venerdì 22 maggio 2009

Obama rivuole i Balcani


La visita del Vice Presidente americano Joe Biden nei Balcani è un forte segnale di Washington a favore dell'americanizzazione dei Balcani, dopo dieci anni di abbandono dalla politica di George W. Bush. Oggi, la  stessa politica della nuova amministrazione, dopo 10 anni, sembra essere meno progressiva ma solo nelle parole. La Serbia e il Kosovo sembrano essere i punti più critici dell'intervento di Biden, insieme alla Bosnia Erzegovina.

L'attesa visita del Vice Presidente americano Joe Biden nei Balcani, noto in questa regione come uno dei fautori della politica dell'Amministrazione americana tra le più rigide mai fatte nei confronti della Serbia, conferma ancora una volta la forte presa di posizione dell`America nell'Europa Sud Orientale. I primi segnali che l'America ha deciso di inviare sono a favore della nuova americanizzazione dei Balcani dopo dieci anni di abbandono dalla politica di George W. Bush,  si sono avuti già i primi giorni dopo l'investitura del nuovo Presidente americano Barak Obama e con la nomina del nuovo Segretario di Stato Hillary Clinton, che ovviamente ha una “buona” memoria quando si tratta di Balcani. Proprio suo marito, con lo stesso Biden, è stata creata la politica dei “bombardamenti umanitari” che hanno ferito e massacrato migliaia di civili. Negli anni '90, Biden era ben ricordato per le sue dichiarazioni che sono talmente razziste, come “i serbi sono illetterati, degenerati, stupratori, infanticidi, macellai e aggressori”, e al Presidente Milosevic stesso disse: “Sei un disgraziato criminale di guerra, e come tale dovrai essere processato”.

Oggi, la  stessa politica della nuova amministrazione, dopo 10 anni, sembra essere meno progressiva ma solo nelle parole. I toni di Biden sembrano essere cambiati, considerando che con la politica “delle botte e risposte” non ha ottenuto nulla; ora è gentile anche nei confronti del Vice Sindaco di Belgrado in visita a Chicago, al Global forum delle città, Radmila Hrustanovic, a cui dice di  “amare Belgrado e per tale motivo sta preparando un  viaggio” in Serbia. D'altra parte, perché mai non dovrebbe amarla, considerando che semmai dovrebbe essere Belgrado e lo stesso popolo serbo ad avere delle riserve nei confronti dell'America dopo tutto quello che è successo. Si mostra come un ‘vero amico della Serbia’, uno che ha offerto normalizzazione dei rapporti tra Belgrado e Washington, ma anche uno che non dimenticherà il fatto che il Kosovo è uno "Stato indipendente".  Proprio per questo si specula che non vorrà incontrare il Ministro degli Esteri 
Vuk Jeremic, acerrimo sostenitore del Kosovo serbo a livello diplomatico e giuridico, colui che “dà un'immagine di sé di vero nazionalista, rigido e che potrà essere un ostacolo della vicinanza tra la Serbia e la diplomazia americana".  "Per ora non vedo come Jeremic possa  essere un ostacolo per la Serbia e in questo caso Biden ne esce come il “poliziotto cattivo”. Tutto questo ha l'aria di un gioco -  dichiara l'analista politico Obrad Kesic,  continuando -la visita di Biden è collegata alle  questioni interne dello State Departement e anche alla sua personale promozione. Si aspettava di avere due ruoli all'interno dell'amministrazione di Obama, quello di comunicare tra la Casa Bianca e il Congresso, prendendo il posto del capo dello staff di Obama Ram Emanuel, e quello della politica estera, ma anche qui già vi sono molti che vogliono ricoprire lo stesso ruolo”.  

Le autorità serbe, dunque, si preparano ad accogliere il leader americano con solenni cerimonie, grande calore ed ospitalità, mentre sono state preparate tutte le misure per la massima sicurezza. Quando l'Air Force 2 entrerà nello spazio aereo serbo sarà scortato con gli aerei  MIG dell'esercito serbo, mentre a Belgrado sono già giunti 150 agenti civili e militari esperti per la sicurezza, oltre al corpo che costituisce la sua personale guardia del corpo. Tutto assomiglia alla sceneggiata dall'anno scorso, quando Zagabria ha visto l'intervento di più di 65000 unità per garantire l'incolumità del Presidente George W Bush. Sono accorsi a Belgrado anche i corpi antiterroristici della Francia, RAID, insieme con i militari speciali serbi Kobra, che hanno tenuto per l'occasione un'esercitazione congiunta alla presenza del Ministro della Difesa serbo Dragan Sutanovac e l'ambasciatore francese in Serbia, Jean  François Teral. 

Ad ogni modo, la Serbia si conferma essere la terra di confine in cui il potere tra Europa e America si scontra, in quanto gli Stati Uniti non lasceranno mai che i Balcani diventino una "zona di influenza europea". Un conflitto che dimostra anche le gravi contraddizioni interne all'Unione Europea, pagando così la sua politica non unita, ambigua e sottoposta all'America. Gli errori che l'UE ha fatto in passato con la sua politica estera è che in realtà non è mai esistito un vero confronto con l'America o la Russia, e questa tendenza non potrà essere cambiata in così breve termine. I dilemmi in cui è avvolta l'Europa non hanno dato spazio ad  altre questioni ancora aperte, confermate anche nel corso degli ultimi vertici della NATO e dello stesso Congresso americano, ma anche dei gruppi di potere che  hanno creato l'idea dell'UE, ed ora loro stessi la vogliono distruggere: unire e disunire, e poi di nuovo unire creando  confusione ed incertezza, applicando anche altrove quella che è sempre stata la politica internazionale per i Balcani.  Ora per la regione balcanica si sta pianificando una federazione dei popoli della religione ortodossa, nella quale verrebbe incorporata anche l'Albania, anche se è definito Paese islamico accanto alla Bosnia. Un processo di compattazione che è stato iniziato dagli Stati Uniti con “la benedizione” del Vaticano, chiedendo come condizione che il 70% degli albanesi venga convertito al cattolicesimo. Per togliere, inoltre, la paura della Serbia e l'idea dell'egemonia serba, è stato stabilito che venga creata una federazione di 5 regioni autonome all'interno di territorio serbo, per poi divenire 5 stati indipendenti. Si tratta della zona di Morava, Vojvodina, Sumadija, Uzice e Raska. 

Tra i motivi della visita di Biden nei Balcani, vi è anche la necessità di fare arretrare la zona di influenza della Russia.  Non a caso Serbia e Russia hanno ratificato proprio in questi giorni lo storico accordo sul gasdotto italo-russo, nonché l'apertura delle sedi di 
Gazprombank , che sarà la seconda banca russa nell'economia serba.  L'accordo tra Serbia e Russia sul  South Stream sicuramente ostacola i piani per l'indipendenza della Vojvodina, la quale sarà una regione strategica per la rete del gas che passa attraverso il territorio serbo. La questione energetica sembra stare molto a cuore di Biden, considerando il rischio che la Raffineria di Pancevo venga  venduta agli iraniani: un'eventualità che Washington cercherà di escludere del tutto, non tollerando la presenza fisica dell'Iran nello spettro dei territori europei, a maggior ragione nel settore energetico dove le compagnie iraniane dovrebbero esportare e vendere il petrolio in Europa. In quest'ottica, lo stesso progetto di Gazprom dovrà essere ostacolato in quanto renderebbe la regione sempre meno dipendente dai Paesi Occidentali, per favorire la realizzazione dei gasdotti pan-europei, come il Nabucco, che potrebbero attraversare il Kosovo del Nord e l'Albania, oltre che la Vojvodina indipendente.  

La nuova americanizzazione dei Balcani non si ferma qui, perché resta da finire il lavoro rimasto in sospeso in Bosnia Erzegovina, dove il capolavoro sarà completato con la cancellazione dell'Atto di Dayton e la centralizzazione dello Stato della BiH, dove la popolazione musulmana prenderà tutto il potere.  La visita di Biden in BiH può essere dunque vista come un avviso degli Stati Uniti ad apportare i veri cambiamenti all'Atto costitutivo della Bosnia e un cambiamento finale all'Atto di Dayton. Questo quanto confermato anche dal leader del Partito SDS della Republika Srpska , 
Mladen Bosic, secondo cui "la risoluzione del Congresso americano e la visita del Vice Presidente Americano sicuramente sarà un' iniziativa per intraprendere  le prime trattative".  "Per noi non è accettabile lavorare sotto ogni tipo di pressione e per l'SDS - spiega Bosic -  la riforma dell'Atto costitutivo sarà possibile solo sulla base di un consenso, sopratutto nella RS,  e poi anche da parte delle altre controparti della Bosnia, ma senza pressioni esterne. La  questione dell'Atto costitutivo è una questione interna ad uno Stato e nessun altro, neanche gli USA,  hanno diritto ad influenzarlo. La BIH è uno stato frammentato e, come dicono loro, uno Stato che non ha successo".  
L'Alto Rappresentante di BIH, 
Valentin Inzko, da parte sua ha sottolineato, inoltre, che si deve cambiare l'attitudine politica sull'Atto di Dayton. “La comunità internazionale dà questo messaggio proprio con la visita del Vice Presidente Biden  e l'Alto Rappresentante UE, Javier Solana” .  Quanto riportato con queste due dichiarazioni, non è altro che lo specchio dello scontro delle posizioni  EU-USA contro la Russia. L'Europa, un'altra volta, ha abbassato la testa davanti all'America, credendo che fingendo l'elemosina, potrà avere ancora una briciola per sé stessa.


Biljana Vukicevic

Usa: riposizionamento militare in America latina


Il Pentagono ha già individuato la base aerea che sostituirà l'installazione di Manta (Ecuador) nella gestione delle operazioni militari statunitensi contro i produttori di coca delle regioni andine ed amazzoniche e le organizzazioni guerrigliere colombiane. Secondo il quotidiano di Bogotà El Tiempo, si tratta dell'aeroporto "Germán Olano" di Palanquero, Puerto Salgar, dipartimento di Cundinamarca, 120 miglia a nord della capitale. Dopo la decisione del presidente ecuadoriano Rafael Correa di non rinnovare il contratto all'uso di Manta che scadrà il prossimo mese di novembre, il Dipartimento della Difesa Usa era impegnato nella spasmodica ricerca in America Latina di un'installazione alternativa ove trasferire soldati, aerei e attrezzature. Alla fine essa è stata individuata in casa del più fedele partner regionale dell'amministrazione statunitense, il governo di Alvaro Uribe.

Bienvenidos a Palanquero. La rivelazione del quotidiano sul futuro a stelle e strisce della base che ospita attualmente il Comando di Guerra "Cacom 1" della Fac (Forza aerea colombiana), trova conferma nella richiesta presentata al Congresso per l'assegnazione con il bilancio 2010 di 46 milioni di dollari da destinare alla realizzazione a Palanquero di una "infrastruttura operativa avanzata" nell'ambito dell'International Narcotics Control and Law Enforcement (INCLE). L'utilizzo della base da parte delle forze armate Usa in funzione anti-narcos ed anti-guerriglia, starebbe per essere autorizzato formalmente da Bogotà. La richiesta finanziaria a favore di Palanquero è stata inclusa nel capitolo relativo al "Posizionamento di Difesa Globale", dove l'amministrazione Obama spiega le ragioni strategiche alla base dei dislocamenti all'estero di uomini, basi e mezzi statunitensi. Secondo il documento in possesso di El Tiempo, "il Dipartimento della Difesa sta riallineando la sua presenza militare globale, trasformando le sue forze all'estero, le basi e la relazione con le nazioni ospitanti in vista di un posizionamento flessibile e coerente con la nostra strategia. Ciò è il risultato di un grande investimento in nuove costruzione militari per il 2010". 

In un successivo passaggio, Washington fa esplicito riferimento agli "accordi di accesso" in via di negoziazione nell'emisfero occidentale. "L'obiettivo del Dipartimento è realizzare una serie di accordi di accesso per operazioni di contingenza, logistica e addestramento in Centro e Sud America e per questo si stanno discutendo le modifiche necessarie a rafforzare il nostro accesso a vari paesi della regione. Il budget per il 2010 include 46 milioni di dollari per un'infrastruttura per la cooperazione alla sicurezza nella base di Palanquero, Colombia", conclude il documento. Secondo alcuni esperti militari contattati a Washington, nell'infrastruttura militare colombiana si punterebbe principalmente al potenziamento delle piste di volo e alla realizzazione di hangar ed edifici da destinare agli aerei ed al personale USA. La scelta di Palanquero sarebbe stata fatta dopo un'attenta valutazione delle caratteristiche delle maggiori infrastrutture esistenti nel continente. La base colombiana è risultata quella con le migliori condizioni logistiche. Al suo interno esiste infatti una vera e propria cittadella militare in grado di ospitare sino a 2.000 uomini, dotata di strutture commerciali e ricreative (ristoranti, supermercati, un cinema) e perfino di un ampio presidio ospedaliero. Relativamente alle operazioni aeree, nella base esistono già due ampi hangar con capacità ognuno per 50-60 cacciabombardieri. Gli hangar - secondo Washington - "sono i migliori dell'America Latina in termini di design, sicurezza e norme ambientali".Area strategica. La pista di volo è lunga 3.500 metri, quasi 600 metri in più di quella di Manta, e può essere utilizzata simultaneamente da tre aerei. Data la sua ubicazione nel cuore della Colombia, Palanquero consente ai caccia di raggiungere in una quindicina di minuti sia la penisola de La Guajira al nord, che le impervie aree amazzoniche alla frontiera con l'Ecuador. Sorge inoltre sulle sponde del Rio Magdalena e può assicurare il supporto logistico agli idrovolanti militari. L'installazione è utilizzata dagli aerei-spia AC-47, veri e propri "velivoli fantasma", in grado di eseguire le attività d'intelligence ad altitudini elevate senza poter essere individuati dai potenziali "nemici". Uno di essi è misteriosamente precipitato proprio nei pressi della base di Puerto Salgar lo scorso 18 febbraio, causando la morte di cinque uomini d'equipaggio. 
Palanquero è pure dotata di una serie di radar altamente sofisticati, installati a fine anni '90 dagli Stati Uniti d'America e che, secondo fonti giornalistiche, avrebbero condotto le operazioni di bombardamento dell'accampamento delle Farc in Ecuador, culminate con l'assassinio del comandante Raúl Reyes, principale negoziatore dell'organizzazione guerrigliera.Ancora Plan Colombia. Il presidente Alvaro Uribe e lo stato maggiore colombiano si ostinano a negare qualsivoglia intenzione di trasformare il paese nell'avamposto delle forze USA in America Latina, ma a conferma della decisione di trasferire a Palanquero le operazioni espletate dalla base di Manta, ci sono ulteriori importanti elementi. Nel novembre 2008, citando fonti diplomatiche e militari Usa, il settimanale Cambio rivelava che la decisione di creare una grande base statunitense a Puerto Salgar risalirebbe al vertice del 22 aprile precedente tra l'ambasciatore Usa in Colombia, William Brownfield, e il ministro della Difesa colombiano, Juan Manuel Santos. "In quell'occasione Brownfield annunciò che il Dipartimento di Stato aveva deciso di ricertificare Palanquero, a seguito dei progressi ottenuti dalle forze armate in tema di diritti umani", scriveva Cambio. La "decertificazione" della base aerea era stata decretata nel gennaio 2003 a seguito delle risultanze dell'inchiesta sul coinvolgimento delle forze armate colombiane nel massacro di 18 contadini avvenuto cinque anni prima nel villaggio di Santo Domingo, dipartimento di Arauca. In quell'occasione, i cacciabombardieri della Fac, decollati da Palanquero, avevano sganciato missili aria-terra contro la popolazione civile e avevano poi tentato di occultare l'eccidio accusando la guerriglia di aver fatto esplodere un carro bomba. Con la "decertificazione" gli Stati Uniti avevano sospeso i finanziamenti per il potenziamento della base previsti dal cosiddetto "Plan Colombia", il piano di aiuti militari "anti-coca" varato da Washington a fine anni ‘90. 

Per rendere pienamente operativa la "Forward Operating Location" di Manta, il Pentagono aveva speso nell'ultimo decennio più di 70 milioni di dollari. Attualmente la base ecuadoriana funge da scalo per i cacciabombardieri F-16, gli aerei cargo C-550, i velivoli cisterna KC-135 e gli aerei radar Awacs E3 e P-3 Orion delle forze armate Usa. Nell'installazione è autorizzato il dislocamento in pianta stabile di 300 tra militari statunitensi e funzionari della DEA, più un imprecisato numero di piloti della DynCorp, la società di sicurezza privata a cui sono state affidate dal Pentagono le fumigazioni delle piantagioni di coca e supersegrete attività d'intelligence anti-guerriglia. La presenza dei contractor è stata fonte di più di uno scandalo internazionale. Nell'agosto 2005 fu rivelato che un dirigente della DynCorp aveva creato a Manta una vera e propria centrale di reclutamento di mercenari da inviare in Iraq.

Le altri basi. Quella ecuadoriana non è l'unica grande "base avanzata" in America Latina dei Dipartimenti di Stato e della Difesa Usa. Dopo che a fine anni '90 furono abbandonate le installazioni aeree e navali esistenti a Panama, Washington decise di decentrare la propria presenza militare in differenti punti strategici della regione centroamericana ed andina. Furono finanziate così alcune "Forward Operating Locations - FOL" in Ecuador, El Salvador e nelle Antille Olandesi. Nel piccolo stato centroamericano fu firmato con l'allora presidente Francisco Flores un accordo decennale (la scadenza è prevista nel 2010) per l'utilizzo dello scalo internazionale di Comalapa e l'installazione di un presidio di una sessantina di militari USA. Nelle Antille il regno d'Olanda concesse i due aeroscali di Hato (Curacao) e Reina Beatriz (Aruba). Hato garantisce supporto logistico ai velivoli da trasporto e ai caccia Usa in rotta nei Caraibi, ed ospita sino a 300 militari dell'US Air Force e dell'US Navy. Meno significativa la presenza del personale statunitense ad Aruba, di norma 15-25 unità impegnate nel controllo dello spazio aereo e delle telecomunicazioni intercontinentali.

Guerra globale. Un ruolo chiave nella proiezione delle forze armate Usa nel continente latinoamericano è stato assunto dalla grande base aeronavale di Guantanamo, occupata illegalmente nella parte orientale dell'isola di Cuba e tristemente nota per ospitare il lager dove sono stati deportati centinaia di prigionieri della "guerra globale al terrorismo"; e dalla base aerea di Soto de Cano-Palmerola in Honduras, sede della "Joint Task Force Bravo", 550 militari in forza al Comando Sud degli Stati Uniti d'America (Southcom) di Miami, Florida. 
In aggiunta alle "FOL", il Pentagono ha attivato o finanziato le infrastrutture di numerosi "siti avanzati", utilizzati a supporto delle operazioni di fumigazione aerea o delle missioni d'intelligence e radio-telecomunicazione. Buona parte di essi sorgono in Colombia, come ad esempio gli scali aerei meridionali di Tolemaida, Larandia, Tres Esquinas, Leticia e Puerto Leguizamo, o le stazioni radar dell'isola caraibica di San Andrés, di Marandúa (alla frontiera orientale con il Venezuela), Riohacha (nordest) e San José del Guaviare (sudest). Ci sono poi i terminal radar peruviani di Andoas, Pucallpa, Iquitos e Palmapampa, o la stazione aeronavale di El Estrecho, capitale del distretto del Putumayo (regione di Loreto), che gli Stati Uniti utilizzano per le attività d'interdizione fluviale. Nel 2008, il governo peruviano ha pure offerto l'aerodromo di Pichari, Ayacucho, come base dove trasferire le unità Usa che dovranno abbandonare Manta. La scelta di Palanquero non esclude che Pichari possa entrare a pieno titolo nel dispositivo di guerra allestito da Washington nel continente. 
Chiudono la lista delle infrastrutture destinate alla "lotta alla coca", gli aeroporti "Tocumén" di Panama City e "Daniel Oduber" di Liberia (Costa Rica), la stazione elicotteri dell'US Army a Georgetown (Bahamas), la base navale di Roosevelt Rose (Porto Rico) e il deposito navale di Pedro Cayes, Giamaica.

fonte: Peacereporter

Interventi USA nel mondo dopo la seconda guerra mondiale


Bombardamenti

Cina 1945-6 Corea 1950-3 (Guerra di Corea) Guatemala 1954 Indonesia 1958 Cuba 1959-61 Guatemala 1960 Vietnam 1961-73 Congo 1964 Laos 1964-73 Perù 1965 Cambogia 1969-70 Guatemala 1967-69 Grenada 1983 Libano 1983-84 Libia 1986 El Salvador anni '80 Nicaragua anni '80 Iran 1987 Panama 1989 Iraq 1991-2002 Kuwait 1991 Somalia 1993 Bosnia 1994-5 Sudan 1998 Afghanistan 1998 Jugoslavia 1999 Afghanistan 2001-200? Iraq 2003-200?


Utilizzo di armi non convenzionali

Uranio impoverito utilizzo nella guerra del Golfo 1991 e in Jugoslavia 1999 (Afghanistan 2001-200?) Bombe a grappolo utilizzo in Laos 1965-73, Vietnam 1961-73, Cambogia 1969-70, Jugoslavia 1999, Afghanistan 2001-200?


Aggressioni chimiche e batteriologiche su paesi stranieri

Bahamas anni '40-50 esperimento: segreto di stato Canada 1953 esperimento: diffusione di solfuro di zinco-cadmio sulla città di Winnipeg Cina e Corea anni '50 attacco batteriologico, bombardamenti con napalm Corea anni '60 cospargimento dell'erbicida diossinico Agente Orange Vietnam anni '60-70 cospargimento dell'erbicida diossinico Agente Orange, bombardamenti con Napalm Laos anni '70 utilizzo del gas nervino Sarin (CBU-15 o GB) Panama anni '40-'90 svariati test di Agent Orange, Iprite, VX, Sarin, Cianuro di Idrogeno e altri gas nervini ed erbicid Cuba anni '50-60 probabile diffusione di zanzare portatrici di febbri dengue e febbre emorragica poi effetttivamente verificatesi, contaminazione dello zucchero, contaminazione di allevamenti di tacchini con il morbo di Newcastle, contaminazione degli allevamenti di maiali con virus della febbre del maiale africano, diverse contaminazioni delle coltivazioni


Appoggio ad aggressioni chimiche e batteriologiche di altri paesi

Egitto anni '60 addestramento e supporto all'attacco con gas venefici sullo Yemen Sudafrica anni '70 addestramento e supporto Iraq 1984-89 addestramento ed esportazione dei progetti e delle attrezzature necessarie a produrre virus e batteri e installarli su testate missilistiche, nonchè degli stessi virus e batteri Bacillus Antracis (Antrace), Clostridium Botulinum (Botulino), Hitoplasma Capsulatum, Brucella Melitensis, Clostridium Perfringens , Clostridium Tetani (Tetano)


Test chimici sulla popolazione interna

New York 1950 test per provocare epidemia di ruggine dei cereali San Francisco 1957 test di attacchi batteriologici di Bacillus globigii e Serratia marcescens Minneapolis 1953 test di rilasci di zinco-cadmio St. Louis 1953 test di rilasci di zinco-cadmio Washington DC 1953 test di rilasci di zinco-cadmio Florida 1955 test di epidemia di pertosse Florida 1956-58 test di diffusione di zanzare New York City 1956 test di irrorazione nella metropolitana del Bacillus subtilis variant niger Chicago 1960 test di irrorazione nella metropolitana del Bacillus subtilis variant niger Sperimentazioni dirette su persone migliaia di esperimenti di sostanze chimiche e batteriologiche, agenti nervini, radiazioni nucleari, droghe
su persone parzialmente inconsapevoli


Tortura

Grecia anni '40-'70 CIA: addestramento e attrezzature per la tortura Iran anni '50-'79 CIA: costituzione e addestramento alla tortura del SAVAK
(servizio segreto) Germania anni '50 tortura direttamente praticata dalla CIA Vietnam anni '60-'70 tortura direttamente praticata dalla CIA e dall'Esercito Bolivia 1967 CIA: supervisione e addestramento Uruguay anni '60-'70 CIA e Agenzia internazionale per lo sviluppo: addestramento Brasile anni '60 CIA e Agenzia internazionale per lo sviluppo: addestramento Guatemala anni '60-'90 CIA: addestramento e attrezzature El Salvador anni '80 CIA: addestramento e attrezzature Honduras anni '80 CIA ed Esercito: addestramento, attrezzature e 'operatività' Panama anni '90 tortura direttamente praticata dall'Esercito USA


Sovvertimento delle elezioni in paesi stranieri

Filippine anni '50 Libano anni '50 Indonesia 1955 Vietnam 1955 Guyana 1953-64 Giappone 1958-anni '70 Nepal 1959 Laos 1960 Brasile 1962 Repubblica Dominicana 1962 Guatemala 1963 Bolivia 1966 Cile 1964 Portogallo 1975 Australia 1974 Giamaica 1976 Panama 1984, 1989 Nicaragua 1984, 1990 Haiti 1987-88 Bulgaria 1990-91 Albania 1991-92 Russia 1996 Mongolia 1996 Bosnia 1998


Ingerenze in paesi stranieri

Cina 1949-51 addestramento, logistica, organizzazione, reclutamento a sostegno dei nazionalisti di Chaing Kai-Shek nella guerra civile contro Mao
Francia 1947-50 ostacolata la presenza politica e sindacale dei comunisti tramite finanziamenti, consulenze, addestramento ai socialisti e ai sindacati non comunisti e ricorrendo ad operazioni segrete dirette e tramite gli indipendentisti corsi
Isole Marshal 1946-1958 trasferita la popolazione per consentire i numerosissimi test di bombe nucleari
Italia dal 1947 finanziamento della Democrazia Cristiana e organizzazione dell'apparato politico e propagandistico per influenzare l'elettorato
Grecia 1947-9 intervento decisivo nella guerra civile a favore dei neofascisti e organizzazione dell'agenzia per la sicurezza interna, KYP
Filippine 1945-53 combattimento diretto contro le forze di sinistra Huk e pilotaggio delle elezioni fino alla dittatura di Ferdinando Marcos
Corea 1945-53 soppressione delle organizzazioni popolari precedentemente alleate e sostegno alle forze conservatrici precedentemente collaborazioniste con i giapponesi
Albania 1949-53 tentativo di organizzare il rovesciamento del governo comunista
Europa Occidentale anni '50-'70 costituzione dell'organizzazione segreta Stay Behind, finanziamento da parte della CIA tramite fondazioni e istituzioni a favore di partiti, riviste, agenzie di stampa, sindacati, gruppi studenteschi, associazioni di giuristi e avvocati
Iran 1953 rovesciamento di Mossadeq
Guatemala dal 1953 rovesciamento del governo, istituzione e protezione di un governo filo Usa responsabile di 200 mila vittime
Costarica 1955, 1970 tentativi di rovesciare Figueres
Medioriente 1956-8 tentativi di rovesciamento del governo siriano, pressioni sui governi di Libano e Giordania, sbarco di 14 mila soldati in Libano, cospirazione per rovesciare Nasser
Indonesia 1957-8 tentativi di rovesciare Sukarno
Haiti 1959 uso di forze armate USA per fermare la rivolta contro il dittatore Duvalier
Guyana 1953-64 rovesciamento di Jagan
Iraq 1958-63 organizzazione del colpo di stato contro Kassem
Cambogia 1955-73 assassini politici, organizzazione del rovesciamento di Sihanouk, sostegno a Pol Pot e ai khmer rossi
Laos 1957-73 organizzazione di colpi di stato nel 1958, 59 e 60; costituzione della milizia clandestina
Thailandia 1965-73 invio di consiglieri militari per il mantenimento della dittatura e per la repressione della popolazione civile e della guerriglia; finanziamento, armamento e addestramento della polizia e dell'esercito
Ecuador 1960-63 estromissione del leader Josè Velasco
Congo/Zaire 1960-65 e 77-78 estromissione ed assassinio del premier Patrice Lumumba; sostegno all'insediamento e al mantenimento della dittatura Mobutu
Francia Algeria anni '60 appoggio all'insurrezione dell'OAS, per impedire che De Gaulle concedesse l'indipendenza all'Algeria; tentativo poi abortito della CIA di assassinare De Gaulle
Brasile 1961-64 approvazione e supporto del colpo di stato contro Joao Goulart; sostegno della dittatura militare
Perù 1965 eliminazione di formazioni di guerriglieri ad opera dell'esercito americano
Repubblica Domenicana 1963-65 sostegno al rovesciamento del governo Bosch e invio di 23 mila soldati per sedare la rivolta contro i golpisti
Cuba dal 1959 quarant'anni di attacchi terroristici, attentati dinamitardi, invasioni militari sanzioni, embargo, isolamento ed assassini
Indonesia 1965 sostegno all'insediamento della dittatura Suharto e consegna ai militari indonesiani della lista di 5000 nomi di comunisti da eliminare
Ghana 1966 colpo di stato appoggiato dalla Cia per rovesciare Nkrumah
Uruguay 1969-72 addestramento e organizzazione della repressione contro i Tupamaros
Cile 1964-73 sabotaggio della campagna elettorale di Allende nel 1964, destabilizzazione del governo Allende dal 1970 e sostegno al colpo di stato e alla dittatura Pinochet
Grecia 1967-74 attiva collaborazione della CIA e delle forze armate USA al colpo di stato
Sudafrica anni '70-'80 intensa collaborazione della CIA con i servizi segreti per la repressione dell'African National Congress e per la cattura di Mandela; violazione dell'embargo sulle armi verso il Sudafrica disposto dall'ONU
Bolivia 1964-75 aiuto della CIA e del Pentagono nel rovesciamento del governo Paz; conduzione da parte della CIA dell'operazione di eliminazione di Che Guevara
Australia 1972-75 USA e Inghilterra riescono a far allontanare dal governo il premier laburista Whitlam
Iraq 1972-75 Gli USA dispongono ingenti aiuti militari agli oppositori Kurdi per indebolire l'Iraq coinvolto nella guerra con l'Iran, tranne ritirare loro ogni aiuto nel momento in cui gli USA approvarono il riavvicinamento Iran-Iraq
Portogallo 1974-6 destabilizzazione del governo nato dalla rivoluzione dei garofani e intimidazione della popolazione fino al successo dei candidati appoggiati e finanziati dalla CIA
Timor Est 1975-99 sostegno del governo degli USA all'invasione da parte dell'Indonesia e del successivo genocidio attuato nei confronti della popolazione
Angola anni '60-'80 Il governo USA entra in sostegno di una delle parti in causa nella guerra civile, inducendo l'URSS a sostenere l'altra parte; la guerra provocherà più di 500 mila morti
Giamaica 1976 tentativo di impedire la rielezione di Manley
Honduras anni '80 invio di migliaia di soldati per sostenere le operazioni antiguerriglia in Salvador e Guatemala e per servire come centro di addestramento e rifornimento per i contras del Nicaragua; stretto controllo sulla politica interna honduregna da parte dei diplomatici americani
Nicaragua 1978-90 sostegno attivo alla guerriglia dei contras, oppositori del neogoverno sandinista; interferenza massiccia nelle elezioni del 1980 che videro la sconfitta dei sandinisti
Filippine anni '70-'90 finanziamenti e sostegno alla stabilizzazione del governo responsabile di repressioni, miseria e torture
Seychelles 1979-81 coinvolgimento della CIA in un tentativo di invasione
Yemen del Sud 1979-84 sostegno aiuti e addestramento alle forze paramilitari che miravano a far cadere il governo
Corea del Sud 1980 attivo sostegno al governo di Chun responsabile della repressione della contestazione studentesca, sfociata nell'uccisione di duemila persone
Grenada 1979-83 destabilizzazione e invasione dell'isola per il rovesciamento di Maurice Bishop
Suriname 1982-84 organizzazione di un invasione poi abortita da parte della CIA
Libia 1981-89 abbattimento di due aerei libici nello spazio aereo libico, bombardamento della residenza di Gheddafi, tentativi di assassinio del leader, sanzioni economiche
Isole Figi 1987 organizzazione del colpo di stato Rabuka contro il governo Bavrada
Panama 1989 invasione di Panama con centinaia di civili uccisi e migliaia di feriti ufficialmente per catturare l'ex alleato, il dittatore Noriega, in realtà per intimidire il Nicaragua alla vigilia delle elezioni
Afghanistan 1979-92 massiccio sostegno ai Talebani opposti al governo laico filosovietico
El Salvador 1980-92 coinvolgimento effettivo di truppe americane nei combattimenti della guerra civile, finanziamenti per 6 mld di dollari alle forze filo regime
Haiti 1987-94 sostegno alla dittatura Duvalier e condizionamento del governo Aristide
Bulgaria 1990-91 finanziamento per 1,5 mld di dollari al partito di opposizione; organizzazione da parte dell'organizzazione USA NED di sommosse popolari per rovesciare il risultato delle elezioni fino alle dimissioni del governo
Albania 1991-2 organizzazione da parte del NED del rovesciamento del risultato delle elezioni fino alle dimissioni del governo
Somalia 1993 intervento diretto delle truppe americane contro il 'signore della guerra' Aidid, volto in realtà a ripristinare il controllo delle compagnie americane sui campi petroliferi
Jugoslavia 1999 bombardamenti sulla Serbia per consentire la secessione del Kosovo dalla Federazione Jugoslava
Iraq 1991-2002 bombardamenti per 40 giorni e notti sull'iraq pari a 80.000 tonnellate di esplosivo, tra cui molti con uranio impoverito; un milione di bambini morti in dieci anni a causa delle sanzioni economiche e della distruzione delle infrastrutture; continuano le 'missioni' da parte di USA e Gran Bretagna, in attesa dell'attacco finale
Perù 1990-2000 sostegno tramite consulenza e addestramento militare, fornitura di armamenti e finanziamenti al governo repressivo Fujimori, responsabile di violazione dei diritti umani e uso della tortura
Messico 1994-1998 addestramento finanziamento e approvvigionamento di armi alle forze paramilitari e ai servizi segreti opposti agli zapatisti
Colombia 2002 terzo paese destinatario di aiuti militari americani, centinaia di militari USA presenti nel paese, invio di armi, coordinamento e addestramento dell'esercito e delle forze paramilitari opposte alle FARC, sostegno al governo responsabile di violazione dei diritti umani e di tortura


Risoluzioni ONU bloccate dal solo voto USA

(o assieme a uno o due stati nel solo decennio 1978-87)

1978
33/75 validità delle decisioni ONU
33/110 palestinesi e territori occupati
33/113C palestinesi e territori occupati
33/136 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo

1979
33/183M contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
33/196 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
34/46 promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali
34/52E palestinesi e territori occupati
34/83J negoziati sul disarmo nucleare
34/90A palestinesi e territori occupati
34/93D contro l'apartheid e la repressione del Sudafrica
34/93I contro l'apartheid e la repressione del Sudafrica
34/100 contro ingerenza nella politica interna o estera di altri Stati
34/113 palestinesi e territori occupati
34/133 palestinesi e territori occupati
34/136 palestinesi e territori occupati
34/158 condizione delle donne
34/160 palestinesi e territori occupati
34/199 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo

1980
35/13E palestinesi e territori occupati
35/57 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
35/75 palestinesi e territori occupati
35/119 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
35/122C palestinesi e territori occupati
35/136 condizione delle donne
35/145A negoziati sul disarmo nucleare
35/154 negoziati sul disarmo nucleare
35/169C palestinesi e territori occupati
35/174 affermazione che "lo sviluppo delle nazioni e degli individui rappresenta un diritto dell'intera umanità
35/206J contro l'apartheid e la repressione del Sudafrica

1981
36/12 contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
36/13 contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
36/15 palestinesi e territori occupati
36/18 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
36/19 affermazione del diritto di ciascuno stato a scegliere il proprio sistema economico e sociale in accordo con la volontà della popolazione senza interferenze esterne di qualsiasi genere
36/27 palestinesi e territori occupati
36/68 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
36/73 palestinesi e territori occupati
36/84 negoziati sul disarmo nucleare
36/87B negoziati sul disarmo nucleare
36/92J negoziati sul disarmo nucleare
36/96B proibizione delle armi chimiche e batteriologiche
36/98 negoziati sul disarmo nucleare
39/120A palestinesi e territori occupati
36/120B palestinesi e territori occupati
36/120E palestinesi e territori occupati
36/133 dichiarazione secondo cui l'educazione, il lavoro, la salute, un'alimentazione adeguata, lo sviluppo nazionale sono diritti di tutta l'umanità
36/146A palestinesi e territori occupati
36/146B palestinesi e territori occupati
36/146C palestinesi e territori occupati
36/146G palestinesi e territori occupati
36/147C palestinesi e territori occupati
36/147F richiesta di un nuovo assetto mondiale più corretto dell'informazione e della comunicazione
36/149B palestinesi e territori occupati
36/150 palestinesi e territori occupati
36/172C contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
36/172H contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
36/172 contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
36/172N contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
36/172O contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
36/173 palestinesi e territori occupati
36/226B palestinesi e territori occupati
36/243B bilancio dell'ONU

1982
37/7 Carta mondiale per la tutela dell'ambiente
37/11 regole di successione in merito alle proprietà di stato
37/47 contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
37/69E contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
37/69G contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
37/69H contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
37/73 negoziati sul disarmo nucleare
37/78A negoziati sul disarmo nucleare
37/83 negoziati sul disarmo nucleare
37/94B richiesta di un nuovo assetto mondiale più corretto dell'informazione e della comunicazione
37/98A proibizione delle armi chimiche e batteriologiche
37/103 norme e principi di diritto internazionale
37/131 bilancio ONU
37/137 norme di protezione contro prodotti dannosi alla salute e all'ambiente
37/199 dichiarazione secondo cui l'educazione, il lavoro, la salute, un'alimentazione adeguata, lo sviluppo nazionale sono diritti di tutta l'umanità
37/204 revisione della Carta dei diritti economici e dei doveri degli stati
37/237 conferenza economica sull'Africa
37/251 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
37/252 revisione delle relazioni economiche internazionali

1983
38/19 contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
38/25 affermazione del diritto di ciascuno stato a scegliere il proprio sistema economico e sociale in accordo con la volontà della popolazione senza interferenze esterne di qualsiasi genere
38/39E contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
38/39I contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
38/39K contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
38/70 negoziati sul disarmo nucleare
38/124 dichiarazione secondo cui l'educazione, il lavoro, la salute, un'alimentazione adeguata, lo sviluppo nazionale sono diritti di tutta l'umanità
38/128 norme e principi di diritto internazionale
38/150 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
38/182 negoziati sul disarmo nucleare
38/183M negoziati sul disarmo nucleare
38/187A proibizione delle armi chimiche e batteriologiche
38/188G negoziati sul disarmo nucleare
38/188H negoziati sul disarmo nucleare
38/202 rafforzamento della capacità di protezione civile da parte dell'ONU

1984
39/9 cooperazione tra ONU e Lega dei paesi arabi
39/14 palestinesi e territori occupati
39/21 rapporto del Comitato sull'eliminazione delle discriminazioni razziali
39/411 diritto all'indipendenza di Sant'Elena
39/42 contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
39/49A palestinesi e territori occupati
39/49D palestinesi e territori occupati
39/62 negoziati sul disarmo nucleare
39/65B proibizione delle armi chimiche e batteriologiche
39/72G contro l'apartheid e la repressione in Sudafrica
39/73 legislazione sui mari
39/95A palestinesi e territori occupati
39/95H palestinesi e territori occupati
39/147 palestinesi e territori occupati
39/148N negoziati sul disarmo nucleare
39/151F negoziati sul disarmo nucleare
39/161B aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
39/224 palestinesi e territori occupati
39/232 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
39/233 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
39/243 inchiesta sulla Commissione economica per l'Asia occidentale

1985
40/114 affermazione dell'inseparabilità e interdipendenza dei diritti economici, sociali, culturali, civili e politici
40/124 provvedimenti per favorire i diritti umani e le libertà fondamentali
40/148 misure contro i gruppi nazisti, fascisti e neofascisti
40/445 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo

1986
41/11 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
41/68A richiesta di un nuovo assetto mondiale più corretto dell'informazione e della comunicazione
41/90 negoziati sul disarmo nucleare
41/91 negoziati sul disarmo nucleare
41/92 negoziati sul disarmo nucleare
41/128 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
41/151 misure per migliorare le condizioni e assicurare i diritti umani e la dignità ai lavoratori migranti
41/450 norme di protezione contro prodotti dannosi alla salute e all'ambiente

1987
42/5 cooperazione tra ONU e Lega dei paesi arabi
42/18 richiesta di sottoporre alla Corte internazionale di giustizia le attività militari e paramilitari in Nicaragua
42/69J palestinesi e territori occupati
42/101 Convenzione sui diritti dell'infanzia
42/159 Misure di prevenzione del terrorismo internazionale
42/162B aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
42/176 fine dell'embargo contro il Nicaragua
42/198 aiuti e diritti dei paesi in via di sviluppo
42/441 conferenza sul commercio e lo sviluppo

di Redazione

Salta l'estradizione dagli Stati Uniti del boss Rosario Gambino


Come già accaduto in passato, è saltata ancora una volta l'estradizione in Italia del boss mafioso Rosario Gambino. L'arrivo dagli Usa era previsto per questa mattina a Roma Fiumicino, ma all'ultimo momento il trasferimento del boss è stato rinviato. Lo si è appreso da fonti di polizia.
Gambino è coinvolto nello storico processo "Pizza Connection" sul traffico internazionale di stupefacenti. Già condannato in Italia, Gambino ha ottenuto, su istanza dei difensori, il processo di revisione. Nei suoi riguardi è stato emesso nel 1980 un mandato di cattura da parte del giudice Giovanni Falcone. Il provvedimento è oggetto in questi giorni di nuovo esame da parte del Tribunale del riesame di Palermo, dopo l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione dell'ordinanza che ne dichiarava il persistere dell'efficacia.

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