lunedì 31 maggio 2010

Gaza, Freedom Flotilla: prima ignorati dal mondo, poi massacrati e rapiti da Israele

Dopo essersi completamente disinteressati della missione umanitaria diretta a Gaza, fino al momento in cui a massacro compiuto sarebbe stato impossibile ignorare l'accaduto, tutti i rappresentanti politici ed istituzionali italiani ed internazionali stanno prendendo coscienza della tragedia, facendo seguire al proprio "risveglio" qualche messaggio poco convinto d'indignazione, commisto ad ipocrite scene di stupore e costernazione.
Qualcuno, come la Spagna e la Grecia, ostentando maggiori dosi di coraggio, ha perfino avuto l'ardire di convocare l'ambasciatore israeliano per chiarimenti. Altri, come le Nazioni Unite e il ministro Frattini, che con il coraggio hanno assai poca dimestichezza, invocano in queste ore

Il commento di intellettuali e attivisti israeliani sull'assalto alla flotta di aiuti per Gaza

Il mondo si è svegliato, questa mattina, travolto dalle immagini e dalle notizie che giungevano dalla acque internazionali antistanti la Striscia di Gaza. In attesa di verificare, come ha subito chiesto l'Onu, quello che è successo oggi con l'eccidio di 19 persone a bordo del Mari Marmara, una delle navi della flotta di aiuti umanitari che faceva rotta su Gaza, PeaceReporter ha sentito alcune voci critiche in Israele.
''Alcune persone sono morte, tante altre sono rimaste ferite. Tutto questo non è responsabilità del governo israeliano.

Una strage in diretta: il sangue bagna la Freedom Flotilla

Avete assistito al più tragico dei reality show. Una strage in diretta.
Chi ha sparato, le forze armate israeliane, sapeva che non poteva occultare quel che faceva.
Con il sangue che bagna la Freedom Flotilla vi viene mandato un duro messaggio: se vi siete immedesimati nell’impresa di chi vuole stare con i palestinesi, immedesimatevi fino in fondo con il prezzo che facciamo pagare.

Noi siamo quelli della strage di Gaza, del fosforo bianco, delle DIME. Noi siamo quelli della punizione collettiva.

domenica 30 maggio 2010

"Auto blu": l'Italia ha il record mondiale

L’Italia ha conquistato un nuovo -e poco invidiabile- record mondiale per il proprio parco di “auto blu”, che ha raggiunto la cifra ridicola di 607.918 unità. È quanto emerge dallo studio condotto da Contribuenti.it, che ha conteggiato sia le auto proprie che quelle in leasing, in noleggio operativo ed in noleggio a lungo termine, presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le Municipalità, le Asl, le Comunità montane, gli enti pubblici non economici, le società misto pubblico-private e le società per azioni a totale partecipazione pubblica.

Auto blu, uno scandalo italiano

Un'invasione di 259 ammiraglie per i funerali degli alpini. Nonostante i tagli promessi dai governi, lo stato ha speso cento milioni di euro per le nuove vetture di servizio. Senza contare quelle di Regioni, Comuni, Province, Asl.


Al funerale romano dei due alpini uccisi a Herat c'è una bambina. Tiene la madre per mano: "Voglio andare più vicino", dice a voce alta. Ma non appena ci prova, un poliziotto fa segno di no: "Per cortesia, rimanete indietro. Ci facciamo male, qui devono entrare le auto blu". Ed ecco che in un mattino di lutto nazionale, nell'Italia in ginocchio per la crisi economica, chi lavora a pieno ritmo è il posteggiatore dei soliti eccellenti: allontana la folla e fa spazio alle ammiraglie, il simbolo della supremazia di politici e grand commis scivolato indenne lungo le due Repubbliche.


sabato 29 maggio 2010

Carlo Azeglio Ciampi chiede a Berlusconi di chiarire in Parlamento: "Chi c'è dietro le stragi del '92 e '93?" "Cosa accadde tra lo Stato e la mafia in uno dei passaggi più oscuri della nostra Repubblica"

"Non c'è democrazia senza verità. Questo è il tempo della verità. Chi c'è dietro le stragi del '92 e '93? Chi c'è dietro le bombe contro il mio governo di allora? Il Paese ha il diritto di saperlo, per evitare che quella stagione si ripeta...". Dopo la denuncia di Piero Grasso, dopo l'appello di Walter Veltroni, ora anche Carlo Azeglio Ciampi chiede al governo e al presidente del Consiglio di rompere il muro del silenzio, di chiarire in Parlamento cosa accadde tra lo Stato e la mafia in uno dei passaggi più oscuri della nostra Repubblica.

L'ex presidente, a Santa Severa per un weekend di riposo, è rimasto molto colpito dalle parole del procuratore nazionale antimafia, amplificate dall'ex leader del Pd. E non si sottrae a una riflessione e, prima ancora, a un ricordo di quei terribili giorni di quasi vent'anni fa.

Evasione fiscale: "Il problema di fondo consiste nel fatto che vi sono redditi completamente tracciabili e tracciati e altri che non lo sono"


Dell'evasione in Italia si sa praticamente tutto. Il problema di fondo consiste nel fatto che vi sono redditi completamente tracciabili e tracciati e altri che non lo sono. Se si ritiene che la riduzione dell'evasione sia utile, andrebbero reintrodotte integralmente le misure varate dal governo Prodi e subito abrogate dal governo Berlusconi. Con un passo ulteriore: grazie all'anagrafe dei conti bancari è possibile oggi richiedere agli intermediari finanziari la trasmissione al fisco dei saldi finali annuali di tutti i contribuenti, come avviene in altri paesi.
Sull’evasione fiscale in Italia si sa praticamente tutto: si conosce il suo ammontare (circa 120 miliardi); la sua distribuzione territoriale a livello sia delle regioni che delle province (l’evasione complessiva è più alta al Nord che al Sud, ma l’evasione delle imprese e dei lavoratori indipendenti è più alta al Sud). Così come si conosce l’incidenza rispetto alle diverse tipologie di reddito: è molto ridotta per i redditi da lavoro dipendente (3-4 per cento); inesistente per le pensioni (ma presente presso i pensionati che hanno un’altra fonte di reddito, spesso in nero); ridotta nell’industria in senso stretto (5-7 per cento), ma molto elevata nel settore delle costruzioni e ancora più in quello dei servizi.

giovedì 27 maggio 2010

Gesù è morto come un uomo comune e giace in una tomba a Srinagar, capitale dello Stato indiano del Kashmir


Sembra la sceneggiatura di un romanzo di Dan Brown, e invece è la Lonely Planet, famosa collana di guide turistiche, che riporta la descrizione della “tomba di Gesù”, nel sito sepolcrale di Roza Bal, il cui significato deriva dal kashmiro Rauza-Bal, “tomba del profeta”. A nulla è servita la presa di distanza pubblicata nella più recente edizione della guida sull’India: la tomba è ormai meta di pellegrinaggio da parte di stranieri curiosi e di teorici della cospirazione.

La primavera siriana tra alti e bassi

In mezzo ai crescenti segni di boom economico, la Siria continua ad aver a che fare con i suoi vecchi problemi, come la corruzione, la censura, e l’assenza di libertà, che compromettono le possibilità di sviluppo del Paese – scrive la giornalista Rasha Elass.

La Siria non è più soltanto un pezzo da museo, anche se rimane un classico esempio di Paese pieno di alti e bassi. Sebbene non sia più impantanato nel passato, il Paese sembra muoversi in maniera zoppicante verso il futuro.

CHI C'È DIETRO IL NUCLEARE?

Roma, Italia — Oltre la metà di tutti i finanziamenti all'energia nucleare in Europa arriva da un gruppo di soli dieci istituti finanziari. Per l'Italia, in testa BNL seguita da UniCredit e Intesa Sanpaolo. È questo il risultato della ricerca pubblicata oggi su www.nuclearbanks.org, commissionata dalla coalizione Banktrack di cui facciamo parte. Secondo la ricerca - realizzata dall'istituto indipendente Profundo - al primo posto della classifica delle banche nucleari c'è BNP Paribas, banca francese presente in Italia attraverso BNL (Banca Nazionale del Lavoro).

mercoledì 26 maggio 2010

Obama stretto tra il Golfo del Messico e l'Arizona


La perdita di petrolio nel Golfo del Messico e la legge sull’immigrazione approvata in Arizona stanno trovando Barack Obama impreparato. In entrambi i casi, se la situazione dovesse sfuggire di mano al presidente, le conseguenze politiche ed economiche sarebbero disastrose, scrive il Los Angeles Times. “Sia sul disastro naturale sia sull’Arizona, Obama dà la sensazione di essere troppo passivo. Il governo sta dando l’impressione di avere un atteggiamento distaccato rispetto a questi eventi”, scrive il quotidiano.

L'asino e l'alta finanza


L'alta finanzia spiegata ai bambini
Qualche tempo fa Billy comprò da un contadino un asino per 100 dollari.
Il contadino gli assicurò che gli avrebbe consegnato l’asino il giorno seguente.

Il giorno dopo il contadino si recò da Billy e gli disse: “Mi dispiace ma ho cattive notizie: l’asino è morto.”
Billy rispose:  “Allora dammi indietro i miei 100 dollari.”

Tagliamo la guerra, non la spesa pubblica



rete controg8
per la globalizzazione dei diritti
Mercoledì 26 maggio dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di genova, 417° ora in silenzio per la pace.
Il volantino che verrà distribuito.

COSTI MILITARI

La tragica morte dei due soldati italiani in Afghanistan ripropone con forza la questione del ritiro delle nostre truppe da una guerra sanguinosa che miete vittime tra la popolazione civile e tra soldati mandati in una missione sbagliata, inutile e spacciata falsamente come operazione di pace.

martedì 25 maggio 2010

Il vero obiettivo della legge sulle intercettazioni


Il disegno di legge sulle intercettazioni mina senz'altro il diritto di cronaca. Ma il vero effetto dirompente del provvedimento è rendere meno efficace lo strumento investigativo più utile nelle inchieste giudiziarie. Non vorremmo quindi che nella discussione di questi giorni la giusta reazione dei media spostasse l'attenzione della discussione dal problema cruciale: le intercettazioni sono uno strumento di indagine e reperimento delle prove essenziale per la magistratura. E' prima di tutto su queste limitazioni che va condotta una battaglia civile.
Il mondo dell’informazione si è compattato nelle ultime settimane, coinvolgendo giornalisti con posizioni politiche anche diverse, nell’opporsi al disegno di legge sulle intercettazioni. È un segnale importante che fa emergere i media come uno dei poteri di controllo all’interno di una società democratica.

Ombre Russe



In un editoriale pubblicato sul Washington Post una decina di giorni fa, il columnist David J. Kramer si chiedeva se l'amministrazione Obama avesse deciso, forse, "di abbandonare" al proprio destino i vicini della Russia. Tutto ciò in nome di una politica che privilegerebbe le relazioni con Mosca, prima di tutto. 
Pochi giorni dopo quell'editoriale, il 17 maggio, il presidente russo Dimitrj Medvedev è stato ricevuto a Kiev dal presidente ucraino Victor Yanukovych. Nell'agenda dell'incontro, due questioni che potrebbero sortire diversi effetti negli assetti geopolitici dell'Europa orientale e non solo. La prima, di natura energetica, riguarda la fusione tra la compagnia energetica russa Gazprom e la ucraina Naftogaz, un matrimonio che potrebbe appianare debiti e ruggini del recente passato, ma soprattutto rafforzerebbe il pugno russo che stringe le tubature europee. 


La questione in Transnistria. La seconda questione sul tavolo ha riguardato, invece, il conflitto dormiente tra Moldova e Transnistria. Russia e Ucraina, insieme a Moldova, Transnistria e Osce più Stati Uniti e Ue nelle vesti di osservatori, compongono il cosiddetto gruppo di discussione dei 5+2. 

lunedì 24 maggio 2010

Il grattacielo di Gazprom e della discordia


Dopo lunghissime esitazioni, il presidente russo Dmitrij Medvedev ha varcato il Rubicone e ha deciso di schierarsi a fianco dei suoi concittadini pietroburghesi e dell’UNESCO, contro le autorità della metropoli baltica e contro il “braccio economico” del regime russo, il monopolio energetico Gazprom. Lo riferisce l’autorevole quotidiano Kommersant. In una lettera indirizzata al ministero della cultura e in particolare al presidente dell’”Unità di protezione del patrimonio culturale nazionale”, Aleksandr Kibovsky, Medvedev dà “stringenti istruzioni” perché la Russia “adempia completamente ai suoi impegni con gli organismi internazionali in materia di protezione dei monumenti e degli ambienti storici, come prevede la convenzione dell’UNESCO”. Un modo un po’ ellittico nella forma ma inequivocabile nella sostanza di affermare che la costruzione del grattacielo di Gazprom nel centro storico di San Pietroburgo non s’ha da fare.

Nilo, fonte di vita e di conflitto


I paesi a monte del bacino del Nilo hanno minacciato di firmare un nuovo accordo, che mira a escludere l’Egitto e il Sudan e a ridistribuire le acque del Nilo; l’annuncio è considerato dalla maggioranza degli egiziani come una condanna a morte per una nazione che è stata a lungo definita come “il dono del Nilo” – scrive il professore egiziano Nader Noureddin.
Quattro paesi a monte del Nilo, vale a dire Etiopia, Uganda, Tanzania e Ruanda hanno giocato d’anticipo firmando venerdì 14 maggio un accordo quadro a Entebbe, in Uganda che consente loro una gestione più libera delle acque del Nilo per l’irrigazione e altri progetti di sviluppo. La mossa è giunta sotto forma di negoziati con altri paesi del corso del fiume; Egitto e Sudan si sono trovati in un vicolo cieco.

La Casa Bianca mette sotto inchiesta la British Petroleum per l'esplosione della Deepwater Horizon


La Casa Bianca ha comunicato l'istituzione di una commissione indipendente per accertare le responsabilità sull'esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon.

La Casa Bianca ha deciso di istituire una commissione d'inchiesta indipendente per far luce sulle cause alla base dell'esplosione della Deepwater Horizon, la piattaforma petrolifera della British Petroleum che da oltre un mese sta contaminando di combustibile nero il mare del Golfo del Messico. A rivelare la notizia è stata una fonte dell'establishment di Washington che ha inoltre precisato che il pool di esperti rimpiazzerà nelle indagini la Guardia Costiera federale e il Minerals Management Service (MMS), l'agenzia del dipartimento degli Interni incaricata di monitorare le operazioni di trivellazioni offshore.

sabato 22 maggio 2010

Tre motivi per pensare male

Mentre il buon Tremonti assicura che non metterà le mani nelle tasche degli italiani – e dove li troverà 25 miliardi di euro? – bensì basterà qualche piccola “limatura” sugli stipendi degli “alti papaveri” ed altre facezie del genere, fervono i lavori parlamentari.


Finalmente, dopo mesi di litigi al calor rosso, riescono a mettersi d’accordo su qualcosa. Oh bene, direte voi. Mah, non lo so, giudicate da soli:

1) Bossi presenta il “federalismo demaniale” come la prima pietra del (suo) impianto “federale”.
2) Silvio Berlusconi presenta domanda per accrescere la sua proprietà a Villa Certosa, in Sardegna, con la costruzione di nuovi fabbricati.
3) L’IDV (Di Pietro, il “Masaniello dei valori”) approva insieme al PdL (!) il cosiddetto “federalismo demaniale” ed il PD, vergognosamente, si astiene.

giovedì 20 maggio 2010

Una Finanza senza interessi


L’elemento caratteristico della finanza islamica è rappresentato dal divieto del riba, cioè del tasso di interesse; tale divieto nasce da un monito religioso, infatti il corano permette la compravendita ma vieta categoricamente l’applicazione del tasso di interesse; in ogni scambio il controvalore richiesto deve essere identico al valore del bene trasferito. Ora molti di voi si chiederanno, ma come può un’indicazione presente all’interno di un testo religioso condizionare l’intera struttura finanziaria di paesi sovrani?
In primo luogo bisogna contestualizzare i paesi in cui tale modello di finanza si è sviluppato; nei paesi islamici infatti, ciò che riguarda la sfera religiosa condiziona fortemente la sfera giuridica e di conseguenza la sfera economico-finanziaria. In secondo luogo non bisogna pensare che tale divieto sia qualcosa di molto lontano da noi e dalla nostra cultura.


Il cardinale del golpe Honduregno in giro per l'Italia

Sta girando l'Italia il cardinale Rodriguez Madriaga, Opus Dei, la cui voce ha appoggiato il colpo di stato in Honduras. Il governo liberale-massonico dell'oligarchia gli aveva concesso un appannaggio di 5.300 dollari al mese che il governo democratico di Zelaya aveva cancellato. Era anche tra i papabili dopo la morte di Giovanni Paolo II: i cattolici ringrazino il cielo.



Erano passati pochi giorni dal colpo di Stato che aveva deposto e mandato in esilio il presidente costituzionale dell’Honduras, Manuel Zelaya, quando il cardinale e arcivescovo di Tegucigalpa, Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, è apparso su tutti i principali canali televisivi del paese, lasciando senza parole buona parte della popolazione.
Per chi non lo conosceva bene o comunque aveva poca dimestichezza con le vicende honduregne, il cardinale Rodríguez era salito alla ribalta internazionale per essere stato segnalato come uno dei papabili dopo la morte di Giovanni Paolo II. E l’idea di un papa centroamericano aveva fatto correre la fantasia di molti. Il discorso del cardinale non aveva invece stupito gli honduregni. L’atteggiamento apertamente favorevole al colpo di Stato e al governo di fatto di Roberto Micheletti, le insinuazione sui presunti reati commessi da Zelaya e l’invito rivolto a quest’ultimo a non cercare di rientrare nel paese “per evitare un bagno di sangue”, non erano state infatti solamente parole profetiche.

Abilitazione e concorso per la scuola, un aggiornamento sul tfa


Ci sembra opportuno fare un po’ di chiarezza su punti già trattati e altri da approfondire. Rispondiamo allora a tre domande classiche che continuano a ripetersi all’infinito:
1) Come si diventa insegnanti adesso? Ecco qui un articolo completo sul percorso che dovrai seguire.
2) Io ho una laurea vecchio ordinamento, come faccio a insegnare? Se hai già accumulato 360 giorni di supplenze, dovrai fare un concorso e tfa, potrai farlo senza smettere di lavorare nella scuola (vedi di seguito alla voce “disciplina transitoria”). Se invece non hai questa quantità di supplenze dovrai superare un concorso, tfa e iter formativo e fare l’iter completo che spetta a chi si è appena laureato. In alternativa puoi solo iscriverti a un altro corso di laurea e accedere da lì all’abilitazione. Noi sconsigliamo questo secondo percorso perché si tratta di un minimo di cinque anni di università e non garantisce comunque l’ingresso nell’insegnamento. Se hai una laurea vecchio ordinamento, non sei proprio giovanissimo e altri cinque anni di università sono da valutare molto bene.

Tirocinio formativo attivo forse si parte a luglio 2010


Il testo è stato trasmesso lo scorso 8 aprile dal Presidente del Senato alla competente Commissione che avrà pronto il parere verso metà Maggio. L’on. Aprea, presidente della VII commissione della Camera, ha una sua proposta, la A.C.953 presentata il 22 luglio 2009 , che esprime contenuti in parte differenti e che tratta, contestualmente alla formazione iniziale dei docenti, anche il tema del reclutamento.
La legge, che sarà varata – forse a luglio - nel rimbalzo tra i rami del Parlamento, recepirà in massima parte la proposta ministeriale, ma accoglierà anche qualcosa dalle proposte che sono all’esame della VII Commissione (al Senato e alla Camera), alcune avanzate dall’opposizione, e qualcosa che potrà emergere dalle audizioni di esperti del pianeta scuola. 

mercoledì 19 maggio 2010

Quando lo Ior trucco' le carte per difendere Andreotti


Gira e rigira il problema è sempre il solito: lo Ior. Molti dei protagonisti delle inchieste di Firenze e Perugia sulle malefatte della cricca sono legati a doppio filo al Vaticano e alle sue più alte gerarchie. 
Uno di loro, l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci, è certamente titolare di un conto all’Istituto Opere Religiose. 
Su altri indagati ci sono invece dei sospetti. Ci sono ipotesi che i magistrati vorrebbero verificare inoltrando una rogatoria alla Santa Sede. Fatica sprecata, verrebbe da dire. Perché, comunque andrà a finire, già oggi si sa che non si può fare troppo affidamento su carte e documenti eventualmente inviati (la scelta è del tutto discrezionale) dalla banca del Papa.

martedì 18 maggio 2010

NON ci uniamo alle retoriche manifestazioni di cordoglio di governanti e parlamentari italiani che hanno mandato queste persone ad uccidere e a morire


Rete contro g8
per la globalizzazione dei diritti
Mercoledì 19 maggio dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di genova, 416° ora in silenzio per la pace.
Segue il volantino che verrà distribuito
"Uccisi in Afghanistan  due soldati italiani.
NON ci uniamo alle retoriche manifestazioni di cordoglio di governanti e parlamentari italiani che hanno mandato queste persone ad uccidere e a morire.
La nostra pietà va a TUTTE le vittime di questa guerra, indipendentemente dalla loro nazionalità.
E ci impegniamo a moltiplicare i nostri sforzi perchè venga ripristinata la legalità costituzionale ed i soldati italiani vengano ritirati SUBITO."
Volantino inviato a Nuovediscussioni da Norma 




Cittadini Usa sempre più contrari alla guerra in Afghanistan. Il dissenso aumenta anche al Congresso. Dubbi al Pentagono sulla strategia di McChrystal. Persa la battaglia ''per il cuore e le menti'' degli afgani.


Nigeria, il gigante africano prova a rialzarsi


Il nuovo presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha ribadito la sua intenzione di concedere l’amnistia ai ribelli del Delta del Niger, scrive il quotidiano del Burkina FasoSidwaya. La proposta, fatta dal suo predecessore Umaru Yar’Adua, mira a porre fine agli attacchi contro gli impianti petroliferi della Nigeria, ottavo produttore mondiale di oro nero.

Romania, un crocevia di spie


La Romania sarebbe divenuta un crocevia di spie, provenienti in particolare da est. Attratte soprattutto dal progetto Usa di scudo antimissile. Ma se gli Stati Uniti utilizzano con molta libertà il territorio rumeno, rimane ancora difficile per i rumeni recarsi, anche solo per turismo, Oltreoceano.
I servizi segreti romeni sono sempre più preoccupati della presenza in continuo aumento sul proprio territorio di spie provenienti dall'ex spazio sovietico. Il grande interesse degli 007 stranieri sarebbe direttamente legato alla decisione di Bucarest di ospitare sul proprio territorio missili intercettori americani che dovrebbero diventare operativi a partire dal 2015.

Il giacimento petrolifero di Maysan, nel sud-est dell’Iraq, a cinesi e turchi

Il futuro del petrolio iracheno ha gli occhi a mandorla. Saranno i cinesi della China National Offshore Oil Corp. (CNOOC), assieme ai turchi della Turkish Petroleum Corporation (TPAO), a sviluppare il giacimento petrolifero di Maysan, nel sud-est dell’Iraq, che ha riserve per 2,6 miliardi di barili.

lunedì 17 maggio 2010

Israele stampa il timbro di "denied entry" sul passaporto di Noam Chomsky


Per aderire all'appello in sostegno alla Freedom Flotilla, contattare:reteromanapalestina@gmail.com

Noam Chomsky, massimo linguista contemporaneo, e uno degli intellettuali più ascoltati nel mondo, ieri si è visto negare il permesso di entrare in Israele.
Chomsky che era atteso per una lettura all’università Bir Zeit nei pressi Ramallah, è stato respinto all’Allenby Bridge, il valico di frontiera fra la Giordania e Israele, dove e come successe anche a me nell’aprile del 2003, e accade ogni anno a centinaia di attivisti e liberi pensatori che per entrare nella Palestina occupata sono obbligati a mettere piede in Israele.
2 anni fa era successo lo stesso al professore universitario Norman Finkelstein, e subito dopo a Richard Falk, a capo della commissione per i diritti umani dell’Onu.


Come controllare la popolazione


Immaginiamo una ristretta cerchia di persone, un’oligarchia, che voglia mantenere il proprio potere politico/economico sopra una nazione sfruttandone il popolo: quali sono i metodi migliori per consolidare tale potere e renderlo inattaccabile?

I metodi sono diversi, anche perché ci sono due strategie di fondo per mantenersi al potere:

1) Quella di esercitare il potere in maniera ferrea e dittatoriale, mostrando palesemente che chi si oppone rischia di venire incarcerato, torturato, ucciso
2) Quella di fingere di fare tutto il possibile per il popolo, peccato che ci siano i nemici esterni, i nemici interni, le calamità naturali, le crisi ricorrenti del sistema economico, le recessioni, fattori difficilmente controllabili che vanificano gli sforzi che il potere fa “per il bene del popolo”.

Il Regno Unito sarà il prossimo paese a cadere in crisi profonda?

In questi ultimi mesi c’e stato un grande affanno per cercare di salvare la piccola Grecia. Cosa succecderà quando si dovrà tentare di salvare non un piccolo paese di circa 11 milioni di abitanti come la Grecia, ma un grande paese di sessanta milioni di abitanti e oltre come il Regno Unito o l’Italia?
Tutto sembra indicare che il prossimo paese ad essere colpito da una grave crisi del debito sarà proprio il Regno Unito.

Afghanistan, uccisi due soldati italiani del contingente Isaf, altri due gravemente feriti

KABUL - Due soldati italiani del contingente Isaf impegnato in Afghanistan sono rimasti uccisi e altri due gravemente feriti. L'attacco è avvenuto nella zona di Herat, nel nord-est del Paese. Tra i feriti ci sarebbe una soldatessa.

Iran. quale l'opzione più razionale per la leadership USA?


Sia l’Iran che gli Stati Uniti hanno molto da guadagnare dalla ricerca di un compromesso, e i loro interessi potrebbero essere molto più simili di quanto essi non credano; le altre opzioni sono difficilmente praticabili per Washington; tuttavia, fattori politici interni ed esterni rendono difficile alla leadership USA scegliere l’opzione più razionale – scrive l’analista iraniano Massoud Parsi.

Lo scorso giugno Ahmadinejad fu rieletto presidente dell’Iran dopo una campagna elettorale svoltasi in un contesto insolitamente incerto, lacerante e astioso.
Il voto fu seguito da una serie senza precedenti di manifestazioni, dalle crescenti pressioni internazionali e dall’isolamento orchestrato dagli Stati Uniti, nonostante le iniziali dichiarazioni d’intenti di Barack Obama, il presidente americano.

domenica 16 maggio 2010

Tra terrore e messa in scena

Un bel giorno di primavera Faisal Shahzad, "terrorista in sonno" pachistano infiltrato negli Stati Uniti, decide che è ora di "svegliarsi" e compiere un attentao clamoroso contro l'odiato Paese dello zio Sam. Cosa fa allora il nostro valente terrorista (addestrato, a suo dire, nel Waziristan pakistano dai Taliban legati ad Al Qaeda)?

Intanto compra un SUV usato della Nissan in contanti, fornendo però i suoi veri documenti di identità e non documenti falsi, come ci si aspetterebbe in quelle circostanze.

Carica poi il SUV di bombole di propano (e fin qui sarebbe credibile...), innescandole però con dei fuochi d'artificio comprati in cartoleria e non con tritolo o dinamite.

Le camicie rosse e la battaglia per i diritti del miliardario corrotto Thaksin Shinawatra





*Thaksin Shinawatra (Thailandese: ทักษิณ ชินวัตร; Cinese: 丘达新; 26 luglio 1949) è un politico e imprenditore thailandese, già primo ministro dellaThailandia e leader del partito populista Thai Rak Thai.
Poiché era a capo della Shin Corporation che controlla (tra le altre) la più grande compagnia di telefonia mobile thailandese, è stato l'uomo più ricco in Thailandia prima di trasferire la proprietà della compagnia alla sua famiglia. Sua moglie Potjaman Shinawatra è sempre stata il suo supporto nella vita politica e negli affari. Egli è padre di tre figli: Panthongtae, Pinthongtha e Praethongtharn.
Nel giugno 2007 la società UK Sport Investments, controllata dall'ex premier thailandese, ha rilevato la società calcistica britannica del Manchester City F.C.[1]. Nell'agosto 2008 l'Abu Dhabi United Group for Development and Investment (Abug) rileva il club inglese Manchester City F.C..

Scandali politici 

Thaksin fu coinvolto in un conflitto di interessi tra il suo ruolo di Primo ministro e i suoi vari interessi finanziari. Nel 2001 fu molto vicino agli arresti e ad un bando di 5 anni dalla vita politica ma poi riuscì a venirne fuori, come dichiarato, corrompendo la corte giuridica e manipolando le indagini. A sua difesa, Thaksin dichiarò che il suo conflitto d'interessi dipese solo da una sua distrazione.

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