venerdì 31 dicembre 2010

Una Cupola finanziaria a gestire le principali speculazioni mondiali

Nel suo editoriale su La Repubblica del 19.12.2010 Eugenio Scalfari ci informa sull'esistenza di una Cupola finanziaria che gestisce le principali speculazioni mondiali. La sua fonte è il New York Times, che conferma quanto aveva già letto in Marx tempo prima. Da qui alcune sue deduzioni - di Eugenio Scalfari s'intende - sulle quali è bene soffermarsi. La prima, sulla quale concordo, è che le speculazioni non riguardano solo singoli faccendieri e neanche gli Hedge Fund, ma un sistema organizzato il cui cervello è costituito dalle maggiori nove banche mondiali. È vero, come sostiene, che è contro queste ultime che si è appuntata la critica della sinistra per decenni sfociata nella richiesta della nota Tobin Tax. Una visione miope che evade l'ampiezza del problema e che purtroppo resta comune sia agli amici che agli sciocchi. 

Che la finanzia mondiale costituisca oggi un sistema di potere globale è stato ampiamente descritto negli ultimi 10 anni da numerosi studi e autori. Basti ricordare il bel testo di J. Perkins - Confessioni di un sicario dell'economia - che illustra come la rete di esperti e di centri di studio internazionali falsifichino i dati economici dei singoli paesi per spingerli ad indebitarsi e poi provocarne una crisi che mette i governi e l'economia nelle loro mani.

Invincibilità di Israele ancora in discussione, tornano a suonare i tamburi di guerra

Si sentono di nuovo i tamburi di guerra in Israele e vengono suonati perché ancora una volta l’invincibilità di Israele è in discussione. Nonostante la retorica trionfalistica nei vari reportage commemorativi dei mass media, due anni dopo l’operazione “Piombo Fuso” si manifesta l’idea che quella campagna sia stata un fallimento così come lo fu la seconda guerra in Libano del 2006. Purtroppo nello stato ebraico i leader, i generali e il pubblico nel suo insieme conoscono solo un modo di affrontare le sconfitte e i disastri militari.
Possono essere riscattati solo tramite un’altra operazione o una guerra che abbiano successo, portate avanti con più forza e più spietatezza della precedente, nella speranza che i risultati siano migliori, la prossima volta.
Forza e potenza, così hanno spiegato i maggiori commentatori dei media locali (replicando pappagallescamente quanto avevano sentito dai generali dell’esercito), sono necessarie al fine di “dissuadere”, “impartire una lezione” e “indebolire” il nemico.
Non c’è nessun nuovo piano per Gaza: non c’è realmente nessun desiderio di occuparla né di metterla sotto diretto comando israeliano. Quel che si propone è di martellare la Striscia e il suo popolo ancora una volta, ma con più intensa brutalità e per un tempo più breve. Ci si potrebbe domandare: perché mai questo dovrebbe portare risultati diversi rispetto all’operazione “Piombo Fuso”?

giovedì 30 dicembre 2010

I due Presidenti nella crisi ivoriana

Un'elezione finita male che rischia di far precipitare il paese in un nuovo conflitto. Le origini della crisi. Le carte in mano agli attori principali. Gli squadroni della morte tornano in azione, mentre la comunità internazionale fa fronte compatto per ristabilire l'ordine. 

Le elezioni ivoriane del 28 novembre scorso avrebbero dovuto segnare la fine di dieci anni di crisi politica in quello che era un tempo uno dei paesi più prosperi dell’Africa Occidentale. Così purtroppo non è stato e il paese si ritrova con due candidati che rivendicano la vittoria: l’ex primo ministro Alassane Ouattara e il presidente uscente Laurent Gbagbo.

mercoledì 29 dicembre 2010

Scuola, conoscenza e libertà schiacciate

La crisi dei sistemi scolastici ed educativi occidentali non è un fatto nuovo; in quasi mezzo secolo, a partire dalla stagione del '68, nessun tentativo di riforma ha tuttavia portato a risultati apprezzabili in nessuno dei paesi dell'Occidente.
Oggi, dati alla mano, sappiamo che, nonostante questo modello domini a livello mondiale, le nostre università sono sempre più inadeguate a preparare gli studenti; sappiamo che i costi dell'istruzione sono ovunque eccessivi e viziati da sprechi e diseconomie, mentre i risultati in termini di apprendimento sono sempre meno soddisfacenti e gli insegnanti sono sempre più insoddisfatti del proprio ruolo professionale, oltre che dei propri stipendi. Il mondo della ricerca, che al sistema dell'istruzione è fortemente connesso, lamenta una progressiva riduzione delle risorse, mentre da fuori gli si rimprovera una crescente incapacità di produrre innovazione di valore strategico, rispetto ai fondi allocati.

giovedì 23 dicembre 2010

Julian Assange svela retroscena anche in Moldavia

Lo scoop dei cablo diplomatici Usa da parte del gruppo di Julian Assange svela retroscena anche in Moldavia. Un'offerta da 10 milioni di dollari da parte dell'ex presidente della Repubblica Voronin al suo oppositore Lupu, leader del Pdm e vincitore delle elezioni 2009 con la coalizione europeista, pur di restare al potere.
È il 7 settembre 2009 quando Vladimir Voronin, Presidente della Repubblica moldavo, incontra in segreto nella sua dacia privata di Condrita Marian Lupu, leader del Partito Democratico Moldavo (Pdm).
Sono passate circa 5 settimane dalle elezioni parlamentari di luglio e Lupu fa parte dei partiti dell’Alleanza per l’Integrazione Europea, che, dopo 8 anni di attesa, sono riusciti a ottenere la maggioranza.

Trattative segreta nella dacia, anche dopo la sconfitta elettorale

Voronin, leader del partito comunista, fa un’offerta al suo ex compagno di partito perché rompa il patto con i nuovi alleati e ritorni dalla sua parte. L’offerta è di quelle che non è facile rifiutare: 10 milioni di dollari e una spartizione delle cariche che vede Lupu presidente e Voronin speaker in Parlamento. Qualche giorno prima Voronin gli aveva già offerto 5 milioni di dollari, per poi raddoppiare la posta in un disperato tentativo di restare alla guida del Paese.

martedì 21 dicembre 2010

Il Golan campo di esercitazione israeliano contro Hezbollah

Le forze armate israeliane stanno effettuando una esercitazione sulle alture del Golan in cui sono coinvolte due unità destinate ad operare al confine con il Libano, le brigate Nahal e 401ma corazzata, inquadrate entrambi nella 162ma divisione corazzata Ha-Plada ("Acciaio") che fa parte del Comando Centrale delle forze armate israeliane: si tratta di un'esercitazione assai realistica in quanto coinvolge tutti i battaglioni delle brigate ed è "a fuoco".
Queste unità di prima linea stanno verificando una delle due possibili strategie di un eventuale nuovo conflitto contro Hezbollah, anche se ovviamente i comandanti israeliani precisano che non ci sarebbe nessun legame fra l'esercitazione e l'attesa sentenza del Tribunale Speciale per il Libano, un tribunale internazionale costituito nel 2009, che dovrà emetterà il verdetto sul coinvolgimento o meno del movimento sciita nell'assassino dell'ex primo ministro libanese Hariri, avvenuto nel febbraio del 2005: una sentenza alla quale Hezbollah, che ha respinto tutte le accuse, potrebbe reagire anche con la forza.

“Arresti preventivi”, "Questo è davvero un concetto interessante"...ne discuteva Robert Kennedy con lo Zio d'America di Gasparri

Ieri Gasparri ha chiesto “arresti preventivi” per evitare le violenze in strada.

Chissà se Gasparri conosce l’episodio in cui Robert Kennedy – allora Ministro di Giustizia - si trovò a confrontarsi con lo sceriffo della contea di Kern, in California, durante

giovedì 16 dicembre 2010

UN GOVERNO APPESO A TRE VOTI

Due anni e mezzo all'insegna della decisione di non decidere. Questa, in sintesi, la politica economica del Governo Berlusconi, confermato dai due rami del Parlamento ma appeso a una maggioranza risicata di tre voti alla Camera. La scelta di non fare nulla ha portato a una caduta complessiva del reddito nazionale del 6,5 per cento e del reddito pro-capite di più del 7 per cento. Ma ha anche evitato un ulteriore deterioramento del deficit pubblico. Soprattutto, però, il governo non ha realizzato nessuna riforma strutturale benché disponesse di una larga maggioranza in Parlamento. E così l'Italia ha perso altri trenta mesi senza il varo di provvedimenti indispensabili per riprendere a crescere.
Meriti e demeriti della politica economica del quarto Governo Berlusconi, giunto a due anni e mezzo di vita e destinato a proseguire con difficoltà se manterrà il margine di appena tre voti di maggioranza alla Camera, si riassumono nella decisione di non decidere.

martedì 14 dicembre 2010

Cinquanta rabbini israeliani vietano l'affitto e la vendita di case ai non Ebrei

Secondo quanto riferiscono The Wall Street Journal e Haaretz, una cinquantina di capi rabbini hanno sottoscritto una nuova prescrizione religiosa che vieta agli ebrei in Israele di affittare case ai non ebrei: si tratta di un passo che segue un appello inizialmente presentato da 18 eminenti rabbini, tra i quali il rabbino capo di Safed, Shmuel Eliyahu, che sollevavano pubblicamente la questione, affermando che chiunque affitti il proprio appartamento ad un arabo sta commettendo peccato davanti a Dio ed ai suoi confratelli; che non è permesso agli arabi di affittare appartamenti entro comunità ebraiche anche fuori da Israele e che gli ebrei devono boicottare chiunque non si attenga a questa indicazione.

domenica 12 dicembre 2010

Rivelazioni sull’assassinio di Rafiq Hariri


Mentre i media occidentali annunciano l’accusa imminente del Tribunale speciale per il Libano nei riguardi di Hezbollah, la rivista russa Odnako rimette in discussione l’inchiesta realizzata dalle Nazioni Unite nel suo insieme. Secondo Thierry Meyssan, l’arma usata per assassinare l’ex-primo ministro libanese, Rafiq Hariri, sarebbe stata fornita dalla Germania. L’ex procuratore tedesco ed il primo incaricato dell’inchiesta dell’ONU, avrebbe falsificato un indizio per mascherare il coinvolgimento del suo paese. Queste rivelazioni mettono in imbarazzo il Tribunale e rovesciano la dinamica interna libanese.
Molteplici conflitti in Medio Oriente si stanno ora cristallizzando attorno al Tribunale speciale per il Libano (STL). Pace e guerra dipendono da esso. Per alcuni, deve permettere lo smantellamento di Hezbollah, sottomettere la resistenza e instaurare la Pax Americana. Per altri, viola la legge e la verità per assicurare il trionfo di un nuovo ordine coloniale nella regione.

L'IRLANDA E GLI ALTRI "PIGS"

Per comprendere la crisi finanziaria ed economica dell’Unione Europea, dobbiamo considerare tale crisi non solo come un fenomeno economico e finanziario, ma anche come un fenomeno politico. In realtà è quest’ultimo a determinare il primo. Vediamo, ad esempio, la situazione di Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna definiti, in tono dispregiativo nella letteratura economica anglosassone, come i PIGS, che vuol dire, in inglese, i “maiali”. Questi paesi, Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna sono stati governati durante la maggior parte del periodo che va dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino alla fine degli anni settanta, da dittature fasciste o fascistoidi (Spagna e Portogallo) e da regimi autoritari profondamente conservatori (Grecia e Irlanda). La dittatura spagnola e quella portoghese si sono concluse rispettivamente nel 1978 e nel 1974. Quella greca è terminata nel 1974. Negli anni settanta in Irlanda ha iniziato a prendere piede un sistema profondamente conservatore basato su un’ideologia cattolica estrema che, in qualche modo, persiste ancora oggi.

sabato 11 dicembre 2010

Difesa, l'investimento perpetuo

Per comprare nuovi armamenti spenderemo tre miliardi e mezzo in più rispetto al 2010.

L'Italia continua a spendere in armamenti.Decine e decine di macchine da guerra, costose e inutili, verranno costruite nei prossimi 10-15 anni nel nostro Paese. Invecchieranno senza essere utilizzate in teatri di guerra, foss'anche perché le nostre sono solo 'missioni di pace'. Molte arrugginiranno, o funzioneranno solo per essere mantenute, qualora vi sia la capacità di mantenerle. Molte altre verranno costruite per far girare l'industria, italiana e internazionale.

I numeri.

La spesa della guerra ha santi in Parlamento

Una risoluzione all'esame della commissione Difesa del Senato impegna il governo a non diminuire le spese di riarmo e a promuovere la propaganda militare.


La commissione Difesa del Senato discuterà (e forse approverà) lunedì 13 dicembre una risoluzione sul 'Potenziamento delle capacità dell'Unione europea nel settore della sicurezza e della difesa', che impegna il governo italiano, crisi o non crisi, anon diminuire le spese militari per il riarmo e a rafforzare la propaganda militare nella società civile. 

Lo schema di risoluzione presentato dal senatore del Pdl Giuseppe Esposito, impegna l'esecutivo ''a reperire le necessarie risorse affinché i programmi di ammodernamento dello strumento militare non subiscano un rallentamento o, quelli in corso, non siano annullati, così da garantirne il rinnovamento e l'adeguamento tecnologico e per consentire, attraverso un adeguato impegno finanziario, che non ci siano nuovi ulteriori ostacoli sulla via dell'integrazione e della cooperazione''.

L'altro impegno al quale questa risoluzione vincola il governo è quello di ''promuovere una maggiore cultura popolare di sostegno ed appoggio alle Forze armate, di pubblica sicurezza e di protezione civile, anche attraverso una maggiore consapevolezza delle attività, dei rischi e dell'efficacia degli stessi''.

venerdì 10 dicembre 2010

Israele, quando i diritti di uno Stato si nutrono di una guerra perpetua

Dal punto di vista del diritto, i negoziati sul partizionamento della terra sono un pericolo esistenziale perché riconoscono ai Palestinesi la stessa uguaglianza dei diritti degli Ebrei su Eretz Israel.

I fatti devono essere riconosciuti: i capi dei partiti di destra hanno una visione strategica e una capacita’ di visione a lungo termine, e sanno anche come scegliere gli strumenti giusti per svolgere la loro missione. 

La proposta di modifica della nuova legge sulla cittadinanza, che mira a fomentare uno stato di continua agitazione tra gli Ebrei e tutti gli altri, e’ solo un aspetto di un piano di vasta portata il cui portavoce ufficiale e’ il ministro degli esteri Avigdor Lieberman. 

L'altro aspetto è la promessa del ministro degli Esteri alle nazioni del mondo che la nostra guerra contro i palestinesi è una guerra eterna. Israele ha bisogno di un nemico interno ed esterno, un senso costante di emergenza, - perche’ la pace, sia con i palestinesi nei territori o con i palestinesi in Israele, rischia di indebolirla al punto di pericolo esistenziale.

mercoledì 8 dicembre 2010

Assange, la bufala dello stupro e l'arresto

Il ministro degli esteri italiano Frattini, accogliendo con giubilo la notizia dell'arresto di Julian Assange, si è lasciato andare a una frase di troppo: "Era ora, per fortuna l'accerchiamento internazionale ha avuto successo". 

Un'ammissione, nemmeno troppo implicita, che le questioni sessuali per cui il fondatore di Wikileaks è finito in un carcere di Londra sono solo una scusa, e che è dentro per quello che il suo sito ha rivelato nei giorni scorsi. 

Vale dunque la pena di vedere in che cosa consiste la vicenda del fantomatico 'stupro' per cui, formalmente, Assange è finito in manette a Londra, dopo che nei giorni scorsi l'Interpol aveva emesso un mandato contro Julian Assange per 'crimini sessuali'. 

In realtà, tecnicamente, ciò che sta emergendo è che il fondatore di Wikileaks è stato arrestato per aver violato una legge svedese che, in un'interpretazione estesa, arriva a punire chiunque commetta qualsiasi forma di scorretteza relativa ad atti sessuali anche consensuali.

Costa d'Avorio, una guerra civile alle porte

La Costa d'Avorio è di nuovo sull’orlo della guerra civile, ostaggio di una situazione paradossale nella quale il presidente uscente, Laurent Koudou Gbagbo, si rifiuta di accettare la sconfitta elettorale e l’Onu ribadisce e “certifica” la vittoria del candidato dell’opposizione, Alassane Ouattara. Lo scenario è quello di un Paese nel caos, uno stallo politico alimentato dalle decisioni del Consiglio Costituzionale che ha invalidato una buona parte dei voti espressi nelle regioni settentrionale ed ha rovesciato il verdetto della Commissione elettorale indipendente (Cei) imposta dalla comunità internazionale.
Gbagbo, che negli ultimi cinque anni era riuscito a rinviare le elezioni per ben sette volte, ha subito approfittato della confusione e, per rimanere in sella, ha nominato un nuovo premier, l’economista e docente universitario Gilbert Marie N'gbo Ake. La decisione ha subito scatenato la furia di Guillaume Soro, ex primo ministro di un governo di unità nazionale e nemico giurato di Gbagbo, che dopo aver riconosciuto la vittoria di Ouattara ha minacciato il ritorno in campo delle milizie. Intanto, i sostenitori del neoeletto presidente hanno annunciato la costituzione di un nuovo governo e la lista di tredici ministri, tutti alleati di Ovattare, che dovrebbero costituire l’esecutivo guidato dallo stesso Soro, fresco anche lui di nuova nomina a premier.

lunedì 6 dicembre 2010

ESISTE UN’ ALTERNATIVA PER L’ INTIMIDITA IRLANDA

Le autorità europee e l’FMI raccontano agli irlandesi che “non c’è alternativa” alle brutali condizioni del loro piano di salvataggio. Niente di più sbagliato

Come ogni altra delle cosiddette nazioni “PIIGS” (“acronimo formato dalle iniziali di alcuni paesi europei economicamente indebitati, Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna. Con valore fortemente dispregiativo (“pigs” in inglese significa maiali), il termine viene utilizzato perlopiù da giornalisti economici americani o, più in generale, di lingua inglese” ndt) che viene condotta al macello, vale la pena chiedersi se la carneficina sostenuta dalle autorità europee sia davvero necessaria. L’Irlanda si trova nel suo terzo anno di recessione, ed il reddito pro capite è già precipitato di più del 20% dal 2007. La disoccupazione è più che triplicata passando dal 4,3% alla fine del 2006 al 13,9% di oggi.

venerdì 3 dicembre 2010

Ankara e la partita del gas

Come si spiegano le nuove scelte della Turchia in materia di relazioni internazionali? Una chiave di interpretazione potrebbe essere la partita del gas. Le ultime tappe del lavorio del governo per garantirsi un posto d'onore nell'affare energetico.

Taner Yıldız dimostra di avere ben chiaro il suo ruolo di ministro dell'Energia. "A volte la politica è un peso per l'energia e a volte è l'energia ad essere un peso per la politica" ha detto forse poco brillantemente, ma sicuramente con grande pragmatismo, alla conferenza La visione turca dell'energia tenuta alla sede dell'Organizzazione Internazionale per la Ricerca Strategica (Usak) il 9 novembre scorso. É stato il coordinatore generale di Usak, prof. Sedat Laçiner a richiamare l'attenzione sulla dimensione macropolitica della questione, richiamo necessario a fronte della tendenza ad occuparsi di questioni minime e congiunturali. Il fatto è che la Turchia è invece al "centro dell'oceano dell'energia ma non ne ha mai beneficiato in modo adeguato".

Chi c'è dietro Wikileaks

Il programma della nuova rivoluzione è semplice: "Li fottiamo tutti: renderemo il mondo trasparente, lo cambieremo". Anarchia in chiave cibernetica, proclamata nel 2007 da Julian Assange e dai suoi pirati in una mail interna del gruppo. Allora nessuno poteva immaginare quanta potenza si stesse già accumulando nei suoi computer: "Abbiamo (documenti) su una mezza dozzina di ministeri stranieri, su decine di partiti politici e consolati, sulla Banca Mondiale, sulle sezioni delle Nazioni Unite ... Non siamo riusciti ancora a leggere neppure un decimo dei file che abbiamo. Abbiamo smesso di immagazzinarli quando siamo arrivati a un terabyte (mille miliardi di byte,ndr.)". Per tre anni quel forziere di informazioni si è ingigantito mese dopo mese, affidato a una squadra di sostenitori che ha custodito il tesoro proteggendolo dalle incursioni del governo americano e dei colossi privati: una rete di persone senza nome e senza volto che raccolgono i dati e sono il vero motore di Wikileaks. Il capo è lui, Assange, a cui tutti sono devoti. Anche se come in tutte le storie di pirati, anche in questo equipaggio serpeggiano rancori e invidie. Che fino ad ora non sono riusciti a rendere meno agguerriti gli abbordaggi.

martedì 30 novembre 2010

Libano, un Paese tra le paure del presente e i conti in sospeso del passato


Un Paese diviso tra la paura di nuovi scontri e la necessità di chiudere i conti con il proprio passato. Le dichiarazioni dei leader politici che si susseguono sulle testate nazionali, un documentario trasmesso da un’emittente canadese che in poco tempo ha alzato un vero e proprio polverone e i diplomatici del mondo arabo che fanno di tutto per calmare la situazione.

Questa è la fotografia del Libano di oggi, uno stato che tiene il fiato sospeso in attesa dei risultati dell’indagine sull’omicidio dell’ex premier Rafiq Hariri, che perse la vita in un attentato il 14 febbraio 2005.

Era iniziato tutto nel mese di luglio, quando il segretario del partito militante Hezbollah, Hassan Nasrallah, aveva dichiarato alla stampa che alcuni membri del proprio partito erano stati coinvolti nelle indagini avviate dal Tribunale speciale per il Libano (Tsl) incaricato di indagare sull’assassinio. Se avesse coinvolto qualche membro del Partito di Dio libanese - aveva dichiarato il leader sciita - il verdetto non sarebbe stato accettato e le conseguenze non si sarebbero fatte attendere.

lunedì 29 novembre 2010

Lo strano fenomeno Wikileaks

Ora che ci dicono che con le prime nuove soffiate di Wikileaks sta esplodendo «l'11 settembre della diplomazia» ovvero «l'11 settembre di internet», deve valere una premessa: non ci sono individui, e neanche organizzazioni, che siano in grado di leggere 250mila documenti in breve tempo. Quindi ci arriva solo un flusso filtrato di documenti. E chi lo filtra, per ora, è la vecchia fabbrica dei media tradizionali. Se di un 11 settembre si trattasse, saremmo nella fase del trauma mediatico iniziale, quella che ci dà l’imprinting, l’apprendimento base del nuovo mondo su cui ci affacciamo e delle nuove credenze sulle quali far fede. Una volta educate le menti con questo shock, le sue riletture successive andranno controcorrente e perciò partiranno sfavorite.Il primo imprinting è proprio nell’idea del trauma, l'idea dell’ora zero dell’evento. Il mezzo è il messaggio. Mezzo e messaggio sono: vivere un trauma. Come se prima del percolare dei segreti attraverso Wikileaks non vi fosse modo di interpretare la politica, la diplomazia, i segreti, le normali trame degli Stati. Come se l’interpretazione storica – anch’essa basata su archivi e documenti, ma in tempi più lunghi e meditati – adesso dovesse cedere il passo e appiattirsi sull’evento emotivo.

domenica 28 novembre 2010

I laureati se ne vanno ormai al ritmo di 60.000 l’anno

Qualche dato. L’Italia sostiene i costi di formazione dei giovani nelle scuole superiori e nelle università italiane per poi lasciarseli scappare. I laureati se ne vanno ormai al ritmo di 60.000 l’anno, secondo il rapporto Confimpreitalia di ottobre 2010 rilanciato da clandestino web. Questo flusso è, tranne rarissime eccezioni, sostanzialmente tutto in uscita dall’Italia verso il mondo, cosa che succede molto meno, o quasi per niente in altri grandi Paesi occidentali come Stati Uniti e Gran Bretagna. Per non parlare poi del 75% dei posti di lavoro che sempre in Italia, non sono pubblicati su regolari annunci, ma evidentemente trovati per canali meno istituzionali e spesso non ben definiti, come segnala il giornalista Sergio Nava sul suo blog.

In un contesto del genere non ci si deve stupire se i nuovi espatriati, che non se ne vanno a spasso per il mondo, ma cercano un ambiente fertile che riconosca le loro potenzialità, raggiungono cifre impressionanti. Almeno secondo stime, questa volta non ufficiali, emerse negli ultimi mesi. Il calcolo è semplice: sul sito di Repubblica, Claudia Cucchiarato ha ricevuto in neppure due mesi più di 20.000 segnalazioni di ragazzi in fuga.

sabato 27 novembre 2010

I Nord Coreani rientrano in Patria in previsione del conflitto con la Corea del Sud



La maggior parte dei migranti nordcoreani che lavorano più o meno legalmente a Vladivostok e nella circostante regione di Primorye (che ha un breve confine terrestre con la Corea del Nord) sono tornati di corsa in patria nelle ultime ore, chiaramente in seguito all’acutizzarsi della tensione fra il loro paese e la Corea del Sud, scrive il quotidiano russo Moskovskie Komsomolets. I cantieri edili e gli altri luoghi di lavoro dove la manodopera nordcoreana è presente abbastanza numerosa (ed è la più a buon mercato che si possa trovare, in una regione dove già le paghe “normali” sono piuttosto basse) sono da stamattina svuotati in misura consistente, in alcuni casi addirittura deserti.

Europa: le Banche e la crisi

    Se gli Irlandesi non pagano alla fine un 30% dei loro debiti da soli, in 4.5 milioni su 300 milioni di europei, costano 165 miliardi alle banche europee.

  • Lo leggi a pag 90 del rapporto della BIS. La BIS, Bank of International Settlements è la banca centrale delle banche centrali, un ente in Svizzera che fa da super-banca per tutte le banche centrali (e a cui appartiene) ha tutti i dati possibili ed immaginabili e li elabora. Ha pubblicato 100 pagine di dati su tutta l'esposizione di ogni banca del mondo ad ogni paese e settore.

giovedì 25 novembre 2010

I Fondi Sovrani affossano l'Euro

Banca d'Irlanda
Gli Investitori contro i salvataggi e la moneta europea. In testa l'americano Pimco, primo investitore globale del mondo e , a suo modo, pure Goldman Sachs.

Multinazionali in fuga dall’Irlanda, fino a tre anni fa additata a modello. Il salvataggio non risolverà i problemi, dopo l’Irlanda sarà la volta di Portogallo e Spagna. E la Germania farebbe bene a lasciare perdere l’Euro.

Sembrava che i Mercati non avessero apprezzato un gran che il nuovo piano della Fed e di Obama, il famoso QE2 (vedi penultimo post), e snobbassero i T Bond decennali del Tesoro americano. Indebolendo il dollaro, di cui si preconizzavano deprezzamenti in tempi brevi. Invece ora il fuoco si concentra sull’Euro, minando il salvataggio dell’Irlanda (e in primis delle sue banche), da parte di UE/FMI più Gran Bretagna e Svezia.

Un salvataggio peraltro non disinteressato, visto i crediti che vantano verso l’Irlanda le loro banche (148 miliardi di euro la sola GB, 139 la Germania, 53 la Francia15 l’Italia, eccetera).

A seguito, I Paesi Devono Cedere la loro Sovranita' al "centro" (cobraf.com)

La Corea del Nord alza la voce

Le forze armate del Nord sparano diversi colpi su un isola del Sud, lungo il suo confine. Le tensioni tra Pyongyang e Seul, già alte dopo l'affondamento della corvetta in marzo, salgono alle stelle. Ma la ragione dell'attacco potrebbe non essere il solito regolamento di confini: un nuovo negoziato sul nucleare in vista?
Erano le 14:30 ore locali (4:30 in Italia) quando la piccola isola di Yeonpyeong, nel Mar Giallo, vicina alla Corea del Nord ma territorio del Sud, è stata ripetutamente bersagliata da centinaia di colpi di artiglieria nordcoreana. Diversi colpi hanno scosso le acque, ma molti altri sono piovuti sull'isola, incendiando una settantina di edifici, alcuni pare già crollati. Per ora si registrano due sole vittime, entrambi militari di Seul, mentre l'intera popolazione (circa 1200 persone) è stata evacuata dalle abitazioni.
Lo Stato Maggiore della Difesa sudcoreana ha annunciato di aver risposto sparando 80 colpi e inviando alcuni jet dell'aeronautica, con l'avvertimento che nel caso le provocazioni dovessero continuare, la risposta sarebbe "durissima".

mercoledì 24 novembre 2010

Uno spettro si aggira per l'Europa: la paura del contagio della crisi economica

Islanda, Lettonia, Grecia e ora Irlanda, domani Portogallo e forse Spagna e Italia. Ogni crisi serve agli organismi internazionali per imporre agli Stati le loro ricette economiche neoliberiste e annullare ogni residua sovranità nazionale.
Uno spettro si aggira per l'Europa: la paura del contagio della crisi economica, dellabancarotta a catena degli Stati. Prima l'Islanda e la Lettonia, poi la Grecia. Ora è il turno dell'Irlanda, ma già si parla del Portogallo come prossimo della lista, e nuvole nere si addensano all'orizzonte anche perSpagna Italia.
Pur cambiando le dimensioni economiche dei singoli casi, la dinamica è sempre la stessa. La stampa economica mainstream (che non brilla certo per indipendenza) e leagenzie di rating finanziario (emanazioni dirette dell'alta finanza) lanciano l'allarme sullo stato di salute dei bilanci di uno Stato, che improvvisamente si ritrova "sull'orlo del baratro"e costretto a chiedere aiuto all'Unione europea, al Fondo monetario internazionale e alla Banca mondiale.

martedì 23 novembre 2010

La mannaia del governo Alle onlus solo 100 milioni Ride chi vende armi

Rete controg8

per la globalizzazione dei diritti

Mercoledì 24 novembre dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di Genova, 443° ora in silenzio per la pace.
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La partita è di fatto chiusa. Il «furto» è stato perpetrato. Un «mondo» intero, quello delle organizzazioni no-profit è stato falcidiato.


La «notizia» è stata confermata. E si è tradotta in voto. L’unico, fragile, appiglio rimasto è un ordine del giorno presentato dall’Udc. Troppo poco per alimentare una speranza. Il centrodestra ha bocciato anche il subemendamento presentato dai parlamentari del Pd che innalzava da 100 a 400 milioni (ripristinando così la cifra della precedente Finanziaria) il tetto. Cento milioni.

domenica 21 novembre 2010

L'istruzione pubblica nemica del neoliberismo

Taglio scuola
Non credo che sia chiara a tutti la finalità ultima dell’attacco all’istruzione pubblica cui da tempo assistiamo. Eppure l’intento primario è alla luce del sole e si qualifica appieno come parte del Più Grande Crimine, cioè l’ennesimo massacro delle speranze di vita per milioni di cittadini europei, noi inclusi di certo, lungo il percorso preordinato della distruzione del sistema Europa. Prima di scrivere di questo scempio, chiedo al lettore di sostare per alcune righe su un effetto collaterale che per dovere di completezza va ricordato, e che gode di un preliminare favorevole, questo: la paralisi completa inflitta agli Stati dell’Eurozona nella loro capacità di spendere a deficit per creare la piena ricchezza sociale, di cui la scuola e l’università sono una parte (sulla paralisi si legga il saggio paolobarnard.info/intervento) 

Di questo effetto collaterale dell’attacco all’istruzione, va detto qualcosa che vada oltre l’ovvia e annosa pratica dell’impoverimento di un servizio pubblico al fine poi di renderlo appetibile per una privatizzazione selvaggia per pochi spiccioli e per il giubilo degli investitori privati (pratica di cui il centrosinistra italiano è maestro eccelso).

sabato 20 novembre 2010

Le atomiche in casa nostra

Tra due giorni il vertice NATO di Lisbona deciderà dove dislocare le circa 200 testate nucleari tattiche attualmente sul suolo europeo, sparse tra Belgio, Italia, Germania, Olanda e Turchia.
Dislocare dove, visto che Belgio, Olanda, Germania e altri - avendo male interpretato, evidentemente, le promesse di Obama di andare verso una drastica riduzione delle armi atomiche- avevano dichiarato di non volerle più sui loro territori? Resterebbero, dunque Turchia e Italia. Ma la Turchia di Erdoğan negli ultimi tempi è diventata un alleato assai scomodo.
VIDEO IN FONDO ALL'ARTICOLO.
E non solo è poco verosimile che qualcuno le faccia una tale proposta, ma è ancor meno verosimile che Ankara l'accetterebbe. Rimane, apparentemente, l'Italia, che sulle sue circa 80 bombe atomiche sparse nei suoi territori non ha mai detto parola, né ai tempi del centro sinistra, né ai tempi presenti della destra. E oggi, con un Berlusconi traballante, bisognoso dell'aiuto dell'abbronzato presidente, non vede l'ora di accettare. Intanto quelle armi non fanno nemmeno il solletico all'amico Putin.

giovedì 18 novembre 2010

Il problema yemenita

Sana'a
Un'ampia campagna militare contro al Qaedae la costruzione di basi militari destinate all'esercito yemenita, ma con la presenza di consiglieri Usa, nelle zone tribali più remote del Paese, per stanare i leader dell'organizzazone jihadista. E' quanto starebbe progettando il Pentagono nello Yemen, secondo quanto scrive oggi il Wall Street Journal.
La proposta, non ancora formalizzata da Washington, strebbe già sollevando dubbi a Sanàa, che non vede di buon occhio un eventuale presenza di forze americane in queste future basi.

Gli Stati Uniti vogliono comunque rafforzarsi nel Paese dove è più forte la presenza di al Qaeda della penisola arabica. 
Il primo, più importante, aspetto da affrontare, hanno spiegato fonti dell'amministrazione Usa, è quello della scarsa quantità di informazioni di intelligence relative i nascondigli e covi dei leader dell'organizzazione. Questo crea "una situazione di vulnerabilità" che il governo americano "si sta impegnando ad affronatare velocemente", spiegano le fonti. 
L'attuale rete di spie è infatti gestita dai sauditi che, secondo Washington, non si sarebbero rivelati efficienti.

Scempio sulle statue di Marte e Venere

Prima
Dopo
Venere ha riacquistato entrambe le mani. Marte, insieme alla destra, anche il pene perduto da tempo. Miracolo a Palazzo Chigi. Per espressa volontà di Silvio Berlusconi. E in barba alle regole del restauro che vietano ripristini e falsi storici che alterino l'autenticità dell'opera d'arte.

Il celebre gruppo marmoreo, con i ritratti romani di Marco Aurelio e della moglie Faustina innestati sui corpi "greci" degli dei dell'Olimpo, è stato sottoposto a un intervento di chirurgia estetica che rischia di avere pesanti riflessi negativi sulla scultura del 175 dopo Cristo. E sull'immagine della scuola dei restauratori italiani nel mondo. Così, dopo le polemiche per lo spostamento dal Museo delle Terme di Diocleziano a Palazzo Chigi, una nuova bufera sta per abbattersi sui preziosi 1.400 chili di marmo. 

sabato 13 novembre 2010

Anna Kushchyenko tradita dal colonnello Shcherbakov

“C’è qualcosa di davvero marcio nei nostri servizi segreti”, ha confidato all’agenzia Ria-Novosti un alto ufficiale in pensione dell’intelligence russa, dopo che il quotidiano Kommersant ha rivelato il nome della “talpa” che nel giugno scorso ha fatto scoprire agli americani una rete di dieci spie russe operanti negli USA: un nome importante, importantissimo, quello del colonnello Shcherbakov, l’uomo che gestiva l’intera rete del SVR (i servizi segreti civili russi) in America. La rivelazione è stata un terremoto psicologico, in Russia: scoprire che a tradire i dieci agenti è stato proprio l’uomo che li aveva “piazzati” e ne seguiva le attività ha voluto dire rendersi conto che l’intero sistema è corrotto e insicuro.

“Questo significa – continua l’alto ufficiale in pensione – che le cose sono veramente messe male sul piano della sicurezza interna a Yasenevo (la località alla periferia sud di Mosca dove ha sede il SVR, ndr) e che probabilmente lì stanno lavorando sulle cose sbagliate”. Tutto da rifare, insomma. Anche perché la vicenda sembra mettere in luce errori e ingenuità inconcepibili per un servizio segreto degno di questo nome. Per esempio il fatto che il traditore in questione, Shcherbakov, aveva da molti anni una figlia che vive negli Stati uniti: “Come si può consentire a un uomo che ha un parente stretto che vive all’estero di occupare una posizione così delicata e cruciale?”. E non basta, visto che i massimi dirigenti del SVR, un anno prima che esplodesse lo scandalo, non avevano ritenuto di doversi preoccupare per il fatto che Shcherbakov aveva rifiutato una promozione di carriera importante – promozione che comportava l’obbligo di sottoporsi alla “macchina della verità” e che il colonnello non aveva nessun motivo di rifiutare.

venerdì 12 novembre 2010

L'economia dell'Est da segni di risveglio

Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia sono tornate ad esportare i loro prodotti nell’Europa occidentale. Romania, Bulgaria e Paesi Baltici sono invece ancora impigliati nelle secche della crisi. La tempesta finanziaria degli ultimi due anni ha cambiato la geografia dei paesi dell’Europa centro-orientale e un’approfondita analisi del Financial Times Deutschland ne ridisegna confini e paesaggi: a vent’anni dalla caduta dei muri, le vecchie ferite della guerra fredda sono ormai sanate e le grandi differenze economiche non corrono più tra est e ovest ma fra centro e periferia.

Fra un centro che sulla tradizione mercantile mitteleuropea ha saputo costruire un moderno cuore industriale e una periferia che si dibatte fra debiti pubblici e privati e debolezze competitive. Negli Stati definiti «periferici», la crescita registrata fra la seconda metà degli anni Novanta e la prima metà del Duemila è stata determinata principalmente dai crediti, divenuti poi indigesti per i mercati finanziari. In alcuni casi si è sfiorata la bancarotta con l’intervento degli istituti internazionali e la conseguente adozione da parte dei governi di severe politiche di risparmio. Esattamente l’opposto è avvenuto nell’area «centrale», dove la creazione di valore aggiunto dell’economia è legato per una percentuale che oscilla tra il 20 e il 30 per cento al settore industriale. Più che in Germania.

Lo spettro dell'anarchia si aggira per gli Stati Uniti

Karl Marx una volta scrisse: "un fantasma si aggira per l'Europa", scrisse quelle parole alla vigilia dei moti rivoluzionari in Italia e Francia del 1848 e che presto avvolsero gran parte del continente. All'insaputa della maggior parte degli Americani, l'Europa è di nuovo divorata dalla rivolta, che minaccia di espandersi. La crisi finanziaria, cominciata negli USA ed estesasi in tutto il mondo, insieme alla crisi del debito sovrano dell' Unione Europea, come risultato, ha acceso la passione di masse soffocate e ridotte in schiavitù; la gente ha riconosciuto la propria condizione di schiavitù ed ha denunciato i suoi padroni. I regimi perlopiù capitalisti non sono meno colpiti di quanto lo siano i regimi socialisti, comunisti o teocratici, tutti loro hanno il solito padrone. 

Sulla scia dei disordini civili del 2009 avvenuti in Lettonia, Lituania, Ucraina, Bulgaria, Montenegro, Polonia, Germania, Ungheria, Grecia, Portogallo e Republica Ceca, in risposta alle diverse misure di austerity prese dai governanti, una rivolta in piena forza è scoppiata in Francia. Proprio come le proteste politiche in seguito alle elezioni iraniane del 2009, dopo mesi le proteste e manifestazioni in tutta Francia hanno preso una piega più violenta, e continuano ad aumentare i segnali di una insurrezione armata. Dall' altra parte dell' Atlantico, anche i canadesi hanno tolto gli occhi dal puck (il disco usato nell' hockey) abbastanza per diventare furiosi, hanno organizzato le proteste al meeting del G-20 a Toronto (avrebbero reso fiero un francese) proteste che hanno spinto una delle più addomesticate bestie politiche a mettere a nudo le sue zanne tiranniche.

Salvata Finmeccanica, stanziato 1 mld di euro in armamenti

Nei giorni scorsi, nonostante le difficoltà finanziarie in cui versano le casse dello Stato, le commissioni Difesa di Camera e Senatohanno approvato in fretta e furia, e con ilsilenzio-assenso dell'opposizione Pd, unprogramma di riarmo del valore di quasi un miliardo di euro, buona parte dei quali finiranno alle aziende belliche del gruppo industriale guidato Pier Francesco Guarguaglini.

Il programma pluriennale di acquisizione armamenti, legato al crescente impegno bellico dell'Italia sul fronte di guerra afgano e alle esigenze strategiche della Nato, prevede una spesa complessiva di di 933,8 milioni di euro nell'arco dei prossimi quattro/nove anni. 
Vediamo il dettaglio di quella che potrebbe essere l'ultima lista della spesa del ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

200 milioni di euro sono destinati a fornire i nostri elicotteri da guerra A-129 Mangusta, operativi in Afghanistan, dei nuovi sistemi di puntamento Ots fabbricati dalla Salex Galileodi Finmeccanica, che consentiranno di colpire al meglio gli obiettivi ''nei nuovi scenari di impiego degli elicotteri, in situazioni caratterizzate da fluidità e indeterminatezza della posizione delle forze amiche e nemiche''. Nella stessa cifra è compresa una fornitura, sempre per gli elicotteri Mangusta, di nuovi missili anticarro Spike, di fabbricazione israeliana, che andranno a sostituire gli attuali missili Tow, meno potenti.

mercoledì 10 novembre 2010

La scuola secondo il modello leghista

Meno ore di lezione, buono scuola e assunzione a livello locale degli insegnanti. Ecco l'istruzione pubblica vista dai leghisti. Nel corso di un convegno organizzato dalla scuola Bosina di Varese (fondata dalla moglie di Umberto Bossi) il Carroccio ha illustrato la ricetta per "risanare la scuola", inquadrando i diversi rimedi proposti "nella realtà scolastica europea che non solo le giustifica, ma le rende totalmente appetibili e di sicuro effetto". Il rilancio passa attraverso 17 punti, di cui 5 strategici e 12 che si possono realizzare "da subito".

martedì 9 novembre 2010

Le escort ad Arcore senza controlli - Video

Il Cavaliere e le sue avventure

Berlusconi a Viareggio
Una serie impressionante di malintesi, sciagure e rovesci politici si sta riversando su Silvio Berlusconi. Per prevenire i prossimi, e studiare adeguate contromosse, il premier si è affidato a una équipe di veggenti, per precauzione tutti maggiorenni, che ha stilato per lui un breve elenco delle prossime disavventure.

Novembre Aumentano i cumuli di rifiuti per le strade di Napoli, nonostante una telefonata notturna di Berlusconi alla Questura per darli in affido a Nicole Minetti. Caso Ruby: nel tentativo di scagionare il premier, la ragazza cambia versione. Il Bunga Bunga non è affatto un rito sessuale, è un combattimento all'ultimo sangue tra gladiatori, per intrattenere gli ospiti durante le cene a Arcore. Imbarazzo della Chiesa, che si placa solo quando don Verzè assicura di avere personalmente dato l'estrema unzione ai gladiatori agonizzanti. Il Milan va male, aspre critiche alla rosa composta da ventisei attaccanti, un centrocampista, un difensore e un portiere con forte propensione offensiva: vuole battere i corner e lascia la porta sguarnita per quasi tutta la partita. Notte brava di Ronaldinho in discoteca per festeggiare i cento chili. 

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