venerdì 25 dicembre 2009

La Georgia distrugge la memoria


Con un gesto che ha sollevato un’ondata di polemiche e recriminazioni il governo georgiano ha ordinato e fatto eseguire la demolizione del monumento-memoriale ai caduti della seconda guerra mondiale che si trovava nella città di Kutaisi (circa 200mila abitanti, seconda città georgiana dopo la capitale Tbilisi), situata nell’ovest del paese.

Il memoriale ai caduti distrutto a Kutaisi

Il memoriale ai caduti distrutto a Kutaisi

Tra l’altro la demolizione del grande monumento, realizzato in cemento armato e bronzo, è stata eseguita in modo talmente maldestro che nell’esplosione e nel crollo conseguente sono morte due persone, come riporta l’emittente televisiva georgiana Imedi.tv . Il regime di Tbilisi ha motivato la sua scelta – chiaramente mirata a demolire la memoria del passato sovietico della Georgia – con la necessità di costruire in quel luogo il nuovo palazzo del parlamento repubblicano e con lo stato di abbandono e degrado del monumento stesso; il quale – dice il governo – verrà poi ricostruito altrove.

Lo scultore Merab Berdzenishvili, autore negli anni ‘80 del monumento distrutto, ha definito l’iniziativa del governo “un insulto alla memoria delle migliaia di georgiani caduti durante la guerra contro i nazisti” (il numero dei morti georgiani fra i ‘41 e il ‘45 è stimato in circa trecentomila), e lo stesso hanno detto vari esponenti dell’opposizione georgiana. Tra l’altro, anche l’idea di trasferire il parlamento è stata accolta con vive proteste sia dalle forze di opposizione sia dagli stessi residenti di Kutaisi, che si dicono preoccupati dalle conseguenze politiche del trasferimento (anche se non è ben chiaro in che senso queste conseguenze siano preoccupanti). Indignata poi la reazione del governo russo, che a sua volta considera “atto infame, barbarico, un vandalismo di stato” la demolizione (che si è voluta portare a termine entro il 21 dicembre, compleanno del presidente Mikheil Saakashvili).

Un’ondata di proteste si è manifestata anche sul web, dove sulle immagini della distruzione del monumento messe in onda da Imedi tv e finite ovviamente su YouTube sono piovuti migliaia di commenti indignati contro i “nazisti” di Saakashvili. Per curiosa casualità, tra l’altro, la notizia è coincisa con quella del furto della scritta “Arbeit macht frei” all’ingresso del campo di sterminio nazista di Auschwitz…


di Astrit Dakli

Fonte: il manifesto

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