giovedì 23 aprile 2009

L'Egitto colpisce Hezbollah


Nelle ultime due settimane, l’attenzione della stampa e delle televisioni arabe è stata monopolizzata dalla crisi politica scoppiata fra il governo egiziano ed il gruppo libanese Hezbollah, a seguito della notizia secondo cui le forze di sicurezza egiziane avevano scoperto ed arrestato i membri di una cellula di spionaggio affiliata al movimento libanese, che operava in territorio egiziano.

Il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, pur ammettendo l’esistenza di questa cellula, ha affermato che il suo obiettivo era di aiutare la resistenza palestinese a Gaza, e non certo quello di destabilizzare l’Egitto. 



In realtà, l’episodio della scoperta di questa rete di spionaggio risale al novembre scorso – dunque addirittura prima della guerra di Gaza – ma è stato reso noto soltanto adesso. Anche questo particolare ha sollevato numerosi interrogativi fra gli addetti ai lavori, molti dei quali si sono chiesti perché rivelare proprio adesso un fatto risalente a diversi mesi fa, scatenando una grave crisi politica che in realtà non coinvolge solo l’Egitto e Hezbollah, ma si inserisce nell’ambito della sempre più aspra contrapposizione fra l’Iran ed i suoi alleati (fra cui il movimento libanese) da una parte, e l’Egitto, l’Arabia Saudita e gli altri paesi arabi “moderati” dall’altra.

La polemica si è fatta rovente, non solo a livello arabo (essa ha trovato ampio spazio sui principali quotidiani e su canali satellitari del calibro di al-Jazeera), ma anche all’interno dell’Egitto stesso, dove l’opinione pubblica ha espresso pareri tutt’altro che unanimi.

Da questo episodio emergono due dati in particolare: fino a che punto la crisi di Gaza abbia scosso gli equilibri ed inasprito le tensioni all’interno del mondo arabo, e quanto sia profonda la contrapposizione fra i paesi arabi del “fronte moderato” da un lato e l’Iran dall’altro.

Se si tiene conto anche del violento antagonismo esistente fra l’Iran ed Israele e della scottante questione nucleare iraniana, si comprende quanto sia incerto l’esito del tentativo di dialogo avviato dal presidente americano Obama nei confronti di Teheran (lo conferma, fra l’altro l’episodio di ieri alla Conferenza ONU sul razzismo, a Ginevra, quando i diplomatici occidentali hanno abbandonato in massa l’aula a seguito del discorso di Ahmadinejad contro Israele ).

Sulla base di questi ultimi sviluppi, a livello regionale ed internazionale, ci si rende conto che quello con l’Iran rischia di essere il prossimo fronte infuocato del Medio Oriente, e che la questione palestinese – l’altra questione chiave della regione – rischia di diventare ostaggio dell’emergente confronto con Teheran.

Fonte: http://www.medarabnews.com/ - redazionale

Link: http://www.medarabnews.com/2009/04/22/la-crisi-fra-l’egitto-e-hezbollah/

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