martedì 3 agosto 2010

Il Washington Post e le strane idee sul giornalismo

Il fatto: al Washington Post c’è chi dice che bisogna catturare Julian Assange e far fuori Wikileaks. Con le buone o le cattive.
In un primo momento si è indotti a pensare che a parlare sia un blogger. Ma Marc Thissen è un autorevolissimo commentatore, un OP Ed Columnist. Quindi, pur non rapprentando il giornale, le sue sono parole di fuoco. Ecco una sintesi per punti del suo intervento:
1) Wikileaks è una organizzazione criminale. Le sue rivelazioni su documenti riguardanti le operazioni in Pakistan e Afganistan mettono concretamente a rischio la vita di centinaia di agenti, e questo è confermato dagli stessi Talebani. Altro danno sarà fatto attraverso la pubblicazione di 15 mila documenti di cui ha parlato lo stesso Assange.
2) Circola l’errata convinzione che Assange, non essendo cittadino americano, non sia in alcun modo assicurabile alla giustizia fino a quando rimane al di fuori degli Usa. Errore. Per raggiungere l’obiettivo bisogna innanzitutto incriminarlo e quindi collaborare con i partner internazionali degli Stati Uniti per ottenerne l’arresto. Dovremo essere molto chiari, soprattutto con alleati Nato come Belgio e Islanda che questa situazione è intollerabile e che l’aiuto è dovuto sulla base del trattato.


3) Ma in caso di rifiuto di tale collaborazione, gli Usa possono servirsi del memorandum denominato “Authority of the Federal Bureau of Investigation to Override International Law in Extraterritorial Law Enforcement Activities” (Poteri per lo FBI di superare le leggi internazionali nella loro attviità di “law enforcement”) . Ovverride: sorpassare, sovrapporsi, superare calpestando, bypassare.
4) I documenti di wikileaks vanno recuperati e il sito neutralizzato. Con un tratto di penna il presidente Obama può autorizzare lo U.S. Cyber Command (USCYBERCOM) to “conduct full-spectrum military cyberspace operations” in defense of U.S. national security (condurre operazioni militari ad ampio raggio nel cyberspazio).
Fin qui la nostra sintesi di Marc A. Thiessen. Siccome è lunga non aggiungeremo lunghi commenti. Ma solo qualche domanda. Seguiamo i punti della sintesi:
1) e 2)Wikileaks è un’organizzazione criminale anche quando rivela documenti e informazioni relative ad altri paesi? Non è una organizzazione che opera nel campo delle notizie? Perché il governo degli Stati Uniti dovrebbe chiedere ai suoi alleati di attuare il punto del trattato Nato sulla mutua difesa solo per un sito di informazione?
3) Cosa significa “ovverride”? Che Assange ce lo andiamo a prendere anche per le strade, per dire un esempio, di Milano?
4) Cosa significa neutralizzare i server di Wikileaks, se non cyberterrorismo internazionale? Che pure condanniamo e riteniamo disdicevole.
5) E qualora il presidente Obama autorizzasse un’operazione del genere, perché ci siamo tutti compiaciuti per l’opera di quasi gli stessi hacker quando si è trattato di bucare la censura iraniana un anno fa?
L’uscita di Thissen è un colpo  di bushismo demenziale o  un cedimento al complesso della sicurezza, quello per cui sono stati spesi centinaia di miliardi di dollari dal 2001 ad oggi?

di Vittorio Zambardino

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