domenica 26 luglio 2009

L'esodo somalo


Venticinque civili morti e altri sessanta feriti. E' questo il bilancio dell'ultima notte di combattimenti nella capitale somala Mogadiscio, dove le forze del gruppo ribelle islamico Shabaab si sono scontrate con l'esercito per l'ennesima volta dal 7 maggio scorso, data di inizio dell'offensiva delle milizie islamiche contro il governo guidato dal presidente Sheikh Sharif. E mentre la stampa internazionale si interroga sulla sorte dei due francesi rapiti nelle scorse settimane, Mogadiscio torna ad essere una città fantasma.

Attacchi alle forze di sicurezza, assalti ai compound delle agenzie umanitarie delle Nazioni Unite, esodo di civili dalla città. Le forze dello Shabaab, sempre più determinate a rovesciare il presidente Sharif, ex alleato al tempo delle Corti islamiche, proseguono l'offensiva su più fronti, tentando di isolare le fragili istituzioni somale dalla comunità internazionale. Nonostante gli attacchi lanciati dai miliziani alle strutture Onu presso Baidoa, avvenute nei giorni scorsi, John Holmes, il coordinatore per le operazioni di emergenza delle Nazioni Unite, ha reso noto che le agenzie non abbandoneranno il Paese. In una situazione così difficile dal punto di vista logistico e della sicurezza, sta diventando un'impresa sempre più ardua per le agenzie umanitarie assistere le centinaia di migliaia di civili che, dallo scorso maggio, stanno fuggendo dal teatro degli scontri. Secondo le ultime stime, almeno 220.000 persone avrebbero lasciato la sola Mogadiscio negli ultimi due mesi e mezzo.

Lo Shabaab, che controlla buona parte della Somalia meridionale e centrale, non è finora riuscito a piegare la resistenza delle truppe governative nella capitale. Recentemente, tra gli obiettivi dei miliziani islamici sono finiti anche i berretti verdi dell'Unione Africana, poche migliaia di uomini concentrati a Mogadiscio e incaricati dell'assistenza alla popolazione civile. Al momento, le operazioni di peacekeeping della missione stanno diventando sempre più difficili, anche perché le pattuglie dell'AMISOM vengono ormai prese apertamente di mira dalle forze islamiche.

Intanto, non si hanno notizie dei due francesi rapiti la scorsa settimana da un gruppo di uomini armati nei pressi di Mogadiscio. I due sarebbero stati separati, e almeno uno dei due rapiti sarebbe stato preso in consegna dalle forze dello Shabaab, secondo quanto reso noto da fonti somale. Pare che all'origine del rapimento dei due francesi, accusati dai miliziani islamici di essere delle spie, vi sia la volontà di chiedere un sostanzioso riscatto, parte del quale potrebbe finire nelle casse dello Shabaab. La guerra in Somalia, cominciata nel 1991, ha finora ucciso più di mezzo milione di persone. I numerosi tentativi di arrivare a una pace duratura, l'ultimo dei quali permise la nascita dell'attuale governo di transizione (TFG), sono sistematicamente falliti.

Fonte: http://it.peacereporter.net/

Link: http://it.peacereporter.net/articolo/16864/Mogadiscio,+la+grande+fuga

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