E come se non bastasse è partita una campagna per dimostrare che i docenti del sud sono pure privilegiati. Parliamoci chiaro, la scuola è stata, ed è un ammortizzatore sociale. Non prendiamoci in giro, ha ragione la Gelmini, la quale non dice, però, che la scuola ha avuto funzione di ammortizzatore sociale soprattutto per il sud. Basta dare un'occhiata alle graduatorie ad esaurimento per scoprire che gli iscritti sono tutti del sud.

So di dire una cosa per metà impopolare, da Napoli in giù, nell'ex felice Regno delle due Sicilie, ma è vero, perchè tutta l'amministrazione pubblica è stata un ammortizzatore sociale che ha avuto una funzione importante per mantenere il parassitario apparato produttivo del nord. Ed domani, oggi, pagherà le conseguenze dell'indebitamento.

Il sud ha dato risorse al nord in termini umani, finanziari, ha fatto da mercato (chi vive al sud dovrebbe dare un'occhiata alle etichette dei prodotti che consuma giornalmente), ha fornito docenti che formassero la classe politica elitaria-padana, ha fornito braccia e intelligenze per le industrie padane. Chi parla di differenze tra nord e sud dovrebbe prima andare a rileggere le scelte di politica-economica dei 150 anni di "unità" e i risvolti sociali che hanno causato, a partire dalle ondate migratorie verso l'"opulento" nord e la disgregazione di una società e di una cultura millenaria.

Guerra civile greca, uno scenario possibile


Exarchia, ultima fermata. Dopo il 24 giugno, giorno dell’uccisione di un funzionario del ministero degli interni per un pacco bomba, i controlli intorno al quartiere Exarchia di Atene sono aumentati. Si noti bene intorno, non dentro. Già perché qui la polizia per intervenire deve essere scortata dai Mat, dei gruppi speciali antisommossa inclini a metodi poco ortodossi, che in verità si addentrano solo quando il governo sollecita dei raid, degli arresti mirati, di solito i giorni successivi alle grandi manifestazioni che ormai si ripetono settimanalmente. Le esplosioni, e non solo ad Atene, negli ultimi mesi si sono moltiplicate, per molti sono state il trampolino per una nuova strategia di lotta, un passo in più verso uno scenario che nessuno si azzarda a chiamare guerra civile ma che, da come mi descrivono il prossimo futuro alcuni ragazzi del giardino autogestito fra via Trikoupi e Metaxa, non è troppo dissimile. Uno studente del politecnico che dice di chiamarsi Evgenios si spinge più in là e parla di armi, armi rubate alla polizia, armi arrivate dalla frontiera, sia come sia, armi che sono nel quartiere e di certo non custodite nella teca di un collezionista. 

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