mercoledì 29 aprile 2009

Aerei bidone, all'Italia piace far collezione


Nel 2001 il governo italiano firma un contratto da quasi un miliardo di dollari per l'acquisto di quattro aerei da rifornimento in volo. La scelta cade sul Boeing KC767A che al momento esisteva solo come versione ipotetica del ben noto aereo civileC'era l'urgenza di sostituire i quattro vecchissimi Boeing 707, comprati usati (qualcuno dice esausti) dalla compagnia aerea portoghese TAP e adattati, non senza difficoltà, al ruolo di aerocisterne solo dieci anni prima. Troppo rumore e troppo inquinamento sonoro e atmosferico da quei vecchi motori, come se non fossero già stati vecchi dieci anni prima: il 707 è stato progettato alla fine degli anni ‘40. Altre "vocine" parlavano invece di difficoltà di approvvigionamento dei pezzi, costi esorbitanti per ora di volo e di forti limitazioni all'impiego degli aerei a causa del rischio di tenuta della struttura. Scegliendo un aereo molto conosciuto, il 767 era in produzione dal 1982, si pensava di avere vita facile e che i nuovi arerei sarebbero arrivati presto.



L'Italia però sottoscriveva un contratto in bianco, per un aereo che -nella versione richiesta- non aveva mai volato. Essere il "cliente di lancio" non è mai un buon affare, a meno che la casa costruttrice non sia disposta a scendere molto col prezzo. Tuttavia il governo -anzi i governi vista la successione tra il 1999 ed il 2001 dei due diversi schieramenti- preso dalla smania di avere il giocattolo nuovo, come i ragazzini che fanno nottata davanti al negozio per comprare l'ultimo videogioco, firmava tutto.Un contratto di quel valore non poteva non comprendere compensazioni "offset" in quantità almeno pari alla cifra sborsata in contanti e così fu. Era un offset conglobato al contratto stesso, una specie di compartecipazione agli utili, ma anche al rischio. L'industria aeronautica italiana con tutti i suoi nomi più grossi venne coinvolta, perfino Alitalia entrò nella partita. La Boeing avrebbe fatto gli aerei e le ditte italiane si sarebbero occupare (in particolare le Officine Aeronavali di Napoli di Alenia Finmeccanica) dell'assemblaggio del sistema di rifornimento, sia per i velivoli nazionali che per quelli destinati ad altri acquirenti, il tutto all'interno di una griglia predeterminata di scadenze ed oneri dalle due parti dell'Atlantico. La consegna dei primi aerei doveva avvenire nel 2005 e terminare nel 2008. Quasi contemporaneamente all'Italia anche il Giappone sottoscrisse una commessa simile, inutile dire che anche essere il secondo cliente di lancio non è un buon affare, specie se si tiene presente che le forze aeree americane non avevano (e non hanno ancora) adottato il velivolo. Ma come? L'Usaf da sempre compra gli arerei che l'industria nazionale le propone, ma stavolta mandava avanti altri, forse per vedere quanto la strada fosse sicura. Passa il tempo e i problemi di sviluppo del nuovo sistema si sentono, in pratica le modifiche rispetto ad un 767-200 commerciale sono: militarizzazione degli impianti di comunicazione, un generale rinforzo della struttura e del pavimento del ponte principale, portellone laterale per il carico di persone e materiali e soprattutto l'integrazione dei sistema misto di rifornimento. Nella versione italiana l'aereo monta due diversi sistemi per il rifornimento: in coda un sonda rigida ad alta portata, secondo lo standard dell'Usaf. Sulle ali e sulla pancia tre sistemi flessibili a canestro adottati da tutte le altre forze aeree occidentali e dalla Us Navy. Visto che in Italia si sta usando un mix-dei due sistemi (a causa degli F16 che abbiamo in affitto, ma questa è un'altra storia) la scelta non poteva che essere la più complessa.Il primo aereo pagato dall'Italia vola dal 2004, ma i piloni delle stazioni di rifornimento flessibili sotto le ali e sotto la pancia creano vortici e vibrazioni, è pericoloso e non si può avanzare nella produzione. Negli Usa comincia una campagna di prove in volo con decine di prove e tentativi, ma nel frattempo il tempo passa. La Boeing da la colpa ai fornitori italiani che non rispettano i tempi di consegna, le responsabilità si rimpallano, e alla fine del 2007 decide di far da se. Intanto i 767 giapponesi "passano avanti", sembra perché siamo più semplici da far volare, visto che hanno solo il sistema rigido in coda. Sarà, ma anche per loro la prima consegna è a febbraio 2008. Ora sembra che i problemi di integrazione siano stati risolti, ma di vedere gli arerei in Italia se ne parla forse da quest'anno e dal maggio 2008 non vola più nemmeno l'ultimo dei vecchi 707. Il sistema delle compensazioni è in discussione e la Boeing -vista la figuraccia rimediata- rischia di perdere la gara che l'Usaf ha bandito per centinaia di velivoli. Verrebbe da sorridere: uno strumento di guerra in meno -le aerocisterne servono per tenere in volo per più tempo i bombardieri- è sempre una buona cosa... Già, ma alla fine questa storia è un altro buco dove far sparire i soldi: un miliardo di dollari e si badi bene, sono dollari "costanti" cioè al riparo dalle bizzarrie dei cambi. Un miliardo per quattro aerei... un affare, per chi? Il KC767A non vola, ma di sicuro certi stipendi e certe carriere non restano al palo.

di
Paolo Busoni
Link: http://it.peacereporter.net/articolo/15323/Ma+vola%3F+No%2C+of+course

lunedì 27 aprile 2009

Le candidate del PdL alle europee, finalmente facce nuove!

Angela Sozio - concorrente del Grande Fratello


Eleonora Gaggioli - attrice presentatrice ospite Tv



Barbara Matera- presentatrice Tv



Camilla Ferranti tronista di uomini&donne
 di Onoff - Nuovediscussioni

Tigri Tamil vicine alla sconfitta


I ribelli srilankesi delle Tigri Tamil hanno proclamato oggi un cessate-il-fuoco unilaterale, mentre l'esercito li circonda ormai in un'area molto ristretta dove sono intrappolati anche migliaia di civili. Lo hanno annunciato i separatisti. Ma il governo ha risposto no alla tregua, e il segretario alla Difesa srilankese ha liquidato l'annuncio come uno "scherzo", affermando che i ribelli si devono arrendere."Di fronte a una crisi umanitaria senza precedenti e in risposta agli appelli lanciati da Onu, Ue e dai governi dell'India e di altri (paesi), Le Tigri di Liberazione del Tamil Eelam (Ltte) hanno annunciato un cessate il fuoco unilaterale", dice un comunicato dello stesso Ltte."E' uno scherzo. Non stanno combattendo contro di noi, stanno scappando da noi - ha detto a Reuters il segretario alla Difesa dello Sri Lanka, Gotabya Rajapaksa, in un'intervista telefonica - Non c'è bisogno di un cessate-il-fuoco. Si devono arrendere. E così". 



leri i ministri degli Esteri del G8 avevano lanciato un appello a favore delle migliaia di civili intrappolati nella guerra civile nell'isola e avevano condannato con forza l'uso da parte dei ribelli delle Tigri Tamil di "scudi umani". Mentre aumenta la pressione diplomatica sull'escalation della guerra civile che dura da 25 anni e migliaia di profughi, impossibilitati a fuggire, si sono ammassati nel nord del Paese, teatro dei combattimenti, i ministri degli Esteri del G8 hanno invitato a porre fine al conflitto e dato il proprio sostegno all'invio dell'assistenza umanitaria delle Nazioni Unite. La pressione diplomatica si è accentuata nei giorni scorsi con il Consiglio di Sicurezza Onu, gli Usa, l'India e altri stati che hanno chiesto alle autorità srilankesi di fermare l'offensiva e alle Tigri Tamil di arrendersi per evitare perdite di civili. "Condannando con forza l'uso di civili come scudi umani dall'Ltte (il fronte di liberazione del Tamil Elaam), l'uccisione di civili e il terrorismo in tutte le sue manifestazioni, chiamiamo tutte le parti a prendere tutte le azioni necessarie per evitare ulteriori perdite civili", dice la dichiarazione del G8, diffusa ieri dall'Italia, che ne ha la presidenza di turno. L'Onu dice che almeno 6.500 persone potrebbero essere state uccise nei combattimenti negli ultimi tre mesi, mentre l'esercito dello Sri Lanka sta cercando di condurre l'offensiva finale contro le Tigri Tamil, che combattono dagli anni 70 per la creazione di uno stato indipendente della minoranza Tamil. Entrambe le parti si accusano reciprocamente di sparare sui civili, negando di esserne responsabili. 

Fonte: Reuters

Link: http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE53P04220090426

L'Iraq e i sei anni dell'Apocalisse


Cari amici, sono orgogliosa di essere una scienziata e una ricercatrice. Ho costruito la mia carriera su teorie e numeri. Come docente insegno ai miei studenti che tutto si basa sulla scienza, tutto ha una ragione. Perciò mi sento sempre frustrata quando mi ritrovo soverchiata dai sentimenti su alcuni argomenti specifici.
Uno di questi argomenti è l'occupazione del mio paese, l'Iraq. Su questa materia trovo che non riesco a essere spassionata. Non riesco a essere la ricercatrice e l'osservatrice e discutere senza sentimento o emozione, come ci si aspetta da me a volte. Mi trovo a fare ricerca sui danni causati dalla guerra e dall'occupazione, e la mia mente freme di rabbia, i miei occhi bruciano di lacrime disperate per la situazione del mio paese.
Sei anni sono passati dall'attacco e il dolore è fresco e tagliente come lo era nel Marzo del 2003. Quest'anno ho deciso di guardare la cosa da scienziata. Non attacchero la questione con l'emozione. Lascerò che i numeri parlino da soli. Quest'anno mi rilasserò e farò la parte dell'analista, della ricercatrice, su questo argomento che è il più vicino al mio cuore. 



Sei anni di occupazione

- 72 mesi di distruzione.

- $607 miliardi spesi per la guerra.

- 2 milioni di barili di petrolio venduti ogni giorno. 

- 2 milioni di iracheni profughi all'interno del paese.

- 3 milioni di iracheni costretti a lasciare il paese. 

- 2615 professori, scienziati e dottori uccisi a sangue freddo.

- 338 giornalisti uccisi.

- $13 miliardi sprecati dall'attuale governo iracheno.

- $400 miliardi necessari per ricostruire le infrastrutture irachene.

- 3 ore di elettricità in media al giorno.

- 24 autobombe al mese.

- 7 grandi organizzazioni mafiose che gestiscono il paese.

- 4260 americani morti.

- 10000 casi di colera ogni anno.

- 50 amici miei uccisi.

- 22 miei parenti uccisi.

- 15 rapimenti di parenti stretti e di persone che conosco e amo.

- Almeno 1.3 milioni di iracheni morti dall'inizio del 2003.

Sei anni di occupazione e in qualche modo i numeri non migliorano. Anno dopo triste anno il numero dei morti e dei profughi cresce mentre continuiamo a raccogliere i frutti dell'occupazione americana del nostro paese.

Perciò i numeri parlano da soli. Sei. Sei mesi è ciò che è servito a gran parte degli iracheni per capire che nulla di buono poteva venire da questa guerra e occupazione. Sei anni è quanto è servito al resto del mondo. Sei anni, sei milioni di iracheni profughi dentro e fuori l'Iraq, ben più di un milione di iracheni morti o morenti all'interno del paese.

Come scienziata, come ricercatrice, è un disastro che non sarà mai documentato a sufficienza con numeri e parole. Come ricercatrice, i numeri sono così pazzeschi che ritorniamo sui nostri passi e li ricalcoliamo per assicurarci che siano veri. Come irachena, è qualcosa che fa ribollire di rabbia. I numeri e le statistiche mi riempiono di rabbia e vergogna che fanno palpitare il mio cuore e ribollire il mio sangue. E' una rabbia verso tutti coloro che sono silenziosi e incuranti, e vergogna per il poco che tutti stiamo facendo.

Souad N. Al-Azzawi
Professore Associato,
Baghdad, Iraq
26 Marzo 2009

La Dr.ssa Souad Naji Al-Azzawi è ex vice-presidente della Mamoun University of Scientific Affaires; ex professore di ingegneria ambientale alla Baghdad Univ., vincitrice nel 2003 del Nuclear-Free Future Award per il suo lavoro sulla contaminazione ambientale dopo la Guerra del Golfo in Iraq. Ha pubblicato 50 articoli sulla gestione di rifiuti pericolosi e sulla contaminazione radiologica causata in Iraq dalle armi all'uranio impoverito.Essenziali studi e articoli della Dr.ssa Souad Naji Al-Azzawi pubblicati dal BRussells Tribunal:

Depleted Uranium Radioactive Contamination In Iraq [PDF]- (“Contaminazione radioattiva da uranio impoverito in Iraq”, Agosto 2006).

Deterioration of Iraqi Women's Rights and Living Conditions Under Occupation [PDF] - (“Deterioramento dei diritti delle donne irachene e delle loro condizioni di vita sotto l'occupazione”, 19 Dic. 2007).

Crimes of the Century: Occupation & Contaminating Iraq with Depleted Uranium [PDF] - (“Crimini del secolo: occupare e contaminare l'Iraq con l'uranio impoverito”, 15 Giugno 2008). 

Titolo originale: "Let the Numbers Speak"

Fonte: http://www.brusselstribunal.org/

domenica 26 aprile 2009

Messico, vivere in un incubo


Strade semideserte, l'esercito che distribuisce a tutti mascherine azzurre, l'ordine di evitare ogni contatto non necessario con la gente, di non stringere mani, non condividere posate o bicchieri, non baciarsi. E' quasi surreale l'atmosfera asettica che si respira a Città del Messico, paralizzata dall'emergenza influenza suina, e nelle altre zone del Messico dove si trovano i focolai del contagio. E la gente non sa bene come reagire all'allarme: le numerose testimonianze che arrivano ai giornali, alle reti tv, siti e network - locali ed internazionali - raccontano di persone spaventate, trovatesi da un giorno all'altro in un incubo che ha cambiato loro la vita, anche se qualcuno è convinto che l'allarme dato dai media sia esagerato. "Ho paura, lavoro per una grande compagnia e credo che questa influenza sia molto contagiosa" scrive Nallely L alla Bbc. "E' tutto molto strano", continua, "la gente rimane in casa o esce solo per andare a fare la spesa o all'ospedale. La maggioranza gira con le mascherine sulla bocca, concerti, festival, perfino la messa sono stati cancellati. Le trasmissioni alla radio e alla tv sono interrotte da comunicati che informano sui sintomi, e dicono di andare subito dal dottore se ci si sente malati".




Molti temono che le autorità non stiano dicendo tutta la verità: "Mia cognata vive nello stato di San Luis Potosi", racconta Migdalia Cruz, da Phoeniz, in Arizona. "Lì ci sono già stati almeno 78 morti, solo in città, non 68 in tutto il Messico come continuano a dire".
OAS_RICH('Middle');
"La verità è che le cose sono ben lontane dall'essere sotto controllo" le fa eco Carla, da Città del Messico. "E' peggio di quello che crediamo, qualcuno la prende come uno scherzo, ma io no". Neppure le famose mascherine azzurre, distribuite per le strade e su bus e metropolitane riescono a tranquillizzare e la fobia è ormai generalizzata: "Mi preoccupa vedere come stanno lavorando i soldati che distribuiscono le protezioni. Perché non si mettono i guanti di lattice?" chiede Amelia Batani, che scrive al forum online del quotidiano messicano El Universal. Ansia condivisa anche da Araceli Cruz, studentessa di 24 anni, che dice: "Potevano fermarla in tempo, ora hanno lasciato che si diffondesse fra la gente". Si ha paura di ammalarsi anche andando al lavoro. Due colleghi di Adriana, che scrive sempre da Città del Messico, hanno avuto sintomi influenzali qualche giorno fa, ma il dottore li ha fatti tornare al lavoro. "Io lavoro in un call center, non ci sono finestre e non è possibile aerare i locali e ci sono almeno 400 persone che ci lavorano", racconta preoccupata. "Fate voi i calcoli: i locali non sono stati sterilizzati e il rischio di contagio è altissimo". La preoccupazione non è solo della gente comune. Anche i medici non sono tranquilli: uno di loro, che si firma "medico mexicano" in servizio negli ospedali messicani scrive nella sezione dedicata di El Mundo, descrivendo una situazione da panico, dando vita ad un'accesa discussione sul forum. "Sono specializzato in malattie respiratorie e in terapia intensiva", dice. "I trattamenti antivirali non stanno avendo il successo sperato e la gente continua a morire, anche giovani di meno di 30 o 20 anni. Il personale è molto spaventato, data la virulenza del virus. Nella struttura dove lavoro, almeno 3-4 persone al giorno muoiono per questa epidemia". E aggiunge: "Ci dicono di non parlare con la stampa, che verremo sanzionati se lo facciamo". Qualche voce fuori dal coro c'è. Come Jordi, che invita tutti a darsi una calmata e dice che il quadro non è poi così fosco: "Siamo in uno stato di preoccupazione, ma non c'è alcun panico". Difficile, però, che riesca a rasserenare qualcuno.

Fonte: la Repubblica

Multinazionali, possiamo condizionarle!


"CAMBIANO i tempi. Ma gli immigrati non si fermano. Nonostante governino forze politiche inflessibili e "cattive": gli stranieri continuano ad arrivare. Da est e da sud. Per terra e soprattutto per mare. Con ogni mezzo. Barche, barchini, barconi e gommoni. Partono in tanti. Ogni giorno. Uomini, donne e bambini. E in molti non arrivano. Quel piccolo pezzo di mare che separa l'Africa dalla Sicilia è un cimitero dove giacciono un numero imprecisato di imbarcazioni e migliaia di persone.  Persone? Per definirle tali dovremmo "percepirle". Invece non esistono. Sono "clandestini" quando si mettono in viaggio e quando riescono ad entrare nei paesi di destinazione. Ma anche quando vengono ammassati nei Cpa. Migranti perenni. Non riescono a trovare una nuova sistemazione - stabile e riconosciuta - ma non possono neppure tornare indietro"(la Repubblica). 

Un flusso costante di informazioni sembra ormai quasi travolgerci, dalla tv, dalla radio, dal web, eppure in pochi sanno districarsi e capire a fondo una data notizia. L'impressione è che ciò che accade dipenda da fattori a noi estranei e su cui non possiamo incidere.

Perchè ad esempio dall'Africa continuano ad arrivare migliaia di persone? Perchè queste persone sfidano il deserto, il mare, che spesso vedono per la prima volta, e la morte? La fame e la miseria certo, la guerra, da cui cercano di scappare, molto spesso, i regimi autoritari e crudeli sicuramente. Ma perchè a cinquant'anni dal completamento della decolonizzazione in questo continente le cose sembrano essere precipitate? Cerchiamo di soffermarci un attimo e riflettere solo sulle questioni superficiali del problema, quelle che noi tutti possiamo scorgere senza far parte di qualche intelligence. L'Africa è un continente enorme con una varietà di popolazioni, lingue e culture sterminato, dotato di una fauna e di una flora stupefacente, ma soprattutto stracolma di ricchezze. Giacimenti di tutti i tipi si trovano sopra e sotto questo suolo immenso, giacimenti che sembrano essere diventati la maledizione e la condanna a morte dell'Africa. Oro, argento, petrolio, gas,uranio, diamanti, coltan, rame, platino, manganese, cromo, nichel, bauxite e cobalto ecc. ecc., sui quali si sono avventate le multinazionali europee prima, americane poi, cinesi ora. Il punto è, perchè pagare un prezzo corretto per queste materie quando pagando una bustarella relativamente piccola ai dittatori di turno si può comprare a molto meno? E se qualche presidente illuminato non scende a patti o semplicemente risulta troppo esoso, basta mandare una squadra di mercenari e rovesciarlo con un colpo di stato o semplicemente assassinarlo. Oppure meglio ancora finanziare gli oppositori, mai assenti, (semplicemente uomini pronti a prendere il posto del tiranno da sostituire) per iniziare una guerra civile. In tutto questo le popolazioni contano meno di niente, costrette a combattere, fuggire ed essere massacrate per un gioco in cui a loro è spettato il solo ruolo di perdenti. Infine, il colpo di grazia è stato inferto dai sussidi all'agricoltura, interna, di Stati Uniti ed Unione Europea che hanno letteralmente tolto le residue speranze di sopravvivenza delle popolazioni africane. Faccio parte della popolazione occidentale, sono bianco, compro prodotti delle multinazionali e difficilmente potrei farne a meno, vivo uno stile di vita a cui difficilmente potrei rinunciare, ma voglioe posso far sentire la mia voce , le multinazionali devono cambiare il loro modo di gestire gli affari, se comprano a 10 per vendere a 100 il loro utile sarà di 90, ma se comprano a 60 per vendere a 100 il loro utile sarà di 40, perciò per noi consumatori il prezzo rimarrà invariato, le multinazionali assottiglieranno i loro utili ma saranno ugualmente profittevoli e le popolzioni africane avranno parte degli introiti di questi commerci. Per convincere queste Multinazionali è molto semplice "NON COMPRATE LE LORO AZIONI O OBBLIGAZIONI" se prima non firmano degli accordi con i governi democraticamente eletti in cui si stabilisce alla luce del sole quali sono le condizioni con cui si sta svolgendo un determinato commercio. Facendo tali pressioni sulle multinazionali potremo far sentire la nostra voce.

di Onoff - redazionale 

I pirati somali alzano il tiro, attaccata la Msc Melody

Molta paura, attimi di panico tra i passeggeri, ma per fortuna tutto è andato bene. La nave Melody della compagnia Italiana Msc Crociere - con a bordo 991 passeggeri e 536 membri dell'equipaggio, tra i quali 134 italiani - è sfuggita ieri all'attacco di pirati mentre si trovava ad un giorno di navigazione a nord delle Seychelles, davanti alle coste somale. L'assalto è avvenuto in serata: alle 21:35 ora italiana, ha raccontato il comandante Ciro Pinto, la Melody è stata attaccata da un gommone Zodiac con sei uomini armati a bordo, che hanno aperto il fuoco con fucili kalashnikov colpendo la parte sinistra dell'opera morta della nave (la parte di scafo al di sopra del piano di galleggiamento). 

Nessuno a bordo è rimasto ferito. La sicurezza armata a bordo è intervenuta rispondendo al fuoco degli assalitori - che hanno sparato raffiche intimidatorie in aria e hanno poi colpito la fiancata della nave - ma a far fallire l'assalto, spiegano dalla Msc Crociere, sono state le manovre diversive attuate dal comandante. La nave è stata fatta rollare per scoraggiare il tentativo di salire a bordo, e sono stati usati idranti contro gli assalitori. La Melody ha poi proseguito la navigazione a luci spente fino al momento in cui sul ponte di comando si è avuta la certezza di aver seminato gli aggressori.
 Tanta la paura a bordo: "Non potrò mai dimenticare quello che è accaduto stasera: sembrava di stare in guerra", ha commentato a caldo il comandante Pinto. Ed ha aggiunto che i sei pirati, che si trovavano a bordo di un gommone, avevano certamente l'appoggio di una nave che si trovava in zona, visto che l'attacco è avvenuto in pieno oceano. 

Immediatamente è stato allertato il comando interforze presente nell'area e una nave militare si è diretta verso la Melody. La nave naviga ora in acque relativamente sicure e i passeggeri sono tutti nelle loro cabine sani e salvi. Tra poche ore, la nave italiana verrà raggiunta da altre che si trovano nell'area nell'ambito dell'azione di pattugliamento avviata dalla comunità internazionale, e si prevede che prosegua il viaggio verso la sua destinazione in convoglio. 

Al momento dell'attacco la Melody si trovava a 180 miglia a nord di Port Victoria, capitale dell'arcipelago delle Seychelles. Sta effettuando una crociera cosiddetta di 'trasferimento' che la riporterà dal Sudafrica in Italia il 7 maggio prossimo, con tappa nel porto di Napoli e sbarco a Genova il giorno seguente. Era partita il 17 aprile scorso da Durban; la scorsa notte aveva attraccato per una notte alle Seychelles. Ora è in navigazione verso Aqaba e raggiungerà il porto della Giordania il 2 maggio. 

Dei 134 italiani a bordo 39 sono passeggeri e 95 fanno parte dell'equipaggio. Per fortuna nessun incidente si è registrato a bordo. La nave ha riportato solo lievi danni: qualche vetro rotto e una lancia da salvataggio colpita. Niente di grave neppure per i passeggeri, solo l'inevitabile panico al momento dell'attacco. 

La Melody ha 35,143 tonnellate di stazza, è lunga 204,7 metri e larga 30,15, e può viaggiare fino a 19 nodi di velocità. Può ospitare fino a 1492 passeggeri in 532 cabine e 530 uomini d'equipaggio. Viene utilizzata principalmente per crociere classiche, sia nel Mediterraneo che sulle rotte oceaniche. E' dotata di sei bar, due ristoranti, due piscine e vari servizi. Alcune cabine sono attrezzate anche per i disabili. E' equipaggiata con pinne stabilizzatrici, e grazie anche alla sua grande stazza è molto stabile in mare. 

Fonte: la Repubblica

Link: http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/attacchi-pirati/attacchi-pirati/attacchi-pirati.html

sabato 25 aprile 2009

Il Vaticano costruisce il più grande impianto fotovoltaico d'Europa


Il Vaticano avrà l'impianto fotovoltaico più grande del mondo ed il progetto è ormai alle fasi finali di studio. I lavori, se ogni nodo verrà sciolto positivamente, dovrebbero partire entro due-tre mesi per poi durare dai tre ai quattro anni. Il prezzo dell'impianto sarà di 500 milioni di euro. 
EmediateAd
I pannelli fotovoltaici verranno installati a Santa Maria Galeria, nel terreno della Santa Sede che ospita gli impianti della Radio Vaticana. Già lo scorso autunno, dopo il collaudo dell'impianto a pannelli solari dell'Aula Paolo VI in Vaticano, venne annunciata la futura creazione di un impianto analogo per Santa Maria Galeria, che nel 2014 porterebbe il Vaticano ad avere l'impianto di immagazzinamento di energia solare più grande d'Europa. Un progetto che costerà alle casse dello Stato della Città del Vaticano circa 500 milioni di euro e verrà affidato alla tedesca Solarworld AG, azienda specializzata nella costruzione di pannelli solari. Produrrà un quantitativo di energia pari a 100 MegaWatt, necessari non solo a soddisfare il bisogno dell'impianto radio, ma anche dell'intero stato e di circa 40mila abitazioni: il surplus verrà quindi venduto all'Italia. 

Fonte: la Repubblica

Link: http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/vaticano-verde/vaticano-verde/vaticano-verde.html

venerdì 24 aprile 2009

Febbre suina, tardi per evitare l'epidemia


Venti il numero delle vittime accertate in Messico per il nuovo ceppo dell'influenza suina mentre sono in corso accertamenti su altre 40 vittime. I casi di sospetta infezione nel paese latino americano sono poco più di mille; otto negli Stati Uniti. E' allarme sanitario per l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Domani riunione d'emergenza dell'Oms per frenare il rischio epidemia ma fin d'ora il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie Usa (Cdc) di Atlanta teme che sia "probabilmente troppo tardi". 

Preoccupazione anche in Italia. "La situazione non è al massimo livello di guardia, quindi per il momento è semplicemente un'allerta che riguarda gli istituti superiori di sanità e i medici: stiamo osservando la situazione", ha detto il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio. "Siamo in collegamento con l'Oms, abbiamo allertato la rete Influnet che utilizziamo nei casi di allerta per la sorveglianza sia aepidemiologica sia sindromica - ha aggiunto - e in queste ore si sta anche valutando l'opportunità di assumere iniziative relative a controlli alle frontiere". 


EmediateAd


"Si trasmette da uomo a uomo". L'Oms ha attivato l'apposito Strategic Health Operations Centre (Shoc) per seguire la situazione e lo stesso presidente Barack Obama è costantemente informato sull'evoluzione della malattia. Le persone contagiate erano tutte entrate a diretto contatto con i suini: ciò suggerisce la possibilità che il virus possa trasmettersi da uomo a uomo. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il virus ha la stessa struttura genetica di quello riscontrato nel Sud degli Stati Uniti: un mix inedito di virus di solito presenti tra maiali, uccelli e umani. "Ma non siamo disarmati", tranquillizzano. "Il virus H1N1 reagisce all'antivirale Tamiflu". Chiuse le scuole. "I casi sospetti in Messico si sono manifestati da fine marzo con un apice in aprile", ha detto la portavoce dell'Oms Fadela Chaib. Il ministro della Sanità messicano José Angel Cordova Saavedra, ha annunciato una vasta campagna di vaccinazione contro la malattia. Alla popolazione è stato consigliato di non stringere le mani delle persone, di non dividere cibo o usare le stesse posate o bicchieri per paura di contrarre la malattia. Per prevenire altri contagi, le lezioni nelle scuole e nelle università sono state sospese. 

Fonte: la Repubblica

giovedì 23 aprile 2009

2 in 1 Come avere Windows e Linux sullo stesso PC senza pensieri


Questa guida/racconto scritta da BerserkerWelding vuole aprire gli occhi all'utente medio dimostrando che non è cosi difficile passare a Linux e non è necessario eliminare Windows. L'abbandono di Microsoft avviene lentamente e spontaneamente utilizzando entrambi i sistemi operativi con lo stesso computer. 



Perché usare Linux: Vi potrei elencare una lunga serie di motivi, la stabilità, la velocità, la filosofia Open Source, il Software Libero ecc. Ma vi dirò perché "io" ho scelto GNU/Linux. Ero stanco di sprecare buona parte del mio tempo nell'aggiornare anti virus e anti spyware, ero stanco di perdere tempo in deframmentazioni, scan disc e scansioni per rimuovere i virus restando sempre nel dubbio: ma.. questa settimana non ho trovato nessun virus; oppure il virus c'è e l'anti virus non l'ha trovato? Mistero! Se non usate internet potete tenere la vostra copia di Windows, comodo c'è un wizard per tutto, compri un cellulare nuovo e in 5 minuti fai la configurazione. Avanti, avanti, avanti, accetta, accetta, accetta ed installi qualsiasi cosa. Ma se stai leggendo questa pagina sei un utente come me, collegato a internet ed esposto a tutti i malware della rete. Con Linux tutto questo non esiste e i virus te li puoi scordare insieme agli anti virus e alle scansioni. Installato su un computer di ultima generazione Linux è una scheggia paragonato a Windows XP, per non parlare di Windows Vista. Per prima cosa vi linko il sito italiano dedicato a Linux e i wiki di: Richard Stallman, ideatore del progetto GNU e Linus Torvalds, sviluppatore del kernel Linux. Questo invece è il messaggio che ho scritto su un forum la prima volta che ho navigato con Linux: Il complesso mondo Linux mi viene incontro dolcemente, ho configurato il modem senza troppi problemi grazie alla guida e navigando con kubuntu mi sembra di stare in un mondo nuovo, più bello, tutto è fluido e veloce. Mi da una strana sensazione di potenza. Ora capisco quelli che mi dicevano: è da tanto che non avvio dalla partizione di windows, pian piano impari, ti adegui e scopri cosa significa avere un sistema operativo che funziona sul serio. Ma cos'è in realtà GNU/Linux? Perchè esistono svariate distribuzioni? Perchè non l'hanno fatto uguale a windows? Questo sistema operativo è il frutto del lavoro di Hacker e programmatori sparsi in tutto il pianeta, la cosa fantastica è che è costituito da centinaia di programmi che possono essere combinati tra loro (come i mattoncini della Lego per intenderci) ed ogni singolo programma può essere legalmente modificato, migliorato e personalizzato. Usare una distribuzione Linux è come giocare con la costruzione Lego fatta da un nostro amico, un mago dei Lego! Ma nessuno ci vieta di modificarlo, anzi la filosofia con il quale è stato costruito invoglia gli utenti a mettere mano al codice sorgente, infatti se ci fosse qualcosa di irregolare nel sistema salterebbe subito all'occhio delle migliaia di persone che lo studiano. La cosa importante è essere consapevoli del fatto che un esperto utente Windows che passa a GNU/Linux è un neofita di Linux. Imparare a conoscerlo mi sembra il minimo. Io personalmente ho imparato più cose in 2 anni con Linux che in 10 anni con Windows. Chi ha l'attitudine dell'hacker con il tempo passerà a distribuzioni più complesse, chi si vuole limitare a fare l'utente troverà in Ubuntu un ottimo supporto, ma chi vuole un sistema operativo uguale in tutto e per tutto a Windows farebbe bene a non cambiarlo affatto. Vi garantisco che qualunque sia la vostra indole, le opportunità che questo modello di software vi offre sono pressoché illimitate. 

Scaricare e masterizzare il CD di Linux: Per prima cosa dovete scegliere quale sistema operativo GNU/Linux usare, per persone come noi abituate a Windows serve qualcosa di facile. Io vi consiglio Kubuntu, si tratta dell'ultima versione del più classico Ubuntu basata su K Desktop Environment. Questi sistemi operativi non vanno considerati di serie B, lo dico per le persone intenzionate a provare Linux sul vecchio PC scassato che hanno in cantina. Se volete provare Linux su un PC vecchio potete utilizzare Xubuntu. Una volta scelto e scaricato il vostro nuovo S.O. lo dovete mettere su CD, non basta fare il solito disco dati, dovete masterizzare l'immagine ISO. Trovate i dettagli in questa guida. Se usate Nero trovate l'opzione in Extra / Altri progetti / Sfoglia e selezionate il file che avete scaricato.

Provare ed eventualmente installare Linux: E questo è il punto forte della situazione, il CD di Linux è più versatile di un coltellino svizzero. In ambiente Windows contiene alcuni programmi come FireFox, Scribus, Thunderbird ecc. (alcune versioni permettono l'installazione virtuale senza partizione dedicata). Riavviando il PC senza togliere il CD partirà Linux in modalità di prova, dopo qualche minuto sarete già in ambiente Linux. Lo potete già usare, provare e smanettare per bene per vedere com'è. Ovviamente non potete salvare le impostazioni dato che se spegnete il pc e togliete il CD il vostro computer tornerà come prima. Se invece decidete di installarlo dalla modalità di prova c'è l'apposita icona, seguite le istruzioni per dagli una piccola quota del vostro hard disc, se avete poco spazio non importa, bastano anche solo 4 o 5 Giga. Adesso il vostro computer ha 2 sistemi operativi, ad ogni accensione vi apparirà una schermata grigia che vi darà la possibilità di scegliere se usare Windows o Linux. Un occhio di riguardo va dato al Wiki ufficiale di Ubuntu, piu precisamente: passare da windows a ubuntu Vi aiuterà a comprendere al meglio le differenze Windows / Linux e le funzioni del vostro nuovo sistema operativo. Potete anche scaricare i manuali nella versione Offline Wiki da consultare con calma senza essere collegati a internet. 

Applicazioni di serie e non: Un'altro punto a favore di Linux, dalla pagina applicazioni di ubuntu. Circa 1000 pacchetti sono installati automaticamente su circa 1300 pacchetti completamente supportati. In più, ci sono oltre 16000 pacchetti disponibili immediatamente, e altro software è fornito da terze parti. Insieme al sistema operativo avrete già pronto all'uso Open Office compatibile con Microsoft Office, potrete tranquillamente leggere i documenti che vi invieranno i vostri amici che usano i prodotti Microsoft e loro leggeranno i vostri. Una nota di demerito va assolutamente data a Microsoft Office, i documenti creati con Office 2007 non possono essere letti con Office 2003 allo stesso modo un documento creato con Office 2003 non potrà essere letto con Office 2000, è una manovra palesemente mirata ad obbligare l'utente Windows ad acquistare l'ultima versione della suite. Tutto questo con Open Office non accade. Per questo motivo ne consiglio l'uso anche agli utenti Windows già possessori di Microsoft Office. Sempre di serie e gia installato insieme al sistema operativo troverete The Gimp ottimo programma per il foto ritocco. Ubuntu e derivati comprendono alcuni piccoli giochi simili a quelli di Windows, solitario, campo minato ecc. Ma ne esistono molti altri liberamente scaricabili dalla pagina Video Game per Linux, trovate anche emulatori per usare i vostri giochi per PC e anche quelli per Play Station. Altri programmi li trovate in rete, ad esempio eMule per Linux esiste e si chiama aMule. Ok, tante belle cose, ma come si installano? E' molto semplice, basta cliccare su Applicazioni / aggiungi/rimuovi per installare e disinstallare tutto ciò che vuoi in pochi click. Usavi MSN con Windows? Installa aMSN e in pochi secondi chatterai con tutti i tuoi amici. 

Linux e le periferiche: La maggior parte delle periferiche come Hard Disc esterni, USB Pen, iPod, SD, lettori MP3, fotocamere digitali ecc. funzionano automaticamente collegandole al pc, purtroppo arrivano i problemi con alcuni Modem adsl USB e alcune (una minoranza) stampanti, c'è da dire che alcuni produttori pensano esclusivamente a Windows, altri problemi nascono dai software proprietari che per motivi legali non possono essere modificati / adattati. Per la configurazione delle stampanti visitate l'area stampanti e scanner, mentre per i modem USB visitate EciAdsl, quest'ultimo non è in italiano e la configurazione è abbastanza impegnativa, se incontrate problemi potete chiedere aiuto sul forum di Ubuntu. 

Multimedialità e interoperabilità: Un'altro pregio di GNU/Linux da non sottovalutare è che esistono molte distribuzioni diverse che puntano alle diverse necessità degli utenti finali. Io finora vi ho citato solo alcune distribuzioni (versioni) della famiglia Ubuntu (che deriva da Debian). Essendo software libero chiunque ne abbia le capacità può creare una distribuzione mirata ad un determinato tipo di utente. Può capitare di imbattersi in una distribuzione fatta apposta per voi. Io ho scoperto Ubuntu Studio, sembra fatto apposta per me, è una variante di Ubuntu per la manipolazione e la creazione di contenuti multimediali. Ed è stata realizzata per gli appassionati ed i professionisti di audio, video e grafica su GNU/Linux. Fra le righe si legge: Il nostro obiettivo è quello di rendere più accessibile ai nuovi utenti l'impiego degli strumenti che GNU/Linux offre per la creazione e produzione di contenuti multimediali. Noi vogliamo anche mettere sotto i riflettori quello che c'è fuori, mostrare gli strumenti che loro non conoscono. L'ho installata ed ho trovato tutto quello che ho sempre desiderato, come in una fuoriserie full optional. Senza cercare programmi o consigli sui migliori programmi da usare. GNU/Linux è anche questo, distribuzioni rivolte al grande pubblico e distribuzioni mirate ad uno specifico impiego. Tutto questo grazie alla filosofia Open Source! Il mio attuale desktop: normale, 3D, sfera. 

Aiuto e assistenza: Chi ha detto che dobbiamo fare da soli? Arrangiarsi senza chiedere aiuto da una certa soddisfazione, ma se non ce la facciamo? Niente paura, grazie alla LUG map puoi trovare il Linux User Grup più vicino a casa tua. Ogni LUG è formato da un gruppo di amici molto esperti disposti a darti una mano, puoi andare ad un incontro anche dopo aver installato Linux per avere un contatto dal vivo con altri utenti più esperti di te, scambiare quattro chiacchiere, consigliare programmi utili ecc. Se invece pensi di non farcela o non vuoi seguire tutta la trafila di download / masterizzazione / installazione vai direttamente nel tuo LUG di zona, ti aiuteranno loro. 

Linux in azienda: Facciamo una ipotesi aziendale, molti computer collegati in rete e una produzione da portare avanti. Se alle 8 di mattina i PC non funzionano l'azienda si ferma, non basta avere un dipendente che se la cava abbastanza bene e non basta l'aiuto dei LUG. Serve un'assistenza rapida, veloce, competente e professionale. Cosa facciamo, ci rassegnamo all'instabile Windows? No! Esistono società molto competenti in grado di fornire assistenza di alto livello per Linux. Non essendo dell'ambiente non vi posso fornire un panorama a livello nazionale, ne elenco solo una che si trova nella provincia di Lecco. Yet Open ha scelto di utilizzare esclusivamente GNU/Linux ed il software Open Source; fornisce assistenza, sviluppo software, installazioni server, progettazioni di reti informatiche, formazione altamente qualificata e supporta la comunità Open Source fornendo organizzazione, mezzi e strumenti per lo sviluppo del software libero. 

Effetti grafici e desktop 3D: Se come me considerate un computer simile ad un'auto oltre alla stabilità alla sicurezza e alla velocità vi occorre anche la bellezza. Oltre all'utilizzo di Compiz Fusion per l'infinità di effetti 3D se avete deciso di usare Kubuntu grazie a KDE Look lo potrete personalizzare con particolari temi grafici talmente belli da fare invidia ai vostri amici istituzionalizzati che usano Windows Vista. Ovviamente esitono temi anche per Ubuntu Gnome Look, e Xubuntu Xfce Look. Per capire meglio cosa si intende per effetti 3D date un'occhiata a questi video, ma tenete presente che non rispecchiano la realtà. Vederlo dal vivo e utilizzarlo di persona è tutta un'altra cosa, purtroppo registrare un video dal pc non rende giustizia alla fluidità dei movimenti dell'ambiente desktop. 

Note: Ho creato questa guida raccontata per un motivo ben preciso, non ho mai trovato online una guida alla buona che mi aiutasse a passare a Linux, infatti ho impiegato 2 anni prima di trovare per caso kubuntu. A volte vale di più una parola di incoraggiamento e rassicurazione che mille manuali troppo seri e professionali per essere compresi da un utente medio, ed io sono solo un utente medio. Ok me la cavo ma ninte di più. La licenza Creative Commons che vedete in basso riguarda solo il testo di questa pagina, e l'ho messa perché più che una guida con i relativi link utili è il racconto di una esperienza personale. Le immagini arrivano dal web, per intenderci il simpatico pinguino che vedete in alto non l'ho disegnato io. Spero che qualcuno trovi il coraggio di passare a Linux, io l'ho fatto e lo trovo fantastico. Ricordatevi che se non vi piace o non vi trovate bene avrete sprecato solo i 50 centesimi del CD vergine e qualche ora del vostro tempo. Ma potrete sempre dire: L'ho provato e non mi piace! Ma dubito che resterete insoddisfatti. Un'ultima cosa,gnocca linux! Troppo bella per non essere inserita. E non poteva mancare il mio wallpaper preferito, Little TUX è tranquillo ma lo sguardo di Little GNU ha un che di magnetico, due simpatici gioppini alla conquista del mondo informatico. 

F.A.Q. mini: Linux Facile diventerà mai un sito completo? Questa domanda mi è stata fatta parecchie volte e non nego di averci pensato. Ma la risposta è no. Ho strutturato questo sito in modo che tutto sia racchiuso in un'unica singola pagina web, con tutti i link utili a portata di mano. Non parlerò di altre distribuzioni e non creerò un forum di supporto. Mi piacerebbe farlo, ma esistono migliaia di siti che parlano di software libero. Ma quando si fa un passo importante, come quello di usare un nuovo sistema operativo è meglio affidarsi alle mani esperte degli staff ufficiali. L'originale del testo che avete letto risale al 2006, da allora aggiorno solo link e contenuti rilevanti. Leggendolo trovate tutto l'entusiasmo della mia prima migrazione GNU/Linux. Il software libero e open source è notevolmente migliorato in questi anni, ma il contenuto di questa pagina è tutt'oggi valido. Detto questo... Buon lavoro, ma soprattutto buon divertimento! 

L'Egitto colpisce Hezbollah


Nelle ultime due settimane, l’attenzione della stampa e delle televisioni arabe è stata monopolizzata dalla crisi politica scoppiata fra il governo egiziano ed il gruppo libanese Hezbollah, a seguito della notizia secondo cui le forze di sicurezza egiziane avevano scoperto ed arrestato i membri di una cellula di spionaggio affiliata al movimento libanese, che operava in territorio egiziano.

Il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, pur ammettendo l’esistenza di questa cellula, ha affermato che il suo obiettivo era di aiutare la resistenza palestinese a Gaza, e non certo quello di destabilizzare l’Egitto. 



In realtà, l’episodio della scoperta di questa rete di spionaggio risale al novembre scorso – dunque addirittura prima della guerra di Gaza – ma è stato reso noto soltanto adesso. Anche questo particolare ha sollevato numerosi interrogativi fra gli addetti ai lavori, molti dei quali si sono chiesti perché rivelare proprio adesso un fatto risalente a diversi mesi fa, scatenando una grave crisi politica che in realtà non coinvolge solo l’Egitto e Hezbollah, ma si inserisce nell’ambito della sempre più aspra contrapposizione fra l’Iran ed i suoi alleati (fra cui il movimento libanese) da una parte, e l’Egitto, l’Arabia Saudita e gli altri paesi arabi “moderati” dall’altra.

La polemica si è fatta rovente, non solo a livello arabo (essa ha trovato ampio spazio sui principali quotidiani e su canali satellitari del calibro di al-Jazeera), ma anche all’interno dell’Egitto stesso, dove l’opinione pubblica ha espresso pareri tutt’altro che unanimi.

Da questo episodio emergono due dati in particolare: fino a che punto la crisi di Gaza abbia scosso gli equilibri ed inasprito le tensioni all’interno del mondo arabo, e quanto sia profonda la contrapposizione fra i paesi arabi del “fronte moderato” da un lato e l’Iran dall’altro.

Se si tiene conto anche del violento antagonismo esistente fra l’Iran ed Israele e della scottante questione nucleare iraniana, si comprende quanto sia incerto l’esito del tentativo di dialogo avviato dal presidente americano Obama nei confronti di Teheran (lo conferma, fra l’altro l’episodio di ieri alla Conferenza ONU sul razzismo, a Ginevra, quando i diplomatici occidentali hanno abbandonato in massa l’aula a seguito del discorso di Ahmadinejad contro Israele ).

Sulla base di questi ultimi sviluppi, a livello regionale ed internazionale, ci si rende conto che quello con l’Iran rischia di essere il prossimo fronte infuocato del Medio Oriente, e che la questione palestinese – l’altra questione chiave della regione – rischia di diventare ostaggio dell’emergente confronto con Teheran.

Fonte: http://www.medarabnews.com/ - redazionale

Link: http://www.medarabnews.com/2009/04/22/la-crisi-fra-l’egitto-e-hezbollah/

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori