giovedì 28 maggio 2009

L'editoriale contro Berlusconi apparso sul Financial Times


L'influenza nefasta di una compagnia burlesca.

Il fascismo non è un futuro ipotizzabile per l'Italia. Ciò va detto, perchè qualcuno lo prevede. Molti ritengono che crisi finanziaria più Silvio Berlusconi, uguale ritorno al fascismo. Così, alla fine, cominciò anche quel periodo.

Ma che ciò accada ancora è altamente improbabile. L'Italia degli anni '20, quando Benito Mussolini salì al potere, succedeva alla brutale vittoria di Pirro contro gli austriaci del 1918, al degrado della classe politica e alla minaccia incombente di un totalitarismo di sinistra. Berlusconi, chiaramente, non è Mussolini: ha squadre di veline, non di camice nere.

I pericoli reali sono altrove. Negli ultimi 15 anni di carriera politica - sempre come Primo ministro o leader dell'opposizione - ha avuto la potente e incontrastata opportunità di spostare a destra gli umori nazionali. Non ha conseguito tale obiettivo con cruda propaganda, ma con una regolare concentrazione di lustrini, pailettes e ragazze unite a uno stile iperbolico di retorica pompata dai media secondo la quale tutta l'opposizione è 'comunista' e lui una vittima.

Adesso, quando pesanti interrogativi sono stati sollevati sulla sua relazione con una teen-ager aspirante velina - rivelati per primi dalla moglie - egli si è rivolto al più feroce accusatore, il giornale di centro-sinistra La Repubblica, ha lanciato una velata minaccia attraverso un suo compare e ha cercato di vanificare la sostanza delle critiche perchè connotate politicamente.

Ha mostrato pari bellicosità verso i magistrati che l'hanno accusato di aver dato mazzette all'avvocato britannico David Mills (per evitare le accuse di corruzione) chiamandoli attivisti di sinistra, nonostante il Parlamento gli abbia concesso l'immunità.

Insoddisfatto anche di una tale posizione di forza in Parlamento, ha definito la stessa aula 'inutile' suggerendo di ridurla a 100 parlamentari e di aumentare i suoi poteri. Ha cercato di sollevare le masse in suo favore, incoraggiando una 'iniziativa popolare' di 500 mila firme per tale riforma.

Ma il pericolo Berlusconi è diverso dal pericolo Mussolini. E' quello dei media che sviliscono il contenuto più serio della politica, e lo rimpiazzano con l'entertainment. E' quello di una feroce demonizzazione dei nemici e del rifiuto di garantire una base indipendente per il confronto dei poteri. E' quello di spendere una fortuna per la creazione di una gigantesca immagine fatta di successi senza fine e di sostegno popolare.

Che egli sia una figura così dominante è parzialmente colpa di una sinistra in declino, di istituzioni spesso politicizzate, di un giornalismo che troppo di frequente ha abdicato al suo stato di subalternità. Più di altre cose, è colpa del suo essere molto ricco, molto potente, e molto spietato. Non un fascista, ma un pericolo, in primo luogo per l'Italia, e un malefico esempio per tutti.

Fonte: FT

Link:http://it.peacereporter.net/articolo/15973/"L'influenza+nefasta+di+una+compagnia+burlesca."

3 commenti:

  1. Grazie mille per la traduzione completa. Quella fatta da me era molto all'acqua di rose.

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  2. Grazie mille per la traduzione.

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  3. Di solito riporto chi ha tradotto l'articolo per riconoscere il suo lavoro, ma purtroppo nell'art. come potrai notare seguendo il link non era riportato. Nell'articolo mi sono permesso solo di correggere tre errori ortografici dovuti ad errori di battitura. Onoff

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