venerdì 5 dicembre 2008

Un 'Risveglio Afgano' ostile


Le tribù pashtun condannano la brutalità delle truppe Usa

La strategia militare Usa del 'Risveglio Afgano', che prevede di creare delle milizie tribali pashtun per combattere i talebani (come già sperimentato in Iraq con i 'Consigli del Risveglio'), rischia di fallire prima ancora di iniziare a causa della crescente ostilità dei capi tribali verso le truppe Usa, sempre più spesso accusate di crimini e violenze contro la popolazione civile.

Il racconto degli afgani. Sabato notte un commando di forze speciali Usa ha fatto irruzione in un villaggio di Garde Serai, nella provincia orientale di Paktia. I soldati sono entrati in tutte le case sfondando porte e finestre. Said Alam, che dormiva nella sua stanza da letto assieme alla moglie e al figlio piccolo, è stato freddato con quattro colpi al petto. Nel trambusto il bambino è caduto dal letto sul braciere, riportando gravi ustioni. La moglie, che aveva inutilmente provato a proteggere il marito, è morta di crepacuore poche ore dopo.

Due versioni a confronto. La versione dei comandi Usa è che Saeed Alam, militante della guerriglia, si è fatto scudo dei corpi della moglie e del figlio. "Tutto falso", hanno denunciato i capi tribù di Garde Serai alle autorità governative di Gardez. "Said non aveva nulla a che fare con la guerriglia e quella della moglie e del figlio usati come scudi umani è una balla inventata per coprire la brutalità e la spietatezza di questo raid. Queste cose devono finire! La nostra comunità non sostiene i talebani, ma se le cose vanno avanti così ci uniremo ai ribelli".

Tra l'incudine e il martello. "Siamo sotto pressione da due parti", ha dichiarato Janan, capo del consiglio tribale di Garde Serai, a un inviato del quotidiano britannico Independent. "Da una parte i talebani con la spada e dall'altra gli americani con i loro violenti raid notturni, le esecuzioni extragiudiziali, le torture, i bombardamenti aerei. Come pretendono di avere il nostro sostegno!".

di Enrico Piovesana

Link: http://it.peacereporter.net/articolo/13068/Afghanistan,+un+brutto+risveglio


Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori