lunedì 6 aprile 2009

Governo sempre super efficiente anche nella emergenza terremoto


21.28 del 06/04/2009 siamo a 19 ore dal terremoto che ha colpito la provincia dell'Aquila.
L'epicentro si trova a poche ore da Roma nonchè vicino a importanti strade di raccordo tra importanti città come Pescara, Ancona, Terni e Perugia, ciononostante ad Onna, uno dei paesi colpiti più duramente, non sono ancora giunte le tende da campo. Intanto piove e grandina sulla popolazione parcheggiata nel campo sportivo. Complimenti come sempre tante parole e pochi fatti.

di Onoff - Nuovediscussioni

La Nato non ferma i pirati somali


Pirati somali hanno sequestrato una nave britannica gestita da una società italiana. Lo ha reso noto il portavoce del programma di assistenza marittima per l'Est Africa, Andrew Mwangura, secondo il quale il sequestro è avvenuto questa mattina presto in una località non ancora esattamente identificata al largo della Somalia. L'equipaggio sarebbe in buone condizioni. 

Secondo le prime informazioni, la nave britannica sarebbe la Malaspina Castle, 32.000 tonnellate di stazza. La società armatrice sarebbe l'inglese Navalmar mentre la società di management (che cura la gestione operativa, commerciale e tecnica) è l'italiana Bogazzi, sede a Marina di Carrara. 

Oggi, sempre secondo quanto reso noto da Mwangura, la stessa sorte è toccata anche a un peschereccio con bandiera di Taiwan, sequestrato molto più a sud della normale zona di operazione dei pirati somali. 

Pirati somali in azione anche contro uno yacht battente bandiera francese che è stato catturato oggi. Lo ha annunciato oggi Ecoterra International, una Ong di sorveglianza marittima di base in Kenya. Ecoterra international ha precisato che l'attacco contro lo yacht e i suoi quattro membri di equipaggio è avvenuto sabato "a circa 640 chilometri al largo di Ras Hafun, nel nordest della Somalia". Non è stato possibile ottenere una conferma da parte delle forze navali francesi impegnate nell'Oceano indiano nella sorveglianza marittima. 

Nel 2008 i pirati hanno attaccato più di 130 navi al largo della Somalia, facendo registrare un aumento di oltre il 200% rispetto all'anno precedente, stando alle cifre dell'Ufficio marittimo internazionale. Di fronte a questa escalation della pirateria - sia al largo della Somalia che nel golfo di Aden - numerosi paesi hanno spedito navi da guerra nella zona. I pirati hanno risposto lanciando i loro attacchi sempre più in profondità nell'Oceano Indiano. Con gli attacchi odierni, sono almeno diciassette le imbarcazioni finite in mano ai pirati, con circa 250 ostaggi a bordo.

Fonte: la Repubblica

Comunicato dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sul terremoto del 6 aprile 2009 ore 6:50


La Rete Sismica Nazionale dell’INGV ha registrato un terremoto di Magnitudo 5.8 (Magnitudo Richter) (6.2 Mw=magnitudo momento) nella zona dell'Aquilano, il 6 Aprile 2009 alle 3:32 (ora italiana). Le coordinate epicentrali risultano: Lat. 42.33N e Long. 13.33E. La profondità dell'ipocentro è pari a 8.8 km. Il terremoto è caratterizzato da un meccanismo di tipo estensionale, con piani di faglia orientati NW-SE e direzione di estensione NE-SW (anti-appenninica).

La scossa è stata seguita da decine di repliche, la più forte delle quali è avvenuta alle 4:37 italiane con magnitudo pari a 4.6. Tutte queste scosse sono avvenute a profondità crostali (entro i 10-12 km), tipiche dei terremoti dell'Appennino. Questa circostanza determina un forte risentimento dello scuotimento in area epicentrale.

Tutte le stazioni della Rete Sismica Nazionale dell'INGV hanno rilevato chiaramente le onde sismiche generate dalla scossa principale.

Sul sito dell'INGV(alla voce Terremoti Recenti) vengono riportate tutte le informazioni sull'evento sismico e sul suo inquadramento nel contesto della sismicità precedente e della classificazione sismica del territorio.

La zona è stata oggetto di una sismicità frequente con caratteristiche di sciame sismico a partire dal mese di gennaio 2009, con centinaia di scosse tutte di modesta entità, fino all'evento di magnitudo 4.0 avvenuto il 30 marzo scorso.

Si sottolinea la circostanza secondo la quale, allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell'istante e della forza dell'evento). Ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento. Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili.

La zona in oggetto è stata sede in passato di forti terremoti. In particolare, l’attività di questi giorni si colloca tra la terminazione meridionale della faglia che si è attivata nel terremoto del 1703 (Int. MCS del X grado MCS, pari a Magnitudo circa 6.7) e i limiti settentrionali della faglia associata nei cataloghi al terremoto del 1349 e di quella denominata “Ovindoli-Piani di Pezza”.

Si ricorda che i comuni interessati ricadono tra la prima e la seconda categoria della classificazione sismica del territorio nazionale. Negli ultimi anni la zona non è stata interessata da forti terremoti.

Subito dopo il manifestarsi dell'evento l'Istituto si è mobilitato inviando nell'area colpita le sue strutture di emergenza quali la rete mobile e altre squadre di rilevatori.

Roma 6 Aprile 2009 ore 6:30

Il Funzionario di turno

Dr. Massimo Di Bona
 

Nota sulla magnitudo: la magnitudo usata di routine per stimare la grandezza di un terremoto è la cosiddetta Magnitudo Richter o Magnitudo Locale (Ml), che viene calcolata sull'ampiezza massima della registrazione sismica di un sismografo standard (a corto periodo). Viceversa la Magnitudo Momento (Mw) viene elaborata attraverso un trattamento numerico dell'intero segnale sismico su tutte le frequenze evidenziate dalla registrazione. Per terremoti forti la Mw viene ritenuta una stima più accurata della severità dell'evento.

Link: http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/data_id/2206496920/event.php

Polemica tra l'Istituto Nazionale di Geofisica e Giuliani


"Nessuno al mondo poteva prevedere il terremoto di questa notte". Così Alberto Basili, dirigente del Centro Nazionale Terremoti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, replica a chi sostiene che il sisma che ha colpito l'Abruzzo poteva essere previsto. "Non è possibile una previsione deterministica per prendere decisioni operative - ribadisce l'esperto - Non era possibile prevedere che dopo la sequenza delle scosse aquilane seguisse un evento come quello di questa notte. 

La storia sismica italiana ha segnato molti avvenimenti sismici senza che poi vi fosse una scossa forte". In merito all'allarme lanciato dal ricercatore dell'INFN dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, Giampaolo Giuliani, allarme basato sull'analisi del gas radon sprigionato dalla crosta terrestre, Basili risponde: "Anche noi abbiamo delle sezioni che si occupano delle emissioni di gas ma non è in alcun modo a nostra disposizione uno strumento di previsione operativa; l'emissione più forte di gas non può significativamente giustificare l'allarme sismico. Non abbiamo la capacità di compiere previsioni operative in base a questo tipo di studi". Attualmente i ricercatori dell'Istituto stanno controllando le sequenze sismiche e comunicando i dati alla Protezione Civile: "Abbiamo inviato alcune squadre sul posto per localizzare gli eventi e analizzare più in dettaglio l'andamento della sequenza sismica, in particolare l'emigrazione degli epicentri".
Fonte della notizia Repubblica.it.

Interpretare le scale sismiche


Ci sono non poche considerazioni da fare sulle scale sismiche ma cominciamo da Mercalli (Giuseppe Mercalli, 1850-1914).
La scala Mercalli fornisce una serie di valori che partono dalla soglia 1 e finiscono con la soglia 12 (da ricordare che le ultime due soglie 11 e 12 sono state aggiunte successivamente da due americani). Adesso la scala Mercalli modificata e chiamata MCS (Mercalli, Cancani, Sieberg) è usata principalmente in Europa occidentale e descrive gli effetti distruttivi sull'ambiente.
A differenza della MCS la scala Richter (Charles Francis Richter, 1900-1985) determina la quantità di energia liberata da un terremoto espressa in joule, le soglie di questa scala prendono il nome di magnetudo.

Classificazione della scala Mercalli: (gradi)

I
strumentale
Scossa rilevata solo dai sismografi installati sopra l'epicentro.
II
leggerissima
Scossa rilevata dai sismografi installati a pochi chilometri dall'epicentro. Non viene avvertita dalla popolazione.
III
leggera
Scossa considerata generalmente di assestamento, rilevata dai sismografi ubicati in un raggio di circa 10 chilometri dall'epicentro. Normalmente non viene percepita dalla popolazione.
IV
mediocre
Scossa percepita solo ai piani più alti degli edifici, e rilevata dai sismografi posti a una distanza non superiore ai 100 chilometri.
V
forte
Scossa che riesce a far oscillare i lampadari e far cadere qualche soprammobile nella zona direttamente interessata. Viene rilevata dai sismografi in un raggio di 200 chilometri dall'epicentro.
VI
molto forte
Scossa che provoca crepe nelle pareti e giunge a far suonare le campane a causa dell'oscillazione della struttura dei campanili. Rilevata dai sismografi distanti fino a 600 chilometri dall'epicentro.
VII
fortissima
Scossa che può far crollare qualche edificio e provocare vittime. I sismografi la rilevano anche a distanza di 1000 chilometri dall'epicentro.
VIII
rovinosa
Scossa che provoca crepe sul terreno, il crollo di diversi edifici, di campanili e che può provocare la caduta di massi dalle pareti delle montagne.
IX
disastrosa
Crolla il 60% degli edifici. Nei laghi l'acqua si intorbidisce e si formano delle onde che si infrangono con forza sulla riva. Lo stesso dicasi per le acque dei mari.
X
disastrosissima
Distruzione totale degli edifici. Le rotaie dei treni si deformano, i ponti e le dighe possono crollare. Nel terreno si aprono larghe crepe.
XI
catastrofica
Catastrofe. I rilievi franano a valle e si aprono crateri nel terreno.
XII
grande catastrofe
Distruzione di tutto quanto esiste in superficie in un raggio di 20-30 chilometri dall'epicentro.

Classificazione della scala Ritcher: (magnetudo)


Quantità di energia liberata in joule.

NotaJoule prende il nome da il fisico inglese James Prescott Joule (1818-1889) Il Joule (simbolo J) esprime l'energia necessaria e distribuita per compiere un determinato lavoro, la formula più semplice è espressa come:
- 1 joule= 1 Watt in un secondo, quindi il lavoro eseguito per generare un watt per 1 secondo
.
adesso osserviamo i valori del magnetudo...
2,5
minore di 1,6 x 10 alla 7ma
Joule
3,5
1,6 x 10 alla 7ma
Joule
4,2
7.5 x 10 alla 8va
Joule
4,5
4 x 10 alla 9na
Joule
4,8
2,1 x 10 alla 10ma
Joule
5,4
5,7 x 10 alla 11ma
Joule
6,1
2,8 x 10 alla 13ma
Joule
6,5
2,5 x 10 alla 14ma
Joule
6,9
2,3 x 10 alla 15ma
Joule
7,3
2,1 x 10 alla 16ma
Joule
8,1
> 1,7 x 10 alla 18ma
Joule
> 8,1
non classificabile
Joule

Adesso classifichiamo i livelli di percezione della scala Ritcher:


da 0 a 1,9
percezione solo strumentale

da 2 a 2,9
solo se siamo supini e molto attenti

da 3 a 3,9
pochissimi lo avvertono, in genere è scambiato per un rumore ambientale

da 4 a 4,9
si avverte, lampadario che si muove e vibrazione di bicchieri

da 5 a 5,9
viene molto avvertito, possibili fessure sulle mura, gli oggetti si muovono anche pesanti, piccoli crolli

da 6 a 6,9
comincia a essere molto pericoloso, crollo di case e innalzamento di onde del mare

da 7 a 7,9
fortissimo, poche costruzioni riescono a non crollare

da 8 a 8,9
grandissimo pericolo, tutte le costruzioni crollano, onde altissime anche oltre i 40 metri


da 9 in poi

Terremoto che ha causato lo Tsunami nel dicembre 2004 (magnetudo 9,3/9,4). Tutti conosciamo le conseguenze.



Skype e Nokia arriva la rivoluzione mobile


Telefonare via Internet, gratis o a basso costo: il fenomeno del VoIP, che con Skype ha fatto tremare il business degli operatori telefonici fissi, adesso approda anche sui cellulari. E veleggia dritto verso il grande pubblico, con un vento di accordi che riguardano i grandi nomi del settore, come Skype, Nokia, Apple con il suo cellulare iPhone. 

Skype, il principale software VoIP (400 milioni di utenti), è uscito in una versione per l'iPhone, la settimana scorsa. A maggio, sarà anche per cellulari Blackberry. Da giugno, sarà disponibile per alcuni modelli Nokia evoluti. In tutti i casi, si tratta di software che gli utenti possono scaricare gratis via Internet e metterli quindi sul cellulare. Nel caso del Nokia N97, troveranno inoltre Skype già installato sul cellulare al momento dell'acquisto. 

Il sistema è fatto apposta per essere alla portata di tutti: apriamo la normale rubrica telefonica del cellulare e cliccando su uno dei nomi possiamo scegliere di fare partire una chiamata in VoIP, con Skype, invece che con la normale rete del nostro operatore mobile. Possiamo chiamare, gratis, anche altri utenti Skype, come faremmo dal computer, e con loro anche fare chat testuale. In ogni caso, il cellulare si connette alla rete Internet disponibile in quel momento.

La telefonia VoIP ha così ufficialmente dichiarato guerra anche agli operatori mobili: è vero che da tempo sono disponibili software VoIP per i cellulari (come Fring, Nimbuzz o l'italiano Noverca), ma restavano un fenomeno di nicchia, prerogativa di utenti esperti. Solo adesso arriva il peso massimo Skype, per di più alleandosi con Nokia, il principale produttore di cellulari al mondo: cocktail esplosivo. Per Nokia è un modo di soddisfare un'esigenza degli utenti a lungo inesaudita e che adesso si potrà liberare, come un fiume trattenuto da una diga che crolla di colpo. 
A conferma della grande fame di VoIP, Skype su iPhone è stato scaricato un milione di volte a soli due giorni del lancio. 

Per Skype, il tutto rivela invece una svolta strategica: dopo anni di tentennamenti, ha deciso di scommettere sul serio sulla telefonia mobile. Mossa pericolosa per il mercato, perché Skype si è già ritagliato un ruolo nell'ambito del fisso: è diventata la principale compagnia di telefonia internazionale, nel 2008 ha gestito infatti l'8% del traffico telefonico internazionale. Si prevede che ora prenderà una fetta importante delle chiamate fatte con il cellulare da casa, dall'ufficio o in luoghi pubblici come l'aeroporto, dove spesso è disponibile una connessione Internet veloce via WiFi. 

Fuori casa, l'utente potrebbe invece utilizzare la rete Internet Umts dell'operatore mobile (dopo aver sottoscritto un'offerta ad hoc per navigare, che in Italia costa circa 10 euro al mese). Ma qui c'è il problema: alcuni operatori mobili stanno facendo di tutto per limitare il VoIP mobile. A causa di accordi tra loro e Apple, Skype su iPhone per ora funziona solo in WiFi. L'operatore tedesco T-Mobile ha chiesto ad Apple di togliere del tutto Skype dall'iPhone e si è attirato così un coro di proteste da una coalizione di aziende Internet (non solo Skype, ma anche Google, Microsoft, Intel e altri). Skype su Nokia invece non avrà limiti, ma gli operatori hanno comunque carte da giocare: potrebbero rifiutarsi di distribuire i modelli compatibili con Skype oppure, come già fa Vodafone, escludere il VoIP su cellulare dalle proprie tariffe Internet Umts. E allora sarà una rivoluzione solo a metà. 

di ALESSANDRO LONGO

Terremoto in Abruzzo: previsto ma non evitato


Sciame sismico, qualcosa che chi ha vissuto i terremoti ricorda: i lampadari che ondeggiano un po', quel senso di nausea e poi la vita continua. Di scosse da ottobre ad oggi in provincia di L'Aquila ce n'erano state almeno 200, ha confermato in queste ore il professor Giulio Selvaggi dell'Istituto nazionale di geofisica. 

Anche se per la ricerca scientifica i terremoti non si possono prevedere, qualcuno nei giorni scorsi l'aveva fatto ed è stato accusato di "procurato allarme", quindi denunciato di conseguenza. Negli ultimi giorni di marzo Giampaolo Giuliani, tecnico e ricercatore presso il laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso aveva sostenuto che lo sciame sismico in corso poteva essere il preannuncio di un evento più forte. Di Giuliani si era detto che "si divertiva" a spargere notizie infondate ed allarmi. 

In una intervista ad una emettente televisiva locale Gliuliani aveva parlato del suo lavoro presso il laboratorio e della messa a punto di uno strumento chiamato "Rivelatore Gamma" che permetterebbe di rilevare con un anticipo di 6-24 ore l'arrivo di un terremoto. 

Ricordiamo che lo sciame è il susseguirsi di scosse di terremoto, non tutte percepibili dalle persone ma perfettamente rilevate dagli strumenti. 

Certo è che notizie di scosse minori circolavano da giorni. I comuni interessati: Collimento, Villagrande e L'Aquila e in genere il circondario del capoluogo. A seguito dell'allarme lanciato da Giuliani c'era stato qualche allarme tra la popolazione. Su YouTube esiste un video datato 13 febbraio 2009 (cliccare qui per vederlo) nel quale alcuni ragazzi raccontano i loro momenti di paura. 

La magnitudo delle scosse si collocava poco sopra il grado 2 della scala Richter. Nessun danno alle persone, ma l'allarme alla Protezione Civile e all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia veniva regolarmente registrato 

Sul sito Earthquake-terremoti in Italia e nel mondo (cliccare qui per vederlo) si trova un diario degli ultimi eventi sismici in Italia. Il colpo di questa mattina è stata preceduta da un'altra di 3,5 gradi di intensità avvenuta alle 23,39. Ancora prima, scossa di identica intensità alle 21,54 nella stessa zona. Alle 22,31 il sisma aveva colpito Ravenna nelle zone di Cotignola, Bagnacavallo, Russi, e aveva interessato Forlì. 

Fonte: la Repubblica

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