lunedì 24 maggio 2010

La Casa Bianca mette sotto inchiesta la British Petroleum per l'esplosione della Deepwater Horizon


La Casa Bianca ha comunicato l'istituzione di una commissione indipendente per accertare le responsabilità sull'esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon.

La Casa Bianca ha deciso di istituire una commissione d'inchiesta indipendente per far luce sulle cause alla base dell'esplosione della Deepwater Horizon, la piattaforma petrolifera della British Petroleum che da oltre un mese sta contaminando di combustibile nero il mare del Golfo del Messico. A rivelare la notizia è stata una fonte dell'establishment di Washington che ha inoltre precisato che il pool di esperti rimpiazzerà nelle indagini la Guardia Costiera federale e il Minerals Management Service (MMS), l'agenzia del dipartimento degli Interni incaricata di monitorare le operazioni di trivellazioni offshore.

Salvare il salvabile. Attualmente è questa la parola d'ordine degli addetti ai lavori di ripulitura delle acque. Dopo aver studiato i dati satellitari sugli spostamenti della macchia nera due scienziati indipendenti hanno comunicato come questa sia inesorabilmente diretta verso l'oceano Atlantico e i millesettecento isolotti componenti l'arcipelago Florida Keys. Oltre ogni analisi scientifica ciò che colpisce di più è proprio il pessimismo dei tecnici di BP sull'andamento delle operazioni di aspirazione del petrolio grazie alle quali si riuscirebbero a salvare solo mille barili di combustibile, solo un quinto del totale che si disperde nell'oceano. Nelle ultime ore Greenpeace avrebbe inoltre denunciato di aver trovato quantità consistenti di greggio sulle coste di di South Pass, in Louisiana, vicino alla foce Mississippì. Dopo un sopralluogo nella zona, documentato dalle loro telecamere, gli attivisti verdi sarebbero stati allontanati dagli agenti della Guardia Costiera. L'ordine di impedire il tour degli ambientalisti sarebbe partito dall'alto da chi era a conoscenza del fatto che potrebbe esserci qualcosa di ancor più pericoloso e "scottante" del petrolio che raggiunge le coste. Le sostanze incriminate sono i solventi usati da BP per cercare di diluire il greggio in mare. L'Environmental Protection Agency (Epa) aveva dato l'approvazione all'uso di due di questi componenti: il Coretix 9527A e il Coretix 9500. Và da se che dopo il beneplacito il colosso energetico ha fatto ampio uso di tali prodotti che, si è poi scoperto, sarebbero considerati tossici - e comunque poco efficenti - e legati a sintomi patologici come problemi ai sistemi respiratorio e nervoso, al fegato, ai reni. Inoltre, se disperso nell'ambiente, provocherebbe anche malattie del sangue, nevralgie, vomito e infertilità.

La commissione. Subito dopo la diffusione delle immagini della falla sottomarina da cui fuoriesce il petrolio, immagini che BP voleva a tutti i costi tenere segrete, un gruppo di deputati del Congresso aveva chiesto a gran voce l'istituzione del consiglio inquirente formato sul modello di quelli che nel 1979 e nel 1986 hanno investigato sull'incidente nuclerare a Three Mile Island e sull'esplosione della navicella spaziale Challenger. La commissione, dalla quale saranno esclusi membri governativi ed esponenti politici, avrà ampi poteri di indagine che mireranno ad appurare tutta una serie di questioni legate all'esplosione dello scorso 20 aprile e alle ripercussioni di questa sull'ambiente. I filoni d'inchiesta saranno prevalentemente due: quello che analizzerà le eventuali carenze negli standard di sicurezza per le operazioni di estrazione condotte da BP durante i lavori nel Golfo del Messico e quello che esaminerà le mansioni dell'autorità statale deputata al controllo dei lavori. I commissari prenderanno in esame anche le legislazioni riguardanti i controlli, locali, statali e federali sui pozzi petroliferi offshore negli Stati Uniti per accertare possibili violazioni.
Più precisamente nell'occhio del ciclone c'è proprio la MMS che alla luce dei fatti è sospettata di negligenza rispetto al compimento della sua mansione principale: la supervisione delle trivellazioni in alto mare.
La presunta imperizia dell'agenzia governativa sarà oggetto di future indagini. Intanto Chris Oynes, responsabile MMS per l'ufficio di New Orleans da dodici anni, ha comunicato alla stampa di aver rassegnato le dimissioni dal suo incarico. Non sono ancora chiare le motivazioni della decisione di Oynes che lascerà a fine mese e dagli Interni non hanno ancora fatto sapere se quella del dirigente sia una decisione volontaria o imposta dall'alto.


di Antonio Marafioti

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