domenica 21 dicembre 2008

La caduta della Madoff e il nuovo giorno della memoria


Vi rendete conto che l’economia sta andando davvero giù per lo scarico quando i ricchi iniziano a frignare come agnellini e a maledire il sistema che aveva loro garantito corposi profitti fino a qualche mese prima. Finché sono operai e pensionati a finire sul marciapiede e a dover condividere le scatolette di Kitekat col gatto, tutto è nella norma. Il mondo gira secondo criteri consueti e i quotidiani non sprecano inchiostro per un cane che morde un uomo. Ma quando a piangere sono i ricchi, ecco che all’improvviso la crisi economica torna sulle prime pagine. Se poi a piangere e maledire il destino sono i ricchi per antonomasia, cioè gli esponenti della plutocratica comunità ebraica americana, allora la situazione diviene non solo preoccupante sul piano economico, ma perfino foriera di nuovi pogrom. “E’ la Notte dei Cristalli numero due!”, si lagna, col consueto senso della misura che contraddistingue questa peculiare categoria etnico-finanziaria, una ricca signora newyorkese intervistata da Alexander Cockburn (1). Cosa è successo?

E’ successo che la Bernard L. Madoff Investment Securities LLC, una società che gestiva il denaro appartenente a grandi fortune e a grandi compagnie finanziarie come Fairfield Sentry, Kingate o Optimal (del gruppo Santander) nei cosiddetti hedge funds, ha truffato i suoi investitori attraverso l’antico metodo della “truffa piramidale”. La Madoff Investment gestiva investimenti collettivi per somme assai sostanziose, incassando commissioni sui risultati ottenuti. Si tratta di un tipo di investimento non aperto al pubblico in generale, poiché richiede la disponibilità di cifre rilevanti che l’investitore medio non possiede. Un bel giorno la Madoff si è ritrovata con un buco finanziario di una cinquantina di miliardi di dollari, mandando in fumo le speranze di profitto dei suoi clienti, le loro pensioni, i loro risparmi, oltre al denaro investito da diverse organizzazioni filantropiche ebraiche che avevano avuto fiducia nel gruppo. Si tratta, tutto sommato, di una truffa di proporzioni limitate rispetto a quelle di cui siamo stati spettatori negli ultimi mesi. Ma il problema è che stavolta i truffati erano in gran parte membri della comunità ebraica americana, ai quali la società di Madoff si rivolgeva preferenzialmente per offrire i suoi servigi. E quando a perdere quattrini è un ebreo, si sa, non siamo più di fronte a uno dei tanti imbrogli finanziari che hanno duramente colpito, negli ultimi anni, la vasta comunità internazionale dei creduloni: siamo di fronte ad un nuovo olocausto.

“Madoff”, spiega il sito spagnolo 20minutos, “diceva di usare una strategia di investimento conosciuta come split strike conversion, che consiste nel comprare azioni di grandi compagnie e options di acquisto e vendita di quello stesso titolo. In questo modo è possibile guadagnare sia nei mercati al rialzo che al ribasso. Una gran parte delle banche applica questo sistema, la grande differenza è che Madoff offriva rendimenti garantiti tra l'8 e il 12% annuali, succedesse quello che succedesse in Borsa. Questo, unito alla credibilità garantitagli dall'essere stato presidente del CdA dell'indice Nasdaq, e alla sua immagine di esclusività, ha fatto sì che la fama di Madoff corresse di bocca in bocca tra i grandi milionari e le grandi banche di investimenti. Madoff convinceva i più ricchi con la sua società Fairfield Greenwich Group, con uffici anche a Madrid”. Il collasso dell’azienda di Madoff ha aperto un buco nero all’interno del ristretto circolo di ricchi ebrei che si fidano solo di altri ebrei per investire il loro denaro. Madoff si è consegnato alle autorità dopo aver confessato la truffa ai suoi clienti, ammettendo di non avere più un centesimo per rimborsarli. Attualmente è agli arresti domiciliari, fornito di elegante braccialetto elettronico donatogli dalle autorità competenti. La “truffa piramidale”, come spiega ancora 20minutos, “consiste nel pagare gli investitori con il denaro dei nuovi azionisti che via via entrano, ingannati dalla promessa di grandi redditi. Il sistema, che si conosce da almeno un centinaio di anni, funziona solo se va crescendo il numero delle nuove vittime. E' come una piramide: sulla punta i nuovi azionisti, le cui plusvalenze vanno a parare, progressivamente, sugli investitori più antichi, fino ad arrivare al primo, che si incontra al fondo. La piramide, come in questo caso, cade se non entrano più nuovi clienti. Negli Stati Uniti la frode piramidale in una delle sue versioni più sofisticate è conosciuta come Schema Ponzi. Il nome deriva da Carlo Ponzi, un emigrato italiano che, con una variante del sistema piramidale, realizzò negli anni '20, una delle maggiori truffe della storia”.

La caduta della Madoff rischia di avere effetti devastanti anche sul settore degli investimenti immobiliari newyorkesi, da sempre nelle mani del popolo eletto e perseguitato per definizione. Scrive Alexander Cockburn che gli psicoterapeuti di Manhattan che hanno per clienti alcuni grandi proprietari immobiliari (come il plutocrate Stephen Siegel, capoccione dell’agenzia di brokeraggio immobiliare CB Richard Ellis) stanno facendo affari d’oro. Quando noi persone comuni perdiamo la casa, solitamente ci rivolgiamo all’ospitalità dei familiari o alla mensa dei poveri. I ricchi ebrei si rivolgono allo strizzacervelli, contribuendo, anche nella sventura, alla sopravvivenza delle attività professionali e al benessere collettivo. “Molti investitori truffati sono rimasti segnati da una sensazione di tradimento così forte da provocare loro gravissime cicatrici psicologiche”, spiega il Dr. James Grubman, psicologo della zona di Boston. “Madoff aveva dato ai suoi investitori una quantità di valori intangibili. Aveva fatto credere alle persone di essere parte di un club esclusivo, della “società in”, degna di fare investimenti con lui”. Insomma, ciò che ha provocato i danni più gravi non è stata tanto la perdita di denaro, quanto il crollo dell’illusione di appartenere ad un circolo esclusivo di creature superiori. Per un esponente del popolo eletto dev’essere devastante. La lista delle vittime è lunga: tra le altre la Yeshiva University di New York; il Senatore Frank Lautenberg; il proprietario della squadra dei New York Mets, Fred Wilpon; il magnate degli immobili e dei media Mortimer Zuckerman; J. Ezra Merkin, responsabile dei servizi finanziari GMAC (che gestiva un hedge fund, Ascot Partners, che aveva reinvestito con Madoff molti dei fondi di beneficenza in gestione); La Fondazione per l’Umanità Elie Wiesel (che goduria); la Wunderkinder Foundation di Steven Spielberg; Jeff Katzenberg; la Fondazione di Beneficenza di Robert I. Lappin (che ha dovuto chiudere I battenti); la Carl and Ruth Shapiro Foundation; Hadassah (l’Organizzazione delle Donne Sioniste d’America, doppia goduria, anzi tripla); l’American Jewish Congress; il Technion-Israel Institute of Technology; e un sacco di altra bella gente.  

Come si vede, non si tratta di una comune truffa finanziaria, ma di una nuova Shoah, per la quale saremo ben presto costretti, con ogni probabilità, a celebrare un nuovo giorno della memoria. Cockburn dice di sperare che Spielberg, uno degli investitori colpiti dalla truffa di Madoff, ci faccia presto un film. Il Jewish Journal ha già proposto il titolo: Swindler’s list (in inglese swindler = imbroglione). Tenete pronti i fazzoletti.

di Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/


(1) Alexander Cockburn, "It's Kristallnacht Two!" An Ethnic Cleansing in America”, sul sito www.counterpunch.org

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