venerdì 17 aprile 2009

In Italia ci sono 113 basi militari americane ancora operative. Perchè?


Proviamo a fermare un tizio per strada, un interlocutore qualsiasi, e a domandargli perché in Italia ci sono 113 basi militari americane ancora operative, tutte sotto l'egida di una struttura militare difensiva  concepita ben 60 anni fa.

Un qualsiasi individuo di medio spessore culturale, di quelli appartenenti alla stragrande massa degli elettori che votano dalla destra tardo-populista, alle varie sinistre riformiste e riformate,  ti risponderà con accenni più o meno variabili così:

  • Ci hanno salvato dal Fascismo;
       
  • Ci hanno salvaguardato dal Comunismo;
       
  • Ci proteggono oggi dall'Islam;
       
  • La Nato è l'assicurazione sulla vita della nostra beneamata democrazia.

Il discorso sembra chiudersi qui, perché ci troviamo davanti ad un classico dogma di fede, come tanti altri , un postulato che non ammette dimostrazione. È così e basta.

Ma tu provi a questo punto ad  insistere e a generare nell'individuo qualche malsano dubbio.

Provi ad obbiettare per esempio che il Fascismo è finito dal 1945, che  il Comunismo è finito nel 1989, e che casomai dall'Islam saremmo in grado di difenderci da soli, se non addirittura di dialogarci; poi gli spieghi che non capisci perché la Nato è servita in certe circostanze non per difendere, ma  per aggredire: ad esempio un popolo europeo come quello Serbo (già dimenticati  i bombardamenti su Belgrado?); e se la Nato invece di avere un "mission" difensiva, fosse stata concepita con lo scopo di imperversare nell'area mediterranea come terra di conquista o, peggio ancora, considerare semplicemente l'Italia una sottocolonia strategica  da dominare con atti più o meno palesi; e quando non bastavano quelli palesi, negli anni, si è  intervenuto anche con ben altro?

E mentre il Tuo interlocutore perplesso cambia leggermente il colore nel viso, gli racconti che la Nato è stata un inganno, e se ne accorse perfino  lo stesso De Gaulle, che non era né fascista, né comunista, né islamico, ma un Capo di Stato con "C" maiuscola, uno che aveva percepito che il destino Europeo era slegato dal gioco occidentale, e/o bisognava ridare casomai alla parola “Occidente” il senso originario che aveva prima che ne iniziasse il tramonto. L'Europa delle Patrie di De Gaulle infatti non aveva bisogno della Nato. Tutt'altro.

Poi, mentre il Tuo amabile interlocutore, ormai terrorizzato, prova a sottrarsi alla tua nevrotica istigazione (gli stai infatti distruggendo tutte le certezze, una ad una, e stai generando in Lui uno stato di smarrimento infinito), gli spieghi che le basi Nato presenti in Italia vengono pagate con le tasse dei contribuenti italiani, cioè le paga Lui, finiscono sempre per incidere sul bilancio, mentre quei soldi li si potrebbe utilizzare altrimenti; e sono soldi che non servono alla fine neanche per dare prestigio e professionalità al nostro esercito; un esercito spesso  arruolato e sacrificato per semplici missioni da ascari compiacenti della globalizzazione, nelle guerre imperiali contro terzo mondo; gli racconti che il nostro esercito è stato da tanto tanto tempo privato di un proprio e personale spirito "imperiale", azzoppato nell'orgoglio, avvilito nel ruolo, un esercito reso innocuo, addomesticato, dopato.

E non che i nostri militari siano per spirito ed addestramento e/o strategica intelligenza al di sotto degli altri. Tutt'altro; basta vedere come si sanno muovere nelle aree di crisi, e come sanno proporre i processi di “peace-keeping” a differenza degli americani che si muovono di solito come elefanti nelle cristallerie.

Ma il tuo interlocutore di fronte a queste ultime battute è ormai sbiancato del tutto;e Tu gli dai il colpo di grazia e gli racconti che al Cermis i signori americani della Nato, giocando con i loro aeroplanini tecnologici, hanno tirato giù una funivia piena di gente innocente che, forse, dalle basi della Nato sono partiti i responsabili del strage di Ustica, e che gli alti comandi della Nato sono i probabili diretti responsabili della “strategia della tensione” in Italia (e non solo) dal 1965 e, infine, complici comunque della degenerazione della lotta politica degli anni 70.

A quel punto il tuo interlocutore, dalla paura passa alla rabbia, e ti addita come un nemico interno, quello che attenta alla vita di suo figlio, al suo futuro onesto di cittadino; tu sei un alternativo hippy fuori tempo massimo, un sostenitore di al-Qa’ida, un anarchico utopista magari un po' comunista, se non peggio un cripto-fascista.

Ma tu che sai dosare odio ed amore lo tranquillizzi, e gli provi poi a spiegare che la realtà è un tantinello più complessa di quella che hanno raccontato per 60 anni, e che racconteranno a suo figlio; forse le 113 basi Nato vengono in realtà utilizzate oggi come centri di occupazione territoriale, come fonti di pressione geopolitica, e non solo sul Vicino e il Medio Oriente, ma verso tutta l'area mediterranea; che quelle basi forse sono ancora lì non per liberarci o per difenderci da qualcuno o da qualcosa, ma per agire se qualcuno esce fuori dagli schemi di controllo rivendicando principi di sovranità, di identità e d’indipendenza. Eh già, quelle basi militari condizionano di fatto da 60 anni tutte le scelte economiche, politiche e culturali del nostro Paese.

A questo punto il Tuo interlocutore prende un cellulare per chiamare la Polizia, i Carabinieri ed infine un dottore psicologo per farTi analizzare come un marziano. Ma tu nuovamente lo dissuadi e lo ritranquillizzi abbassando il tono, cercando semplicemente di spiegare che, forse, la Nato oggi non serve più o, perlomeno, non è più “utile” così come è stata concepita, perché  per esempio è un ostacolo politico all’integrazione di una forza militare tutta e squisitamente europea. Una vera forza militare tutta "nostra" per eredità storico-geopolitica deve saper mediare con la nazione araba, soprattutto ora che le guerre americane hanno creato solo scompensi ed incomprensioni reciproche, e deve cercare soprattutto una perfetta integrazione con tutta l'Europa e la Russia; insomma cominci a proporre un modello alternativo di difesa militare che guardi ad altri spazi, e a quel naturale processo di integrazione continentale eurasiatica: il nostro naturale destino (e anche il naturale Nightmare per gli Usa!).

E mentre il Tuo interlocutore ti guarda ora anche incuriosito, gli cominci a far balenare il dubbio che Suo figlio, in realtà, potrebbe condividere un giorno non lontano, un destino comune con 400.000.000 milioni di persone, un blocco unico e compatto da Brest a Vladivostok, autosufficiente nelle risorse energetiche, autarchico sul piano economico, con una storia "tragica" alle spalle (due guerre europee), con una cultura tutto sommato lineare, e, diciamolo senza paura: soprattutto  con un sangue comune. Forse anche nel tuo interlocutore è cominciato a sorgere il dubbio che in realtà, dopo 60 anni, i nostri figli non abbiano più effettivamente bisogno della Nato ma di qualcos'altro ... E che forse è proprio la Nato  l'ostacolo a questo "qualcos'altro" che potrebbe nascere...

Chiudere la Nato e le sue basi d’occupazione territoriale favorirebbe sicuramente un rafforzamento progressivo degli eserciti nazionali all'interno della UE; un’integrazione perfetta e senza criticità geopolitica con tutta la Federazione Russa (la fine dei giochetti di sponda miranti alla destabilizzazione continentale con l'Ucraina e con la Georgia); un’integrazione perfetta non solo sul piano strategico-energetico (quello già sta avvenendo grazie a Putin), ma anche su quello strategico-militare; significherebbe guarda caso per gli Usa perdere il ruolo centrale, significherebbe la fine dell'egemonia della novella Cartagine d'oltreoceano e la rinascita di una "Romanitas" nell'Europa di Mezzo. Soprattutto ora che l'asse del mondo si sta  vertiginosamente spostando verso l'Estremo Oriente.

Perché, effettivamente, non serve una laurea per capire che un blocco politico, culturale e militare paneuropeo, legato al Nomos della Terra, ad un "Impero Interiore" mai morto (semplicemente esiliato), metterebbe in seria difficoltà le potenze del mare, metterebbe fuori gioco la loro falsa economia eterodiretta e globalizzata, non darebbe più valore alla loro moneta, azzererebbe di colpo la loro forza militare, farebbe riscoprire miracolosamente all'Europa la sua atavica forza: una forza ed una potenza dissuasiva che ridimensionerebbe l'unico  "principale nemico", un nemico "Nato" per fregarci... da 60 anni.

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