martedì 18 maggio 2010

Nigeria, il gigante africano prova a rialzarsi


Il nuovo presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha ribadito la sua intenzione di concedere l’amnistia ai ribelli del Delta del Niger, scrive il quotidiano del Burkina FasoSidwaya. La proposta, fatta dal suo predecessore Umaru Yar’Adua, mira a porre fine agli attacchi contro gli impianti petroliferi della Nigeria, ottavo produttore mondiale di oro nero.
 Ventimila ribelli avevano risposto lo scorso ottobre chiedendo formazione e occupazione, più che indennizzi e promesse di amnistia. Il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend), il più importante e più mediatizzato tra i gruppi ribelli, aveva rifiutato l’amnistia, accettando però poi, a gennaio, il cessate il fuoco del governo.
Con la malattia di Yar’Adua, non solo il processo di pace è stato trascurato, ma diversi aspetti della vita politica e sociale in Nigeria sono degenerati. Secondo il rapporto di un gruppo per le libertà civili pubblicato dal New York Times, la polizia federale è corrotta, uccide impunemente e commette estorsioni ai danni delle persone che dovrebbe proteggere. Ieri, per esempio, è stato arrestato un politico trovato con due chili di cocaina nello stomaco: i ricavi dovevano servire per finanziare la sua campagna elettorale.
Dopo gli ultimi tempi di violenze e caos, però, Jonathan ha voluto dare un segnale forte. Tra un anno ci saranno le elezioni e si vedrà se il nuovo presidente sarà riuscito a guadagnarsi la fiducia del paese più popoloso d’Africa. Secondo Sidwaya, tutto lascia credere che abbia il vento favorevole: era stato Yar’Adua ad aprirgli la strada.

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