sabato 30 maggio 2009

Attentato in Iran: per i persiani c'è lo zampino americano


Un ufficiale del governo del Sistan-Baluchistan: 'Dietro l'attentato c'è la mano americana'. 
È di 19 morti il bilancio finale delle vittime dell'attentato di ieri in Iran alla moschea sciita di Zahedan, al confine con Pakistan e Afghanistan. Lo ha reso noto all'agenzia Irna il governatore della provincia di cui Zahedan è capoluogo, il Sistan-Baluchistan, Ali Mohammad Azad. Secondo un altro ufficiale della provincia, Jalal Sayyah, dietro l'attentato ci sarebbe l'ombra degli Stati Uniti: "Ci è stato confermato che i terroristi di Zahedan sono stati finanziati dall'America", ha detto Sayyah all'agenzia di stampa Fars. 

Le autorità hanno reso noto di aver arrestato membri di un gruppo terroristico che sarebbe responsabile dell'attentato. I feriti ricoverato in ospedale sono circa 80. L'esplosione è avvenuta ieri durante la preghiera della sera alla moschea sciita di Amir al-Momenin, secondo alcuni testimoni ad opera di un kamikaze. Principali sospettati sono gli indipendentisti sunniti, responsabili in passato di attentati e rapimenti di poliziotti. Il Sistan-Baluchistan è una regione poverissima, a maggioranza sunnita, crocevia del contrabbando di armi e droga e teatro di azioni terroristiche di indipendentisti.

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