giovedì 3 giugno 2010

Segnalazione situazione Call Center italiani: 847 licenziamenti a Teleperformance Italia nel silenzio delle istituzioni

In data 01/04/2010 Teleperformance Italia, ramo italiano dell’omonima multinazionale operante nel settore dei servizi in outsourcing, ha aperto una procedura di mobilità per 847 dipendenti assunti prevalentemente con contratti a tempo indeterminato.
L’Azienda, fruendo dei fondi per le stabilizzazioni stanziati dalle due Circolari Damiano del 2006 dopo aver assunto a tempo indeterminato centinaia di lavoratrici e lavoratori, sembra aver invertito bruscamente la politica interna assumendo unicamente con contratti a tempo determinato e di apprendistato fino a quando, allo scadere degli ultimi finanziamenti, 31/03/2010, ha dichiarato i circa mille esuberi.


Circa 600 di questi esuberi sono previsti per la sede di Taranto, dove Teleperformance rappresenta il secondo motivo d’occupazione dopo l’Ilva, e i restanti circa 250 sono invece previsti nelle due sedi di Roma e Fiumicino.
Motivazione principale, addotta dall’Azienda, sarebbe lo stato attuale del mercato italiano che consentirebbe, mancando di regole  e controlli adeguati, gli stessi garantiti dalle Circolari Damiano,  frequenti casi di dumping da parte di aziende non allineate alle norme sulle stabilizzazioni dei propri dipendenti.
In questo settore, quello dei servizi, la mobilità è sinonimo di licenziamento in tronco non essendo previsti ammortizzatori sociali di alcun tipo ed essendo la mobilità priva della possibilità di reintegro.
I primi 45 giorni di trattative tra Azienda e sigle sindacali si sono rivelati improduttivi sia per l’effettiva scarsa possibilità da parte dei confederati di proporre alternative concrete alla procedura sia per lo stato di difficoltà in cui l’Azienda afferma di versare, avendo anche la pressione della Corporate che minaccia di ritirare il marchio in caso di bilancio nuovamente negativo per l’anno in corso.
Il 14/05/2010 si è conclusa la fase di trattativa Sindacati – Azienda con un nulla di fatto: i licenziamenti non vengono ritirati.
Per far fronte a una situazione in cui tutto sembra già  deciso, al di là delle tempistiche previste dalla legge,  i  lavoratori delle sedi romane, in data 29/04/2010, si sono costituiti in assemblea permanente, con denominazione CALLTP. Lo scopo che persegue è garantire visibilità continua alla vicenda, appoggiare con molteplici iniziative chiunque si dimostri abile ed interessato a favorire il blocco della procedura di mobilità, creare canali alternativi di trattative tra Istituzioni ed Azienda e presidiare le sedi scelte per ospitare gli incontri dell’ultima fase, quella Amministrativa. Questa, come da prassi, consta in ulteriori 30 giorni di trattative tra Azienda, Sindacati ed Istituzioni ed ha come fine ultimo quello di trovare una soluzione valida per tutte le parti coinvolte.
In data 15/06/2010, in caso di mancato accordo, Teleperformance darà il via al licenziamento di circa un terzo della sua forza lavoro italiana, privando cittadine e cittadini, lavoratori e lavoratrici del diritto al lavoro, sancito dalla Costituzione di un Paese che sembra oramai insensibile a tali spettacoli.
Il comparto delle telecomunicazioni è stato uno dei pochi in grado di garantire lavoro in un panorama di crisi generalizzata per tutti i settori di impresa e dopo lo spiraglio aperto dalle Circolari del 2006, il rischio maggiore è quello di un brusco ritorno a forme contrattuali che, come già stabilito, non garantiscono alcun diritto ai dipendenti, né alcuna prospettiva di vita dignitosa. Arrivati a questo punto, la speranza e la richiesta di attenzione vanno direttamente alle Istituzioni, che per prime dovranno assumersi sia l’onere di colmare un vuoto legislativo che rappresenta il loro compito primario, che  in caso di regressione, la responsabilità di un fallimento totale, che graverà sull’intero Paese, essendo quello delle telecomunicazioni il più nuovo e, per quanto possibile florido,  dei settori d’impiego.
Allertato dalla gravità della situazione, il Presidente della Commissione Lavoro della Provincia di Roma, Marco Miccoli, ha concertato con i vertici aziendali un tavolo nei locali aziendali che gli consentisse di fissare i punti attorno ai quali far ruotare possibili soluzioni alla crisi.
Il suddetto tavolo si è  svolto in data 27 Maggio presso la sede centrale di Teleperformance Italia, in via di Priscilla 101, a Roma.
Al termine dell’incontro, Teleperformance e i membri della Commissione si sono detti moderatamente soddisfatti e proiettati entrambi verso la ricerca di una soluzione assolutamente indolore per le parti in causa.
Contemporaneamente la partita viene giocata anche su altri tavoli.
Il 7 Giugno,dopo il rinvio del 31 Maggio, al Campidoglio verrà presentata e discussa una mozione sulla vertenza Teleperformance: i vertici cittadini si interessano attivamente del destino dei circa 250 dipendenti della multinazionale a rischio licenziamento nel comune romano.
Il 9 Giugno, poi, è previsto un incontro al Ministero del Lavoro, nella sede di Via Fornovo n°8, tra responsabili del dicastero stesso, vertici aziendali e vertici sindacali, così come previsto dalla prassi della fase amministrativa delle procedure di mobilità.
Sigle sindacali unite e Collettivo Autonomo di lavoratori Teleperformance presidieranno pacificamente l’esterno della sede del Ministero in via Fornovo.
Si attendono da questa serie di incontri le prime indicazioni importanti sulla validità delle soluzioni ad oggi esplorate dagli enti impegnati nella tutela dei lavoratori.

Documento redatto dal Collettivo dei lavoratori di Teleperformance Italia
Inviato a Nuovediscussioni da Tamara De Pau


Questo video è stato pensato e girato dai lavoratori di Teleperformance Italia, riuniti in assemblea permanente, con lo scopo di fermare la procedura di mobilità in atto dal 01/04/2010

Per approfondimenti: www.calltp.it

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