martedì 2 giugno 2009

In volo senza copertura radar


Carta aeronautica alla mano, l'A330 dell'Air France con 228 persone a bordo, atteso alle 11.10 allo Charles De Gaulle, potrebbe essere precipitato grosso modo a un migliaio di chilometri al largo delle coste brasiliane, mentre stava attraversando un fronte intertropicale molto intenso, ma che - almeno al momento - non può essere considerato da solo la causa principale di quanto è accaduto. E' questo, in sintesi, il risultato di una prima analisi effettuata da Pietro Pallini, pilota di voli intercontinentali e collaboratore di Repubblica, su quello che appare come un disastro in pieno Atlantico di proporzioni gravissime. 
"Le rotte possibili da Rio de Janeiro verso il nord Europa sono cinque o sei - spiega Pallini - Diciamo che quando si punta verso Parigi i valori di prua sono tra i più settentrionali, leggermente virati verso Est. In pieno oceano Atlantico non esiste copertura radar, grosso modo da quando si lascia la costa brasiliana, più o meno all'altezza di Recife o Fortaleza, il tratto di oceano da attraversare, prima di raggiungere le coste di Capo Verde è lungo circa 1.800 chilometri". "Durante questo intervallo - aggiunge - le comunicazioni radio avvengono solo in HF, onde medie, spesso suscettibili di interferenze e comunque complicate da possibili condizioni meteo avverse". 
Un'ipotesi, dunque, potrebbe essere quella che il comandante dell'A330, pur essendosi reso conto di una qualsiasi difficoltà, indotta da condizioni meteo o di tipo tecnico, non ha avuto modo di segnalare nulla o dare allarmi. Tra l'altro, nel punto dove si presume possa essere avvenuto l'incidente, il fronte intertropicale potrebbe aver reso particolarmente difficoltose le comunicazioni radio, già tutt'altro che semplici quando si attraversa l'oceano. "Dalle carte meteo però il fronte non sembra di quelli proibitivi. Tuttavia, solo i piloti del volo Air France possono essersi resi conto delle difficoltà che si sono trovati di fronte". 
Il volo da Rio de Janeiro a Parigi percorre una delle cinque o sei possibili "autostrade" dell'aria che portano verso Nord e l'Europa e che incrociano diversi centri di assistenza al volo lungo la rotta. Lasciata la metropoli brasiliana, i piloti si mettono in contatto con il centro di Recife, per poi entrare sotto la giurisdizione del centro di controllo Atlantico (che si trova sempre in Brasile) per poi entrare sotto la copertura di Dakar, quindi dell'isola del Sale (Capo Verde), poi del centro delle Canarie, quindi di Casablanca, in Marocco, per entrare infine sotto il controllo dei centri europei spagnoli e francesi. 
Quello dell'attraversamento degli oceani senza copertura radar è il problema di tutti i naviganti dell'aria e, nel suo essere irrisolvibile per l'oggettiva necessità legata al fatto che i radar devono comunque essere piantati a terra, rappresenta uno storico tallone d'Achille dell'aviazione commerciale. Questo tuttavia non vuol dire che le migliaia di aerei ogni giorno in volo sugli oceani siano lasciati a se stessi e che il loro destino venga affidato alla sorte. E' sicuro però che nel tracciare i piani di volo, ogni comandante in procinto di attraversare l'Atlantico, il Pacifico o l'Indiano cerca sempre e comunque di sorvolare spazi d'acqua il più possibile brevi. 
La copertura radar deve essere immaginata come una sorta di grosso cilindro dentro il quale si è visti e riconosciuti, quando ci si sta dentro. Quando invece ci si trova fuori, è necessario utilizzare altri strumenti per essere identificati da terra. Ecco allora che, non appena si abbandona la copertura radar - come è avvenuto all'A330 dell'Air France, uscito dai centri di controllo brasiliani - si entra in corridoi riservati dove comincia una forma di controllo strumentale (O. T. S. Organized track system). Sono dei sentieri, non sempre gli stessi, scelti in base ai cosiddetti venti geostrofici, che non hanno a che fare con la meteorologia, ma con la rotazione terrestre. Lungo questo sentiero, senza copertura radar, il compito dei piloti è quello di comunicare ("riportare") la propria posizione via radio, rilevata dal Gps di bordo, a intervalli più o meno regolare. Sulle carte aeronautiche i punti di "riporto" sono segnati con dei triangolini: quelli colorati di nero indicano l'obbligo dei piloti di segnalare la posizione, quelli chiari, lasciano la facoltà al comandante di segnalare il punto nel quale l'aereo si trova. 
di CARLO CIAVONI

Repubblica=Compagnie Financière Edmond de Rothschild + Times=Murdoch voglio abbattere il Caimano?

Leggendo in giro  nella rete articoli e partecipando a forum  si finisce per ascoltare sempre le opinioni più disparate. A volte si trovano brillanti personaggi sconosciuti col dono del pensiero e della penna altrevolte dei personaggi al limite dell'assurdo se non della pazzia, per questo motivo bisogna tenere un certo distacco da ciò che si legge e cercare sempre di scoprire quali sono le notizie o le opinioni che potrebbero avere qualche fondamento. La cosa paradossale e che non sempre sono le menti brillanti quelle che portano tra noi la luce, a volte persone un pò paranoiche e al limite della decenza possono in piccola parte portare dei punti di vista in grado di creare degli squarci interessanti sulla realtà. Ciò che conta è cercare di approfondire ciò che a volte sembra una provocazione e collegarla con le vicende reali, riporto per questo il commento di un forum e poi cercherò di discuterlo se possibile:



De Benedetti, compiuti i 75 anni lascia le presidenze operative di Cofide, Cir, M&C e del gruppo l’Espresso, di cui però manterrà la presidenza onoraria e il potere di nominare i direttori delle testate... manterrà inoltre la presidenza dell’omonima fondazione e resterà nel consiglio di sorveglianza della banca d’affari Compagnie Financière Edmond de Rothschild Banque. 


Ma essendo di madre non ebrea teoricamente non è considerato ebreo... teoricamente... 

Secondo me vogliono far fuori quel fante-lesto di Silvio per far posto a Frattini. Silvio è il più grande ostacolo alla giudeificazione dell'economia italiota (non dimentichiamo che la fiat è ormai in mano Elkan...)"

aggiungo ora che gli Agnelli si sono estinti..mi viene da dubitare su come si siano estinti..

Ecco una notizia, proprio presa da Repubblica:

Bank of China entra in Rothschild De Benedetti nel cda della merchant
Repubblica — 20 settembre 2008 pagina 27 sezione: ECONOMIA

MILANO - Bank of China entra nel capitale della Compagnie Financière Edmond de Rothschild, con una partecipazione del 20%. L' operazione, che ha richiesto al gruppo cinese un investimento pari a 2,2 miliardi di yuan, circa 236 milioni di euro, è accompagnata da un partenariato che prevede la creazione da parte della storica banca d' affari francese di prodotti per il colosso asiatico, da distribuire sul mercato cinese. In tal modo la maison parigina avrà accesso ai 130 milioni di clienti dei cinesi. Bank of China, tra le prime quattro banche nel suo paese, diventerà un socio di rilievo a Parigi, ma la Compagnie Financière Saint-Honorè - capogruppo della Compagnie Financière - rimarrà con la maggioranza del capitale. L' internazionalizzazione dello storico marchio francese avrà anche un altro testimone, italiano.Nella riunione del consiglio di sorveglianza di Rothschild da martedì entrerà Carlo De Benedetti, presidente del gruppo Cir che da anni ha rapporti stretti con la famiglia di banchieri. L' imprenditore italiano conosce bene anche Michel Cicurel, che negli anni Novanta fu amministratore delegato di Cerus, holding parigina dove risiedevano le attività francesi della Cir e che venne assorbita da Cir nel 2000 con un' offerta pubblica 


Un altro dubbio mi è venuto, nella cordata che doveva subentrare dopo Air France per Alitalia c'era anche Rothschild, poi scavalcata dal CAI voluto dal Berlusca.
Possibile motivo di astio?

Non credo naturalmente al complotto giudaico per impossessarsi dell'economia italiana, purtroppo questa è un paranoia difficile da debellare, vero è, invece, che i gruppi di potere per lo più si accordano e a volte si scontrano. Un possibile scontro potrebbe essere in atto tra Berlusconi e Murdoch, i motivi data la rivalità nello stesso mercato(v.Tv e stampa) ci sono tutti. Mentre la Repubblica se realmente controllata da Rothschild, oltre ad una linea editoriale da sempre orientata a sinistra, potrebbe sfruttare le debolezze(v.minorenni) ed i processi(v.Mills) del Premier per fargli pagare le sue pesanti intromissioni negli affari della banca d'affari(v.Alitalia). Infine è di questi giorni il mancato accordo tra Fiat ed Opel, una vicenda in cui è spiccato il pesante intervento dei Governi dei Paesi coinvolti ad esclusione di quello italiano, che Berlusconi sia ai ferri corti con gli Elkan?
di Onoff - Nuovediscussioni

Chi c'era alla riunione del Bilderberg e cosa hanno deciso


Dal 14 al 17 maggio l’elite globale si è riunita in segreto in Grecia per la conferenza annuale del Bilderberg, tra la limitata e scoordinata attenzione dei media. Circa 130 degli individui più potenti del mondo si sono incontrati per discutere le questioni pressanti del giorno d’oggi e per decidere il corso dell’anno prossimo. L’argomento principale di discussione durante l’incontro di quest’anno è stata la crisi finanziaria globale, il che non ci ha sorpreso, considerato che l’elenco dei presenti alla conferenza comprende molti dei primari architetti della crisi, nonché coloro che sono pronti a “risanarla”.

L’ordine del giorno: la ristrutturazione dell’economia politica globale

Prima dell’inizio della conferenza il giornalista investigativo sul Bilderberg Daniel Estulin ha reso noto l’argomento principale dell’ordine del giorno, che gli era stato rivelato dai suoi informatori interni. Seppure tali resoconti non siano verificabili le sue fonti si sono dimostrate straordinariamente accurate in passato, al pari di quelle di Jim Tucker, il veterano investigatore del gruppo Bilderberg. Apparentemente l’argomento principale di discussione dell’incontro di quest’anno è stata la presa di posizione sulla crisi economica, in termini di intraprendere “una prolungata, agonizzante depressione che condanni il mondo a decadi di stagnazione, declino e povertà … oppure una depressione intensa ma più breve che apra la strada ad un nuovo ordine economico mondiale sostenibile, con meno sovranità ma maggiore efficienza”. 

A seguire (nei commenti): la lista dei partecipanti all'incontro del Bilderberg Group. 

Gli altri punti all’ordine del giorno comprendevano un piano per “continuare ad ingannare milioni di risparmiatori ed investitori che credono alla montatura di un presunto miglioramento dell’economia. Stanno per essere incastrati con perdite esorbitanti ed una grave sofferenza finanziaria nei mesi a venire” e “ci sarà una spinta finale per la promulgazione del Trattato di Lisbona, in attesa di un voto favorevole sul trattato da parte dell’Irlanda a settembre oppure ad ottobre“, [1] che darebbe all’Unione Europea enormi poteri sugli stati membri, rendendola essenzialmente un governo regionale sopranazionale, con ciascuno stato membro relegato ad uno status per lo più provinciale.

Poco dopo l’inizio delle riunioni, il giornalista investigativo sul Bilderberg Jim Tucker ha riferito che le sue fonti interne gli avevano rivelato che il gruppo avesse all’ordine del giorno “un piano per un dipartimento della sanità globale, un dipartimento del tesoro globale e una depressione abbreviata piuttosto che una lunga fase di contrazione economica”. Tucker ha riferito che il ministro degli esteri svedese ed ex primo ministro Carl Bildt, “ha fatto un discorso a sostegno della trasformazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in un dipartimento della sanità mondiale, nonché della trasformazione del FMI in un dipartimento del tesoro mondiale, entrambe le cose naturalmente con il patrocinio delle Nazioni Unite”. Tucker ha inoltre reso noto che “il segretario del tesoro Geithner e Carl Bildt sollecitavano una recessione più breve e non una di dieci anni … in parte perché una recessione di dieci anni danneggerebbe gli stessi industriali del gruppo Bilderberg, [che] per quanto vogliano avere un dipartimento globale per l’occupazione ed un dipartimento globale del tesoro, gli piace ancora far soldi e una recessione così lunga gli costerebbe un bel po’ di soldoni industrialmente parlando perché nessuno comprerebbe i loro giocattoli…. l’inclinazione è ad abbreviarla”. [2] 

Dopo il termine delle riunioni, Daniel Estulin ha riferito che “una delle maggiori preoccupazioni del gruppo Bilderberg è il pericolo che il loro zelo per cambiare il mondo architettando il caos al fine di attuare il loro programma a lungo termine possa far sì che la situazione gli sfugga di mano e conduca infine ad uno scenario dove il Bilderberg e l’elite globale in generale sono sopraffatti dagli eventi e finiscono col perdere il controllo che esercitano sul pianeta”. [3] 

Il 21 maggio scorso la Macedonian International News Agency [agenzia di stampa internazionale macedone] ha reso noto che “una nuova relazione del Cremlino sul misterioso gruppo del Bilderberg, che la scorsa settimana ha tenuto la sua riunione annuale in Grecia, afferma che le elite corporative, politiche e finanziarie dell’occidente sono riemerse dalla loro riunione segreta dopo aver raggiunto l’accordo che per poter continuare nel loro slancio verso un nuovo ordine mondiale dominato dai poteri occidentali, il dollaro USA deve essere ‘totalmente’ distrutto”. La stessa relazione del Cremlino avrebbe inoltre affermato che “la maggior parte delle elite più ricche dell’occidente hanno partecipato ad una riunione segreta senza precedenti a New York, indetta e condotta da” David Rockefeller, “per complottare la fine del dollaro USA”. [4]

La riunione segreta dei miliardari

La riunione a cui viene fatto riferimento è stata una riunione segreta, dove “una dozzina delle persone più ricche del mondo si sono riunite per un incontro privato senza precedenti dietro invito di Bill Gates e Warren Buffett per parlare di regalare denaro”, tenutasi presso la Rockefeller University, e che comprendeva noti filantropi come Gates, Buffett, il sindaco di New York Michael Bloomberg, George Soros, Eli Broad, Oprah Winfrey, David Rockefeller senior e Ted Turner. Uno dei presenti ha affermato che “non era segreta”, ma che “doveva essere un incontro tra colleghi e amici. Era una cosa di cui si parlava da tempo. Bill e Warren speravano di poterlo fare occasionalmente. Hanno mandato gli inviti e la gente è venuta”. L’editore del Chronicle of Philanthropy Stacy Palmer ha detto: “considerata la gravità dell’economia in questi tempi, non credo che sia una sorpresa che questi filantropi si siano incontrati”, e che “tipicamente non si incontrano per scambiarsi consigli tra loro”. Ad ospitare la riunione sono stati Buffet, Gates e David Rockefeller. [5] [vedi: Appendice 2: le connessioni del Bilderberg con la riunione dei miliardari ]. 

 
[Il socio fondatore del gruppo Bilderberg David Rockefeller, presidente onorario del Council on Foreign Affairs, presidente onorario e fondatore della Commissione Trilaterale, presidente del Council of the Americas e della Americas Society, ex presidente e direttore generale della Chase Manhattan [Bank].]

Durante la riunione, “i partecipanti hanno rifiutato fermamente di rivelare il contenuto della discussione. Qualcuno ha citato un accordo per garantire la riservatezza della riunione. I portavoce per Buffet, Bloomberg, Gates, Rockefeller, Soros, per la Winfrey ed altri hanno diligentemente rifiutato di commentare, nonostante qualcuno abbia confermato la presenza”. [6] I resoconti indicano che “hanno discusso come affrontare il tracollo globale ed ampliare le loro attività di beneficenza durante la depressione”. [7]

Il quotidiano inglese The Times ha riportato che questi “influenti miliardari si sono riuniti in segreto per considerare come potrebbe essere impiegata la loro ricchezza per rallentare la crescita della popolazione mondiale” e che “hanno parlato di unire le loro forze per superare gli ostacoli politici e religiosi al cambiamento”. È interessante che “l’informale sessione pomeridiana è stata così discreta che ad alcuni assistenti dei miliardari è stato detto che si trovavano a dei ‘briefing di sicurezza’. Inoltre “i miliardari hanno avuto ciascuno 15 minuti per presentare la causa a loro più a cuore. Durante la cena hanno discusso come avrebbero potuto mettersi d’accordo su una ‘causa generale’ che potesse sfruttare i loro interessi”, e quello che è stato deciso è che “erano d’accordo che la priorità era la sovrappopolazione”. Infine “è emerso il consenso a sostenere una strategia che affrontasse la crescita della popolazione come una minaccia potenzialmente disastrosa per l’industria, l’economia e l’ambiente”, e che “devono rimanere indipendenti dalle agenzie governative, che sono incapaci di prevenire quel disastro che tutti vediamo all’orizzonte”. Uno dei presenti alla riunione ha detto che “volevano parlare da ricco a ricco senza doversi preoccupare che qualsiasi cosa che dicessero finisse sui giornali, facendoli apparire come un’alternativa al governo mondiale” [8]

La relazione trapelata

Il reporter investigativo sul Bilderberg Daniel Estulin, secondo quanto è stato riportato, ha ricevuto dalle sue fonti interne un documento conclusivo di 73 pagine per i partecipanti sulla riunione del gruppo Bilderberg, che ha rivelato che esistevano seri disaccordi tra i partecipanti stessi. “I più intransigenti sono favorevoli al declino drammatico e ad una grave depressione di breve durata, ma ci sono anche quelli che credono le cose siano andate fin troppo oltre e che le ricadute del cataclisma economico globale non possono essere calcolate con esattezza se si opta per il modello di Henry Kissinger. Tra questi ultimi c’è Richard Holbrooke. Quello che non si conosce a questo punto è se il punto di vista di Holbrooke coincide, in effetti, con quello di Obama”. La visione di comune consenso è che la recessione sarebbe peggiorata e che la ripresa sarebbe stata “relativamente lenta e protratta”, e di cercare questi termini sulla stampa nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi.

Estulin ha riferito “che alcuni importanti banchieri europei di fronte allo spettro della loro stessa mortalità finanziaria, sono estremamente preoccupati, definendo questa mossa di equilibrismo “insostenibile” e dicono che il deficit di bilancio e commerciale degli USA potrebbe portare come risultato alla fine del dollaro”. Un esponente del Bilderberg ha detto che “le banche stesse non sanno dare risposta su quando (si toccherà il fondo)”. Tutti sembravano essere d’accordo “che il livello di capitale necessario per le banche americane potrebbe essere considerevolmente più elevato di quanto è stato suggerito dal governo americano attraverso i recenti stress test”. Inoltre un esponente del FMI ha indicato che il suo personale studio delle recessioni storiche suggerisce che gli USA hanno superato solo un terzo di quella attuale; pertanto le economie che prevedono di riprendere con una rinascita della domanda da parte degli USA dovranno attendere a lungo”. Uno dei presenti ha asserito che “le perdite azionarie nel 2008 sono state peggiori di quelle del 1929”, e che “anche la prossima fase del declino economico sarà peggiore degli anni ’30, sostanzialmente perché l’economia americana è gravata da circa 20 trilioni di dollari di debito eccedente. Finché tale debito non sarà stato eliminato, l’idea di un boom salutare non è che un miraggio”. [9] 

Secondo Jim Tucker, il gruppo Bilderberg si starebbe attivando per organizzare un summit in Israele dall’8 al 11 giugno, dove “i principali esperti mondiali di regolazione” possano “affrontare l’attuale situazione economica in un unico forum”. Con riferimento alle proposte presentate da Carl Bildt per la creazione di un dipartimento del tesoro mondiale e di un dipartimento della sanità mondiale facente capo alle Nazioni Unite, si crede che il FMI diventerà il dipartimento del tesoro mondiale, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità diventerà il dipartimento della sanità mondiale. Bildt ha inoltre riaffermato [il concetto] di “cambiamento climatico” come sfida chiave per il perseguimento degli obiettivi del Bilderberg, riferendosi alla crisi economica come ad una “crisi che si verifica una sola volta in una generazione, mentre il riscaldamento globale è una sfida che si presenta una sola volta nel corso di un millennio”. Bildt ha inoltre proposto l’ampliamento del NAFTA [accordo nordamericano di libero scambio tra USA, Messico e Canada] attraverso l’emisfero occidentale per creare un’Unione Americana, usando l’UE come “modello di integrazione”.

Secondo quanto riportato il FMI avrebbe inviato una relazione al Bilderberg sostenendo la propria trasformazione a dipartimento mondiale del tesoro, e “il segretario al tesoro americano Timothy Geithner ha entusiasticamente approvato il piano per un dipartimento mondiale del tesoro, anche se non ha ricevuto alcuna garanzia di diventarne il leader”. Geithner ha detto inoltre: “la nostra speranza è di poter lavorare con l’Europa su una struttura globale, un’infrastruttura globale che abbia un’appropriata supervisione”. [10]

Il piano del Bilderberg in azione?

Riorganizzare la Federal Reserve

Dopo la conferenza del Bilderberg si sono susseguiti svariati annunci interessanti da parte di alcuni partecipanti chiave, specificamente in relazione alla riorganizzazione della Federal Reserve. Il 21 maggio scorso è stato riportato che si crede che il segretario al tesoro americano Timothy Geithner “abbia una forte propensione a dare alla Federal Reserve un ruolo centrale nella regolazione futura” e che “si intende che la Fed si farà carico di parte del lavoro attualmente svolto dalla Securities and Exchange Commission americana”. [11]

Mercoledì 20 maggio Geithner ha parlato al Senate Banking Committee [comitato di attività bancarie del senato americano] asserendo che “ci sono indicazioni importanti che il nostro sistema finanziario è in via di ripresa”. Circa la regolamentazione del sistema finanziario, Geithner ha affermato che “dobbiamo assicurare che le regole internazionali per la regolamentazione della finanza siano coerenti con gli standard elevati che implementeremo negli Stati Uniti”. [12]

 
[Il segretario al tesoro americano Timothy Geithner, ex presidente della Federal Reserve Bank di New York.]



Bloomberg ha reso noto che “l’amministrazione di Obama potrà richiedere che vengano tolti alla Securities and Exchange Commission alcuni dei suoi poteri secondo una riorganizzazione regolatrice” e che “la proposta ancora da finalizzare, darà prevedibilmente alla Federal Reserve maggiore autorità di sorveglianza sulle società finanziarie ritenute troppo grandi per fallire. La Fed potrà ereditare alcune delle funzioni della SEC, mentre altre passeranno ad altre agenzie”. È interessante che “l’agenzia del presidente della SEC Mary Schapiro è stata per lo più assente nelle negoziazioni all’interno dell’amministrazione sulla revisione regolatrice, ed ha espresso frustrazione per non essere stata consultata”. 

È stato reso noto che “il segretario al tesoro Timothy Geithner avesse intenzione di discutere le proposte di cambiare le regolamentazioni finanziarie ieri sera durante una cena con il direttore del National Economic Council Lawrence Summers [che è stato anche presente al Bilderberg], con l’ex presidente della Fed Paul Volcker [anche lui al Bilderberg], con l’ex presidente del SEC Arthur Levitt ed Elizabeth Warren, professore di legge all’università di Harvard che fa capo al gruppo di controllo del Congresso per il Troubled Asset Relief Program da 700 miliardi di dollari”. [13] La Federal Reserve è una banca centrale privata, di proprietà dei suoi azionisti, che consistono nelle banche principali che formano ciascuna Fed bank regionale (la più grande delle quali è la JP Morgan Chase e la Federal Reserve Bank di New York). Questo piano darebbe essenzialmente ad una banca privata, che ha autorità governativa, l’abilità di regolare le banche che la possiedono. È come mettere un colonnello a sorvegliare un generale verso cui è direttamente responsabile. Come mettere la volpe a far la guardia alle galline. È letteralmente concedere la proprietà sul regolatore finanziario alle banche che vengono regolate.

Come riferito da Market Watch, una pubblicazione online del Wall Street Journal, “la Federal Reserve, creata quasi 100 anni fa a seguito di un periodo di panico finanziario, potrebbe essere trasformata in un’agenzia diversa mentre l’amministrazione di Obama reinventa il modo in cui il governo interagisce con il sistema finanziario”. Con riferimento alla comparsa di Geithner al Senato, è stato reso noto che “anche Geithner è stato sottoposto a terzo grado sulle intime relazioni esistenti tra le grandi banche e le banche regionali della Federal Reserve. Prima che Geithner entrasse a far parte dell’amministrazione era il presidente della New York Fed, che è una strana istituzione ibrida pubblica-privata che è gestita e posseduta dalle banche”. In risposta “Geithner ha insistito che le banche private non hanno voce in capitolo sulle politiche della New York Fed, ma ha ammesso che le banche sono coinvolte nella nomina del presidente, che fa la politica. Il presidente della New York Fed, Stephen Friedman è stato costretto a rassegnare le dimissioni questo mese a causa dei percepiti conflitti di interesse per le sue grandi partecipazioni nella Goldman Sachs”. [14] 

Il FMI come un dipartimento globale del tesoro

L’ordine del giorno del Bilderberg di creare un dipartimento globale del tesoro è già stato avviato prima della conferenza del gruppo con le decisioni prese durante il summit finanziario del G20 ad aprile. Anche se il G20 sembrasse inserirlo più nel contesto della formazione di una banca centrale globale è probabile che il FMI possa rivestire entrambi i ruoli. 

Dopo la riunione del G20 all’inizio di aprile 2009, è stato riportato che “il mondo ha fatto un altro passo avanti verso [la creazione] di una valuta globale, con l’appoggio di una banca centrale globale, che gestisce la politica monetaria per tutta l’umanità”, come il comunicato rilasciato dai leader del G20 affermava che “abbiamo concordato di sostenere uno stanziamento generale di SDR che immetterà $250 miliardi di dollari (£170 miliardi di sterline) nell’economia mondiale ed aumenterà la liquidità globale”, e che “gli SDR sono diritti speciali di prelievo, una moneta di carta sintetica emessa dal Fondo Monetario Internazionale che è rimasta in incubazione per mezzo secolo”. Essenzialmente “stanno di fatto mettendo in gioco una valuta mondiale. È fuori dal controllo di qualsiasi ente sovrano”. [15] [vedi Appendice 2: creare una banca centrale del mondo]

Dopo la conferenza del Bilderberg “il presidente Obama ha chiesto al Congresso di autorizzare $100 miliardi di dollari di prestiti per il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per contribuire a creare un fondo di salvataggio da $500 miliardi di dollari”, che darebbe al FMI la prerogativa essenziale di un ministero globale del tesoro, fornendo salvataggi per i paesi in difficoltà in tutto il mondo. Inoltre “la proposta di legge consentirebbe al FMI di prendere prestiti fino a $100 miliardi di dollari dagli USA e di aumentare il contributo fiscale degli Stati Uniti al FMI di $ 8 miliardi di dollari”. Approfondendo sul programma, è stato riferito che “i leader mondiali hanno cominciato con l’iniziativa globale dei salvataggi, chiamata Nuovi Accordi di Prestito (NAB) nel corso del G20 all’inizio di aprile. Il presidente era d’accordo allora di rendere disponibili i fondi aggiuntivi”. Obama ha scritto che “il segretario al tesoro Geithner ha concluso che l’entità dei NAB sfortunatamente è inadeguata per far fronte al tipo di grave crisi economica e finanziaria che stiamo vivendo, e sono d’accordo con lui”. [16] 

Con la decisione del G20 di aumentare l’uso dei diritti speciali di prelievo (SDR) del FMI, formando di fatto una valuta mondiale, è stato recentemente reso noto che “l’Africa subsahariana riceverà circa $ 10 miliardi di dollari dal FMI in diritti speciali di prelievo (SDR) per aiutare le sue economie a fronteggiare la crisi finanziaria globale” e che “come parte di un accordo da $ 1,1 trilioni di dollari per combattere la depressione economica mondiale raggiunto durante il summit del G20 di aprile, il FMI emetterà diritti speciali di prelievo per un valore di $ 250 miliardi di dollari, che potranno essere usati per incrementare le riserve di valuta estera”. [17]

Recenti relazioni hanno inoltre indicato che il ruolo del FMI nell’ambito dell’emissione dei SDR va di pari passo con la discussione del gruppo Bilderberg sul potenziale crollo del dollaro americano e “trasformare lo standard del dollaro in un sistema basato sui diritti speciali di prelievo rappresenterebbe una rottura fondamentale con una politica che è durata oltre 60 anni”. È stato riferito che “esistono due modi in cui il ruolo del dollaro nel sistema monetario internazionale può essere ridotto. Una possibilità è una graduale erosione del dollaro come valuta di riserva determinata dal mercato in favore dell’euro. Ma se il ruolo internazionale dell’euro – specialmente il suo utilizzo nei mercati finanziari – è aumentato dal suo inizio, è difficile immaginare che possa superare il dollaro come valuta di riserva dominante nel futuro prossimo”. Tuttavia “essendo improbabile che l’egemonia del dollaro sia seriamente minacciata dalle forze del mercato, per lo meno nel breve e medio termine, l’unico modo di portare ad una seria riduzione del suo ruolo di valuta di riserva è attraverso gli accordi internazionali”. È qui che entrano in gioco gli SDR, dato che “un modo di rendere gli SDR la principale valuta di riserva relativamente presto sarebbe creare e stanziare una grande quantità di nuovi SDR per i membri del FMI.” [18] Che è esattamente quello che sta succedendo adesso con l’Africa e il FMI. 

L’ex amministratore delegato del FMI Jacques de Larosière ha affermato recentemente che l’attuale crisi finanziaria “data la sua portata, presenta un’opportunità unica per migliorare le istituzioni, e c’è già il pericolo che si possa perdere questa chance se i diversi attori non riescono ad accordarsi sui cambiamenti prima che riprenda la crescita economica”. Adesso lavora come consulente per la BNP Paribas, una società molto rappresentata alle conferenze del gruppo Bilderberg, ed è stato ministro del tesoro in Francia quando era presidente Valéry Giscard d’Estaing, che è regolarmente presente al Bilderberg. [19]

Il servizio del Guardian sul Bilderberg 

Il quotidiano inglese The Guardian è stato l’unico importante quotidiano di informazione tradizionale a fornire una copertura continua della conferenza del Bilderberg durante il fine settimana. Le prime cronache sono state satiriche e leggermente derisorie e si riferivano [alla riunione] come ad “un lungo week-end in un lussuoso hotel, dove le elite del mondo si stringono la mano, brindano, perfezionano il loro ordine del giorno globale e si contendono le sdraio migliori. Credo che Henry Kissinger porterà la sua personale, se la farà portare da un elicottero e la farà sorvegliare 24 ore su 24 7 giorni su 7 da una squadra operativa speciale della CIA” [20] Tuttavia mentre il fine settimana trascorreva lento, il giornalista ha cambiato tono. Il sabato ha riferito “so che mi stanno pedinando. Lo so perché ho appena chiacchierato con i poliziotti in borghese che ho scoperto mentre mi seguivano”, ed è stato arrestato due volte durante il primo giorno delle riunioni per aver cercato di fotografare le limousines che entravano nell’hotel. [21]

Ha poi riferito che non era certo di quello che stessero discutendo dentro l’hotel, ma che aveva “una sensazione di qualcosa di marcio nello stato della Grecia”, ed ha inoltre affermato: “tre giorni e sono stato trasformato in un sospetto, uno che crea problemi, indesiderato, che si sente a disagio, stanco e un po’ intimorito”. Ha poi continuato a scrivere che “il Bilderberg è una questione di controllo. Verte sul 'che facciamo adesso?' Mandiamo avanti già un sacco di cose, e se ne mandassimo avanti più? Perché non rendiamo più facile la gestione? Più efficienza. L’efficienza è positiva. Sarebbe così talmente più facile con un’unica banca, un’unica valuta, un mercato unico, un governo unico. Che ve ne pare anche di un esercito unico? Sarebbe davvero fico. Non ci sarebbero più guerre, allora. Questo cocktail di gamberetti è BUONO. Che ve ne pare di un unico modo di pensare? Di un internet controllato?”, e poi “oppure no”. 

Fa una considerazione molto astuta, in contrapposizione all’argomento spesso postulato che il Bilderberg è semplicemente un forum dove le persone possono parlare liberamente, scrivendo: “Sono così maledettamente stanco di vedere il potere nelle mani dei pochi. Me l’hanno sbattuto in faccia per tre giorni e mi ronza intorno al naso come una vespa. Non mi importa se il gruppo Bilderberg vuole salvarlo il mondo o metterlo in un frullatore e bersi il succo, non credo che la politica debba essere fatta così” e l’autore Charlie Skelton, ha affermato eloquentemente “se cercassero di curare il cancro lo potrebbero fare alla luce del sole”. Ha spiegato inoltre che “il Bilderberg è una questione di posizioni di controllo. Mi ci avvicino più di mezzo miglio e improvvisamente sono uno dei controllati. Sono pedinato, sorvegliato, segnalato, detenuto, e ancora detenuto. Ero stato messo in quella posizione dal “potere” che stava sulla strada”. [22] 

Domenica 17 maggio Skelton ha riferito che quando ha chiesto al capo della polizia perché fosse pedinato, il capo ha risposto chiedendogli “perché è qui?”. Skelton ha detto che era lì per fare un servizio sulla conferenza Bilderberg, e di rimando il capo ha affermato “beh, è quella la ragione! Ecco perché! Abbiamo finito!” [23] I reporter vengono seguiti in giro e pedinati dai poliziotti quando fanno servizi sul World Economic Forum? No. Allora perché succede con il Bilderberg se davvero è una conferenza per discutere liberamente le idee?

Un lunedì mattina dopo la conferenza, Skelton ha scritto che: “Non sono io il solo ad essere stato trascinato sotto custodia della polizia per aver osato essere a circa mezzo miglio dai cancelli dell’hotel. I pochi giornalisti che si sono recati a Vouliagmeni quest’anno sono stati intimiditi e molestati e si sono sentiti puntati contro la parte a punta di un walkie-talkie greco. Sono in molti ad essere stati arrestati. Bernie, dell’American Free Press, e Gerhard il documentarista (sembra il nome di un personaggio di Dungeons and Dragons) ha noleggiato un’imbarcazione da un porto vicino per cercare di scattare foto dal mare. Sono stati fermati a tre miglia di distanza dal resort. Dalla marina militare greca”. Come ha detto lo stesso Skelton: “I miei dispacci sulla conferenza del 2009, ammesso che abbiano un qualche significato, rappresentano nel modo più acuto nient’altro che l’assenza di una approfondita copertura mediatica generale”. [24] 

La relazione finale di Skelton sul Bilderberg del 19 maggio mostra quanto fosse cambiato nei diversi giorni in cui ha fatto la cronaca della riunione. Dallo scrivere scherzosamente sulla riunione, alla scoperta che era pedinato dalle forze dell’ordine greche. Skelton ha riflettuto “allora chi è paranoico qui? Io, che mi nascondo nei vani delle scale, che scruto il marciapiede dietro di me riflesso sulle vetrine dei negozi, che sto all’aperto per la mia sicurezza? Oppure il Bilderberg, con i suoi due F-16, gli elicotteri che sorvolano il cielo, le mitragliatrici, i commando della marina militare e la politica di detenere ripetutamente e molestare una manciata di turisti? Chi è il matto? Io o il barone Mandelson? Io o Paul Volker, capo dell’Economic Advisory Board di Obama? Io o il presidente della Coca-Cola?”

Skelton ha affermato che “la pubblicità è sale puro per il gigantesco lumacone del Bilderberg. Quindi suggerisco di tornare l’anno prossimo con un po’ più di tinozze. Se la stampa tradizionale si rifiuta di fornire la giusta copertura di questo notevole evento annuale, allora lo dovranno fare i cittadini che sono interessati: media fatti dalla gente”.

Sorprendentemente Skelton ha commentato di aver imparato dopo la conferenza Bilderberg, che “dobbiamo lottare, lottare, lottare, adesso – proprio adesso, in questo preciso istante, con ogni centimetro cubo del nostro animo – per impedire [l’introduzione nel Regno Unito] delle carte d’identità”, perché “è essenzialmente una questione di poter chiedere, dell’obbligo di mostrare, della giustificazione della propria esistenza, del potere di chi chiede contrapposto alla sottomissione dell’interrogato”. Ha detto che ha “imparato questo dalle perquisizioni fatte a caso, dalle detenzioni, dalle provocazioni dei babbei della security e dallo sbattere di pugni sulle scrivanie senza numero della polizia che ho dovuto sopportare per il Bilderberg: ho trascorso la settimana vivendo in un possibile futuro da incubo e in molti differenti e terribili passati. Ho intravisto per un attimo un mondo di controlli a caso e i poteri di una security non controllata. E mi ha lasciato sconvolto. Mi ha lasciato, letteralmente i lividi.” Ha spiegato incisivamente che “la carta di identità ti trasforma da libero cittadino a sospetto”. [25]

Chi c’era?

 
[La regina Beatrice d'Olanda, maggiore azionista della Royal Dutch Shell]

Tra i membri del gruppo del Bilderberg ci sono vari monarchi europei. Alla conferenza di quest’anno era presente la regina Beatrice d'Olanda, che non a caso è la maggiore singola azionista della Royal Dutch Shell, una delle più grandi corporazioni del mondo. È stata raggiunta da uno dei suoi tre figli, il principe Constantijn, che è stato anche presente alla riunione. Il principe Constantijn ha lavorato con il Commissario Europeo olandese per l’EU, oltre ad essere stato un consulente di politica strategica per la Booz Allen & Hamilton di Londra, una delle maggiori società di consulenza strategica e tecnica nei settori dell’analisi economica e aziendale, dell’analisi dell’intelligence e delle operazioni e della tecnologia dell’informazione, oltre a molti altri. Il principe Constantijn è stato inoltre un ricercatore per la RAND Corporation in Europa. La RAND è stata inizialmente fondata come un think tank di politica globale, creata per offrire ricerca ed analisi alle forze armate USA, tuttavia adesso collabora con i governi, le fondazioni, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni commerciali. [26] Tra i reali presenti c’era anche il principe Philippe del Belgio e la regina Sofia di Spagna.

Le banche private

Come consueto l’elenco dei presenti era pieno di nomi che rappresentavano le maggiori banche del mondo. Tra questi, David Rockefeller, ex direttore generale e presidente della Chase Manhattan, ora JP Morgan Chase, di cui era fino a poco tempo fa il presidente dello International Advisory Board; ed è tuttora presidente onorario del Council on Foreign Relations, presidente del Board of the Americas Society e del Council of the Americas, presidente onorario della Commissione Trilaterale, che ha fondato insieme a Zbigniew Brzezinski; è inoltre uno dei membri fondatori del gruppo Bilderberg, un illustre filantropo nonché patriarca di una delle dinastie del settore bancario più ricche e potenti del mondo.

Era presente anche Josef Ackermann, un banchiere svizzero che è direttore generale della Deutsche Bank, nonché direttore non esecutivo della Royal Dutch Shell, vice presidente della Siemens AG, il maggior colosso tecnologico d’Europa; è anche membro dell’International Advisory Council dello Zurich Financial Services Group; presidente del consiglio dell’Istituto Internazionale delle Finanze, l’unica associazione globale di istituzioni finanziarie al mondo; e vice presidente del consiglio di fondazione del Forum Economico Mondiale. [27]

Anche Roger Altman era presente alla riunione del Bilderberg: un investment banker, investitore finanziario di private equity, nonché ex sotto segretario al tesoro durante l’amministrazione di Clinton. Gli altri banchieri presenti alla riunione di quest’anno comprendono Ana Patricia Botin, presidente della banca spagnola Banco Español de Crédito, avendo lavorato in precedenza con la JP Morgan; Frederic Oudea, direttore generale e nuovo presidente del consiglio di amministrazione della banca francese Sociéte Generale; Tommaso Padoa-Schioppa, banchiere ed economista italiano ed ex ministro dell’economia e delle finanze in Italia; Jacob Wallenberg, presidente della Investor AB; Marcus Wallenberg, direttore generale della Investor AB; e George David, direttore generale della United Technologies Corporation, che fa inoltre parte del consiglio della Citigroup, membro del Business Council, del Business Roundtable, e che è vice presidente del Peterson Institute for International Economics. [per maggiori informazioni sul Peterson Institute, vedere: Appendice 1]

I banchieri canadesi comprendevano W. Edmund Clark, presidente e direttore generale del TD Bank Financial Group, che fa inoltre parte del consiglio di amministrazione del C.D. Howe Institute, un prominente think tank canadese; Franck McKenna, vice presidente del TD Bank Financial Group, ex ambasciatore canadese per gli Stati Uniti, ex premier del New Brunswick; e Indira Samarasekera, presidente dell’università di Alberta, che fa parte anche del consiglio della Scotiabank, una delle maggiori banche canadesi.

Le banche centrali

Naturalmente, tra i membri illustri del gruppo Bilderberg ci sono gli esponenti delle maggiori banche centrali del mondo. Quest’anno tra i membri c’era il governatore della Banca Nazionale della Grecia, il governatore della Banca d’Italia, il presidente della Banca Europea degli Investimenti, James Wolfensohn, ex presidente della Banca Mondiale, e Nout Wellink, facente parte del consiglio della Bank for International Settlements (BIS) [Banca dei Regolamenti Internazionali, BRI]. [28] Anche Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea era presente. [29] Non vi sono indicazioni che il governatore della Federal Reserve Ben Bernanke fosse presente, che sarebbe uno strano evento, considerato che il governatore della Federal Reserve è sempre presente alle riunioni del Bilderberg, accanto al presidente della Federal Reserve Bank di New York, William C. Dudley. Ho contattato la New York Fed per chiedere se Dudley è stato in visita in Grecia o ha partecipato a qualsiasi riunione in Grecia tra il 14 e il 17 maggio, o se un altro rappresentante senior della New York Fed ci fosse andato al suo posto. Devo ancora ricevere una risposta.

L’amministrazione di Obama al Bilderberg 

 
[Il consigliere per la sicurezza nazionale Generale James Jones]

L’amministrazione di Obama è stata ampiamente rappresentata alla riunione del Bilderberg di quest’anno. Tra i presenti c’erano Keith B. Alexander, tenente generale dell’esercito americano e direttore della National Security Agency, l’enorme agenzia di spionaggio degli Stati Uniti; Timothy Geithner, segretario al tesoro USA ed ex presidente della Federal Reserve di New York; Richard Holbrooke, inviato speciale dell’amministrazione di Obama per l’Afghanistan e il Pakistan; il Generale James Jones, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti; Henry Kissinger, l’inviato speciale di Obama in Russia, membro da lungo tempo del Bilderberg ed ex segretario di stato e consigliere per la sicurezza nazionale; Dennis Ross, consigliere speciale per il Golfo Persico e l’Asia sud-occidentale per il segretario di stato Hillary Clinton; David Patraeus, Comandante del CENTCOM (il Comando Centrale USA in Medio Oriente), Lawrence Summers, direttore del National Economic Council della Casa Bianca, ex segretario del tesoro durante l’amministrazione di Clinton, ex presidente dell’università di Harvard, ex capo economista della Banca Mondiale; Paul Volcker, ex governatore del Federal Reserve System e presidente dell’Economic Recovery Advisory Board di Obama; Robert Zoellick, ex presidente della Goldman Sachs ed attuale presidente della Banca Mondiale; [30] e il sotto segretario di stato James Steinberg [31].

Altri nomi illustri

Tra i molti altri presenti alla riunione c’era il Visconte Étienne Davignon, ex vice presidente della Commissione Europea e presidente onorario del Gruppo Bilderberg; Francisco Pinto Balsemão, ex primo ministro del Portogallo; Franco Bernabè, direttore della Telecom Italia e vice presidente della Rothschild Europe; Carl Bildt, ex primo ministro della Svezia; Kenneth Clarke, segretario ombra degli affari nel Regno Unito; Richard Dearlove, ex capo dei servizi segreti britannici (MI6); Donald Graham, direttore della Washington Post Company; Jaap De Hoop Scheffer, segretario generale della NATO; John Kerr, membro della Camera dei Lord britannica e vice presidente della Royal Dutch Shell; Jessica Matthews, presidente del Canergie Endowment for International Peace; Richard Perle dell’American Enterprise Institute; Romano Prodi, ex presidente del consiglio italiano; J. Robert S. Prichard, direttore generale della Torstar Corporation e presidente emerito dell’università di Toronto; Peter Sutherland, ex direttore generale dell’Accordo Generale sulle Tariffe doganali e il Commercio (GATT), primo direttore dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ed attuale presidente della British Petroleum (BP) e della Goldman Sachs International oltre a far parte del consiglio di amministrazione della Royal Bank of Scotland, ad essere presidente della Commissione Trilaterale, vice presidente della Tavola Rotonda Europea degli Industriali nonché membro da lungo tempo del Bilderberg; Peter Thiel, del consiglio di amministrazione di Facebook; Jeroen van der Veer, direttore generale della Royal Dutch Shell; Martin Wolf, editore associato e commentatore economico capo del quotidiano Financial Times; e Fareed Zakaria, un giornalista americano e un membro del consiglio del Council on Foreign Relations. [32] È stato anche riportato che la riunione di quest’anno avrebbe coinvolto anche il direttore generale di Google Eric Schmidt, oltre all’editore del Wall Street Journal, Paul Gigot, [33] che erano entrambi presenti l’anno scorso.

Conclusione

Chiaramente, è stata la prerogativa della riunione del Bilderberg di quest’anno di sfruttare per quanto possibile la crisi finanziaria globale per raggiungere gli obiettivi per cui hanno lottato per molti anni. Che comprendono la creazione di un dipartimento globale del tesoro, probabilmente in congiunzione con una banca centrale globale o che sia rappresentato dalla medesima istituzione; entrambi sembrano essere nel processo di essere incorporati nel FMI.

Naturalmente, le riunioni del Bilderberg servono gli interessi delle persone e delle organizzazioni che vi sono rappresentate. Dato il gran numero di rappresentanti dell’amministrazione di Obama che erano presenti, le politiche americane che ruotano intorno alla crisi finanziaria sono probabilmente emerse dal gruppo del Bilderberg e ne servono gli interessi. Considerata la marcata rappresentanza dell’establishment della politica estera di Obama alla conferenza del Bilderberg, è sembrato sorprendente non aver ricevuto ulteriori informazioni circa la polica estera americana dalla riunione del Bilderberg di quest’anno, forse ha a che fare con il Pakistan e l’Afghanistan.

Tuttavia, gli USA hanno recentemente deciso di licenziare il generale che ha avuto la soprintendenza della guerra in Afghanistan, rimpiazzandolo con il “Tenente Generale Stanley McChrystal, ex berretto verde che ha recentemente comandato le operazioni segrete speciali delle forze militari in Iraq.” [35] Dal 2003 al 2008, McChrystal “ha condotto il Joint Special Operations Command (JSOP) del Pentagono, che ha il controllo delle forze armate più critiche, compresa la Delta Force”, ed è stato descritto dal giornalista investigativo vincitore del Premio Pulitzer Seymour Hersh come capo dell’”ala esecutiva di assassinio” [36] del vice presidente Cheney.

Quindi dati i recenti cambiamenti, come pure l’alto livello di rappresentanza dell’establishment della politica estera di Obama al Bilderberg quest’anno, è probabile che siano state prese alcune decisioni o per lo meno che sia stata fatta una discussione sull’escalation della guerra in Afghanistan e l’espansione al Pakistan. Tuttavia non è sorprendente che l’argomento principale dell’ordine del giorno fosse la crisi finanziaria globale. Senza dubbio l’anno prossimo sarà interessante e le elite sperano di certo di renderlo produttivo.

APPENDICE 1: le connessioni del Bilderberg con la riunione dei miliardari

Peter G. Peterson, uno degli ospiti della riunione segreta di miliardari, è l’ex segretario al commercio americano sotto l’amministrazione di Nixon, presidente e direttore generale della Lehman Brothers, della Kuhn Loeb Inc., dal 1977 al 1984 è stato cofondatore del Blackstone Group, la prominente società di private equity e investment bank, di cui è presidente , e nel 1985 è diventato presidente del Council on Foreign Relations prendendo il posto quando David Rockefeller ha rinunciato all’incarico. Ha fondato il Peterson Institute for International Economics ed è stato presidente della Federal Riserve di New York dal 2000 al 2004. Il Peterson Institute for International Economics è un importante think tank mondiale in campo economico, che si prefigge di “informare e formare il dibattito pubblico”, da cui “gli studi dell’Istituto hanno contribuito a fornire il fondamento intellettuale di molte delle principali iniziative finanziarie internazionali degli ultimi vent’anni: la riforma del Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’adozione di standard bancari internazionali, dei sistemi di tasso di cambio nei G-7 e nelle economie di mercato emergenti, politiche verso il dollaro, l’euro ed altre valute importanti, e risposte alle crisi di debito e valuta (compresa l’attuale crisi del 2008-09)”. Ha inoltre “dato un importante contributo alle decisioni chiave nelle politiche commerciali” come lo sviluppo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, il NAFTA, l’APEC, e il regionalismo est asiatico. [37]

Ha un prominente elenco di nomi nel suo consiglio di amministrazione. Peter G. Peterson è presidente del consiglio; George David, presidente della United Technologies è il vice presidente, oltre a far parte del consiglio di amministrazione della Citigroup, ed è stato ospite della conferenza Bilderberg di quest’anno; Chen Yuan, governatore della China Development Bank ed ex vice governatore della People’s Bank of China (la banca centrale cinese); Jessica Einhorn, preside della Paul H. Nitze School of Advanced International Studies (SAIS) di Washington della Johns Hopkins University, ex membro ospite del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ex amministratore delegato della Banca Mondiale e facente attualmente parte del consiglio della Time Warner e del Council on Foreign Relations; Stanley Fischer, governatore della Banca Centrale d’Israele, ex vice presidente della Banca Mondiale, ed amministratore delegato del FMI, ex vice presidente della Citigroup e regolare partecipante alle riunioni del Bilderberg; Carla A. Hills, ex rappresentante dello US Trade, ed è stata tra i primi negoziatori del NAFTA, fa parte dell’International Advisory Boards dell’American International Group, la Coca-Cola Company, la Gilead Sciences, la J.P. Morgan Chase, membro del comitato esecutivo della Commissione Trilaterale, co-presidente del Council on Foreign Relations, ed ha avuto un ruolo centrale nel documento del CFR “Building a North American Community” (Costruire una Comunità Nordamericana), che cerca di rimodellare il nordamerica secondo le linee dell’Unione Europea, ed è stata inoltre un illustre membro del Bilderberg; anche David Rockefeller fa parte del consiglio del Peterson Institute, come pure Lynn Forester de Rotschild; Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, che è presente a tutti gli incontri del Bilderberg; Paul A. Volcker, ex governatore del Federal Reserve System, regolare partecipante alle riunioni del Bilderberg ed attuale presidente dell’Economic Recovery Advisory Board di Obama. 

Direttori onorari del Peterson Institute comprendono i membri del Bilderberg Alan Greenspan, ex presidente del consiglio dei governatori del Federal Reserve System, uno dei primi architetti della crisi attuale; Franck E. Loy, ex sotto segretario di stato per gli Affari Globali e che fa parte dei comitati di Difesa Ambientale, il Pew Center for Global Climate Change, il Resources for the Future e la Population Services International; George P. Shultz, ex segretario di stato americano durante l’amministrazione di Reagan, presidente e direttore del Bechtel Group ed ex segretario al tesoro. [38]

APPENDICE 2: creare una banca centrale del mondo 

Jeffrey Garten, sottosegretario al commercio per il commercio internazionale durante l’amministrazione di Clinton, ex preside della Yale School of Management, ha prestato precedentemente servizio alla Casa Bianca per la politica economica internazionale sotto Nixon ed ha fatto parte dello staff di programmazione politica dei segretari di stato Henry Kissinger e Cyrus Vance delle amministrazioni di Ford e Carter. È stato anche amministratore delegato della Lehman Brothers e del Blackstone Group, ed è anche membro del Council on Foreign Relations. Già dal 1998 Garter ha scritto un articolo per il New York Times in cui sosteneva la creazione di una banca centrale mondiale. [39]

Durante l’attuale crisi finanziaria, Garten ha scritto un articolo per il Financial Times in cui sosteneva “la creazione di un’autorità monetaria globale per la sorveglianza dei mercati che sono diventati senza frontiere”, agendo come una banca centrale globale. [40] Alla fine di ottobre, Garten ha scritto un articolo per Newsweek in cui ha detto che “i leader mondiali dovrebbero iniziare a preparare il terreno per la creazione di una banca centrale globale”. [41]

Tre giorni dopo la pubblicazione dell’articolo di Gartner su Newsweek, è stato reso noto che “il Fondo Monetario Internazionale potrebbe presto non avere denaro per salvare un sempre crescente elenco di paesi che vanno in frantumi nell’Europa dell’est, in America Latina, in Africa e in parti dell’Asia, suscitando timori che dovrà attingere ai contribuenti nei paesi occidentali per un’infusione di capitale oppure ricorrere all’opzione nucleare di stamparsi i soldi da sé”. Inoltre “l’opzione nucleare è di stamparsi i soldi emettendo Diritti di Prelievo Speciali, agendo in effetti come se fosse la banca centrale del mondo”. [42]

[Per ulteriori particolari sulle mosse fatte per creare una banca centrale globale, valute regionali, una valuta di riserva globale ed un organo governativo mondiale, vedere: Andrew G. Marshall, The Financial New World Order: Towards a Global Currency and World Government: Global Research, 6 aprile 2009]

Note 

[1] CFP, Annual Elite Conclave, 58th Bilderberg Meeting to be held in Greece, May 14-17. Canadian Free Press: May 5, 2009: 

[2] Paul Joseph Watson, Bilderberg Wants Global Department Of Health, Global Treasury. Prison Planet: May 16, 2009:

[3] Paul Joseph Watson, Bilderberg Fears Losing Control In Chaos-Plagued World. Prison Planet: May 18, 2009:

[4] Sorcha Faal, Bilderberg Group orders destruction of US Dollar? MINA: May 21, 2009:

[5] Kristi Heim, What really happened at the billionaires' private confab. The Seattle Times: May 20, 2009:

[6] A. G. Sulzberger, The Rich Get … Together (Shhh, It Was a Secret). The New York Times: May 20, 2009: 

[7] Chosun, American Billionaires Gather to Discuss Slump. The Chosun Ilbo: May 22, 2009: 

[8] John Harlow, Billionaire club in bid to curb overpopulation. The Sunday Times: May 24, 2009:

[9] Press Release, Investigative Author, Daniel Estulin Exposes Bilderberg Group Plans. PRWeb: May 22, 2009: 

[10] James P. Tucker Jr., BILDERBERG AGENDA EXPOSED. American Free Press: June 1, 2009: 

[11] James Quinn, Tim Geithner to reform US financial regulation. The Telegraph: May 21, 2009:

[12] Greg Menges, U. S. Secretary of the Treasury Timothy F. Geithner speech before the Senate Banking Committee. Examiner: May 20, 2009:

[13] Robert Schmidt and Jesse Westbrook, U.S. May Strip SEC of Powers in Regulatory Overhaul. Bloomberg: May 20: 2009: 

[14] Rex Nutting, Fed could be completely retooled, Geithner says. Market Watch: May 20, 2009:

[15] Ambrose Evans-Pritchard, The G20 moves the world a step closer to a global currency. The Telegraph: April 3, 2009: 

[16] Marie Magleby, Obama Wants U.S. to Loan $100 Billion to Global Bailout Fund. CNS News: May 20, 2009: 

[17] Joe Bavier, Sub-Saharan Africa to receive $10 bln in SDRs-IMF. Reuters: May 25, 2009:

[18] Onno Wijnholds, The Dollar’s Last Days? International Business Times: May 18, 2009:

[19] MATTHEW SALTMARSH, Former I.M.F. Chief Sees Opportunity in Crisis. The New York Times: May 22, 2009:

[20] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: in pursuit of the world's most powerful cabal. The Guardian: May 13, 2009: 

[21] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: They're watching and following me, I tell you. The Guardian: May 15, 2009: 

[22] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: I'm ready to lose control, but they're not. The Guardian: May 15, 2009:

[23] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: 'You are not allowed to take pictures of policemen!' The Guardian: May 17, 2009: 

[24] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: Fear my pen. The Guardian: May 18, 2009: 

[25] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: Let's salt the slug in 2010. The Guardian: May 19, 2009: 

[26] Dutch Royal House, Work and official duties. Prince Constantijn:

[27] Deutsche Bank, Management Board. Our Company:

[28] InfoWars, Bilderberg 2009 Attendee List (revised). May 18, 2009: 

[29] Demetris Nellas, Greek nationalists protest Bilderberg Club meeting. AP: May 14, 2009: 

[30] InfoWars, Bilderberg 2009 Attendee List (revised). May 18, 2009: 

[31] MRT, Top US official arrives in Greece. Macedonian Radio and Television: May 15, 2009:

[32] InfoWars, Bilderberg 2009 Attendee List (revised). May 18, 2009:

[33] WND, Google joins Bilderberg cabal. World Net Daily: May 17, 2009: 

[34] Adam Abrams, Are the people who 'really run the world' meeting this weekend? Haaretz: May 14, 2009: 

[35] YOCHI J. DREAZEN and PETER SPIEGEL, U.S. Fires Afghan War Chief. The Wall Street Journal: May 12, 2009: 

[36] M.J. Stephey, Stan McChrystal: The New U.S. Commander in Afghanistan. Time Magazine: May 12, 2009: 

[37] PIIE, About the Institute. Peterson Institute for International Economics: 

[38] PIIE, Board of Directors. Peterson Institute for International Economics: 

[39] Jeffrey E. Garten, Needed: A Fed for the World. The New York Times: September 23, 1998: 

[40] Jeffrey Garten, Global authority can fill financial vacuum. The Financial Times: September 25, 2008: 

[41] Jeffrey Garten, We Need a Bank Of the World. Newsweek: October 25, 2009: http://www.newsweek.com/id/165772

[42] Ambrose Evans-Pritchard, IMF may need to "print money" as crisis spreads. The Telegraph: October 28, 2009: 


Andrew G. Marshall è un ricercatore associato del Centre for Research on Globalization [Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione] (CRG). Sta attualmente studiando Storia ed Economia Politica presso la Simon Fraser University. 

Titolo originale: "The Bilderberg Plan for 2009: Remaking the Global Political Economy"

Fonte: ttp://www.globalresearch.ca

CHI C'ERA QUEST'ANNO AL BILDERBERG

La lista dei partecipanti all'incontro del Bilderberg Group tenutosi in Grecia dal 14 al 17 maggio [In grassetto gli italiani. N.d.r.]

Dutch Queen Beatrix

Queen Sofia of Spain

Prince Constantijn (Belgian Prince)

Prince Philippe Etienne Ntavinion, Belgium

Étienne, Viscount Davignon, Belgium (former vice-president of the European Commission)

Josef Ackermann (Swiss banker and CEO of Deutsche Bank)

Keith B. Alexander, United States (Lieutenant General, U.S. Army, Director of the National Security Agency)

Roger Altman, United States (investment banker, former U.S. Deputy Treasury Secretary under Bill Clinton)

Georgios A. Arapoglou, Greece (Governor of National Bank of Greece)

Ali Babaca , Turkey (Deputy Prime Minister responsible for economy)

Francisco Pinto Balsemão, Portugal (former Prime Minister of Portugal)

Nicholas Bavarez, France (economist and historian)

Franco Bernabè, Italy (Telecom Italia)

Xavier Bertrand, France (French politician connected to Nicolas Sarkozy)

Carl Bildt, Sweden (former Prime Minister of Sweden)

January Bgiorklount, Norway (?)

Christoph Blocher, Switzerland (industrialist, Vice President of the Swiss People's Party)

Alexander Bompar, France (?)

Ana Patricia Botin, Spain, (President of Banco Banesto)

Henri de Castries, France (President of AXA, the French global insurance companies group)

Juan Luis Cebrián, Spain (journalist for Grupo PRISA; his father was a senior journalist in the fascist Franco regime)

W. Edmund Clark, Canada (CEO TD Bank Financial Group)

Kenneth Clarke, Great Britain (MP, Shadow Business Secretary)

Luc Cohen, Belgium (?)

George David, United States (Chairman and former CEO of United Technologies Corporation, board member of Citigroup)

Richard Dearlove, Great Britain (former head of the British Secret Intelligence Service)

Mario Draghi, Italy (economist, governor of the Bank of Italy)

Eldrup Anders, Denmark (CEO Dong Energy)

John Elkann, Italy (Italian industrialist, grandson of the late Gianni Agnelli, and heir to the automaker Fiat)

Thomas Enders, Germany (CEO Airbus)

Jose Entrekanales, Spain (?)

Isintro phenomena casket, Spain (?)

Niall Ferguson, United States (Professor of History at Harvard University and William Ziegler Professor at Harvard Business School)

Timothy Geithner, United States (Secretary of the Treasury)

Ntermot convergence, Ireland (AIV Group) (?)

Donald Graham, United States (CEO and chairman of the board of The Washington Post Company)

Victor Chalmperstant, Netherlands (Leiden University)

Ernst Hirsch Ballin, Netherlands (Dutch politician, minister of Justice in the fourth Balkenende cabinet, member of the Christian Democratic Appeal)

Richard Holbrooke, United States (Obama's special envoy for Afghanistan and Pakistan)

Jaap De Hoop Scheffer, Netherlands (Dutch politician and the current NATO Secretary General)

James Jones, United States (National Security Advisor to the White House)

Vernon Jordan, United States (lawyer, close adviser to President Bill Clinton)

Robert Keigkan, United States (? - possibly Robert Kagan, neocon historian)

Girki Katainen, Finland (?)

John Kerr (aka Baron Kerr of Kinlochard), Britain (Deputy Chairman of Royal Dutch Shell and an independent member of the House of Lords)

Mustafa Vehbi Koç, Turkey (President of industrial conglomerate Koç Holding)

Roland GT, Germany (?)

Sami Cohen, Turkey (Journalist) (?)

Henry Kissinger, United States

Marie Jose Kravis, United States (Hudson Institute)

Neelie Kroes, Netherlands (European Commissioner for Competition)

Odysseas Kyriakopoulos, Greece (Group S & B) (?)

Manuela Ferreira Leite, Portugal (Portuguese economist and politician)

Bernardino Leon Gross, Spain (Secretary General of the Presidency)

Jessica Matthews, United States (President of the Carnegie Endowment for International Peace)

Philippe Maystadt (President of the European Investment Bank)

Frank McKenna, Canada (Deputy Chairman of the Toronto-Dominion Bank)

John Micklethwait, Great Britain (Editor-in-chief of The Economist)

Thierry de Montbrial, France (founded the Department of Economics of the École Polytechnique and heads the Institut français des relations internationales)

Mario Monti, Italy (Italian economist and politician, President of the Bocconi University of Milan)

Miguel Angel Moratinos, Spain (Minister of Foreign Affairs)

Craig Mundie, United States (chief research and strategy officer at Microsoft)

Egil Myklebust, Norway (Chairman of the board of SAS Group, Scandinavian Airlines System)

Mathias Nass, Germany (Editor of the newspaper Die Zeit)

Denis Olivennes, France (director general of Nouvel Observateur)

Frederic Oudea, France (CEO of Société Générale bank)

Cem Özdemir, Germany (co-leader of the Green Party and Member of the European Parliament)

Tommaso Padoa-Schioppa, Italy (Italian banker, economist, and former Minister of Economy and Finance)

Dimitrios Th.Papalexopoulo, Greece (Managing Director of Titan Cement Company SA)

Richard Perle, United States (American Enterprise Institute)

David Petraeus, United States (Commander, U.S. Central Command)

Manuel Pinho, Portugal (Minister of Economy and Innovation)

J. Robert S. Prichard, Canada (CEO of Torstar Corporation and president emeritus of the University of Toronto)

Romano Prodi, Italy (former Italian Prime Minister and former President of the European Commission)

Heather M. Reisman, Canada (co-founder of Indigo Books & Music Inc.).

Eivint Reitan, Norway (economist, corporate officer and politician for the Centre Party)

Michael Rintzier, Czech Republic (?)

David Rockefeller, United States

Dennis Ross, United States (special adviser for the Persian Gulf and Southwest Asia to Secretary of State Hillary Clinton)

Barnett R. Rubin, United States (Director of Studies and Senior Fellow, Center for International Cooperation)

Alberto Rouith-Gkalarthon, Spain (?)

Susan Sampantzi Ntintzer, Turkey (?) Guler Sabanci, President of Sabanci Holdings (?)

Indira Samarasekera, Canada (President of University of Alberta, Board of Directors Scotiabank)

Rountol Solten, Austria (?)

Jürgen E. Schrempp, Germany (CEO DaimlerChrysler)

Pedro Solbes Mira, Spain (economist, Socialist, Second Vice President and Minister of Economy and Finance)

Sampatzi Saraz, Turkey (banker) (?) possibly Süreyya Serdengeçti (former Governor of the Central Bank of Turkey) http://arsiv.zaman.com.tr/2002/05/29/ekonomi/h6.htm

Sanata Seketa, Canada (University of Canada) (?)

Lawrence Summers, United States (economist, Director of the White House's National Economic Council)

Peter Sutherland, Ireland (Chairman, BP and Chairman of Goldman Sachs International)

Martin Taylor, United Kingdom (former chief executive of Barclays Bank, currently Chairman of Syngenta AG)

Peter Thiel, United States (Clarium Capital Management LCC, PayPal co-founder, Board of Directors, Facebook)

Agan Ourgkout, Turkey (?)

Matti Taneli Vanhanen, Finland, (Prime Minister)

Daniel L. Vasella, Switzerland (Chairman of the Board and Chief Executive Officer at Novartis AG)

Jeroen van der Veer, Netherlands (CEO of Royal Dutch Shell)

Guy Verhofstadt, Belgium (former Prime Minister)

Paul Volcker, U.S. (former Federal Reserve director, Chair of Obama's Economic Recovery Advisory Board)

Jacob Wallenberg, Sweden (chairman of Investor AB and former chairman of Skandinaviska Enskilda Banken)

Marcus Wallenberg, Sweden (CEO of Investor AB, former chairman of Skandinaviska Enskilda Banken)

Nout Wellink, Netherlands (Chairman of De Nederlandsche Bank, Board of Directors, the Bank of International Settlements)

Hans Wijers, Netherlands (CEO of the multinational corporation AkzoNobel)

Martin Wolf, Great Britain (associate editor and chief economics commentator at the Financial Times)

James Wolfensohn, United States (former president of the World Bank)

Paul Wolfowitz, United States (for U.S. Deputy Secretary of Defense, President of the World Bank, currently AEI scholar)

Fareed Zakaria, United States (journalist, author, and CNN host)

Robert Zoellick, United States (former managing director of Goldman Sachs, President the World Bank)

Dora Bakoyannis, Greece (Minister of Foreign Affairs)

Anna Diamantopoulou, Greece (Member of Parliament for the Panhellenic Socialist Movement)

Yannis Papathanasiou, Greece (Minister of Finance)

George Alogoskoufis, Greece (former Minister)

George A. David, Greece (businessman, president of Coca-Cola)

Fonte: http://it.peacereporter.net

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