lunedì 20 aprile 2009

Guerra alla droga sul confine USA-Messico


Il successo della visita in Messico del ministro degli Esteri americano Hillary Clinton il 25-26 marzo ha gettato le basi per la cooperazione operativa e di intelligence tra Stati Uniti e Messico necessaria a sconfiggere il traffico di droga che minaccia il tessuto sociale ed economico di entrambi i paesi - e del mondo.

Dopo aver riconosciuto il fatto che la guerra provocata dal cartello della droga contro il Messico sotto gli occhi dell’amministrazione Bush-Cheney costituiva una minaccia agli Stati Uniti stessi, l’amministrazione Obama ha messo a punto una serie di misure nei confronti del Messico che, pur non essendo sufficienti a risolvere il problema, contengono molti degli elementi principali identificati da Lyndon LaRouche come colonne portanti di una strategia vincente: la condivisione di intelligence in tempo reale, ponendo enfasi su tecnologie di sorveglianza non letali (satelliti, imaging etc); rispetto della sovranità e ritorno ad una politica economica fondata sullo sviluppo infrastrutturale a lungo termine e sull’industrializzazione.


A differenza dell’arrogante politica anti-Messico che dominava a Washington finora, I funzionari della nuova amministrazione USA hanno riconosciuto il fatto che il problema della droga è “una strada a doppio senso”, come l’ha definita Obama: la droga viene dal Messico, ma i cartelli non esisterebbero senza il flusso di armi e di denaro contante proveniente dal sud degli Stati Uniti.

Alla vigilia della visita della Clinton in Messico, funzionari ad alto livello del ministero della Giustizia e della Homeland Security hanno annunciato un vasto piano “per estendere la lotta ai cartelli della droga messicani” che operano all’interno degli Stati Uniti e sulla parte americana del confine. Pur non disponendo di fondi sufficienti, il piano consente l’uso di tecnologie avanzate sul confine ed il rafforzamento delle “task force dirette dalle Procure e basate sull’intelligence” per arrivare ai capi e i finanziatori dei cartelli della droga, in coordinamento coi funzionari messicani. L’arresto di tre boss di due dei principali cartelli del Messico (Sinoloa e Golfo) la settimana prima della visita di Hillary è indicativo del fatto che il coordinamento di intelligence tra Stati Uniti e Messico era già operativo prima ancora di essere annunciato.

Il messaggio del Segretario di Stato USA in Messico è stato che gli Stati Uniti considerano quello con il Messico “uno dei rapporti più importanti tra due paesi al mondo”, anche andando oltre la guerra alla droga che è, ciononostante, una “corresponsabilità” di entrambe le nazioni. Nella conferenza stampa congiunta, il ministro degli Esteri messicano Patricia Espinosa ha definito “estremamente fruttuoso” l’incontro tra la Clinton e il Presidente Felipe Calderon e Hillary ha annunciato che “Messico e Stati Uniti costituiranno un ufficio operativo bilaterale”.

Seguiranno le visite in Messico del ministro dell’Interno Janet Napolitano e del ministro della Giustizia Holder, che parteciparanno il 1-2 aprile ad una conferenza binazionale sul traffico di droga che si terrà a Cuernavaca, in Messico. Il Presidente Obama incontrerà il Presidente Calderon in Messico il 16-17 aprile, durante la sua visita per il vertice delle Americhe.

Quello che manca finora al piano è come affrontare la crisi economica da cui trae vantaggio il traffico di droga. Il movimento di LaRouche in Messico e negli Stati Uniti ritiene che una proposta importante per rafforzare la cooperazione sul confine sia il grande progetto di sviluppo idrico per il nord est del Messico, noto come PLHINO, che è rimasto sulla carta per decenni.

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