sabato 9 maggio 2009

Pakistani e talebani in lotta per una miniera di smeraldi


Ieri pomeriggio è scattato l'attacco dell'esercito pachistano contro Mingora, il capoluogo del distretto di Swat, da mesi sotto controllo dei talebani. Una pioggia di cannonate e missili che ha gettato nel panico la popolazione locale, precipitosamente fuggita a bordo di auto, furgoni, bus e carri. Almeno 40 mila persone sono scappate nelle ultime ventiquattro ore, andandosi ad aggiungere agli altri 35 mila sfollati fuggiti nei giorni scorsi dagli distretti in cui si combatte.
"Là è guerra totale, i razzi cadono senza tregua. Siamo scappati solo con i vestiti che avevano addosso e con la fede in Dio", ha raccontato ai giornalisti Laiq Zada, 33 anni, appena arrivato in uno dei campi profughi allestiti dal governo.La battaglia di Mingora. Dopo una nottata di bombardamenti e furiosi combattimenti, costati la vita ad almeno quarantacinque talebani, trentacinque civili e due soldati, le truppe governative hanno dichiarato che i ribelli si sono ritirati e che l'esercito ha ripreso il controllo della città e soprattutto della famosa miniera di smeraldi di Mingora - tra le maggiori dell'Asia meridionale - che da febbraio era controllata e sfruttata dai talebani: secondo il governo pachistano, il ricavato della vendita delle pietre preziose sul mercato nero è stata una fonte di finanziamento fondamentale per la guerriglia. Attorno alla miniera si sono avuti gli scontri più violenti e il maggior numero di vittime civili: fonti talebane hanno parlato addirittura di oltre cento civili uccisi.
Nonostante gli annunci dei comandi militari, però, i combattimenti continuano anche dentro la città, dove rimangono ancora decine di migliaia di civili terrorizzati. Come gli ottanta bambini e i venti dipendenti di un orfanotrofio, intrappolati negli scontri.Guerra per procura. L'operazione militare governativa ‘Balck Thunder' (Tuono Nero), ordinata dagli Stati Uniti per spazzare via i talebani dalla regione a nord di Islamabad, prosegue anche nel vicino distretto di Buner, dove altri 27 talebani sono stati uccisi nei combattimenti di oggi. Il bilancio dell'offensiva militare pachistana, iniziata lo scorso 26 aprile nel distretto di Dir, ha già causato almeno quattrocento morti tra talebani, civili e soldati. 
Negli ultimi giorni, le forze governative stanno intensificando le operazioni militari anche nelle Aree Tribali a nord di Peshawar, in particolare nel distretto di Mohmand, dove almeno quindici talebani e due soldati sono morti nei combattimenti delle ultime ventiquattro ore. 
La tregua tra talebani e governo pachistano, duramente osteggiata da Washington, è definitivamente rotta: la guerra ‘per procura' tra Stati Uniti e talebani in Pakistan, che negli ultimi cinque anni ha causato almeno 12 mila morti, è ripresa a piena ritmo.

di Enrico Piovesana

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