domenica 16 maggio 2010

Le camicie rosse e la battaglia per i diritti del miliardario corrotto Thaksin Shinawatra





*Thaksin Shinawatra (Thailandese: ทักษิณ ชินวัตร; Cinese: 丘达新; 26 luglio 1949) è un politico e imprenditore thailandese, già primo ministro dellaThailandia e leader del partito populista Thai Rak Thai.
Poiché era a capo della Shin Corporation che controlla (tra le altre) la più grande compagnia di telefonia mobile thailandese, è stato l'uomo più ricco in Thailandia prima di trasferire la proprietà della compagnia alla sua famiglia. Sua moglie Potjaman Shinawatra è sempre stata il suo supporto nella vita politica e negli affari. Egli è padre di tre figli: Panthongtae, Pinthongtha e Praethongtharn.
Nel giugno 2007 la società UK Sport Investments, controllata dall'ex premier thailandese, ha rilevato la società calcistica britannica del Manchester City F.C.[1]. Nell'agosto 2008 l'Abu Dhabi United Group for Development and Investment (Abug) rileva il club inglese Manchester City F.C..

Scandali politici 

Thaksin fu coinvolto in un conflitto di interessi tra il suo ruolo di Primo ministro e i suoi vari interessi finanziari. Nel 2001 fu molto vicino agli arresti e ad un bando di 5 anni dalla vita politica ma poi riuscì a venirne fuori, come dichiarato, corrompendo la corte giuridica e manipolando le indagini. A sua difesa, Thaksin dichiarò che il suo conflitto d'interessi dipese solo da una sua distrazione.
 Nel 2003, la campagna di Thaksin contro gli spacciatori di droga portò ad un'esecuzione extra-giudiziaria di diverse centinaia di sospetti e venne altamente criticata dai difensori dei diritti umani. Un altro scandalo riguardante la sua vita politica fu l'appoggio che egli diede per il passaggio di grado di suo cugino Chaiyasit Shinawatra da semplice comandante in un piccolo distretto militare a generale.
Thaksin fu rieletto nelle elezioni legislative del febbraio 2005 con una vittoria schiacciante del suo partito, aggiudicandosi 374 seggi su 500 in Parlamento e lasciando al Partito Democratico thailandese, il maggiore oppositore, solo 96 seggi. La pubblicità sfrenata che Thaksin fece al suo Thai Rak Thai nelle televisioni statali subito dopo lo Tsunami, gli portò i voti della maggioranza della popolazione nelle aree nord e nord-orientali. Anche a Bangkok la classe media fu molto colpita dalla sua pubblicità ininterrotta nei mass media e sorprendentemente il suo partito si aggiudicò anche qui 32 dei 37 collegi elettorali. Solo nelle regioni del Sud il suo partito venne sconfitto aggiudicandosi un solo seggio.
Nel settembre 2006 il premier è stato deposto da un colpo di stato[2] mentre si recava in visita a New York. Dopo il golpe, Thaksin ha dichiarato il suo ritiro dalla politica[3]. Nell'agosto 2008la corte suprema thailandese spicca un mandato d'arresto per Shinawatra e sua moglie, accusati di frode ed evasione fiscale. In risposta a ciò Shinawatra ha annunciato di chiedere asilo politico al governo britannico.
Il 15 aprile 2009, il suo passaporto è stato revocato dal Ministero degli Esteri Thailandese perché, secondo le affermazioni di un portavoce, "il suo ritorno potrebbe nuocere al Paese"[4].
Il 26 febbraio 2010 La Corte suprema thailandese ha deciso il sequestro di 46 miliardi di baht (1 miliardo di euro), oltre metà del patrimonio dell'ex premier Thaksin Shinawatra, considerato colpevole di aver approfittato del suo ruolo politico per arricchirsi personalmente. Dopo il colpo di Stato del settembre 2006, a Shinawatra - ora in esilio - venne sequestrato un patrimonio pari a 76 miliardi di baht (1,7 miliardi di euro).

Manifestazioni anti-Thaksin 

Il conflitto d'interessi in cui fu implicato Thaksin portò i critici ad accusarlo di grandi irregolarità nei suoi affari finanziari. Circa 50.000 protestanti manifestarono al Royal Plaza l'11 febbraio2006, accusando Thaksin di corruzione e abuso di potere. Fu la seconda più grande manifestazione anti-Thaksin. Il 4 febbraio 2006, circa 100.000 dimostranti presero parte ad un'altra raccolta. Un'altra dimostrazione anti-Thaksin guidata dal People's Alliance for Democracy prese parte il 26 febbraio 2006 a Sanam Luang.
Il 5 marzo 2006, mentre Thaksin faceva campagna elettorale nelle zone rurali per le elezioni legislative in Thailandia, a Bangkok decine di migliaia di protestanti chiesero le dimissioni del Primo Ministro gridando "Thaksin Get Out" ((EN) "Thaksin vattene"). Durante la marcia venne celebrato un finto funerale e foto di Thaksin vennero fatte bruciare sotto le grida del popolo "Thaksin out! Thaksin out!". Questa venne descritta come la più grande manifestazione di tutti i tempi in Thailandia contro il governo.


**Da diversi anni la Thailandia vive una situazione politica caotica, che sta rischiando di portare il paese sull'orlo della guerra civile, con l'escalation di violenze di questi giorni tra le "camicie rosse" antigovernative e l'esercito. Ecco i principali avvenimenti dell'ultimo periodo a partire dal 2006, anno del colpo di stato che ha fatto cadere il premier Thaksin Shinawatra:
- 2006 19 settembre: un gruppo di generali prende il potere e costringe Thaksin Shinawatra, primo ministro dal 2001, a dimettersi, mentre si trova a New York. I militari gestiscono il paese per oltre un anno.
- 2007 Tutti i beni di Thaksin vengono congelati con una decisione giudiziaria. A dicembre il Partito del Popolo, vicino a Thaksin, vince le elezioni.
- 2008 Il movimento anti-Thaksin delle "camicie gialle" organizza numerose manifestazioni del tutto simili a quelle che avevano preceduto il putsch militare. A settembre viene dichiarato lo stato d'urgenza e si verificano scontri tra gruppi filo e anti-governativi. Un tribunale condanna Thaksin in abstentia a due anni di prigione per conflitto di interessi. Il ricco uomo d'affari, che già aveva lasciato il Paese, non rientrerà più in Thailandia. A novembre le "camicie gialle" bloccano gli aeroporti di Bangkok. A dicembre la Corte costituzionale scioglie il partito del premier Somchai Wongsawat, cognato di Thaksin, che è costretto ad abbandonare la poltrona. Il presidente del Partito democratico, Abhisit Vejjajiva, sostenuto dai "gialli", diventa primo ministro alla guida di una coalizione di sei partiti.
- 2009 Tra gennaio e marzo le "camicie rosse" fedeli a Thaksin moltiplicano le manifestazioni contro Abhisit. Ad aprile i "rossi" occupano l'edificio che ospita un vertice asiatico e viene nuovamente imposto il coprifuoco.
- 2010 A febbraio la Corte suprema confisca la metà della fortuna di Thaksin (circa 1,4 miliardi di dollari), giudicato colpevole di abuso di potere.
A marzo decine di migliaia di "camicie rosse" si accampano a Bangkok reclamando le dimissioni di Abhisit. Il governo si rifugia in una base militare. Ad aprile i manifestanti occupano un importante quartiere commerciale e turistico della capitale. Il 7 aprile viene dichiarato lo stato d'urgenza a Bangkok. Il 10 aprile gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine costano la vita a 25 persone, i feriti sono 800. Nei giorni successivi i "rossi" costruiscono barricate agli ingressi di un vasto quartiere da loro controllato nel centro di Bangkok. Negli ultimi tre giorni le violenze hanno conosciuto una nuova escalation, e hanno perso la vita almeno 24 persone.

**Fonte: Apcom

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