martedì 22 settembre 2009

La Cina verso il controllo del mercato dell'oro


Sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che la forza economica della Cina possa portarla a dominare i movimenti del prezzo dell'oro nel prossimo futuro.

Ci sono pochi dubbi sul fatto che la Cina oggi abbia i muscoli finanziari sufficienti a controllare efficacemente il prezzo mondiale dell'oro. Il semplice sospetto, in un articolo, che essa stia immettendo oro nelle sue riserve ufficiali per bilanciare il declino del dollaro è sufficiente, come minimo, a stabilizzare il prezzo dell'oro – e ci sono pochi dubbi che stia davvero facendo così, ma, per il momento, in un modo che non è pensato per destabilizzare il dollaro, o, d'altra parte, per non contribuire a un grosso salto nella valutazione dell'oro, non ancora almeno.

Ma ci sono anche pochi dubbi che, se volesse destabilizzare il dollaro, la Cina potrebbe annunciare grossi acquisti di oro per rimpiazzare una buona parte dei suoi trilioni di dollari. E' un'arma economica che forse è più potente di un'arma nucleare, se la Cina volesse attaccare l'America, e l'occidente, economicamente in ginocchio, tramite una guerra valutaria. Ma ancora una volta questa non viene vista come un'opzione – o almeno sino a quando il suo mercato nazionale non sarà abbastanza grande da assorbire tutti i prodotti che la Cina può oggi ancora deve vendere all'occidente.

Perciò la Cina è ancora estremamente dipendente dalle esportazioni, dunque la rivalutazione del renminbi [la moneta nazionale, anche detta “yuan”. N.d.t.] non viene vista come un aiuto e il declino del dollaro è preoccupante. Per questo il paese deve muoversi con cautela per mantenere un qualche tipo di equilibrio economico.

Ma, fatto notevole, la Cina sta già esercitando un predominio economico. Ha affermato che le sue organizzazioni finanziarie, principalmente di proprietà statale, avranno il diritto di dichiararsi insolventi per quel che riguarda alcuni dei commerci più dubbi di beni, e relativi derivati finanziari, in cui siano entrate. Questo fatto ha sollevato solo una muta risposta da quelle istituzioni finanziarie che potrebbero risultarne colpite, perchè è il muscolo finanziario cinese che sta iniziando a dare ordini nei circoli finanziari mondiali, non più i potenti USA. Ma ciò potrebbe portare a maggiore sofferenza nei circoli finanziari occidentali e nel già stressato sistema bancario.

Le sue imprese statali sono in una folle fase di massiccio acquisto dei beni occidentali, sia come investimento che, come nel caso del settore minerario, per assicurarsi future risorse strategiche. In uno sforzo, forse consapevole, di placare in molti paesi i sospetti sulle motivazioni cinesi, molti di questi acquisti avvengono tramite partecipazioni minori in aziende occidentali, legate a contratti di fornitura a lungo termine.

Ma torniamo all'oro. Abbiamo riferito qui che un alto funzionario cinese ha praticamente ammesso che la Cina stava comprando oro, ma in un modo che era designato per mantenere quanto meno un ragionevole grado di stabilità nei mercati e non scuotere la nave dell'oro. Se ciò è vero, e ci sono pochi motivi per pensare che non lo sia, allora significherà di fatto che un serio rischio di perdita nell'acquisto dell'oro è basso o inesistente. Ma la Cina può anche controllarne la crescita, dal momento che potrebbe non voler far precipitatare un grosso collasso del dollaro, che sarebbe il probabile esito di una grossa crescita del prezzo dell'oro.

Abbiamo anche riferito, in un articolo che si è molto diffuso su internet ed è stato ripreso da molti altri commentatori (China pushes silver and gold investment to the masses), che le organizzazioni statali cinesi, stanno facendo pubblicità, come si trattasse di sapone in polvere, presso la popolazione (che è già nella mentalità di acquisto dell'oro) all'idea di comprare oro e argento. Come risultato, quest'anno o il prossimo, la Cina probabilmente supererà l'India come maggiore acquirente di metalli preziosi. La Cina dà anche appoggio all'industria aurifera mineraria nazionale: la Cina è attualmente il più grande produttore mondiale di oro, ed è un paese in cui la produzione continua a salire. Gli acquisti nazionali di oro in Cina sono cresciuti del 14% annuale nella prima metà di quest'anno, sino a 446.6 tonnellate, e gli analisti industriali si aspettano una crescita a due cifre anche nella seconda metà, pure con l'oro sopra i 1000$ [l'oncia n.d.t.].

Anche ciò fornisce un appoggio massiccio al mantenimento dei prezzi dell'oro almeno ai livelli attuali. Sembra che gli acquisti siano riniziati a ogni calo dell'oro, e il sospetto è che ciò fosse dovuto ai cinesi, anche se gli acquirenti sono ben nascosti ed è difficile, se non impossibile, individuare la fonte degli acquisti.

Al momento l'oro sembra mantenersi vicino al livello dei 1000$ nonostante l'enorme percezione psicologica di guadagno che compare a questi livelli. Il sospetto è che la Cina potrebbe voler vedere l'oro a 1000$, o giù di lì, come una nuova soglia, ma è improbabile che vi sia un qualche riconoscimento ufficiale di ciò, e dovremo aspettare a vedere se il presunto sostegno cinese al mercato è reale o è un altro sogno dei fanatici dell'oro.

Titolo originale: "China's immense, and growing, impact on the global gold market"

Fonte: http://mineweb.co.za/
Tradotto per comedonchisciotte da Alcenero

Tirocinio Formativo Attivo(TFA), il nuovo metodo per ottenere l'abilitazione all'insegnamento



In base alla riforma voluta dal Ministro Gelmini i TFA ossia Tirocini Formativi Attivi rappresentano il passo necessario per ottenere l’abilitazione all’insegnamento e sperare quindi, di essere un prof.
Per leggere l'art.16 che disciplina il nuovo corso abilitante clicca QUI.
Di sicuro c’è una cosa: chi non è ancora abilitato, dovrà tornare di buona lena sui libri. L’abilitazione come ormai già sappiamo, sarà a numero chiuso e, si potrà accedere tramite concorso nazionale. Ma vediamo passo per passo cosa si dovrà fare.

Scuola primaria

Per poter insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, occorre un corso di laurea magistrale quinquennale a ciclo unico, comprensivo di tirocinio da avviare nel secondo anno di corso. Pertanto:
  • Chi si è già laureato in scienze della formazione primaria è già abilitato e non deve fare nessun tirocinio oltre a quello previsto dal suo corso di studi;
  • Chi è iscritto nel corrente anno accademico 2008-2009 al corso di laurea in scienze della formazione primaria conclude il corso di studi e consegue l’abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria secondo la normativa vigente all’atto dell’immatricolazione;
  • I maestri in possesso di diploma magistrale, in servizio a tempo indeterminato, e i laureati comunque abilitati possono conseguire la specializzazione per l’attività didattica di sostegno, secondo le modalità individuate con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

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