sabato 31 gennaio 2009

Spagna, la crisi si abbatte sulla stampa


I venti della crisi si abbattono sulla stampa spagnola. Licenziamenti, ristrutturazioni, testate che chiudono e gli editori che chiedono a Zapatero aiuti al settore. Solo tra i giornalisti ci sono stati oltre cinquecento licenziamenti in tre mesi. Ondata di proteste e scioperi in arrivo.

In Spagna c’è un sistema editoriale vitale, con una molteplicità di operatori, di dimensioni anche internazionali, che competono sulla base dei prodotti in un mercato aperto, nel quale non manca anche un’importante presenza italiana. È interessante per molti motivi, quindi, guardare a cosa accade in Spagna, davanti alla grande crisi che colpisce il settore dell’informazione.

Alla base di tutto c’è il crollo della domanda di spazi pubblicitari, scesa del 35% nell’intero settore della comunicazione, alla quale si aggiunge una flessione dell’audience dei media tradizionali. A fare il quadro, sembra un bollettino di guerra, a cominciare dai giganti. 
Il gruppo Prisa - un colosso editoriale che opera in mezzo mondo, il principale in Spagna - è in un momento difficile. Lo sbarco televisivo, col lancio di Cuatro, la nuova emittente nazionale in chiaro, è costato molto in quanto a valori di borsa. Partita alla grande coi diritti del campionato di calcio, li ha poi persi, ma comunque è in crescita. Il disastro c’è stato però col consorzio di televisioni locali, Localia Tv, nato anni fa, che non ottenne le frequenze per il passaggio al digitale terrestre e che il 31 dicembre ha chiuso, lasciando in strada 250 lavoratori. Ciò pesa su tutto il gruppo, non solo sul settore televisivo.
Nel quotidiano El País, in flessione di vendite anche se minore rispetto alla concorrenza, c’è stato un pesante intervento, con l’unificazione delle redazioni tradizionale e internet, che ha fatto sfiorare lo sciopero. I lavoratori di Prisa ora temono lo spettro della vendita, di testate, come la radio Cadena Ser, o di intere divisioni editoriali, dato che i vertici hanno fatto capire che intendono “disinvestire”.

Gli avversari de El Mundo - del gruppo Unidad Editorial, nel quale è presente anche Rizzoli - non se la passano meglio. Proprio da Milano pare sia venuta la pressante richiesta di riduzione dei costi del personale, per trenta milioni di euro l’anno. Il direttore del giornale, Pedro J. Ramirez, ha convocato i sindacati per informarli e chiedere proposte. Intanto, loro hanno tradotto quei trenta milioni in una riduzione del 17% dell’organico: 400 lavoratori, più o meno.

Il catalano Grupo Z, è quello che per ora paga di più la crisi. Per tutto febbraio i lavoratori terranno scioperi e mobilitazioni. Il governo autonomico ha aperto un tavolo di mediazione per un piano che prevede 531 licenziamenti su 2300 lavoratori.
Anche il gruppo basco Vocento, editore tra l’altro dello storico quotidiano conservatore Abc, si presta a licenziare 125 persone del giornale. Mentre sono già  in strada gli 83 lavoratori, la maggioranza giornalisti, di Metro, lo storico gratuito internazionale che, travolto dal crollo della pubblicità, ha chiuso le sue edizioni spagnole malgrado 1milione e 800mila lettori quotidiani lo attestassero come quinto quotidiano più letto del paese.
La crisi di un altro gratuito, Adn - che supera il milione di esemplari diffusi ma soffre il crollo delle inserzioni - porta alla chiusura Adn.es, in cui lavoravano 40 persone. Non si trattava della semplice versione on-line del giornale ma di una redazione autonoma che agiva in sinergia col giornale. Un primo tentativo di un quotidiano esclusivamente on-line, che si è rivelato un grande successo, con milioni di contatti unici quotidiani. In questo caso l’amarezza dei lavoratori è ancora più grande perché il progetto è stato affondato mentre andava come un treno, bruciando le tappe dei piani di rientro, per colpa della crisi della versione cartacea. Il gruppo Planeta, partecipato da De Agostini, ha puntato sul giornale più tradizionale decidendo di sacrificare tutto il comparto Medios Digitales. Resta in piedi, invece, AdnTv, recente iniziativa nata nell’esperienza di Adn.es.

La caduta pubblicitaria colpisce senza pietà anche i canali televisivi. Per il mese di gennaio le previsioni sono di una caduta che arriva fino al 37% rispetto allo stesso periodo del 2008, come nel caso di Telecinco. La rete Mediaset diretta da Paolo Vasile incasserà circa 30 milioni di euro in meno, a fronte di una perdita di share del 3.4%. 
Antena 3, del gruppo Planeta - De Agostini, è la seconda rete più colpita dalla contrazione delle entrate pubblicitarie, un 23% meno rispetto allo scorso gennaio, con una perdita di share dell’1,3%.
Terza, con il 23% di ingressi pubblicitari in meno, La Primera, di Television Española, a fronte però di una crescita dell’1% di share.

Nessuno degli operatori che operano nel sistema dei media spagnolo è escluso dalle conseguenze della crisi finanziaria globale, che si aggiunge alla rivoluzione tecnologica in atto, con internet che diventa la prima fonte di informazioni per sempre più persone. Anche la rete, però, a fronte di una sempre maggiore penetrazione, non vede aumentare il valore degli spazi pubblicitari.

Se il mercato editoriale soffre la brusca caduta degli investimenti pubblicitari, non vuol dire che non si scontino anche scelte sbagliate - i sindacati dei giornalisti puntano il dito verso un esagerato espansionismo imprenditoriale - a fronte delle consistenti entrate di cui gli editori hanno goduto negli ultimi 20 anni.

L’Associazione degli editori spagnoli (Aede), dal canto suo, ha lanciato un grido d’allarme per il futuro del settore, facendo una serie di richieste al governo spagnolo. Come l’applicazione dell’Iva allo 0%, attualmente è al 4. Gli editori si rifanno agli aiuti per difendere e sviluppare il pluralismo nella stampa, nati proprio che in occasione della crisi economica degli anni ’70, in vigore in molti paesi, sotto forma di rimborsi per le spese di distribuzione, di finanziamenti per lo sviluppo tecnologico, per la diffusione della lettura tra i giovani e per lo sviluppo dell’editoria web. E sottolineano l’esempio di paesi come l’Italia, la cui stampa ha ricevuto 150 milioni di euro, e la Francia, con 101 milioni.

Intanto, la situazione dell’occupazione giornalistica non è rosea. Allo scorso settembre, dei circa 50mila giornalisti spagnoli, 3.247 erano in disoccupazione, altri 4.374 in condizioni di lavoro precarie e instabili e nei tre mesi precedenti, in 450 avevano perso il posto, secondo i dati dell’Instituto Nacional de Empleo (Inem), presentati lo scorso dicembre nell’ambito del Rapporto annuale sulla professione giornalistica della Asociación de la Prensa de Madrid (Apm).

In quell’occasione, il presidente dell’Apm, Fernando González Urbaneja, ha fatto previsioni fosche per il 2009, citando un’inchiesta del Rapporto per la quale 6 direttori di testata spagnoli su 10 prevedono licenziamenti nella loro redazione. Una perdita più vicina «ai duemila che ai mille posti», secondo Urbaneja, che ha invitato gli editori a preservare la forza lavoro, gli inserzionisti a premiare la qualità e il governo a non aiutare solo gli amici e a perseguire con durezza la precarietà lavorativa. 
Se nel 2009 ci saranno «perdite superiori ai 3000 posti di lavoro - ha aggiunto Urbaneja - sarà una catastrofe».

di Ettore Siniscalchi

Link: http://www.articolo21.info/4877/editoriale/venti-della-crisi-si-abbattono-sulla-stampa.html

Raul Castro consolida la vecchia alleanza con Mosca


Mosca aprirà una linea di credito all’Havana per 20 milioni di dollari, ma questo è solo uno dei frutti del viaggio ufficiale di Raul Castro nella capitale russa.

La Russia invierà anche cento milioni di tonnellate di grano come aiuto umanitario a Cuba. Durante l’incontro, avvenuto oggi, fra il presidente russo Dmitry Medvedev e il suo collega cubano Raul Castro, i due leader hanno stabilito inoltre di firmare un accordo di massima in materia di partenership strategica.
A latere, i due Paesi hanno siglato una serie di accordi di cooperazione interministeriale per la costruzione di aeroplani e di macchine, per lo sviluppo del turismo, della pesca e dello sport.

Il presidente Medvedev ha commentato gli accordi raggiunti, lodando il potenziale sviluppo fra i due Paesi. “La cooperazione su tutti questi temi continuerà – ha detto Medvedev – Io credo ci siano buone prospettive sia in campo commerciale che in quello umanitario”. “Il giro di affari attuale di 239 milioni  – ha proseguito – è insufficiente. Il nostro obiettivo ora sarà quello riuscire a trarre il massimo dagli accordi che abbiamo raggiunto oggi”. 
Il  viaggio di Raul Castro, che sta ripristinando la vecchia alleanza fra  Mosca e Cuba e che e avviene a soli due mesi dal tour sudamericano di Medvedev, proseguirà fino al 4  febbraio.

Fonte: peacereporter

Link: http://it.peacereporter.net/articolo/14007/Raul+Castro,+in+visita+a+Mosca,+firma+accordi+commerciali+strategici

Come essere anonimi in rete

Chiariamo subito una cosa: essere completamente anonimi quando navighiamo in rete è un'utopia! Eppure ci sono tecniche e programmi che possono aiutarci a lasciare meno tracce quando navighiamo in Internet; tracce che possono essere innocue, tracce che possono essere sfruttate da malintenzionati...
"Che stupidate! Quali tracce lasciamo quando navighiamo?" alcuni di voi si staranno chiedendo. Avete ragione ad essere scettici perchè spesso queste tracce sono "invisibili" all'utente medio ed è per questo che dovete leggere questo articolo ancor più attentamente.
Iniziamo col dire che ci sono tantissimi modi con cui i siti "tracciano" i vostri movimenti, i vostri click, le vostre abitudini, perfino la zona dalla quale vi state connettendo. Fate un giretto su ip-adress e vedete un po' che vi dice...questo sito sa il vostro ip, sa il vostro Internet Service Provider (il fornitore col quale vi connettete ad Internet), sa il vostro browser, sa qual'è il vostro tipo di connessione e sa approssimativamente la zona da cui vi state connettendo! Il sito in questione è un sito sicuro e non c'è da preoccuparsi, ma sulla rete queste informazioni sono oro colato se qualcuno vuole attaccare le vostre "difese informatiche"...
Allora mi chiedo: c'è un modo per non dare via tutte queste informazioni? Certamente sì! Basta nascondere o camuffare il proprio ip, quel numero composto da 4 campi separati da un puntino. Questo ip serve a riconoscere univocamente ogni utente che naviga sulla rete!!! Camuffandolo, raggiungeremo un livello di anonimato certamente maggiore (ma mai totale). Per fare ciò ci serviamo di un programma free di nome Tor che potete trovare qui. Installandolo e configurandolo bene (seguite le indicazioni sul sito che vi ho linkato) la vostra connessione passerà attraverso vari computer sparsi nel mondo prima di arrivare a destinazione. Per spiegarci bene vi faccio un esempio: se io non ho Tor e voglio aprire il sito ip-adress la mia connessione parte dal mio computer e raggiunde "direttamente" il sito in questione: il risultato è che ip-adress vede immediatamente il mio computer! Se io invece installo Tor, la mia connessione passa prima in una catena di server posizionati in tutto il mondo e poi arriva al sito che volevamo visitare: il risultato è che ip-adress non vede più il nostro computer, ma l'ultimo server della catena!!!

Abbiamo raggiunto il nostro risultato: abbiamo camuffato il nostro ip in maniera assolutamente legale! Quando navigheremo in rete gli altri non vedranno noi, bensì un altro computer...

I contenuti di questo articolo non servono per camuffare il proprio ip per fare danni sulla rete. Sarebbe un utilizzo stupido di questo grande programma che è Tor...
Cercare di diventare anonimi in rete vuol dire cercare di conquistare la propria libertà digitale, non dimenticatelo mai!!!

Autore: Phoenix
Link: http://vitedigitali.blogspot.com/2007/05/cercare-di-essere-anonimi-in-rete.html

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