venerdì 17 aprile 2009

F35: l'Italia ha acquistato un bidone clamoroso!!!


A partire dalla metà degli anni 70, grazie a un solido sistema economico-industriale, allora in costante espansione, gli USA hanno messo in campo un apparato aereo, aereonavale, sottomarino e missilistico integrato dallo sviluppo di sofisticati sistemi d'arma, avanti di tre generazioni rispetto all'URSS, ad eccezione del nucleare strategico basato a terra.  Altrettanto sbilanciato nei livelli di produzione, di tecnologia applicata e di efficienza militare il rapporto di forze tra la Nato e il Patto di Varsavia.

Washington in quegli anni superava Mosca anche nel numero dei vettori di lancio, nel numero delle testate atomiche e nella capacità e precisione di farli arrivare a bersaglio (Cep). Il che assicurava agli Stati Uniti un vantaggio fondamentale sull’URSS nella deterrenza tattica e strategica  nucleare e convenzionale.

Le sole esportazioni militari hanno consentito agli USA dal 1948 al 1989 di attivare un‘influenza politica senza precedenti a livello planetario.

La Mc Donnel di Saint Louis, nel Missouri, una delle dieci industrie aerospaziali USA, al momento della fusione con la Douglas nel ’67 aveva 140.000 ingegneri, tecnici e lavoratori ad altissima specializzazione continuativamente impegnati sulle catene di produzione da cui uscivano nel 1974 jet da combattimento come gli F 15 .

Un cacciabombardiere che è ancora in linea nelle aviazioni di USA, Israele, Corea del Sud, Giappone e Arabia Saudita e ci rimarrà  ancora almeno fino al 2015, grazie a cellule, avionica di base e motori rimasti di assoluta eccellenza  anche agli anni 80,  fino alla messa in linea del russo SU 27 Flanker con una produzione però numericamente insufficiente a determinare un completo riequilibrio militare nel tempo di una manciata di anni tra le due superpotenze e i loro alleati in più aree regionali, Medio Oriente compreso, con un sostanziale trend verso la parità a partire dal 2000 con la Presidenza della Russia ormai  saldamente nelle mani di Vladimir Putin.  

Nel 2009 le sole grandi industrie aeronautiche superstiti sono la Boeing e la Lockheed Martin, la  Grumman, vive stentatamente con le sole commesse del Pentagono e tutto il comparto non supera le 220.000 unità lavorative compreso l’indotto. 

Le due Società si trovano per di più in stato prefallimentare, anche se è prevedibile che saranno destinatarie di ingenti stanziamenti del Tesoro per evitarne la bancarotta.  

La Boeing, anche nel settore dell’aviazione civile, è ormai dietro al Consorzio Airbus.  Anche se si evita accuratamente di parlarne, l'A 380 con una capacità di trasporto di 750 passeggeri uscito dagli stabilimenti di Tolosa, ha finito per mettere letteralmente in ginocchio la Società di Seattle.   

Per arrivare alla cessione della Russia alla Siria dei primi 24 Su 27 Flanker e degli R 27 e 73 bisognerà aspettare il 2003 per un sostanziale adeguamento, in termini di prestazioni dei sistemi missilistici aria-aria in dotazione ai 115 F 15 di “Israele”, i primi 40 consegnati nel 1976 gli ultimi 25 nel 1999.

La Mc Donnell Douglas chiuderà definitivamente i battenti per bancarotta nel 1997 licenziando in tronco 110.000 dipendenti, lasciando aperta una sola linea di produzione a “termine“ su ordine dell’Amministrazione Clinton per l’ulteriore rafforzamento della prima linea di attacco della Heyl Ha’Avir (l’aeronautica militare israeliana). 

Circostanza che si verificherà anche per altri 110 cacciabombardieri F 16 nella versione I (Sufa) con Bush alla Casa Bianca  a ordini internazionali esauriti e a catene di montaggio dichiarate chiuse.

Israele utilizzerà gli F 15, insieme agli F 16, nel Luglio Agosto 2006 per l’aggressione al Libano e nel Dicembre 2008 Gennaio 2009 a Gaza.

Per capire la sorprendente rapidità del declino economico-militare USA come effetto secondario dell'ingresso di Cina, Russia, India e America Latina sulla scena mondiale,  può essere utile mettere sotto la lente di ingrandimento quello che potremmo definire  uno dei fallimenti di portata storica per l’aeronautica militare a  stelle e strisce: lo “stealth” .  

Faccenda che ci riguarda molto da vicino perché l’F 35 della Lockheed Martin è un costosissimo bidone “invisibile” che gli USA si apprestano a rifilare all’Italia con la complicità, dalla XIII alla XVI legislatura, dei “rappresentanti” di Palazzo Madama e Montecitorio, di “maggioranza” e “opposizione”, con esecutivi di “sinistra” e di “destra”, dei CSD, delle Presidenze di Regione, delle banche, delle industrie private e pubbliche e, buon ultimi, i CSM di Aviazione, Esercito e Marina, dal 1995 al 2008. Personaggi “eccellenti” di cui abbiamo fatto, in più occasioni su “Rinascita”, nome e cognome e seguìto in dettaglio gli spostamenti per “affari” a Washington.   

Entro il 16 Aprile le Commissioni Difesa di Camera e Senato dovranno esprimersi (risate d’obbligo e vedremo qualche riga più avanti il perché*) sull’Atto presentato dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa che prevede l’acquisto di 131 cacciabombardieri F 35 Lightning II nell’arco dei prossimi 18 anni (!)*.

*Purtroppo il contratto è stato firmato(Onoff). 

La spesa complessiva per Palazzo Baracchini andrà oltre i 13 miliardi di euro. Un dato elaborato da chissà chi e che a naso appare del tutto inattendibile, per difetto, anche alla luce del  “profondo rosso”  che investe l'economia planetaria e la volatilità di borse e valute, salvo - ma questo lo diciamo noi - un incremento finale, prevedibile, dei costi di produzione maggiorati nell’ordine di un  40-50 % ad F 35 prodotto nell'arco dei primi 5 anni a partire dal 2012.  

La Lockheed Martin ha comunicato che nel  mese di  Marzo 2009 la produzione è di un F 35 al mese. Dimostrazione di una crescente sofferenza finanziaria, bancaria  e industriale del sistema USA e del settore di punta della sua economia.

Si sussurra già da tempo ad Alenia e a Finmeccanica che gli aumenti di costo del progetto JSF saranno finalizzati a coprire la cessione “gratuita” ad Israele dei primi 75 F 35 A e B . 

I sei Paesi, tra cui l'Italia, che attualmente partecipano al Consorzio in qualità di Aderenti di II° e III° Livello, riceveranno degli F 35 con capacità “degradate” di navigazione e di acquisizione bersagli.

Usa, Inghilterra e Canada disporranno invece di un avionica al  top delle specifiche di progetto e di contratto.   

Sorvoleremo sui costi di progetto e di fattibilità e sulle tranche già versate per un corrispettivo di oltre 1,8 miliardi di euro come partner di II° livello dal 1995 al 2007, prima, durante e dopo la Presidenza del Consiglio affidata all' On. D’Alema*.

Un “impegno”* che sarà poi venerato come un totem dagli Esecutivi Prodi e Berlusconi. 

Velivoli d’attacco “invisibili”, dunque, gli F 35?  

Molto più realisticamente gli esperti indipendenti li definiscono “a scarsa  risposta radar”, che è cosa molto, ma molto diversa. Il testo stesso dell’Atto presentato dal Governo alla 4a Commissione di Camera e Senato parla di “bassa visibilità”.

Si gioca sulle parole come Amato e Mammì a “Report”, si conta sulle sfumature semantiche, sulle accondiscendenze e sulle complicità dei Componenti delle Commissioni Difesa per dare il via libera con  Camera e Senato ad “affari” miliardari che vanno contro gli interessi economici, politici e militari, presenti e futuri del nostro Paese, manovrando  nelle Coalizioni di Partito le candidature di qualche peones da destinare a Presidente di Commissione.  

Cacciabombardieri, gli F 35, che dovrebbero rimanere operativi almeno fino al 2050, quando non ci saranno più gli USA (e ci auguriamo anche l’Unione Europea di Solana, Barroso e Topolanek) almeno per come li conosciamo fino al 3° quadrimestre del 2008 .

Rampini e Pirani su “Repubblica” fanno spesso il quadro di un America che va via via dissolvendosi, con perdite di occupazione stratosferiche in tutti i settori, dall’agricoltura ai servizi, che si attestano tra 700.000 e le 900.000 unità al mese.   

Definito aereo di 5a generazione, ad altissimo contenuto tecnologico, in realtà l’F 35 nasce già  obsoleto, out.


Lo vedono radar datatissimi e lo “sente” e lo triangola alla perfezione da terra, ad 800 km di distanza, il Kolchuga. Un apparato ESM, di scarsissimo ingombro, ad alta mobilità sul terreno, da 25 milioni di dollari, messo in piedi da ricercatori del bacino del Donetz, in Ucraina, durante la Presidenza Kuchma. Il Kolchuga della Topaz con i suoi algoritmi ha reso estremamente vulnerabile in un solo colpo tutta la forza d'attacco degli USA . Per attivare una ristrutturazione dell'Air Force, gli Stati Uniti sono precipitati in un pozzo senza fondo per centinaia di miliardi di dollari.

Su “Pagine di Difesa” si definisce l’F 35, per bene che gli vada, uno “scarronzone”, “una truffa”, una  “Fiat Panda”, “un tentativo subdolo” di affossare l’EFA 2000. Elemento di per sé significativo.

L’F 35 ha tre predecessori, nel profilo “stealth” enormemente costosi sia nella costruzione che nella manutenzione in ordine di uscita dalle linee di montaggio USA:  l’F 117, il B 2 e l’F 22.

L'F 117 si  è portato via 135 milioni, il B 2 1.350 milioni, l’F 22 250 milioni di dollari… ad esemplare. Sono stati i jet tossici della della US Air Force, la Lehman Brother’s del Pentagono.  

Dell’F 117 (Grumman) ne sono stati assemblati 59, 10 sono stati “dismessi” (rottamati) nel Dicembre 2006, 27 nei mesi seguenti, 11 gli esemplari perduti durante le prove di certificazione e in volo operativo (si sbriciolavano nei piani di coda) per l'uso nella costruzione di un’alta quantità di pellicole e materiali radar-assorbenti, 3 abbattuti nello spazio aereo della Serbia nel 1999, alla faccia dell’“invisibilità”, da  batterie di Sam 3 GOA e contraerea da 35 mm. 

Il numero restante (quanti, non si sa, per nascondere forse dati più agghiaccianti) è stato ricollocato sull’aereoporto di Toponah in Nevada per “prove di valutazione sui materiali compositi”. Il che dice tutto.

L’F 117 è lo “stealth” con il più breve servizio attivo nell’US Air Force. L’Italietta vuole ripetere l’esperienza della Us Air Force con l’F 35: un cacciabombardiere con prevalente capacità di attacco al suolo. Insomma, inquadrato nelle Forze NATO servirà per bombardare nuovi e vecchi “nemici” della NATO.  

Intanto a breve in Afghanistan arriveranno alla zitta altri 2 cacciabombardieri Tornado IDS, 2 elicotteri d'attacco Mangusta A 129, 1 quadriturbina C 130 J in appoggio ai C 27 J Spartan,  2 elicotteri da ricognizione tattica AB  212,  1  UAV Predator  e un’aliquota aggiuntiva di 320 militari italiani  (Ansa 24 Marzo). Un’escalation che non conosce soste né provoca rossori nella cosiddetta “classe dirigente” del Bel Paese.      

Il Typhoon 2000, invece, ha prevalenti capacità di “superiorità (di difesa) aerea”  ed è un “prodotto” EADS interamente europeo. Basta e avanza perché venga messo da parte per acquistare un… bel bidone di 5a generazione come l’F 35 made in USA. 

La Repubblica delle Banane di Napolitano & Soci, fatta di nani, ballerine, ruffiani e maniche di delinquenti, applaude.  

In Italia ci sono 113 basi militari americane ancora operative. Perchè?


Proviamo a fermare un tizio per strada, un interlocutore qualsiasi, e a domandargli perché in Italia ci sono 113 basi militari americane ancora operative, tutte sotto l'egida di una struttura militare difensiva  concepita ben 60 anni fa.

Un qualsiasi individuo di medio spessore culturale, di quelli appartenenti alla stragrande massa degli elettori che votano dalla destra tardo-populista, alle varie sinistre riformiste e riformate,  ti risponderà con accenni più o meno variabili così:

  • Ci hanno salvato dal Fascismo;
       
  • Ci hanno salvaguardato dal Comunismo;
       
  • Ci proteggono oggi dall'Islam;
       
  • La Nato è l'assicurazione sulla vita della nostra beneamata democrazia.

Il discorso sembra chiudersi qui, perché ci troviamo davanti ad un classico dogma di fede, come tanti altri , un postulato che non ammette dimostrazione. È così e basta.

Ma tu provi a questo punto ad  insistere e a generare nell'individuo qualche malsano dubbio.

Provi ad obbiettare per esempio che il Fascismo è finito dal 1945, che  il Comunismo è finito nel 1989, e che casomai dall'Islam saremmo in grado di difenderci da soli, se non addirittura di dialogarci; poi gli spieghi che non capisci perché la Nato è servita in certe circostanze non per difendere, ma  per aggredire: ad esempio un popolo europeo come quello Serbo (già dimenticati  i bombardamenti su Belgrado?); e se la Nato invece di avere un "mission" difensiva, fosse stata concepita con lo scopo di imperversare nell'area mediterranea come terra di conquista o, peggio ancora, considerare semplicemente l'Italia una sottocolonia strategica  da dominare con atti più o meno palesi; e quando non bastavano quelli palesi, negli anni, si è  intervenuto anche con ben altro?

E mentre il Tuo interlocutore perplesso cambia leggermente il colore nel viso, gli racconti che la Nato è stata un inganno, e se ne accorse perfino  lo stesso De Gaulle, che non era né fascista, né comunista, né islamico, ma un Capo di Stato con "C" maiuscola, uno che aveva percepito che il destino Europeo era slegato dal gioco occidentale, e/o bisognava ridare casomai alla parola “Occidente” il senso originario che aveva prima che ne iniziasse il tramonto. L'Europa delle Patrie di De Gaulle infatti non aveva bisogno della Nato. Tutt'altro.

Poi, mentre il Tuo amabile interlocutore, ormai terrorizzato, prova a sottrarsi alla tua nevrotica istigazione (gli stai infatti distruggendo tutte le certezze, una ad una, e stai generando in Lui uno stato di smarrimento infinito), gli spieghi che le basi Nato presenti in Italia vengono pagate con le tasse dei contribuenti italiani, cioè le paga Lui, finiscono sempre per incidere sul bilancio, mentre quei soldi li si potrebbe utilizzare altrimenti; e sono soldi che non servono alla fine neanche per dare prestigio e professionalità al nostro esercito; un esercito spesso  arruolato e sacrificato per semplici missioni da ascari compiacenti della globalizzazione, nelle guerre imperiali contro terzo mondo; gli racconti che il nostro esercito è stato da tanto tanto tempo privato di un proprio e personale spirito "imperiale", azzoppato nell'orgoglio, avvilito nel ruolo, un esercito reso innocuo, addomesticato, dopato.

E non che i nostri militari siano per spirito ed addestramento e/o strategica intelligenza al di sotto degli altri. Tutt'altro; basta vedere come si sanno muovere nelle aree di crisi, e come sanno proporre i processi di “peace-keeping” a differenza degli americani che si muovono di solito come elefanti nelle cristallerie.

Ma il tuo interlocutore di fronte a queste ultime battute è ormai sbiancato del tutto;e Tu gli dai il colpo di grazia e gli racconti che al Cermis i signori americani della Nato, giocando con i loro aeroplanini tecnologici, hanno tirato giù una funivia piena di gente innocente che, forse, dalle basi della Nato sono partiti i responsabili del strage di Ustica, e che gli alti comandi della Nato sono i probabili diretti responsabili della “strategia della tensione” in Italia (e non solo) dal 1965 e, infine, complici comunque della degenerazione della lotta politica degli anni 70.

A quel punto il tuo interlocutore, dalla paura passa alla rabbia, e ti addita come un nemico interno, quello che attenta alla vita di suo figlio, al suo futuro onesto di cittadino; tu sei un alternativo hippy fuori tempo massimo, un sostenitore di al-Qa’ida, un anarchico utopista magari un po' comunista, se non peggio un cripto-fascista.

Ma tu che sai dosare odio ed amore lo tranquillizzi, e gli provi poi a spiegare che la realtà è un tantinello più complessa di quella che hanno raccontato per 60 anni, e che racconteranno a suo figlio; forse le 113 basi Nato vengono in realtà utilizzate oggi come centri di occupazione territoriale, come fonti di pressione geopolitica, e non solo sul Vicino e il Medio Oriente, ma verso tutta l'area mediterranea; che quelle basi forse sono ancora lì non per liberarci o per difenderci da qualcuno o da qualcosa, ma per agire se qualcuno esce fuori dagli schemi di controllo rivendicando principi di sovranità, di identità e d’indipendenza. Eh già, quelle basi militari condizionano di fatto da 60 anni tutte le scelte economiche, politiche e culturali del nostro Paese.

A questo punto il Tuo interlocutore prende un cellulare per chiamare la Polizia, i Carabinieri ed infine un dottore psicologo per farTi analizzare come un marziano. Ma tu nuovamente lo dissuadi e lo ritranquillizzi abbassando il tono, cercando semplicemente di spiegare che, forse, la Nato oggi non serve più o, perlomeno, non è più “utile” così come è stata concepita, perché  per esempio è un ostacolo politico all’integrazione di una forza militare tutta e squisitamente europea. Una vera forza militare tutta "nostra" per eredità storico-geopolitica deve saper mediare con la nazione araba, soprattutto ora che le guerre americane hanno creato solo scompensi ed incomprensioni reciproche, e deve cercare soprattutto una perfetta integrazione con tutta l'Europa e la Russia; insomma cominci a proporre un modello alternativo di difesa militare che guardi ad altri spazi, e a quel naturale processo di integrazione continentale eurasiatica: il nostro naturale destino (e anche il naturale Nightmare per gli Usa!).

E mentre il Tuo interlocutore ti guarda ora anche incuriosito, gli cominci a far balenare il dubbio che Suo figlio, in realtà, potrebbe condividere un giorno non lontano, un destino comune con 400.000.000 milioni di persone, un blocco unico e compatto da Brest a Vladivostok, autosufficiente nelle risorse energetiche, autarchico sul piano economico, con una storia "tragica" alle spalle (due guerre europee), con una cultura tutto sommato lineare, e, diciamolo senza paura: soprattutto  con un sangue comune. Forse anche nel tuo interlocutore è cominciato a sorgere il dubbio che in realtà, dopo 60 anni, i nostri figli non abbiano più effettivamente bisogno della Nato ma di qualcos'altro ... E che forse è proprio la Nato  l'ostacolo a questo "qualcos'altro" che potrebbe nascere...

Chiudere la Nato e le sue basi d’occupazione territoriale favorirebbe sicuramente un rafforzamento progressivo degli eserciti nazionali all'interno della UE; un’integrazione perfetta e senza criticità geopolitica con tutta la Federazione Russa (la fine dei giochetti di sponda miranti alla destabilizzazione continentale con l'Ucraina e con la Georgia); un’integrazione perfetta non solo sul piano strategico-energetico (quello già sta avvenendo grazie a Putin), ma anche su quello strategico-militare; significherebbe guarda caso per gli Usa perdere il ruolo centrale, significherebbe la fine dell'egemonia della novella Cartagine d'oltreoceano e la rinascita di una "Romanitas" nell'Europa di Mezzo. Soprattutto ora che l'asse del mondo si sta  vertiginosamente spostando verso l'Estremo Oriente.

Perché, effettivamente, non serve una laurea per capire che un blocco politico, culturale e militare paneuropeo, legato al Nomos della Terra, ad un "Impero Interiore" mai morto (semplicemente esiliato), metterebbe in seria difficoltà le potenze del mare, metterebbe fuori gioco la loro falsa economia eterodiretta e globalizzata, non darebbe più valore alla loro moneta, azzererebbe di colpo la loro forza militare, farebbe riscoprire miracolosamente all'Europa la sua atavica forza: una forza ed una potenza dissuasiva che ridimensionerebbe l'unico  "principale nemico", un nemico "Nato" per fregarci... da 60 anni.

Emule si rafforza con Kademelia


La nuova versione di emule implementa anche l’uso della rete Kad (kademelia), ma cosa è e come si usa questa nuova rete? Fino a poco tempo fa il nostro muletto per fare il suo dovere aveva bisogno di una lista server sempre aggiornata e questa gli era assolutamente indispensabile al suo funzionamento. I server fra le altre cose detengono le liste dei file scaricabili quindi assolutamente necessari per le ricerche da parte degli utenti. Come sappiamo le autorita’ di vari paesi si sono sempre battuti contro questi software e spesso sono riusciti a far chiudere i server diminuendo le potenzialita’ della rete di scambio. Oltre a questo poi c’è da aggiungere la continua intromissione di falsi server detti fake server che vengono utilizzati per attaccare i nostri pc o per rubare le informazioni su cosa condividiamo. Ecco quindi che nasce la rete Kad che non utilizza più i server, ma mette in contatto gli utenti fra loro eliminando i problemi appena detti. Di contro avremo un allungamento dei tempi di ricerca, ma non troppo evidente. Resta da capire come utilizzare la rete Kad con il nostro mulo, vediamo. Innanzitutto è necessari scaricare ed installare l’ultima versione da qui una volta avviato emule in alto avrete il pulsante Kad, cliccandoci si aprirà una nuova finestra e sulla destra dovrete cliccare su connetti.  Vi appariranno dei “pallini gialli” (vedi figura) sono i nodi della rete Kad. Ora quando effettuerete una ricerca potrete scegliere se cercare nella sola rete Kad o fare una ricerca globale.


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