domenica 3 maggio 2009

Forza Nuova e il modello rumeno di Codreanu


Siamo in una fase, anche in vista delle prossime elezioni europee, in cui le varie formazioni dell'estrema destra italiana stanno cercando di riorganizzarsi. Sicuramente è interessante sondare quali saranno le possibili alleanze che verranno stipulate in vista di questa scadenza: per ora Forza Nuova ha proposto un cartello elettorale alla Fiamma Tricolore, che a sua volta l'ha proposto alla Destra di Storace: questo con l'intenzione di superare lo sbarramento del 4%, grazie al quale sicuramente i due parlamentari europei dell'estrema destra ora in carica non verrebbero più riconfermati.
Dato interessante di questo momento politico è che alcune formazioni della destra radicale (quali ad esempio Cuore Nero a Milano e Area Identitaria a Roma), invece di continuare a presentarsi autonomamente, cercando sbocchi istituzionali, hanno deciso di aderire e di riprodursi all'interno del Popolo delle Libertà, contenitore in cui non c'è l'antifascismo come valore di riferimento, senza rinunciare a nulla della proprio profilo e della propria tradizione.
Il Popolo delle Libertà si palesa quindi come un'anomalia nello spettro delle destre europee, destre conservatrici e di governo, come quelle francese, tedesca o spagnola, che non hanno mai stretto alleanze con i neofascisti ma che, anzi, hanno fatto propri i valori della Resistenza e dell'antifascismo. Paradossalmente, l'unico leader che all'interno del PdL si richiama ancora a valori quali l'antifascismo e alla carta costituzionale è Gianfranco Fini. 



Quello che è in atto in questo momento nel nostro Paese non è solo uno sdoganamento delle destre neofasciste e xenofobe, ma è un'operazione per cui l'estrema destra viene rappresentata nel partito di governo. 
Le destre neofasciste italiane sono in questo momento in una fase di evoluzione dell'identità: il neofascismo è nel nostro Paese sempre meno neofascismo e sempre più neonazismo.
L'estrema destra italiana si restringe elettoralmente rispetto al passato, ma al contempo si radicalizza, assumendo riferimenti, modelli storici e simbologie tipicamente naziste: Forza Nuova, ad esempio, si rifà al modello di riferimento organizzativo della Guardia di Ferro rumena di Codreanu, uno dei principali movimenti antisemiti degli anni '30 e '40 (le sezioni di FN vengono chiamate "cuib", nido in lingua rumena, nome delle formazioni paramilitari della Guardia di Ferro). 
Si tratta di un vero e proprio salto di qualità, di un superamento del limite datosi dal Movimento Sociale Italiano, primo partito neofascista europeo, che si era sempre rifatto alla tradizione della Repubblica Sociale, negando però qualsiasi forma di collaborazionismo con i nazisti e non scendendo mai sul terreno del negazionismo.
Altra novità dell'estrema destra italiana dell'ultimo decennio sono anche le apparenti nuove elaborazioni politiche, in cui tornano prepotentemente teorie complottistiche, portate avanti da tutta quella letteratura d'area che fa riferimento a Maurizio Blondet, che sta di fatto riscrivendo i Nuovi protocolli dei savi di Sion, rileggendo episodi di cronaca in chiave cospirativa e antisemita (Blondet sostiene ad esempio che Haider sia stato ucciso dagli ebrei, che Papa Giovanni Paolo II fosse ebreo, etc...).
Tra le identità nuove dell'estrema destra e le nuove intenzioni politiche c'è quella di apparire antagonisti, anticapitalisti, antiborghesi, antimperialisti. 
Il termine anticapitalista assume, nel significato datogli dai neofascisti, connotazioni preindustrialiste, pre rivoluzione francese e prerisorgimentale, il capitalismo non viene visto come un rapporto di produzione, ma semplicemente come uno strumento utilizzato dalle logge sioniste americane per dominare il mondo.
Anche la più recente esperienza di Casa Pound Italia si colloca perfettamente all'interno di questo quadro con il suo tentativo di catturare simpatie e militanti tra le nuove generazioni con questo bagaglio di falso antagonismo ed anticonformismo e cercando di superare l'interminabile complesso di inferiorità che la destra cosiddetta "sociale" ha nei confronti della sinistra che è riuscita, dal '68 in poi, a mantenere i contatti con gli studenti.
Il tentativo messo in atto da Casa Pound di entrismo nei movimenti e nelle dinamiche studentesche è un esperimento serio, soprattutto in una città come Roma, dove il Blocco Studentesco ha preso il 25% nelle elezioni delle consulte delle scuole medie superiori; la stessa aspirazione di inserirsi all'interno della mobilitazione contro il decreto Gelmini, rivela palesemente che l'intenzione non è di sostenere i contenuti del movimento, ma di penetrare in una rivolta generazionale, giovanilistica.
In un momento in cui in Italia la memoria storica è in profonda crisi, il tentativo dell'estrema destra è quello di inserirsi, mascherandosi da anticonformista ed antagonista, all'interno dei movimenti, inaugurando così una stagione nuova.

elaborazione a cura della redazione di InfoAntifa 

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