venerdì 10 aprile 2009

Terremoto:aiuti alle imprese: 800 euro a negozianti e artigiani. Mini-stipendio alle famiglie


Ottocento euro al mese di indennità - in pratica il debutto di quella cassa integrazione «in deroga» prevista dal decreto anti-crisi - per commercianti, artigiani, agricoltori e lavoratori precari rimasti senza lavoro. Un contributo di 400 euro mensili (che sale a 500 in caso di disabili e over 65) per le famiglie sfollate che trovano da sole una nuovo alloggio. E poi il blocco totale di tutte le scadenze (tasse, contributi, bollette, mutui) comprese quelle giudiziarie. Il governo prende tempo sul «decreto Abruzzo» su ricostruzione e lotta allo sciacallaggio, rinviando le scelte pesanti a dopo Pasqua, ma intanto vara una nuova ordinanza per far fronte all’emergenza. Il perché è presto detto. «Stiamo facendo un inventario dei danni ma siamo all’inizio, al momento non c’è nessuna possibilità di stimare quanto sarà necessario alla ricostruzione - ha spiegato ieri in conferenza stampa Silvio Berlusconi -. Di certo saranno necessari diversi miliardi di euro». E tempo, tanto tempo, servirà per ricostruire il centro e gli edifici storici di L’Aquila. 

«Gli interventi saranno più lunghi perché più complessi, di certo non si parla di mesi», ha ammesso il premier. E in serata, lasciando la sua residenza di via del Plebiscito, Berlusconi ha raccontato ai cronisti di essere «a pezzi». «Ho parlato con molte famiglie, ho toccato con mano questa tragedia - ha aggiunto -. E’ una cosa che dà angoscia». In precedenza il presidente del Consiglio aveva assicurato che non c’è un problema di fondi, spiegando che il ministro dell’Economia sta esaminando diverse soluzioni. Parole che raffreddano l’ipotesi di una riedizione in tempi brevi dello scudo fiscale, che sanando i capitali fuggiti all’estero potrebbe fruttare anche 8-10 miliardi. «Non ne abbiamo discusso - ha precisato Berlusconi -. E’ una decisione del G20 che quindi non è ancora così concreta da poter essere fatta nell’immediato». Nell’attesa, il consiglio dei ministri ieri ha assegnato altri 70 milioni di euro alla Protezione civile che portano il totale dei fondi a quota 100 milioni ed autorizzato l’invio in Abruzzo 700 militari da impiegare nei servizi anti-sciacallaggio. 

L’ordinanza prevede inoltre che venga salvaguardata la validità dell’anno scolastico in corso anche se non sarà raggiunta la durata minima di 200 giorni, prevedendo la possibilità per gli studenti di iscriversi in altre scuole della regione ed incentivi per gli insegnanti che recuperano i ritardi con gli straordinari. Per tutti i lavoratori autonomi è stato disposta la sospensione del pagamento dei contributi, mentre i farmacisti potranno consegnare i medicinali a carico del Servizio nazionale senza alcuna formalità a malati acuti e cronici. Quindi vengono sospese per due mesi (prorogabili) le fatture di luce e gas. Altro capitolo riguarda i mutui: il governo ne ha sancito la rinegoziabilità «per cause di forza maggiore» ed in una lettera all’Associazione bancaria il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha chiesto esplicitamente alle banche di rinviare il pagamento delle rate e di azzerare le commissioni. Idea che l’Abi ha subito accolto, con Mps ed Unicedit che per prime hanno fatto scattare il blocco. Su richiesta del ministro delle Infrastrutture Matteoli gli sfollati che utilizzano la A24 e la A25 non dovranno pagare i pedaggi autostradali, analoga decisione è stata assunta dalle Fs che sino al 31 maggio farà viaggiare gratis i terremotati su tutta la rete nazionale. Anche le società di telefonia, convocate ieri pomeriggio dal ministero dello Sviluppo economico, faranno la loro parte assicurando due mesi di sospensione delle bollette e 30 mila ricariche da 20 euro da distribuire agli sfollati.

Brasile: addestramenti sospetti


Foz do Iguaçu, il cuore della tripla frontiera Brasile-Paraguay-Argentina, crocevia di loschi traffici di ogni ordine e grado, è stata per due giorni teatro di un addestramento militare senza precedenti da parte dei militari brasiliani della Marina. In particolare l'esercitazione si è basata sulla riconquista di installazioni strategiche e sul riscatto di prigionieri. Nome dell'operativo: Restrex S-1/2009.Addestramenti sospetti. Elicotteri, aerei e 250 soldati delle truppe speciali e antiterrorismo hanno lavorato in uno scenario fittizio nei dintorni della Capitaneria fluviale del rio Paraná.
In particolare, si sono presentati membri del Comando delle operazioni navali, il Comando del Quinto distretto navale, la Squadra di negoziazione distrettuale e il Gruppo speciale ripresa e riscatto del Battaglione delle operazioni speciali dei fucilieri navali. A questi si sono aggiunti una portaerei UH-12 ed elicotteri.
Nonostante questa esercitazione di massa si sia tenuta nel più stretto riserbo, alla larga da occhi indiscreti e senza contatto con la società civile, richiama l'attenzione il fatto che sia avvenuta proprio nella regione della Tripla Frontiera, dove, a detta degli Stati Uniti, vengono finanziate addirittura attività terroristiche. Una simile mobilitazione, ma con minor affluenza di uomini, si è avuta soltanto nel dicembre 2008, pochi mesi fa. L'obiettivo, ha spiegato ai mass media il capitano di fregata Ricardo Dondeo, è addestrare i militari ad affrontare le più disparate situazioni in un'area tanto calda.La reazione. Ma, di fronte a tanto dispiego di forze brasiliane, qualcuno ha storto la bocca. Il governo del Paraguay, capitanato dall'ex vescovo Fernando Lugo, ha protestato vivamente. "Questo tipo di manovre non contribuisce a sviluppare relazioni di fiducia e rispetto tra i due popoli che si spartiscono un medesimo spazio geografico", recita un comunicato della cancelleria di Assuncion. Inoltre, questa mobilitazione "alla nostra frontiera non è stata annunciata alle autorità locali", continua la nota, rivelando che il ministero degli Esteri paraguaiano chiederà spiegazioni a Brasilia.

"Questo tipo di operazione militare - aggiungono da Assuncion - genera ogni tipo di speculazione che si contrappone allo spirito che deve esserci in un progetto di integrazione com'è il Mercosur", la cui presidenza semestrale è adesso proprio nelle mani del Paraguay. Non è certo la prima volta che il vicino di casa del Brasile protesta per improvvisate manovre militari fatti sul filo del confine paraguaiano. Fernando Lugo, il 21 novembre scorso, espresse personalmente il diniego del suo governo per uno sconfinamento di militari brasiliani durante l'ennesimo addestramento, ribadendo che non un fatto simile non avrebbe dovuto più ripetersi. L'episodio riguardò trenta soldati verde-oro che con carri armati e veicoli di artiglieria entrarono nel dipartimento paraguaiano di Canindeyú.

 

Stella Spinelli

Link: http://it.peacereporter.net/articolo/15113/Brasile,+manovre+pericolose

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