sabato 9 maggio 2009

La Sicilia non si smentisce mai, fondi elettorali a pioggia ai grandi elettori


Bande musicali, associazioni di rugbisti e di specialisti del “tiro dinamico”, musei del giocattolo: salgono tutti, sulla giostra del contributo siciliano. Stavolta non ha davvero badato a spese, il sempre prodigo parlamento di Palermo. Cancellando in una sola notte ogni record raggiunto in passato, portando sino a 78 milioni (quattordici più dell’anno scorso), le uscite per una miriade di enti, centri studi e associazioni. E passando un bel colpo di spugna anche sulle dichiarazioni rigoriste rilasciate nell´ottobre scorso dal governo Lombardo: «Non ci sono più fondi per soddisfare le aspettative di una miriade di organismi foraggiati dalla Regione», aveva detto l’assessore al Bilancio Michele Cimino. L’a ssemblea di Sala d’Ercole l’ha smentito clamorosamente.

La crisi? E il risanamento annunciato con i tagli alla sanità? Cedono il passo, davanti a una manovra pre-elettorale che fa impallidire i blitz del passato. Come quello di Benito Paolone, l´ex deputato di An che nel gennaio del 2007 sbucò a Palazzo dei Normanni e si fece approvare un contributo da 500 mila euro per l´Amatori Catania di rugby. Nel capoluogo non hanno retto all´invidia e quest´anno è spuntato, nella rubrica del turismo, un finanziamento per la «Palermo rugby»: 200 mila euro. Nella foga, la mano anonima di un deputato dell´Mpa ha piazzato il suo contributo da 50 mila euro per il Combat club Gela: può la Regione non incoraggiare la giovane arte del «tiro dinamico», disciplina che consiste nello sparare a bersagli mobili in un set costruito con finte porte e finestre? Non può. Per carità: la lista contiene molte iniziative meritevoli. Ma non c´è un criterio di scelta. E ogni organismo finanziato ha, naturalmente, un preciso sostenitore politico.

La parte del leone la fa il mondo cattolico, cui vengono indirizzati finanziamenti per 5,5 milioni: fra le new entries quest’ anno i «Legionari di Cristo» che ricevono un contributo da 100 mila euro. Nella lunga lista dei beneficiari c’è l´Osservatorio dell´autonomia (50 mila euro) che evidentemente sta a cuore a un presidente autonomista, l´Accademia degli zelanti e dei dafnici con sede ad Acireale (130 mila euro), i giuristi cattolici di Agrigento che fanno il pieno con 200 mila euro. E i musei, anche i più piccoli, noti o poco frequentati: dal museo del giocattolo di Catania a quello sulla pena e sulla tortura con sede a Bronte. La Regione Siciliana pensa ai presepi: soldi per quello di Custonaci, ed è una conferma, ma pure per quello di Agira. Per lo più “aiutini” da 50 mila euro, nella sagra dei contributi a pioggia. 

Quando le cifre sono maggiori, finiscono per essere premiati enti che, per la cattiva gestione, faticano a risollevarsi dal tracollo finanziario: un milione va alla fondazione Federico II, il cui ex direttore generale Alberto Acierno è accusato dall’attuale consiglio d’amministrazione di aver fatto viaggi alle Maldive e shopping a Madrid con la carta di credito aziendale. La corsa al finanziamento può provocare spiacevoli inconvenienti. E pasticci come quelli dei 50 mila euro indirizzati all´associazione bandistica «S. Catanzaro» di Borgetto. Che però non esiste. Nella fretta il deputato sponsor ha scritto male il nome dell’ente e ora i suonatori del piccolo paese palermitano rischiano di perdere il finanziamento. 

Insomma, un mare magnum dove annega ogni giudizio di valore. Alla fine, a pagare dazio potrebbe essere solo (o quasi) il Centro studi filologici e linguistici siciliani, una delle maggiori istituzioni internazionali di questa disciplina, che ha visto dimezzato il contributo della Regione. E che grida allo scandalo in un documento firmato da decine di studiosi fra i quali Tullio De Mauro e il presidente dell’accademia della Crusca Francesco Sabatini: «Con tutto il rispetto, siamo trattati come il circolo culturale di un paese delle Madonie».

di Emanuele Lauria

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