mercoledì 10 dicembre 2008

Con Africom giungono in Italia altri 1.000 militari USA


E il Pentagono sbugiarda Franco Frattini. Due giorni fa il ministro degli esteri italiano aveva annunciato la concessione agli Stati Uniti dell’utilizzo delle basi di Napoli e Vicenza per l’installazione di due nuovi comandi per le operazioni nel continente africano (Africom), “senza che ciò comporterà l’aumento su base permanente delle truppe Usa in Italia”. Le forze armate statunitensi fanno invece sapere che l’istituzione dei due quartieri generali è già attiva con l’assegnazione a Napoli e Vicenza di 750 militari, a cui se ne affiancheranno presto degli altri.

Intervistato dal quotidiano delle forze armate Usa “Stars and Stripes”, il colonnello Marcus de Oliveira, portavoce del comando dell’esercito statunitense SETAF (Southern European Task Force) con base a Vicenza, ha dichiarato che il personale di stanza nella città veneta “potrebbe aumentare di circa 50 unità, portando così il numero del personale militare operante a 300”.

A Napoli, invece, la Naval Forces Europe è stata ampliata per includere la componente navale di Africom che ha preso il nome di “NAVEUR NAVAF”. “Con uno staff di circa 500 uomini – scrive Stars and Stripes - questo comando potrebbe crescere entro i prossimi due anni di circa 140 unità”. Le finalità del nuovo quartier generale delle forze navali per l’Africa sono state sintetizzate dall’ammiraglio Mark Fitzgerald, comandante di NAVEUR NAVAF. “Focalizzeremo i nostri interventi in Africa costruendo la cooperazione regionale per la sicurezza nel continente”, ha dichiarato Fitzgerald. “Il modello a cui guardiamo è quello che vede attualmente gli stati della regione del Golfo di Guinea operare congiuntamente contro il traffico di droga, l’immigrazione illegale e il traffico di essere umani. La lotta alla pirateria continuerà ad essere un punto centrale per la Us Navy e per Africom”.

Con l’istituzione di NAVEUR NAVAF a Napoli, l’Africa Partnership Station (APS), la forza multinazionale che la Marina degli Stati Uniti ha promosso con i paesi dell’Africa occidentale e centrale, passa sotto il controllo del comando di Napoli. Buona parte delle operazioni di rifornimento munizioni, carburante e materiali logistici delle unità impegnate in esercitazioni in ambito APS continueranno però ad essere coordinate dal “Fleet and Industrial Supply Center” (FISC), il centro logistico delle forze navali degli Stati Uniti istituito a Sigonella il 3 marzo 2005. Nella base siciliana è pure presente uno dei reparti di punta della nuova strategia di penetrazione militare nel continente africano, la “Joint Task Force JTF Aztec Silence”, una forza speciale dotata di aerei P-3c Orion per la conduzione di missioni d’intelligence, sorveglianza terrestre, aerea e navale in Africa settentrionale, occidentale e nel Corno d’Africa.

Oltre al Comando terrestre di Vicenza e a quello navale di Napoli, Africom ha attivato un quartier generale delle forze aeree a Ramstein (AFAFRICA) e un comando delle forze del Corpo dei Marines a Boeblingen (MARFORAF). Sempre in Germania, a Stoccarda, ha sede il quartier generale di Africom, destinato però ad essere trasferito nel Sud Europa. A contendersi Africom la base navale Usa di Rota-Cadice in Spagna e ancora una volta la Naval Station di Napoli-Capodichino. 

di Antonio Mazzeo

Link: http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Dicembre08/05-12-08AfricomMazzeo.htm

Come scaricare i video da Internet

E' un argomento già discusso su centinaia di blog. Però è sempre utile avere un bell' elenco di siti su cui si possono scaricare i video che troviamo in rete.
Ormai ci sono centinaia di portali che mettono a disposizione contenuti multimediali agli utenti, però spesso non è possibile scaricarli direttamente sul proprio computer.
Per superare l' ostacolo ci vengono in aiuto alcuni siti che permettono di inserire l' URL del video che vogliamo ed automaticamente potremo scaricarlo senza alcun problema.
Ecco un elenco dei migliori siti:

3) Zamzar (che permette non solo di scaricare il video ma anche di convertirlo)

Se utilizzate Firefox, non potete non scaricare l' addon Video Downloader che trovate qui.
Infine se avete la necessità di convertire un video nel formato 3gp (per portarlo sul cellulare) allora vi consiglio il sito Vixy.

L’enigma siriano


Il prossimo anno sarà determinante per capire quale posizione deciderà di assumere Damasco all’interno dello scacchiere mediorientale. Ma a determinare l’esito di questa decisione non saranno né gli Stati Uniti né le diverse correnti politiche siriane – sostiene l’analista libanese Saad Mehio – quanto, piuttosto, i futuri orientamenti politici di Israele

.

Il grande enigma che dominerà l’agenda del 2009 è il futuro della Siria o, per meglio dire, il destino del ruolo siriano in Medio Oriente.

Perché la Siria?

Perché essa uscirà dal 2008 così come vi è entrata: un paese dall’appartenenza indefinita, in una regione che assiste ad un’aspra contrapposizione fra l’America e l’Iran; un paese in bilico tra due orientamenti, in un mondo che si presume ormai orientato a senso unico.

Nel corso dei due anni passati, la Siria è sempre stata ai primi posti nell’agenda delle potenze coinvolte nel conflitto mediorientale. Il regime di Damasco è infatti il primo (ed ultimo) alleato dell’Iran nella regione, il principale sostenitore di Hezbollah, il protettore dell’ala di Hamas in esilio. Ma tale regime è anche la controparte negoziale di Israele, il protagonista di una rinnovata amicizia con la Francia, l’amichevole vicino della Turchia, e l’interlocutore segreto di numerosi ambienti americani, sia all’interno del Dipartimento di Stato che altrove.

L’unica eccezione a tutta questa “ginnastica diplomatica” è rappresentata dalla crisi dei rapporti con Riyadh, le cui cause ed i cui obiettivi rimangono a tutt’oggi avvolti nel mistero e nell’incertezza. Se Damasco è stata in grado a tal punto di conciliare gli opposti, come mai non è riuscita ad integrare anche l’Arabia Saudita in questa sintesi? (sulla crisi siro-saudita si possono consultare i seguenti articoli: “La Siria sfida apertamente l’Arabia saudita” , e “Perché l’Arabia Saudita non ha più bisogno della Siria” (N.d.T.) )

Tuttavia, l’interrogativo più importante che ci poniamo attualmente non è questo, ma un altro: nei prossimi mesi, come deciderà di posizionarsi Damasco, rispetto ai due fronti contrapposti di cui abbiamo parlato sopra? Questo interrogativo è di grande importanza perché tale decisione risulterà ben presto vincolante, per le seguenti ragioni:

1) In Israele si affrettano i passi finalizzati ad operare un cambiamento nella natura del conflitto mediorientale, soprattutto attraverso una pace con la Siria e l’accettazione dell’iniziativa di pace araba. A tale proposito sarà determinante sapere fino a che punto l’establishment militare israeliano, che spinge in questa direzione, sarà in grado di influenzare le forze della destra “ideologica” israeliana, ed in particolar modo il Likud.

2) Di fronte all’eventualità che si delinei un accordo irano-americano a partire dall’Iraq, Tel Aviv potrebbe orientarsi verso un compromesso a spese della sua leadership esclusiva in Medio Oriente, oppure verso il tentativo di ostacolare un accordo del genere, o di rovesciare gli equilibri nella regione attraverso il raggiungimento di un accordo di pace con la Siria.

3) Vi è infine la possibilità che nei prossimi mesi si inasprisca il noto “conflitto storico” per la Siria, essendo Damasco l’ago della bilancia di tutti gli equilibri mediorientali (a proposito delle implicazioni del ruolo geopolitico di Damasco in Medio Oriente si può consultare l’articolo “Il conflitto per la Siria” , dell’analista egiziano Mustafa el-Labbad (N.d.T.) ).

Tutti questi fattori stanno a significare una cosa sola: i prossimi mesi potrebbero decidere in maniera definitiva il futuro della Siria o, per meglio dire, la posizione della Siria nello scacchiere mediorientale. Tuttavia, tale posizione non verrà decisa né dalle scelte della nuova amministrazione americana (perfino se quest’ultima dovesse propendere per l’apertura di un dialogo diretto con Damasco, nel contesto della nuova strategia americana in Iraq), né dalle scelte e dai conflitti interni alle diverse correnti siriane. A decidere la posizione siriana sarà invece l’esito degli “sforzi interpretativi” israeliani riguardanti la nuova natura del conflitto in Medio Oriente, e la natura delle alleanze da impiegare in questo conflitto.

Gli occhi di tutti sono dunque rivolti a quello che sta attualmente succedendo in Israele.

di Saad Mehio

Saad Mehio è una analista politico libanese; scrive abitualmente sul quotidiano “al-Khaleej” degli Emirati Arabi Uniti

Traduzione: arabnews

Link: http://www.arabnews.it/2008/12/09/il-2009-e-l’enigma-siriano/

Titolo originale:

اللغز السوري لن يبقى لغزاً

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori