domenica 12 aprile 2009

Pirati fuori controllo: presa nave italiana "Buccaneer"


Il rimorchiatore Buccaneer, battente bandiera italiana, è stato sequestrato da un gruppo di pirati a 60 miglia da Aden, nel tratto di mare tra Somalia e lo Yemen. A bordo 16 marinai, dieci italiani, un croato e cinque romeni. L'imbarcazione stava trainando due chiatte vuote e ora si sta dirigendo verso la Somalia. La nave è di proprietà della Micoperi Marine Contractors di Ravenna. Al momento non sarebbe arrivata nessuna richiesta di riscatto. "Credo che l'impasse non verrà superata prima di almeno 24-36 ore - dice il general manager della Micoperi, Silvio Bartolotti - preferisco per ora mantenere il riserbo per la buona riuscita della crisi". 

I marinai. Secondo fonti della base operativa della Micoperi di Ortona (Chieti), i dieci marinai italiani che sono a bordo della nave sequestrata dai pirati sono di Torre del Greco (Napoli), Bari, Latina, Trapani, Teramo. Il capitano è Mario Iarloi, 51 anni, di Ortona. 
Fanno parte dell'equipaggio anche due cittadini di 
Molfetta, a circa 30 chilometri a nord di Bari. Si tratta di un cuoco di 60 anni, F.T., e del direttore di macchina, I.A., di 54 anni. Lo si apprende da fonti della Capitaneria di Porto di Molfetta. I due pugliesi in ostaggio dei pirati sono iscritti nel compartimento marittimo di Molfetta e uno dei due è "sicuramente" residente della città del barese. Tre i marinai originari della provincia di Napoli e iscritti alla Capitaneria di Torre del Greco: Vincenzo Montella, Giovanni Vollaro e Bernardo Borrelli. 

La società. "Le ultime notizie che ho avuto sono rassicuranti, nel senso che la vicenda si potrebbe risolvere. Anche se non conosco l'evoluzione della situazione", ha detto dalla sede principale di Ravenna Silvio Bartolotti, general manager dell'azienda, il quale ha fatto capire di essere stato in contatto con fonti locali. Il Buccaneer, 75 metri di lunghezza, stava portando due bettoline da Singapore verso Suez. "La notizia dell'accaduto l'ho ricevuta via e-mail. L'ultima comunicazione risale alle 12,05. Sarebbero dovuti arrivare a destinazione verso mezzanotte", ha detto Bartolotti. 

L'armatore ha spiegato che non era la prima volta che veniva percorsa quella tratta e il "Buccaneer" aveva rispettato tutte le procedure previste per le navi che si accingono ad affrontare questa vasta sezione di mare infestata dai pirati, ma ciò non ha impedito all'imbarcazione di essere catturata. Bartolotti ha spiegato di non avere idea della destinazione della nave, adesso che è in mano ai pirati: "A bordo c'è un bottone che potrebbe farcelo capire, ma non è stato premuto", ha detto. 

L'equipaggio. I 16 membri dell'equipaggio "stanno bene, sono salvi e salvi" riferisce dal Kenya Andrew Mwangura, dell'East African Seafarers Assistance Program. La fonte ha spiegato che il sequestro è avvenuto questa mattina alle 11 locali (le 10 in Italia). 

L'ultimo contatto. "Come ogni giorno - ha detto Monaldo Bolognini, comandante della base operativa di Ortona della Micoperi - a mezzogiorno e trenta, ora italiana, abbiamo ricevuto la consueta comunicazione sulla rotta, la velocità e su eventuali problemi. 
Mezz'ora più tardi ci hanno comunicato che erano circondati dai pirati. Da allora non abbiamo avuto più contatti diretti con il nostro mezzo". 

L'attacco. Il comandante della Buccaneer ha segnalato di essere stato attaccato quando si trovava circa 70 miglia a sud di Aden. Anche il tenente Sergio Carvalho, a bordo della nave da guerra portoghese Corte-Real, ha detto che il rimorchiatore ha inviato una chiamata di soccorso prima che le comunicazioni si interrompessero, 6 minuti dopo. La nave portoghese si trovava troppo distante dal rimorchiatore per prestare aiuto. 

Fregata italiana in area sequestro. Nella zona opera anche la fregata Maestrale, della Marina militare italiana. Al momento la fregata si trova nelle acque di Gibuti, la città portuale situata sulla penisola che divide il Golfo di Aden dal Golfo di Tagiura, in zona quindi ma non a distanza utile per un intervento immediato. 

Farnesina. Il ministero degli Esteri, tramite la sua unità di crisi, "sta seguendo da vicino la vicenda relativa al sequestro del rimorchiatore d`altura nel golfo di aden con 16 membri di equipaggio di cui 10 di nazionalità italiana". Lo ha reso noto lo stesso ministero in una sua nota. "Sono in atto meccanismi di coordinamento a livello nazionale e si stanno valutando possibili forme di raccordo a livello internazionale per la gestione della vicenda", indica la nota, secondo cui "l'unità di crisi attraverso un rappresentante dell'armatore dell'imbarcazione italiana è in contatto con i familiari dei membri dell'equipaggio". 

Copasir in contatto con governo e intelligence. La vicenda viene seguita anche dal presidente del Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica. Francesco Rutelli è in contatto, riferisce lo stesso Copasir in una nota, "con il governo e con l'intelligence per seguire la situazione del sequestro". Lo scorso 18 dicembre il Senato ha approvato all'unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Rutelli, nel quale si chiedeva, in sostanza, l'impiego delle Forze armate per difendere le navi dagli attacchi pirati e l'adozione di regole d'ingaggio "che non si limitino alla difesa passiva del naviglio mercantile in transito nel Golfo di Aden, da assicurare comunque senza distinzioni di bandiera, ma contemplino anche attacchi alle imbarcazioni dei pirati". 

La vicenda Maersk Alabama. Intanto si fa sempre più teso il braccio di ferro tra la marina Usa e i pirati somali che hanno in ostaggio il comandante americano della Maersk Alabama, un mercantile noleggiato dal Programma alimentare mondiale. I pirati avevano tentato di avvicinarsi con una nave tedesca sequestrata confidando sul fatto che gli americani non avrebbero aperto il fuoco su un'imbarcazione battente bandiera amica e con 24 stranieri a bordo. Ma, hanno ammesso gli stessi banditi, non sono riusciti a localizzare la scialuppa a bordo della quale si trovano l'ostaggio americano e i quattro somali respinti dall'equipaggio della nave Alabama durante l'abbordaggio di alcuni giorni fa. I pirati speravano di usare la Hansa Stavanger, una portacontainer da 20mila tonnellate, come scudo per recuperare i compagni e l'ostaggio, Richard Phillips, ma hanno fallito. 

Indagine su morte di ostaggio francese. Intanto il ministro francese della Difesa, Herve Morin, ha ammesso che Florent Lemacon, l'ostaggio morto durante il blitz compiuto ieri dalla marina francese per liberare i cinque a bordo dello yacht 'Tanit', potrebbe essere stato ucciso da un proiettile sparato da un soldato francese. Un'indagine verificherà le responsabilità. I quattro liberati, tra cui un bambino di 3 anni, torneranno a Parigi con un volo charter. 

Fallito tentativo abbordaggio. E' invece fallito il tentativo di abbordare un cargo battente bandiera panamense. I pirati hanno sparato con un lanciarazzi contro il ponte di comando ma la granata è finita nella cabina del capitano, senza esplodere. L'equipaggio è riuscito a mettere in fuga gli aggressori usando gli idranti. 

In Kenya la nave americana assaltata. E' arrivata a Mombasa, in Kenya, la nave americana assaltata e poi rilasciata mercoledì scorso dai pirati, che hanno preso in ostaggio il capitano Richard Phillips. La Maersk Alabama trasporta 232 container di generi alimentari che il Programma alimentare mondiale dell'Onu ha destinato alla popolazione di Somalia, Ruanda e Uganda. I venti membri di equipaggio a bordo della nave saranno ora interrogati dall'Fbi, impegnato nei negoziati con i pirati per ottenere il rilascio di Phillips. Appena sceso dalla Maersk Alabama, il comandante in seconda della nave, Ken Quinn, ha elogiato il coraggio del capitano che, all'assalto dei pirati, ha detto all'equipaggio di chiudersi in cabina, consegnandosi al commando. "Ha salvato le nostre vite, è un eroe", ha affermato Quinn. 
 Il rimorchiatore Buccaneer, battente bandiera italiana, è stato sequestrato da un gruppo di pirati a 60 miglia da Aden, nel tratto di mare tra Somalia e lo Yemen. A bordo 16 marinai, dieci italiani, un croato e cinque romeni. L'imbarcazione stava trainando due chiatte vuote e ora si sta dirigendo verso la Somalia. La nave è di proprietà della Micoperi Marine Contractors di Ravenna. Al momento non sarebbe arrivata nessuna richiesta di riscatto. "Credo che l'impasse non verrà superata prima di almeno 24-36 ore - dice il general manager della Micoperi, Silvio Bartolotti - preferisco per ora mantenere il riserbo per la buona riuscita della crisi". 

I marinai. Secondo fonti della base operativa della Micoperi di Ortona (Chieti), i dieci marinai italiani che sono a bordo della nave sequestrata dai pirati sono di Torre del Greco (Napoli), Bari, Latina, Trapani, Teramo. Il capitano è Mario Iarloi, 51 anni, di Ortona. 
Fanno parte dell'equipaggio anche due cittadini di 
Molfetta, a circa 30 chilometri a nord di Bari. Si tratta di un cuoco di 60 anni, F.T., e del direttore di macchina, I.A., di 54 anni. Lo si apprende da fonti della Capitaneria di Porto di Molfetta. I due pugliesi in ostaggio dei pirati sono iscritti nel compartimento marittimo di Molfetta e uno dei due è "sicuramente" residente della città del barese. Tre i marinai originari della provincia di Napoli e iscritti alla Capitaneria di Torre del Greco: Vincenzo Montella, Giovanni Vollaro e Bernardo Borrelli. 

La società. "Le ultime notizie che ho avuto sono rassicuranti, nel senso che la vicenda si potrebbe risolvere. Anche se non conosco l'evoluzione della situazione", ha detto dalla sede principale di Ravenna Silvio Bartolotti, general manager dell'azienda, il quale ha fatto capire di essere stato in contatto con fonti locali. Il Buccaneer, 75 metri di lunghezza, stava portando due bettoline da Singapore verso Suez. "La notizia dell'accaduto l'ho ricevuta via e-mail. L'ultima comunicazione risale alle 12,05. Sarebbero dovuti arrivare a destinazione verso mezzanotte", ha detto Bartolotti. 


L'armatore ha spiegato che non era la prima volta che veniva percorsa quella tratta e il "Buccaneer" aveva rispettato tutte le procedure previste per le navi che si accingono ad affrontare questa vasta sezione di mare infestata dai pirati, ma ciò non ha impedito all'imbarcazione di essere catturata. Bartolotti ha spiegato di non avere idea della destinazione della nave, adesso che è in mano ai pirati: "A bordo c'è un bottone che potrebbe farcelo capire, ma non è stato premuto", ha detto. 

L'equipaggio. I 16 membri dell'equipaggio "stanno bene, sono salvi e salvi" riferisce dal Kenya Andrew Mwangura, dell'East African Seafarers Assistance Program. La fonte ha spiegato che il sequestro è avvenuto questa mattina alle 11 locali (le 10 in Italia). 

L'ultimo contatto. "Come ogni giorno - ha detto Monaldo Bolognini, comandante della base operativa di Ortona della Micoperi - a mezzogiorno e trenta, ora italiana, abbiamo ricevuto la consueta comunicazione sulla rotta, la velocità e su eventuali problemi. 
Mezz'ora più tardi ci hanno comunicato che erano circondati dai pirati. Da allora non abbiamo avuto più contatti diretti con il nostro mezzo". 

L'attacco. Il comandante della Buccaneer ha segnalato di essere stato attaccato quando si trovava circa 70 miglia a sud di Aden. Anche il tenente Sergio Carvalho, a bordo della nave da guerra portoghese Corte-Real, ha detto che il rimorchiatore ha inviato una chiamata di soccorso prima che le comunicazioni si interrompessero, 6 minuti dopo. La nave portoghese si trovava troppo distante dal rimorchiatore per prestare aiuto. 

Fregata italiana in area sequestro. Nella zona opera anche la fregata Maestrale, della Marina militare italiana. Al momento la fregata si trova nelle acque di Gibuti, la città portuale situata sulla penisola che divide il Golfo di Aden dal Golfo di Tagiura, in zona quindi ma non a distanza utile per un intervento immediato. 

Farnesina. Il ministero degli Esteri, tramite la sua unità di crisi, "sta seguendo da vicino la vicenda relativa al sequestro del rimorchiatore d`altura nel golfo di aden con 16 membri di equipaggio di cui 10 di nazionalità italiana". Lo ha reso noto lo stesso ministero in una sua nota. "Sono in atto meccanismi di coordinamento a livello nazionale e si stanno valutando possibili forme di raccordo a livello internazionale per la gestione della vicenda", indica la nota, secondo cui "l'unità di crisi attraverso un rappresentante dell'armatore dell'imbarcazione italiana è in contatto con i familiari dei membri dell'equipaggio". 

Copasir in contatto con governo e intelligence. La vicenda viene seguita anche dal presidente del Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica. Francesco Rutelli è in contatto, riferisce lo stesso Copasir in una nota, "con il governo e con l'intelligence per seguire la situazione del sequestro". Lo scorso 18 dicembre il Senato ha approvato all'unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Rutelli, nel quale si chiedeva, in sostanza, l'impiego delle Forze armate per difendere le navi dagli attacchi pirati e l'adozione di regole d'ingaggio "che non si limitino alla difesa passiva del naviglio mercantile in transito nel Golfo di Aden, da assicurare comunque senza distinzioni di bandiera, ma contemplino anche attacchi alle imbarcazioni dei pirati". 

La vicenda Maersk Alabama. Intanto si fa sempre più teso il braccio di ferro tra la marina Usa e i pirati somali che hanno in ostaggio il comandante americano della Maersk Alabama, un mercantile noleggiato dal Programma alimentare mondiale. I pirati avevano tentato di avvicinarsi con una nave tedesca sequestrata confidando sul fatto che gli americani non avrebbero aperto il fuoco su un'imbarcazione battente bandiera amica e con 24 stranieri a bordo. Ma, hanno ammesso gli stessi banditi, non sono riusciti a localizzare la scialuppa a bordo della quale si trovano l'ostaggio americano e i quattro somali respinti dall'equipaggio della nave Alabama durante l'abbordaggio di alcuni giorni fa. I pirati speravano di usare la Hansa Stavanger, una portacontainer da 20mila tonnellate, come scudo per recuperare i compagni e l'ostaggio, Richard Phillips, ma hanno fallito. 

Indagine su morte di ostaggio francese. Intanto il ministro francese della Difesa, Herve Morin, ha ammesso che Florent Lemacon, l'ostaggio morto durante il blitz compiuto ieri dalla marina francese per liberare i cinque a bordo dello yacht 'Tanit', potrebbe essere stato ucciso da un proiettile sparato da un soldato francese. Un'indagine verificherà le responsabilità. I quattro liberati, tra cui un bambino di 3 anni, torneranno a Parigi con un volo charter. 

Fallito tentativo abbordaggio. E' invece fallito il tentativo di abbordare un cargo battente bandiera panamense. I pirati hanno sparato con un lanciarazzi contro il ponte di comando ma la granata è finita nella cabina del capitano, senza esplodere. L'equipaggio è riuscito a mettere in fuga gli aggressori usando gli idranti. 

In Kenya la nave americana assaltata. E' arrivata a Mombasa, in Kenya, la nave americana assaltata e poi rilasciata mercoledì scorso dai pirati, che hanno preso in ostaggio il capitano Richard Phillips. La Maersk Alabama trasporta 232 container di generi alimentari che il Programma alimentare mondiale dell'Onu ha destinato alla popolazione di Somalia, Ruanda e Uganda. I venti membri di equipaggio a bordo della nave saranno ora interrogati dall'Fbi, impegnato nei negoziati con i pirati per ottenere il rilascio di Phillips. Appena sceso dalla Maersk Alabama, il comandante in seconda della nave, Ken Quinn, ha elogiato il coraggio del capitano che, all'assalto dei pirati, ha detto all'equipaggio di chiudersi in cabina, consegnandosi al commando. "Ha salvato le nostre vite, è un eroe", ha affermato Quinn. 
di Giovanni Gagliardi

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