martedì 22 giugno 2010

Stanley McChrystal, l'ufficiale “pagliaccio” che gioca allo scaricabarile

Questo è l’ufficiale al quale Obama ha affidato la guerra in Afghanistan, lo stratega che l’ha spuntata nell’imporre il “surge”, l’escalation militare con l’invio di 30.000 soldati in più.
Ora si scopre che Stanley McChrystal considera i suoi superiori un branco di fifoni incompetenti. A cominciare dal suo capo supremo, il presidente stesso: “intimidito e impreparato” nei primi incontri con le gerarchie militari.
Ma non si salva dai suoi giudizi un collega con le stellette, il generale Jones che è il consigliere di Obama per la sicurezza nazionale: “pagliaccio”, lo definisce McChrystal.
Le insubordinazioni di generali non sono una novità in America. Il precedente storico più importante è quello di MacArthur, comandante nel Pacifico durante la seconda guerra mondiale, quello che avrebbe voluto gettare bombe atomiche sulla Cina durante il conflitto in Corea. Anche durante la guerra del Vietnam i dissensi tra militari e politici esplosero a più riprese.



Il caso di McChrystal è singolare perché finora il generale le ha avute sempre vinte. In particolare mise a tacere le obiezioni del vicepresidente Joe Biden sull’escalation militare. Tutta la strategia Nato in Afghanistan oggi porta l’impronta di McChrystal.
Perciò l’unica spiegazione della sua intervista sprezzante e insultante è questa: McChrystal sa che la guerra sta andando disastrosamente. E allora, nelle peggior tradizione delle burocrazie di tutto il mondo, si sta preparando i suoi alibi, gioca allo scaricabarile, si descrive circondato di imbecilli.
E’ un gioco un po’ troppo scoperto, che non lascia dubbi su chi sia il pagliaccio in questa vicenda. Un pagliaccio agli ordini del quale, solo in questo mese, sono già morti altri 63 uomini della Nato. 
L’insubordinazione di McChrystal però inevitabilmente danneggia anche Obama: dopotutto è lui ad avergli dato una fiducia così totale, così fatale.

di Federico Rampini

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