mercoledì 21 luglio 2010

L'expo di Milano e il progetto Pleistocene

L'Expo di Milano smentisce le voci calunniose sullo stato dei lavori. In tre conferenze stampa separate, una di Formigoni, una del sindaco Moratti, una della Lega, ciascuna presieduta da un amministratore delegato diverso, è stato sottolineato il perfetto coordinamento delle parti interessate. Secondo la Lega l'Expo di Milano si farà a Varese, secondo il sindaco si farà a Milano ma nel 2018, secondo Formigoni dipende da chi vincerà la gara d'appalto per la vendita dei terreni: hanno presentato offerte la Compagnia delle Opere, il costruttore Ligresti (che festeggia 
i suoi cento anni di attività) e la holding calabrese Non fate troppo domande srl, con sede a Platì. 

Ma vediamo lo stato di avanzamento del progetto.

Vie d'acqua La parte più suggestiva del progetto prevedeva l'allagamento totale di Milano per restituire alla città il paesaggio originario del Pleistocene. Ma i tre amministratori delegati fin qui succedutisi non hanno trovato l'accordo sull'appalto dei canotti di salvataggio: destava sospetto che tutte e cinque le proposte fossero della Compagnia delle Opere, settore gomma. Si è dunque deciso di ridurre il progetto all'ampliamento del Naviglio, abbattendo i palazzi circostanti, per permettere il transito del battello a vapore Old Mississippi, sulla cui tolda si esibirà Andrea Bocelli. 

Parco Sud La vasta zona agricola a sud di Milano, nel progetto originale di forte impronta ecologica, doveva essere coltivata interamente a basilico e recintata con filo elettrico per evitare che i 30 milioni di visitatori annunciati calpestassero le piantine. La Compagnia delle Opere aveva messo a disposizione 600 milioni di piantine di basilico al prezzo di 10 euro l'una, giudicato troppo esoso dallo stesso amministratore della Compagnia che si è autoquerelato per la vergogna. Si procederà dunque al piano B: l'intero Parco Sud verrà asfaltato per creare un'opera straordinaria, la Spiralona, una circonvallazione concentrica che si avvolge su se stessa fino a condurre gli automobilisti a un orto di basilico di cinque metri quadrati, al centro del quale canterà Bocelli. 


Nomine Fin qui sono stati nominati tre amministratori delegati, quasi tutti sugli ottant'anni e sostituiti dopo pochi mesi per ragioni politiche o per cause naturali (decesso). La formula è piaciuta ai partiti perché consentirà, di qui al 2015, di nominarne almeno un'altra decina, in rappresentanza di tutte le correnti politiche. Le case di riposo milanesi hanno messo a disposizione alcuni dei loro ospiti più cagionevoli. La Lega sostiene la candidatura di Gino Timballi, un geometra di Varese con una lunghissima esperienza di villette a schiera su montarozzo di terra riportata. Timballi si è riservato di accettare solo se verrà attuato il suo progetto alternativo di Expo: un gigantesco monte di terra riportata che sommerga tutto il centro di Milano, sul quale verrà posta una villetta con il cartello "Attenti al cane e al padrone". Nella tavernetta della villetta dovrebbe cantare Andrea Bocelli.

I padiglioni Le più celebri archistar hanno presentato progetti sensazionali. Si va dal grattacielo di 600 metri con enorme marsupio di iuta dell'australiano Cramps alla grandiosa Fiera smontabile dell'architetto Muhammed Ben Alì, una tendopoli beduina che ogni notte sarà trasportata in un quartiere diverso con i visitatori dentro. Dal grattacielo orizzontale dell'americano Welling, alto tre metri e lungo due chilometri, il primo al mondo senza ascensore, al prodigioso grattacielo discendente del francese Charles Verne, 200 piani che scendono verso il centro della Terra (dall'esterno si vede solo l'enorme tombino di ingresso). Nessuno di questi progetti potrà essere realizzato. Ci si limiterà dunque al piano Ligresti, che prevede la costruzione di 50 mila nuovi trilocali con box e cantina. Non c'entrano niente con l'Expo, ma saranno inaugurati uno per uno da 
Andrea Bocelli.


di Michele Serra

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