lunedì 27 aprile 2009

Le candidate del PdL alle europee, finalmente facce nuove!

Angela Sozio - concorrente del Grande Fratello


Eleonora Gaggioli - attrice presentatrice ospite Tv



Barbara Matera- presentatrice Tv



Camilla Ferranti tronista di uomini&donne
 di Onoff - Nuovediscussioni

Tigri Tamil vicine alla sconfitta


I ribelli srilankesi delle Tigri Tamil hanno proclamato oggi un cessate-il-fuoco unilaterale, mentre l'esercito li circonda ormai in un'area molto ristretta dove sono intrappolati anche migliaia di civili. Lo hanno annunciato i separatisti. Ma il governo ha risposto no alla tregua, e il segretario alla Difesa srilankese ha liquidato l'annuncio come uno "scherzo", affermando che i ribelli si devono arrendere."Di fronte a una crisi umanitaria senza precedenti e in risposta agli appelli lanciati da Onu, Ue e dai governi dell'India e di altri (paesi), Le Tigri di Liberazione del Tamil Eelam (Ltte) hanno annunciato un cessate il fuoco unilaterale", dice un comunicato dello stesso Ltte."E' uno scherzo. Non stanno combattendo contro di noi, stanno scappando da noi - ha detto a Reuters il segretario alla Difesa dello Sri Lanka, Gotabya Rajapaksa, in un'intervista telefonica - Non c'è bisogno di un cessate-il-fuoco. Si devono arrendere. E così". 



leri i ministri degli Esteri del G8 avevano lanciato un appello a favore delle migliaia di civili intrappolati nella guerra civile nell'isola e avevano condannato con forza l'uso da parte dei ribelli delle Tigri Tamil di "scudi umani". Mentre aumenta la pressione diplomatica sull'escalation della guerra civile che dura da 25 anni e migliaia di profughi, impossibilitati a fuggire, si sono ammassati nel nord del Paese, teatro dei combattimenti, i ministri degli Esteri del G8 hanno invitato a porre fine al conflitto e dato il proprio sostegno all'invio dell'assistenza umanitaria delle Nazioni Unite. La pressione diplomatica si è accentuata nei giorni scorsi con il Consiglio di Sicurezza Onu, gli Usa, l'India e altri stati che hanno chiesto alle autorità srilankesi di fermare l'offensiva e alle Tigri Tamil di arrendersi per evitare perdite di civili. "Condannando con forza l'uso di civili come scudi umani dall'Ltte (il fronte di liberazione del Tamil Elaam), l'uccisione di civili e il terrorismo in tutte le sue manifestazioni, chiamiamo tutte le parti a prendere tutte le azioni necessarie per evitare ulteriori perdite civili", dice la dichiarazione del G8, diffusa ieri dall'Italia, che ne ha la presidenza di turno. L'Onu dice che almeno 6.500 persone potrebbero essere state uccise nei combattimenti negli ultimi tre mesi, mentre l'esercito dello Sri Lanka sta cercando di condurre l'offensiva finale contro le Tigri Tamil, che combattono dagli anni 70 per la creazione di uno stato indipendente della minoranza Tamil. Entrambe le parti si accusano reciprocamente di sparare sui civili, negando di esserne responsabili. 

Fonte: Reuters

Link: http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE53P04220090426

L'Iraq e i sei anni dell'Apocalisse


Cari amici, sono orgogliosa di essere una scienziata e una ricercatrice. Ho costruito la mia carriera su teorie e numeri. Come docente insegno ai miei studenti che tutto si basa sulla scienza, tutto ha una ragione. Perciò mi sento sempre frustrata quando mi ritrovo soverchiata dai sentimenti su alcuni argomenti specifici.
Uno di questi argomenti è l'occupazione del mio paese, l'Iraq. Su questa materia trovo che non riesco a essere spassionata. Non riesco a essere la ricercatrice e l'osservatrice e discutere senza sentimento o emozione, come ci si aspetta da me a volte. Mi trovo a fare ricerca sui danni causati dalla guerra e dall'occupazione, e la mia mente freme di rabbia, i miei occhi bruciano di lacrime disperate per la situazione del mio paese.
Sei anni sono passati dall'attacco e il dolore è fresco e tagliente come lo era nel Marzo del 2003. Quest'anno ho deciso di guardare la cosa da scienziata. Non attacchero la questione con l'emozione. Lascerò che i numeri parlino da soli. Quest'anno mi rilasserò e farò la parte dell'analista, della ricercatrice, su questo argomento che è il più vicino al mio cuore. 



Sei anni di occupazione

- 72 mesi di distruzione.

- $607 miliardi spesi per la guerra.

- 2 milioni di barili di petrolio venduti ogni giorno. 

- 2 milioni di iracheni profughi all'interno del paese.

- 3 milioni di iracheni costretti a lasciare il paese. 

- 2615 professori, scienziati e dottori uccisi a sangue freddo.

- 338 giornalisti uccisi.

- $13 miliardi sprecati dall'attuale governo iracheno.

- $400 miliardi necessari per ricostruire le infrastrutture irachene.

- 3 ore di elettricità in media al giorno.

- 24 autobombe al mese.

- 7 grandi organizzazioni mafiose che gestiscono il paese.

- 4260 americani morti.

- 10000 casi di colera ogni anno.

- 50 amici miei uccisi.

- 22 miei parenti uccisi.

- 15 rapimenti di parenti stretti e di persone che conosco e amo.

- Almeno 1.3 milioni di iracheni morti dall'inizio del 2003.

Sei anni di occupazione e in qualche modo i numeri non migliorano. Anno dopo triste anno il numero dei morti e dei profughi cresce mentre continuiamo a raccogliere i frutti dell'occupazione americana del nostro paese.

Perciò i numeri parlano da soli. Sei. Sei mesi è ciò che è servito a gran parte degli iracheni per capire che nulla di buono poteva venire da questa guerra e occupazione. Sei anni è quanto è servito al resto del mondo. Sei anni, sei milioni di iracheni profughi dentro e fuori l'Iraq, ben più di un milione di iracheni morti o morenti all'interno del paese.

Come scienziata, come ricercatrice, è un disastro che non sarà mai documentato a sufficienza con numeri e parole. Come ricercatrice, i numeri sono così pazzeschi che ritorniamo sui nostri passi e li ricalcoliamo per assicurarci che siano veri. Come irachena, è qualcosa che fa ribollire di rabbia. I numeri e le statistiche mi riempiono di rabbia e vergogna che fanno palpitare il mio cuore e ribollire il mio sangue. E' una rabbia verso tutti coloro che sono silenziosi e incuranti, e vergogna per il poco che tutti stiamo facendo.

Souad N. Al-Azzawi
Professore Associato,
Baghdad, Iraq
26 Marzo 2009

La Dr.ssa Souad Naji Al-Azzawi è ex vice-presidente della Mamoun University of Scientific Affaires; ex professore di ingegneria ambientale alla Baghdad Univ., vincitrice nel 2003 del Nuclear-Free Future Award per il suo lavoro sulla contaminazione ambientale dopo la Guerra del Golfo in Iraq. Ha pubblicato 50 articoli sulla gestione di rifiuti pericolosi e sulla contaminazione radiologica causata in Iraq dalle armi all'uranio impoverito.Essenziali studi e articoli della Dr.ssa Souad Naji Al-Azzawi pubblicati dal BRussells Tribunal:

Depleted Uranium Radioactive Contamination In Iraq [PDF]- (“Contaminazione radioattiva da uranio impoverito in Iraq”, Agosto 2006).

Deterioration of Iraqi Women's Rights and Living Conditions Under Occupation [PDF] - (“Deterioramento dei diritti delle donne irachene e delle loro condizioni di vita sotto l'occupazione”, 19 Dic. 2007).

Crimes of the Century: Occupation & Contaminating Iraq with Depleted Uranium [PDF] - (“Crimini del secolo: occupare e contaminare l'Iraq con l'uranio impoverito”, 15 Giugno 2008). 

Titolo originale: "Let the Numbers Speak"

Fonte: http://www.brusselstribunal.org/

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori