venerdì 27 novembre 2009

Il Bilderberg nomina Van Rompuy alla presidenza UE


Il presidente della nuova UE designato durante una cena segreta del gruppo tenutasi il 12 novembre nel Castello di Hertoginnedal, alle porte di Bruxelles.

La decisione di nominare presidente permanete della nuova Unione Europea disegnata dal Trattato di Lisbona il premier belga Herman Van Rompuy - membro del partito dei Cristiani Democratici Fiamminghi e appassionato di poesia giapponese - è stata presa la sera del 12 novembre in una cena a porte chiuse nel Castello di Hertoginnedal, alle porte di Bruxelles.

A organizzare la cena, cui ha parteciapto lo stesso Van Rompuy, il famoso Bilderberg Club: il più potente, riservato e discusso organo decisionale privato del mondo che dal 1954 riunisce i vertici politici, finanziari, industriali, militari e mediatici dei paesi occidentali.

Hertoginnedal

Il castello di Hertoginnedal. La scelta di riunirsi qui è fortemente simbolica: il Bilderberg Club vuol fare sapere che le grandi scelte sulle istituzioni europee avvengono nelle stesse sedi di sempre.


Secondo la indiscrezioni apparse sulla stampa belga, in particolare sul quotidiano «De Tijd» (poi riprese anche dal «Times» di Londra), durante la cena il futuro presidente europeo ha dichiarato che una volta in carica si sarebbe fatto promotore di una tassa europea.

Proprio nel Castello di Hertoginnedal, di proprietà della famiglia reale belga e in passato sede di un antico priorato religioso femminile, nel 1956 si tennero i primi negoziati per la creazione della CEE e dell'Euratom, embrioni dell'odierna Unione Europea.

Van Rompuy, nonostante il suo apparente basso profilo, è da tempo un frequentatore sia del Bilderberg Club che della Commissione Trilaterale, altro potente organismo sovranazionale fondato e presieduto da David Rockefeller.

di Enrico Piovesana - peacereporter.net.

Fonte: http://it.peacereporter.net/articolo/19039/Mister+Bilderberg.

La "festa del Ringraziamento" salva le Borse, temporaneamente, dal tracollo di Dubai


Chi pensa che la grande crisi sia già arrivata e magari da credito alle voci di coloro che gridano che ormai il peggio è passato, si sbaglia di grosso!
Ieri in USA era il giorno del ringraziamento cioè festa; tutte le banche, le borse e gli uffici finanziari erano chiusi. Oggi, venerdì, molti faranno ponte in vista del sabato e della domenica. Quattro giorni di quasi totale chiusura delle attività finanziarie. Se non ci fosse stata questa festività, oggi avremmo assistito ad un grande tracollo di Wall Street o per meglio dire Wall Street si sta salvando dal tracollo solo perché è chiusa per festività!

La storia si ripete. Corsi e ricorsi che ritornano. Lo schema della crisi odierna continua ad essere quello della crisi del 1929-1933. In queste ore è arrivata la notizia bomba della crisi della Dubai World (famosa per la sua controllata Nakheel, quella che ha costruito in pieno golfo l'Isola delle Palme), la finanziaria di uno degli stati più ricchi del mondo, gli Emirati Arabi Uniti. La Dubai World ha chiesto ai suoi creditori una moratoria di sei mesi, ossia ha chiesto di sospendere i pagamenti dei debiti per sei mesi, perché ovviamente non è in grado di pagare. I creditori, in parole povere non hanno molte alternative: accettare o dire addio a una parte consistente dei soldi prestati, che ammontano a circa 59 miliardi di dollari, non proprio spiccioli.

La crisi arriva in Paradiso!
Questa finanziaria degli Emirati Arabi Uniti è proprietaria di una parte delle azioni della London Stock Exchange LTD, la Borsa di Londra e di conseguenza anche della Borsa Italiana fusasi con quella di Londra. Non solo: i principali creditori di questa finanziaria (Royal Bank of Scotland, Barclays, Hsbc, Lloyds e Credit Suisse), quelli che rischiano di perdere i 59 miliardi di dollari prestati a questa finanziaria, sono quotati appunto alla borsa di Londra. Oggi, con la chiusura di Wall Streth, la Borsa di Londra è stata il punto di riferimento mondiale, ossia scende la borsa di Londra, scendono tutte le altre.

Le banche creditrici sono ovviamente tutte fortemente scese; fortunatamente il panico è stato arginato grazie ad un provvidenziale guasto tecnico che ha messo fuori uso la borsa di Londra per varie ore. Solo questa festività forzata di alcune ore alla borsa di Londra è riuscita a limitare il crollo.

Guasti tecnici provvidenziali e festività sono eventi che appaiono magicamente a salvare dai crolli; peccato che hanno effetti momentanei. Il crollo sarà inevitabile.
Ricordiamo ancora che tra le principali banche creditrici di questa finanziaria araba ci sono HBOS e Royal Bank of Scotland, che all’indomani del crollo della Lehman Brothers furono segretamente salvate da un provvidenziale intervento della Banca d'Inghilterra che concedette loro prestiti segreti per 62 miliardi di sterline, un centinaio di miliardi di dollari!
Il tutto per evitare il panico ed il crollo generale del sistema. La notizia è stata rivelata proprio oggi da Swissinfo (1)

Parlavamo dei corsi e ricorsi storici e della crisi del 1929. Nel 1933 il nuovo presidente USA Franklin Delano Roosevelt, subito dopo aver assunto l’incarico, nel bel mezzo della grande depressione, inventò una festività bancaria di 4 giorni, ossia le banche furono chiuse per 4 giorni ed i clienti non potettero prelevare i risparmi.
Alla fine della provvidenziale lunga festività, quando le banche riaprirono, oltre 2000 continuarono a fare festa, ossia non aprirono mai più; erano fallite ed il provvidenziale intervento di Roosevelt è riuscito ad impedire che i clienti ritirassero i loro risparmi (2). Oggi siamo nella stessa situazione: banche e borse chiuse negli USA ed annuncio di questo immenso crack proprio durante questa lunga provvidenziale chiusura.

Se l’annuncio del default di Dubai fosse intervenuto con Wall Street aperta, qui si sarebbe diffuso il panico, che si sarebbe subito propagato a tutto il mondo, perche Wall Street è la borsa di riferimento mondiale: crolla lei, crollano tutte le altre borse.
Pensare che l’annuncio del default della Dubai World nel giorno della chiusura di Wall Street sia solo semplice coincidenza è cosa che ovviamente possono credere solo chi crede ai Babbo Natale e a coloro che gridano alla fine della crisi.

La crisi non è passata, anzi la vera crisi sta per arrivare e arriverà perche al contrario di quanto hanno voluto farci credere, il vero motivo della crisi è nella caduta del saggio di profitto delle imprese ed analizzando i dati della economia USA del terzo trimestre (quello in cui c’è stato un lieve rialzo del PIL che ha fatto gridare alla fine della crisi) il saggio di profitto delle imprese continua a cadere.

di Attilio Folliero

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