giovedì 28 maggio 2009

Gli internauti cinesi cominciano a farsi sentire


Passa per Internet la nuova protesta dei cinesi contro la nomenklatura. La mobilitazione prende spunto anche da fatti di cronaca nera, che rivelano il risentimento popolare verso i potenti. La cameriera di un karaoke-bar uccide a pugnalate un avventore che la molestava sessualmente; la polizia l'arresta ma il popolo di Internet prende le sue difese quando apprende che il cliente ucciso era un gerarca locale del partito comunista. In un altro caso la polizia ha dovuto fare un imbarazzato dietrofront dopo avere rilasciato un rampollo di buona famiglia che al volante della sua fuoriserie aveva ucciso un pedone sulle strisce; anche qui è il furore sui siti online che ha messo a nudo la corruzione dei poliziotti. E a Nanchino quando la polizia ha pestato una studentessa, i suoi compagni si sono mobilitati grazie a Twitter e ai blog. 

Deng Yujiao è la 21enne cameriera di un karaoke-bar nella cittadina di Badong che si è ribellata a un tentativo di stupro uccidendo il suo aggressore. Poche righe sulla cronaca locale il 10 maggio con la notizia dell'arresto di Deng Yujiao: il fatto sembrava archiviato. Ma quando è emersa l'identità del violentatore la notizia ha commosso il popolo di Internet - nella Repubblica Popolare ci sono ormai 300 milioni di utenti online - e la vicenda ha preso una piega inaspettata. Sui forum online Deng Yujiao è stata trasformata in un'eroina nazionale. Un'ondata di sdegno si è abbattuta contro Deng Guida, il notabile che aveva tentato di violentarla. Le coltellate con cui la giovane lo ha ucciso sono diventate un simbolo: la legittima difesa di una donna del popolo contro l'arroganza dei dirigenti. Un commentatore sotto lo pseudonimo di "Angelo Guerriero" l'ha definita "la ragazza più onesta del mondo", dedicandole un'antica canzone d'amore. Un blogger che si firma come "Legge Nobile" ha composto per lei una poesia in mandarino classico esaltandola come "bella e fiera". Il governo della contea di Badong è stato costretto a compiere un gesto senza precedenti: sul sito Internet ufficiale è apparso un comunicato dove si promette "un processo equo". Lo stesso risentimento è esploso nel caso di Hu Bin, che il 7 maggio a Hangzhou ha ucciso un pedone. Al volante di una Mitsubishi Evolution, in pieno centro alle otto di sera, il giovane stava partecipando a una folle gara con altri amici. Lanciato a 100 km all'ora ha centrato in pieno il 25enne Tan Zhou mentre attraversava sulle strisce. Il pedone è morto sul colpo. 

La polizia stradale si è limitata a un frettoloso controllo d'identità, e l'automobilista omicida è stato rilasciato. Anche in questo caso la mobilitazione è avvenuta grazie a Internet. Si è scoperto che la Mitsubishi era intestata a un magnate industriale, legato a doppio filo alle autorità locali. La protesta online ha preso di mira la polizia, accusata di essere al servizio dei nuovi ricchi. Sul quotidiano governativo China Daily è uscita un'autocritica di Zheng Xianzhi, portavoce della Pubblica sicurezza di Hanghzhou: "Gli agenti sono arrivati a una conclusione sbagliata, hanno raccolto solo le testimonianze degli amici del pilota che non erano affidabili. Siamo spiacenti per l'errore". 

Le nuove tecnologie hanno giocato un ruolo chiave anche nella fiammata di protesta studentesca che ha agitato Nanchino la settimana scorsa. La scintilla: un blitz della polizia vicino al campus universitario, per sequestrare alcune bancarelle di libri usati tenute dagli studenti. Una studentessa si è lamentata per la brutalità poliziesca. Il passaparola è dilagato su Twitter, dopo poche ore il campus era in stato di assedio, con i reparti antisommossa costretti a sedare la protesta. Le autorità hanno i nervi a fior di pelle per l'avvicinarsi del ventesimo anniversario del massacro di Tienanmen. Non c'è una regìa "politica" nella protesta di Nanchino. Ma con la disoccupazione intellettuale che cresce a vista d'occhio - 3 milioni di neolaureati senza lavoro - ogni segnale di disagio giovanile fa scattare l'allarme a Pechino. 

di Federico Rampini

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori