Il primo effetto del clamoroso gesto di un poliziotto di Novorossijsk – mettere su YouTube una viceo-denuncia della corruzione dei propri superiori – è stato il licenziamento in tronco: ma la storia non è ancora finita e potrebbe avere sviluppi interessanti. La vicenda sta facendo il giro del mondo ed è anche sulle prime pagine dei media russi: il maggiore di polizia Aleksej Dymovskij, in servizio nella città di Novorossijsk, sul Mar Nero, esasperato per lo stato delle cose nel suo reparto, qualche giorno fa ha “postato” sul suosito personale e quindi su YouTube un video di sette minuti in cui descrive per filo e per segno – e con tanto di nomi e cognomi – il degrado e la corruzione imperanti nella polizia locale. In poche ore, oltre duecentomila persone hanno visto il video, che rivela inchieste per delitti inesistenti, arresti e incarcerazioni di persone innocenti, angherie d’ogni genere verso gli agenti restii ad adeguarsi al “sistema”, e via dicendo; per finire con una provocatoria richiesta di incontrare il premier Vladimir Putin in persona, per spiegargli come vanno le cose laggiù, “alla base”.
Ieri infatti, come riferisce l’agenzia RosBalt, è arrivata a Novorossijsk una speciale commissione federale per condurre un’indagine su quel che sta succedendo nel corpo di polizia locale: e la commissione ha già fatto sapere che intende incontrare il maggiore e sentire direttamente da lui quali potrebbero essere le prove che confermano le sue accuse. Dymovskij ha detto infatti domenica di avere numerose prove fattuali delle sue accuse, da registrazioni telefoniche a ordini di servizio a testimonianze di colleghi che vogliono per ora restare anonimi. Difficile pensare che dal Cremlino si voglia creare un terremoto troppo forte – che potrebbe avere ripercussioni imprevedibili in tutto il paese – incriminando in blocco tutta la polizia di Novorossijsk (e oltre a tutto non è nemmeno detto che il maggiore non abbia un po’ esagerato nelle accuse per farsi pubblicità); ma non si può escludere nemmeno che qualche provvedimento venga in effetti preso, per dare un segnale sia all’interno della polizia sia soprattutto all’esterno, dove in molti cominciano a chiedersi quanto siano credibili dei leader nazionali che tuonano contro la corruzione e poi assolvono sistematicamente i corrotti e puniscono chi li denuncia. Troppo ottimismo?
Link: il Manifesto.it



























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