domenica 26 aprile 2009

Multinazionali, possiamo condizionarle!


"CAMBIANO i tempi. Ma gli immigrati non si fermano. Nonostante governino forze politiche inflessibili e "cattive": gli stranieri continuano ad arrivare. Da est e da sud. Per terra e soprattutto per mare. Con ogni mezzo. Barche, barchini, barconi e gommoni. Partono in tanti. Ogni giorno. Uomini, donne e bambini. E in molti non arrivano. Quel piccolo pezzo di mare che separa l'Africa dalla Sicilia è un cimitero dove giacciono un numero imprecisato di imbarcazioni e migliaia di persone.  Persone? Per definirle tali dovremmo "percepirle". Invece non esistono. Sono "clandestini" quando si mettono in viaggio e quando riescono ad entrare nei paesi di destinazione. Ma anche quando vengono ammassati nei Cpa. Migranti perenni. Non riescono a trovare una nuova sistemazione - stabile e riconosciuta - ma non possono neppure tornare indietro"(la Repubblica). 

Un flusso costante di informazioni sembra ormai quasi travolgerci, dalla tv, dalla radio, dal web, eppure in pochi sanno districarsi e capire a fondo una data notizia. L'impressione è che ciò che accade dipenda da fattori a noi estranei e su cui non possiamo incidere.

Perchè ad esempio dall'Africa continuano ad arrivare migliaia di persone? Perchè queste persone sfidano il deserto, il mare, che spesso vedono per la prima volta, e la morte? La fame e la miseria certo, la guerra, da cui cercano di scappare, molto spesso, i regimi autoritari e crudeli sicuramente. Ma perchè a cinquant'anni dal completamento della decolonizzazione in questo continente le cose sembrano essere precipitate? Cerchiamo di soffermarci un attimo e riflettere solo sulle questioni superficiali del problema, quelle che noi tutti possiamo scorgere senza far parte di qualche intelligence. L'Africa è un continente enorme con una varietà di popolazioni, lingue e culture sterminato, dotato di una fauna e di una flora stupefacente, ma soprattutto stracolma di ricchezze. Giacimenti di tutti i tipi si trovano sopra e sotto questo suolo immenso, giacimenti che sembrano essere diventati la maledizione e la condanna a morte dell'Africa. Oro, argento, petrolio, gas,uranio, diamanti, coltan, rame, platino, manganese, cromo, nichel, bauxite e cobalto ecc. ecc., sui quali si sono avventate le multinazionali europee prima, americane poi, cinesi ora. Il punto è, perchè pagare un prezzo corretto per queste materie quando pagando una bustarella relativamente piccola ai dittatori di turno si può comprare a molto meno? E se qualche presidente illuminato non scende a patti o semplicemente risulta troppo esoso, basta mandare una squadra di mercenari e rovesciarlo con un colpo di stato o semplicemente assassinarlo. Oppure meglio ancora finanziare gli oppositori, mai assenti, (semplicemente uomini pronti a prendere il posto del tiranno da sostituire) per iniziare una guerra civile. In tutto questo le popolazioni contano meno di niente, costrette a combattere, fuggire ed essere massacrate per un gioco in cui a loro è spettato il solo ruolo di perdenti. Infine, il colpo di grazia è stato inferto dai sussidi all'agricoltura, interna, di Stati Uniti ed Unione Europea che hanno letteralmente tolto le residue speranze di sopravvivenza delle popolazioni africane. Faccio parte della popolazione occidentale, sono bianco, compro prodotti delle multinazionali e difficilmente potrei farne a meno, vivo uno stile di vita a cui difficilmente potrei rinunciare, ma voglioe posso far sentire la mia voce , le multinazionali devono cambiare il loro modo di gestire gli affari, se comprano a 10 per vendere a 100 il loro utile sarà di 90, ma se comprano a 60 per vendere a 100 il loro utile sarà di 40, perciò per noi consumatori il prezzo rimarrà invariato, le multinazionali assottiglieranno i loro utili ma saranno ugualmente profittevoli e le popolzioni africane avranno parte degli introiti di questi commerci. Per convincere queste Multinazionali è molto semplice "NON COMPRATE LE LORO AZIONI O OBBLIGAZIONI" se prima non firmano degli accordi con i governi democraticamente eletti in cui si stabilisce alla luce del sole quali sono le condizioni con cui si sta svolgendo un determinato commercio. Facendo tali pressioni sulle multinazionali potremo far sentire la nostra voce.

di Onoff - redazionale 

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