lunedì 24 novembre 2008

Petrolio: Lukoil all'attacco di Repsol. Gas: Mosca chiede a Kiev tariffe più alte



L'ipotesi che la compagnia petrolifera russa Lukoil acquisisca fino al 30 per cento del capitale della spagnola Repsol, ventilata dai media economici la settimana scorsa, rappresenta una minaccia per l'Europa e per il debole mercato energetico spagnolo.Se infatti Lukoil portasse a termine la sua operazione, Repsol sarebbe obbligata a valutare immediatamente la possibilità di una "separazione azionariale" di Gas Natural, in cui ha una partecipazione del 30 per cento, per evitare che il gruppo russo controlli, con una sola mossa, il cuore del mercato energetico iberico. La Cassa di risparmi catalana 'La Caixa', che controlla il 12,5 percento del capitale della Repsol ha reso noto che ci sono stati 'contatti informali' per la vendita di parte del suo pacchetto azionario. L'istituto di credito ha tuttavia risposto ai media, che davano per certa l'acquisizione del 30 percento di Repsol, che 'ancora nessuna decisione è stata presa'. Le voci sull'alienazione di quote consistenti di Repsol circolava già da alcuni mesi tra gli analisti finanziari. Speculazioni di mercato davano per certo che la Sacyr Vallehermoso, impresa edile in grave crisi, avesse ammesso che cercava acquirenti per il suo 20 percento di Repsol.

Nonostante la maggior parte delle compagnie petrolifere russe stia soccombendo sotto il peso della crisi finanziaria globale, del collasso del prezzo del petrolio e dell'elevata pressione fiscale (la stessa Lukoil ha chiesto al governo un rifinanziamento del debito di 3 miliardi di dollari), la Russia sta cercando di sfruttare al massimo la produzione di petrolio e gas per imporre le sue ragioni strategiche. Nell'ottica di potenza con cui il Cremlino sta gestendo le proprie risorse energetice, la scorsa settimana Mosca ha chiesto all'Ucraina di pagare il debito del gas che Kiev ha contratto con la RosUkrEnergo, compagnia di intermediazione partecipata dalla Gazprom. La richiesta del pagamento, che ammonta a 2 miliardi di euro, ha alimentato il timore di una nuova disputa tra i due Stati, due anni dopo i tagli di gas all'Ucraina che hanno messo in ginocchio il Paese e allarmato l'Europa, dipendente dalle forniture russe. "Dobbiamo chiarire questo fatto del debito sulle basi di un contratto di buona volontà o di obbligo", ha detto il presidente russo Dmitry Medvedev.

Nel 2006 la Gazprom bloccò i flussi di gas all'Ucraina per tre giorni, minacciando l'anno successivo un nuovo stop, prima di raggiungere un accordo. Ma oggi Mosca vuole ritoccare nuovamente le tariffe, portandole agli standard di mercato (400 dollari per mille metri cubi, il doppio del prezzo attuale). Kiev ha invece sempre obiettato di dover pagare tariffe 'calmierate' perchè la sua rete di gasdotti è parte integrante del sistema che consente il trasporto del gas russo ai clienti europei.

di Luca Galassi

Link: http://it.peacereporter.net/articolo/12870/L'Orso+pigliatutto

Il crollo globale


La crisi finanziaria si sta aggravando, con il rischio di scompaginare seriamente il sistema dei pagamenti internazionali. Questa crisi è molto più grave della Grande Depressione. Ne sono interessati tutti i principali settori dell’economia globale. Le ultime voci riferiscono che il sistema delle Lettere di Credito e del trasporto internazionale, che costituiscono la linfa del sistema commerciale internazionale, sono potenzialmente a rischio.

Il “salvataggio” bancario proposto nel cosiddetto Programma di Aiuto dei Beni in Difficoltà (TARP) non è una “soluzione” alla crisi ma la “causa” di un ulteriore crollo.

Il “salvataggio” contribuisce ad un ulteriore processo di destabilizzazione dell’architettura finanziaria. Trasferisce grandi quantità di denaro pubblico, a spese del contribuente, nelle mani di finanzieri privati. Porta ad un aumento vertiginoso del debito pubblico e ad una centralizzazione senza precedenti del potere bancario. Inoltre, il denaro del salvataggio è utilizzato dai giganti finanziari per mettere al riparo le acquisizioni societarie sia nel settore finanziario che nell’economia reale.



A turno, questa concentrazione senza precedenti di potere finanziario conduce al fallimento interi settori industriali e dell’economia dei servizi, portando al licenziamento di decine di migliaia di lavoratori. Le alte sfere di Wall Street sovrastano l’economia reale. L’accumulo di grandi patrimoni di denaro da parte di una manciata di conglomerati di Wall Street e dei loro hedge fund associati viene reinvestito nell’acquisizione di beni reali. La ricchezza di carta viene trasformata nella proprietà e nel controllo dei beni produttivi reali, tra cui l’industria, i servizi, le risorse naturali, le infrastrutture e via dicendo.

Il crollo della domanda dei consumatori

L’economia reale è in crisi. L’aumento risultante della disoccupazione sta causando una drastica diminuzione della spesa dei consumatori che, a sua volta, si ripercuote violentemente sui livelli della produzione di beni e servizi. Esasperata da politiche macroeconomiche neoliberali, questa spirale in discesa è cumulativa, e alla fine porta ad un’eccedenza dell’offerta di commodities.

Le imprese non riescono a vendere i loro prodotti perché i lavoratori sono stati licenziati. I consumatori, vale a dire la gente che lavora, sono stati privati del potere di acquisto necessario per alimentare la crescita economica. Con i loro miseri salari non si possono permettere di comprare le merci prodotte.

La sovraproduzione genera una serie di fallimenti

Le giacenze di merci invendute si accumulano. Alla fine, la produzione crolla; l’offerta di commodities diminuisce fino alla chiusura degli impianti produttivi, compresi gli stabilimenti di montaggio.

Nella fase di chiusura degli stabilimenti, i lavoratori diventano disoccupati. Migliaia di imprese fallite sono estromesse dal panorama economico, portando ad una caduta della produzione.

Povertà di massa e una diminuzione del tenore di vita in tutto il mondo sono il risultato di salari bassi e disoccupazione generalizzata. E’ la conseguenza di un’economia globale pre-esistente di manodopera a basso costo, ampiamente caratterizzata da stabilimenti di montaggio con salari miseri nei paesi del Terzo Mondo.

La crisi attuale estende i contorni geografici dell’economia della manodopera a basso costo, portando all’impoverimento di ampi settori della popolazione nei cosiddetti paesi sviluppati (tra cui la classe media).

Negli Stati Uniti, in Canada e in Europa occidentale l’intero settore industriale è potenzialmente a rischio.

Abbiamo a che fare con un processo di ristrutturazione economica e finanziaria a lungo termine. Nella sua prima fase, iniziata negli anni ‘80 durante l’epoca reaganiana e thatcheriana, le imprese di livello regionale e locale, le aziende agricole a conduzione famigliare e le piccole imprese furono soppiantate e distrutte. A turno, il boom di fusioni e acquisizioni degli anni ‘90 condusse al consolidamento simultaneo di grandi entità societarie sia nell’economia reale che nei servizi finanziari e bancari.

Negli ultimi sviluppi, comunque, la concentrazione del potere bancario è stata a spese della grande industria. Il tratto distintivo di questa particolare fase della crisi è la capacità dei giganti finanziari (attraverso il loro controllo predominante sul credito) non solo di creare il caos nella produzione di beni e servizi ma anche di indebolire e distruggere grandi entità societarie dell’economia reale.

I fallimenti stanno avvenendo in tutti i principali settori di attività: manufatturiero, telecomunicazioni, rivendite al dettaglio, centri commerciali, compagnie aeree, hotel e turismo, per non parlare del settore immobilire e dell’edilizia, vittime del crollo dei mutui subprime.

General Motors ha confermato che potrebbe “rimanere all’asciutto entro pochi mesi, il che potrebbe portare alla più grande dichiarazione di fallimento della storia americana.” ( USNews.com,11 novembre 2008). A turno, questo si ripercuoterebbe a catena sull’indotto. Una stima delle perdite di posti di lavoro nell’industria automobilistica americana varia dalle 30.000 alle 100.000 unità (ibidem)



Negli Stati Uniti, le società di vendita al dettaglio sono in difficoltà: i prezzi delle azioni delle catene di grandi magazzini JC Penney e Nordstrom sono crollati. Circuit City Stores Inc. ha chiesto la protezione fallimentare. Le azioni di Best Buy, la catena di vendite al dettaglio di componenti elettronici, sono precipitate.






Il gruppo Vodafone, la più grande società al mondo di telefonia mobile, e gli Hotel InterContinental sono in difficoltà, in seguito al crollo dei loro titoli azionari (AP, 12 novembre 2008). In tutto il mondo, più di una ventina di compagnie aeree sono fallite nel 2008, aggiungendosi ad una striscia di fallimenti già folta negli ultimi cinque anni ( Aviation and Aerospace News, 30 ottobre 2008). La seconda compagnia aerea commerciale danese, Stirling, ha dichiarato fallimento. Negli Stati Uniti, una lista crescente di società immobiliari hanno già presentato richiesta di protezione fallimentare.



Negli ultimi due mesi, ci sono state numerose chiusure di stabilimenti in tutti gli Stati Uniti che hanno portato al licenziamento definitivo di decine di migliaia di lavoratori. Queste chiusure hanno interessato numerosi settori chiave dell’attività economica tra cui industrie farmaceutiche, industrie automobilistiche e il loro indotto, l’economia dei servizi e via dicendo.

Gli ordinativi industriali americani sono diminuiti drasticamente. La società di ricerche Autodata ha reso noto che in ottobre “le vendite di automobili e piccoli autocarri è scesa del 27 per cento rispetto all’anno precedente.” ( Washington Post, 3 ottobre 2008).

Disoccupazione

Secondo l’Ufficio Statistico del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, solo nel mese di ottobre si sono persi altri 240.000 posti di lavoro.

“Il livello di occupazione dei lavoratori dipendenti è sceso di 240.000 unità in ottobre, e il tasso di disoccupazione è salito dal 6,1 al 6,5 per cento, ha riferito oggi l’Ufficio Statistico del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti. La diminuzione di ottobre del livello di occupazione ha fatto seguito alla diminuzione di 127.000 unità in agosto e di 284.000 unità in settembre, riveduta e corretta. Il livello di occupazione è sceso di 1,2 milioni di unità nel primi 10 mesi del 2008 e più della metà di questa diminuzione è avvenuta negli ultimi tre mesi. In ottobre, le perdite di posti di lavoro sono proseguite nel settore manufatturiero, delle costruzioni, in diverse industrie fornitrici di servizi...

“Tra i disoccupati, il numero di persone che hanno perso il proprio posto di lavoro e non si aspettano di essere richiamati è salito di 615.000 unità fino a 4,4 milioni in ottobre. Negli ultimi 12 mesi, la dimensione di questo gruppo è aumentata di 1,7 milioni.” ( Ufficio Statistico del Dipartimento del Lavoro, novembre 2008)

Le cifre ufficiali non descrivono la gravità della crisi e il suo impatto devastante sul mercato del lavoro perché la maggior parte delle perdite di posti di lavoro non viene riportata.

La situazione nell’Unione Europea è ugualmente inquietante. Un recente rapporto britannico mette in evidenza il rischio potenziale di una disoccupazione di massa nell’Inghilterra nord-orientale. In Germania, un rapporto pubblicato ad ottobre indica che il 10-15% dei posti di lavoro nel settore automobilistico tedesco potrebbe andare perso.

Tagli occupazionali sono stati annunciati anche negli stabilimenti General Motors e Nissan-Renault in Spagna. Le vendite di nuove auto in Spagna sono diminuite del 40 per cento in ottobre rispetto alle vendite nello stesso mese dell’anno precedente. 

Fallimenti e pignoramenti: un’operazione che porta denaro ai giganti finanziari

Tra le società sull’orlo del fallimento alcune rappresentano delle operazioni altamente redditizie e remunerative. La domanda importante è: chi acquisisce la proprietà delle grandi imprese industriali fallite?

I fallimenti e i pignoramenti sono un’operazione che porta denaro. Con il crollo dei valori azionari, le società quotate subiscono una forte diminuzione del prezzo delle loro azioni, che incide immediatamente sulla loro affidabilità creditizia e sulla loro possibilità di prendere a prestito e/o rinegoziare i debiti (che sono basati sul valore quotato dei loro beni). Gli speculatori istituzionali, gli hedge fund e tutti gli altri hanno approfittato di questa manna dal cielo.

Provocano il crollo delle società quotate attraverso vendite short e altre operazioni speculative e poi approfittano dei loro guadagni speculativi su vasta scala.

Secondo un articolo pubblicato sul Financial Times, c’è la prova che il crollo dell’industria automobilistica americana sia stato in parte il risultato di una manipolazione: “General Motors e Ford hanno perso il 31 per cento a 3,01 dollari e il 10,9 per cento a 1,80 dollari nonostante le speranze che Washington potesse trarre in salvo l’industria dall’orlo dell’abisso. La caduta è arrivata dopo che Deutsche Bank ha stabilito un prezzo base pari a zero su General Motors.” (Financial Times, 14 novembre 2008, corsivo aggiunto)

I finanzieri stanno facendo shopping sfrenato. I 400 miliardari americani di Forbes stanno aspettando nel limbo. Una volta consolidata la loro posizione nell’industria bancaria, i giganti finanziari tra cui JP Morgan Chase, Bank of America ed altri utilizzeranno i profitti del denaro della manna dal cielo e del denaro del salvataggio del programma TARP per estendere ulteriormente il loro controllo sull’economia reale.

Il passo successivo consisterà nel trasformare i beni liquidi, vale a dire la ricchezza di cartamoneta, nell’acquisizione di beni dell’economia reale.

A questo proposito, la Berkshire Hathaway Inc. di Warren Buffett è un importante azionista di General Motors. Di recente, in seguito al crollo dei valori azionari a ottobre e novembre, Buffett ha aumentato la propria partecipazione nel produttore petrolifero ConocoPhillips, per non parlare di Eaton Corp, il cui prezzo alla Borsa di New York è scivolato del 62% rispetto al suo massimo raggiunto a dicembre 2007 (Bloomberg).

L’obiettivo di queste acquisizioni sono le numerose imprese altamente produttive del settore industriale e dei servizi, che sono sull’orlo del fallimento e/o il cui valore azionario è crollato.

I gestori del denaro stanno raccogliendo i cocci.

La proprietà dell’economia reale

Come risultato di questi sviluppi, che sono direttamente collegati al crollo finanziario, l’intera struttura della proprietà dei beni dell’economia reale è in agitazione.

La ricchezza di carta accumulata attraverso l’insider trading e la manipolazione dei mercati azionari viene utilizzata per acquisire il controllo sui beni dell’economia reale, subentrando alle strutture di proprietà pre-esistenti.

Abbiamo a che fare con una ripugnante relazione tra economia reale e settore finanziario. I conglomerati finanziari non producono commodities ma, sostanzialmente, fanno soldi attraverso la gestione di transazioni finanziarie. Utilizzano i proventi di queste transazioni per acquisire delle autentiche società per azioni dell’economia reale che producono beni e servizi per i consumi delle famiglie.

Per un amaro scherzo del destino, i nuovi proprietari dell’industria sono gli speculatori istituzionali e i manipolatori finanziari. Stanno diventando i nuovi capitani d’industria, subentrando non solo alle strutture di proprietà pre-esistenti ma collocando anche i loro amici nelle poltrone della gestione societaria.

Nessuna riforma è possibile sotto il Consenso di Washington e Wall Street

Il 15 novembre il Summit Finanziario dei G20 a Washington conferma il consenso di Washington e di Wall Street. Anche se formalmente presenta un progetto per ripristinare la stabilità finanziaria, in pratica l’egemonia di Wall Street rimane intatta. La tendenza è verso un sistema monetario unipolare dominato dagli Stati Uniti e sostenuto dalla superiorità militare americana.

Agli artefici del disastro finanziario sotto la legge Gramm-Leach-Bliley del 1999 di Modernizzazione dei Servizi Finanziari è stato affidato il compito di attenuare la crisi, che loro stessi hanno creato. Sono loro la causa del crollo finanziario. Il Summit Finanziario dei G20 non mette in discussione la legittimità degli hedge fund e dei vari strumenti del commercio dei derivati. Il comunicato finale riporta un impegno confuso quanto impreciso “a regolamentare meglio gli hedge fund e creare una maggiore trasparenza nelle securities legate ai mutui in un tentativo di frenare il tracollo dell’economia globale.”

Una soluzione a questa crisi può venire solamente attraverso un processo di “disarmo finanziario”, che sfida con forza l’egemonia degli istituti finanziari di Wall Street, compreso il loro controllo sulla politica monetaria. Il “disarmo finanziario” richiederebbe anche il congelamento degli strumenti di negoziazioni speculative, smantellando gli hedge fund e democratizzando la politica monetaria. Il termine “disarmo finanziario” fu coniato per primo da John Maynard Keynes negli anni ’40.

Obama appoggia la deregolamentazione finanziaria

Barack Obama ha abbracciato il consenso di Washington e Wall Street. Per un amaro scherzo del destino, l’ex parlamentare Jim Leach, il Repubblicano che aveva presentato nel 1999 alla Camera dei Rappresentanti la legge di Modernizzazione dei Servizi Finanziari, ora consiglierà Obama nel formulare una soluzione provvidenziale alla crisi. Jim Leach, Madeleine Albright e l’ex Segretario al Tesoro Larry Summers, che ebbe anch’egli un ruolo fondamentale nell’approvazione della legge di Modernizzazione dei Servizi Finanziari, hanno partecipato il 15 novembre al Summit Finanziario dei G20, come parte della squadra di consulenti del presidente eletto Barack Obama.

“Il presidente eletto Barack Obama e il vicepresidente eletto Joe Biden hanno annunciato che l’ex Segretario di Stato Madeleine Albright e l’ex parlamentare Repubblicano Jim Leach saranno disponibili ad incontrare le delegazioni al Summit dei G20 a loro nome. Leach e Albright terranno questi incontri non ufficiali alla ricerca di indicazioni dalle delegazioni ospiti per conto del presidente eletto e del vicepresidente eletto.” (mlive.com, 15 novembre 2008). 

Michel Chossudovsky
Fonte: http://globalresearch.ca
Link: http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=10977

Traduzione a cura di JJULES per www.comedonchisciotte.org

Dall'alta tecnologia, l'ultimo pericolo per il cibo


Prosieguo dell'ingegneria genetica, la nanotecnologia rappresenta l'ultimo tentativo dell'alta tecnologia di infiltrarsi nelle nostre provviste alimentari. Scienziati autorevoli hanno ammonito che la nanotecnologia, la manipolazione di materia alla scala di atomi e molecole, introduce nuovi e seri rischi per la salute umana e ambientale. Tuttavia, in assenza di un dibattito pubblico o di una supervisione da parte di enti di vigilanza, cibi non contrassegnati, prodotti utilizzando la nanotecnologia, hanno iniziato ad apparire sugli scaffali dei nostri supermercati. 

Nel mondo l'interesse per il nostro cibo, la salute e l'ambiente sta aumentando. Ci si interroga sull'origine dei prodotti, su come, perché e da chi sono prodotti, sui tempi di trasporto, la durata del loro immagazzinamento ecc. I movimenti a favore del cibo di origine biologica e locale sono emersi come una risposta intuitiva e pratica al crescente uso di elementi chimici nella produzione alimentare e alla sempre maggiore alienazione del sistema agroindustriale dai sistemi agricoli olistici. Le persone hanno scelto di mangiare cibi biologici perché sono attenti alla salute delle loro famiglie e alla salute dell'ambiente. L'agricoltura biologica permette inoltre alle persone di appoggiare un'agricoltura integrata, rispettosa dell'ambiente, e una tecnologia appropriata, piuttosto che un'agricoltura industriale ad alto impiego di sostanze chimiche.

Il sostegno per i prodotti biologici è anche cresciuto in risposta diretta agli sforzi dei giganti della biotecnologia di applicare l'ingegneria genetica alle nostre coltivazioni. Agricoltori e acquirenti di cibo in tutto il mondo si sono infuriati, e continuano a esserlo, a causa dell'introduzione di colture prodotte tramite l'ingegneria genetica. Secondo molti la conclusione inevitabile era che mentre le compagnie di biotecnologia si preparavano a beneficiare dell'introduzione di cibi geneticamente manipolati nella catena alimentare, i consumatori, gli agricoltori e l'ambiente portavano tutti i rischi sulle proprie spalle. 

Ora, la nanotecnologia introduce una nuova ondata di aggressioni ai nostri cibi. La nanotecnologia, ad alta tecnologia e basata sul trattamento a livello atomico, è l'antitesi dell'agricoltura biologica, che valorizza le proprietà naturali e salutari dei cibi integrali freschi, non sottoposti a trattamento. Trasforma inoltre l'azienda agricola in un'estensione automatizzata della linea di produzione agricola ad alta tecnologia, utilizzando prodotti brevettati che inevitabilmente andranno a condensare il controllo delle multinazionali. Introduce inoltre nuovi e seri rischi per la salute umana e dell'ambiente. 

Introduzione alla nanotecnologia - che cos'è, perché è diversa

La nanotecnologia è una nuova e potente tecnologia per smontare e ricostruire la natura al livello atomico e molecolare. La nanotecnologia incorpora il sogno che gli scienziati possano rifare il mondo a partire dall'atomo, usando la manipolazione a livello degli atomi per trasformare e costruire una larga gamma di nuovi materiali, congegni, organismi viventi e sistemi tecnologici. 

La nanotecnologia e la nanoscienza comprendono lo studio di fenomeni e materiali e la manipolazione di strutture, dispositivi e sistemi che esistono alla nanoscala, inferiore ai 100 nanometri (nm) di grandezza. Per inserire 100 nm in un contesto: una catena di DNA è larga 2,5 nm, una molecola di proteina 5 nm, un globulo rosso 7.000 nm e un capello umano è largo 80.000 nm. 

Le proprietà delle nanoparticelle non sono governate dalle stesse leggi fisiche di quelle di maggiori dimensioni, ma dalla meccanica quantistica. Le proprietà fisiche e chimiche delle nanoparticelle - per esempio colore, solubilità, robustezza, reattività chimica e tossicità - possono dunque essere piuttosto differenti da quelle di particelle più grandi della stessa sostanza. 

Le proprietà alterate delle nanoparticelle hanno reso possibile la nascita di molti nuovi prodotti e applicazioni redditizie. Le nanoparticelle prodotte su misura sono utilizzate letteralmente in centinaia di prodotti che sono già disponibili negli scaffali dei supermercati - inclusi i filtri solari trasparenti, i cosmetici per la dispersione della luce, le lozioni idratanti ad azione profonda, i tessuti repellenti alle macchie e agli odori, i rivestimenti che respingono lo sporco, i colori e le vernici di lunga durata per mobili, e addirittura alcuni prodotti alimentari. 

Il Centro per la Previsione Tecnologica dell'APEC, l'organismo per la Cooperazione Economica nell'area Asiatico-Pacifica, ha predetto che la nanotecnologia rivoluzionerà tutti gli aspetti della nostra economia e tutti gli aspetti della società, comportando scompigli sociali su larga scala.

Come verrà usata la nanotecnologia per la produzione e il trattamento alimentare? 

Gli analisti e i promotori industriali preannunciano che la nanotecnologia sarà usata per trasformare il cibo a partire dall'atomo: "Grazie alla nanotecnologia, il cibo di domani sarà disegnato plasmando molecole e atomi. Il cibo sarà confezionato in involucri sicuri 'intelligenti' che possono rilevare il deterioramento oppure gli agenti inquinanti nocivi. I prodotti del futuro intensificheranno e regoleranno il loro colore, sapore o contenuto nutritivo per adattarsi ai gusti o ai bisogni salutari di ogni consumatore. E in agricoltura la nanotecnologia promette di ridurre l'uso di pesticidi, migliorare la riproduzione di piante e animali e creare nuovi prodotti nano-bioindustriali" - almeno questo è ciò che dichiara il rapporto recente sull'utilizzo della nanotecnologia nell'alimentazione e nell'agricoltura del Progetto USA sulle Nanotecnologie Emergenti (consultabile all'indirizzo http://www.nanotechproject.org).

Le industrie alimentari ed agricole hanno investito miliardi di dollari nella ricerca sulle nanotecnologie, e un numero sconosciuto di nanoprodotti alimentari privi di etichetta si trova già sul mercato. Non essendoci l'obbligo di etichettatura di questi prodotti in nessun paese del mondo, è impossibile stabilire quanti prodotti alimentari commerciali attualmente contengano nanoingredienti. L' Helmut Kaiser Consultancy Group, un gruppo di analisi pro-nanotecnologia, ipotizza che al momento ci sarebbero più di 300 prodotti di nano-cibo disponibili sul mercato a livello mondiale. Secondo le sue stime il mercato dei nano-cibi valeva 5,3 miliardi di dollari USA nel 2005 e salirà a 20,4 miliardi di dollari USA nel 2010. Pronostica che la nanotecnologia sarà utilizzata nel 40% delle industrie alimentari entro il 2015.

Ci sono quattro aree chiave che rappresentano il fulcro della ricerca sugli alimenti nanotecnologici:

• Nanomodificazione di sementi e fertilizzanti/pesticidi

• Modificazione e integrazione alimentare

• Cibo interattivo ‘intelligente’ 

• Packaging ‘intelligente’ e tracciabilità degli alimenti

Nanomodificazione di sementi e fertilizzanti/pesticidi

Promotori dicono che la nanotecnologia sarà usata per automatizzare ulteriormente il moderno settore agroindustriale. Tutti gli input agricoli - sementi, fertilizzanti, pesticidi e lavoro - saranno modificati tecnologicamente in misura crescente. La nanotecnologia condurrà l'ingegneria genetica in agricoltura al livello sottostante - l'ingegneria molecolare. L'ingegneria a livello degli atomi potrebbe permettere di ristrutturare il DNA delle sementi per ottenere proprietà differenti da una pianta, tra cui colore, stagione di crescita, produttività ecc. Fertilizzanti e pesticidi ad alta efficacia prodotti tramite ingegneria molecolare saranno utilizzati per mantenere la crescita della pianta. Nanosensori permetteranno che la crescita delle piante, i livelli del pH, la presenza di sostanze nutritive, l'umidità, gli infestanti o le malattie vengano monitorati da lontano, riducendo significativamente il bisogno di input di manodopera 'on farm', nell'azienda. L'organizzazione interessata, la Action Group on Erosion, Technology and Concentration (ETC) avverte nel suo rapporto seminale "Down on the Farm" (consultabile suhttp://www.etcgroup.org) che in un futuro plasmato dalla nanotecnologia, "l'azienda agricola sarà una fabbrica biologica di ampia superficie che potrà essere monitorata e gestita da un portatile, e il cibo sarà creato a mano con sostanze progettate appositamente che trasmetteranno le sostanze nutritive al corpo in maniera efficiente."

‘Integrazione’ del cibo e modificazione

Le compagnie di nanotecnologia stanno lavorando per integrare gli alimenti trattati con sostanze nutritive nanoincapsulate, per intensificare aspetto e sapore con colori sviluppati con nanotecnologie, rimuovere o disattivare il contenuto in grassi e zuccheri tramite nanomodificazione, e migliorare la ‘sensazione al palato’. La ‘fortificazione’ del cibo servirà per aumentare le virtù nutrizionali di un dato cibo trattato - ad esempio, l'inclusione di nanocapsule ‘medicinali’ presto permetteranno che dei biscotti alle scaglie di cioccolato o delle patatine fritte saranno commercializzati come terapeutici o purificanti delle arterie. La nanotecnologia permetterà di modificare cibi poco sani quali gelato o cioccolato per ridurre la quantità di grassi e zuccheri che il corpo può assorbire. Questo potrebbe essere ottenuto sostituendo alcuni dei grassi e zuccheri con altre sostanze, oppure utilizzando nanoparticelle per prevenire che il corpo digerisca o assorba queste componenti del cibo. In questo modo, la nanoindustria potrebbe commercializzare junk food arricchito con vitamine e fibra, bloccandone i grassi e zuccheri, come cibo benefico per la salute e riduttore di peso. 

Cibo 'intelligente' interattivo

Le compagnie come Kraft e Nestlé stanno sviluppando alimenti 'intelligenti' in grado di interagire con i consumatori al fine di 'personalizzare' il cibo, cambiandone il colore, sapore o gli elementi nutritivi a seconda della richiesta. La Kraft sta sviluppando una bevanda incolore e insapore contenente centinaia di aromi in nanocapsule latenti. Un forno a microonde domestico potrebbe attivare il rilascio del colore, sapore, nella concentrazione e consistenza corrispondenti alla scelta individuale. I cibi 'intelligenti' potrebbero anche percepire un'eventuale allergia di un individuo agli ingredienti di un alimento e bloccarne l'azione nociva. Oppure, in alternativa, il packaging 'intelligente' potrebbe identificare i bisogni alimentari specifici delle persone e eventualmente rilasciare una dose di elementi nutritivi addizionali, ad esempio molecole di calcio per le persone che soffrono di osteoporosi. 

Packaging 'intelligente' e tracciabilità del cibo 

La nanotecnologia allungherà drammaticamente la conservazione degli alimenti. La Mars Inc. detiene già il brevetto su un nanoinvolucro invisibile, edibile, che avvolgerà i cibi impedendo lo scambio di gas e umidità. Si sta attualmente lavorando allo sviluppo di involucri 'intelligenti' (contenenti nano-sensori e attivatori anti-microbici) che saranno in grado di rilevare il deterioramento degli alimenti e di rilasciare dei nano-anti-microbi per estendere la durata degli alimenti, permettendo ai supermercati di conservare il cibo per periodi più lunghi prima della vendita. Dei nanosensori, integrati nei prodotti alimentari in forma di minuscoli chip invisibili all'occhio umano potrebbero fungere da codici a barra elettronici. Emettendo un segnale permetterebbero di seguire il percorso del cibo, anche degli alimenti freschi, dal campo alla fabbrica fino al supermercato e oltre. 

Quali sono le preoccupazioni chiave riguardanti la nanotecnologia nell'alimentazione e in agricoltura?

Preoccupazioni riguardanti l'utilizzo della nanotecnologia in agricoltura e nella produzione alimentare sono collegate all'ulteriore automatizzazione e alienazione di quest'ultima, a seri nuovi rischi di tossicità per l'essere umano e l'ambiente, e all'ulteriore perdita di privacy in quanto il nano-controllo seguirebbe ogni passo nella catena alimentare. Il fatto che i governi non abbiano ancora introdotto delle leggi per proteggere il pubblico e l'ambiente dai rischi della nanotecnologia è un motivo di preoccupazione serissimo. 

La nanotecnologia in agricoltura è basata sulla premessa che possiamo migliorare l'efficienza e la produttività cambiando la disposizione degli atomi nei semi, sviluppando degli input chimici ancora più potenti, utilizzando sistemi di sorveglianza ad alta tecnologia per permettere un controllo elettronico - invece che basato sulla persona - delle condizioni on farm dell'azienda agricola, e automatizzando maggiormente gli input della crescita vegetale. Applicando la nanotecnologia all'elaborazione del cibo si presuppone che gli umani siano in grado di 'migliorare' il sapore, la consistenza, l'aspetto, gli elementi nutritivi e la longevità degli alimenti manipolandoli a livello atomico. È stato perfino sostenuto che questo avrà come risultato dei cibi 'più sicuri'.

Queste supposizioni si basano sulla convinzione scorretta che l'essere umano possa ricostruire il mondo naturale dall'atomo in su - e ottenere un risultato migliore. Presume che possiamo prevedere le conseguenze delle nostre azioni, anche quando ci stiamo occupando di processi e forze altamente imprevedibili - come la meccanica quantistica. Sfortunatamente, la storia ci insegna che semplicemente non siamo molto bravi a prevedere i risultati di sistemi complessi - ne sono testimoni i disastri che risultarono dall'introduzione dei controlli biologici quali il rospo delle canne, o l'introduzione di conigli e volpi per lo sport. La storia è gremita in modo simile di esempi di enormi problemi di salute e ambientali che risultarono dalla mancata risposta a segni ammonitori precoci riguardanti materiali prima percepiti come "miracolosi" quali CFC, DDT e amianto. Questo suggerisce che dovremmo prendere molto sul serio i primi segni premonitori collegati alla tossicità delle nano-particelle. 

C'è un piccolo ma crescente corpo di letteratura tossicologica che suggerisce che le nano-particelle siano più reattive e più mobili rispetto a particelle più grandi, e che c'è una maggiore probabilità che risultino tossiche per l'uomo e l'ambiente. La ricerca scientifica preliminare ha dimostrato che molti tipi di nanoparticelle possono provocare un maggiore stress ossidativo. Questo può portare alla formazione di radicali liberi a loro volta potenzialmente causa di cancro, mutazioni del DNA e perfino morte cellulare. È stato dimostrato che i fullereni, delle nanoparticelle di carbonio, provocano danni cerebrali nella spigola, una specie accettata dalle agenzie normative come modello per definire gli effetti ecotossicologici. 

Nel suo rapporto del 2004, la Royal Society del Regno Unito ha riconosciuto i gravi rischi della nanotossicità e ha raccomandato che "gli ingredienti in forma di nanoparticelle vengano sottoposti a un completo accertamento di sicurezza da parte dell'organo consultivo scientifico pertinente prima che si permetta il loro utilizzo nei prodotti". Nonostante questo ammonimento, a due anni dal rapporto della Royal Society non esistono ancora leggi che governino l'utilizzo di nanomateriali nei prodotti da consumo per assicurare che non danneggino il pubblico che ne fa uso, i lavoratori che li producono, o i sistemi ambientali nei quali vengono rilasciati i nanoprodotti di scarto. 

L'utilizzo di nano-controlli nel packaging degli alimenti introdurrà anche nuove preoccupazioni riguardanti la privacy. Con l'aumento dell'impiego del nano-tracking nell'industria alimentare aumenterà la capacità di ripercorrere il viaggio dell'alimento dal campo alla fattoria al supermercato, fino a raggiungere il vostro piatto della cena. Questo solleverà dei seri nuovi problemi di privacy ai quali siamo scarsamente preparati. 

In modo allarmante, nonostante la distribuzione di cibo e prodotti agricoli fabbricati con nanotecnologia nei supermercati e nell'ambiente, i governi in tutto il mondo devono ancora introdurre qualsiasi regolamento per gestire i rischi della nanotecnologia. 

La battaglia per un futuro alimentare sano - quali sono le alternative alla nanotecnologia?

Come sarà il nostro futuro alimentare e tecnologico? Ci troviamo in mezzo a una battaglia epica per il controllo del nostro approvvigionamento alimentare. Proprietà delle multinazionali o della comunità, globale o locale, piccolo contro massiccio, cibi trattati contro nutrimenti sani. Questi sono i paradigmi tra i quali dobbiamo scegliere. Un modo cruciale per promuovere un'agricoltura sana, olistica, è sostenerla con le nostre scelte di acquisto. Cibi biologici certificati vi offrono una maggiore salute, un ambiente migliore e un'occasione per sostenere un futuro alimentare libero da nanoprodotti. Quanto agli articoli per la cura del corpo, comprate quelli biologici oppure quelli di una ditta che dichiara di non fare uso di nanotecnologia. 

Ci sono molti modi per contribuire a creare un futuro alimentare sano. Fate la spesa al mercato degli agricoltori o comprate da un Box Scheme direttamente dal contadino, comprate in un negozio biologico o nella sezione biologica in un supermercato. Considerate la possibilità di aggregarvi a un orto comunitario, o di iniziare a tenere un orto voi stessi. Fondate un orto biologico nel vostro asilo o nella vostra scuola. Leggete le etichette dei prodotti, impegnatevi e interessatevi. Parlate ai vostri amici e alle vostre famiglie delle questioni alimentari che più vi stanno a cuore. Fate sapere alle aziende tramite le loro 1.800 righe di feedback che l'utilizzo di nanotecnologia nei loro prodotti vi preoccupa. Dite al membro locale del vostro parlamento che volete vedere le etichette sui prodotti che contengono ingredienti manipolati con nanoingegneria, per permettervi di fare una scelta di acquisto informata. 

È appassionante vedere le politiche alimentari discusse dai nostri media mainstream e dai nostri istituti di ricerca e di educazione. Tuttavia, mentre nei nostri supermercati sono già disponibili prodotti alimentari non etichettati contenenti ingredienti risultanti dalla nanoingegneria, la nanotecnologia sta appena iniziando a ottenere un po' di attenzione. Non esistono regolamenti per proteggere la salute pubblica e ambientale, e multinazionali o enti pubblici non spendono praticamente nulla in vista delle conseguenze a lungo termine della manipolazione del nostro cibo al livello molecolare. La similitudine all'introduzione dell'ingegneria genetica con il rischio aggiuntivo dato dal fatto che non c'è nessuna vigilanza regolatrice è raccapricciante. 

Dobbiamo tutti attivarci politicamente nei confronti della nanotecnologia, proprio come abbiamo fatto con l'ingegneria genetica. È essenziale fare approvare delle moratorie sull'uso della nanotecnologia fino a quando non avremo dei sistemi regolatori idonei per proteggere la salute umana e ambientale, e finché non ci sarà un coinvolgimento pubblico genuino nella presa di decisioni riguardanti l'introduzione della nanotecnologia. Dobbiamo anche assicurarci che i nostri governi investano i dollari delle tasse che ci siamo sudati in un appoggio al settore biologico. 

Insieme, possiamo creare un futuro alimentare sano che contribuisca alla nostra comunità e non ai profitti delle aziende. 

Scritto da Georgia Miller, Coordinatrice di Friends of the Earth Nanotechnology Project e da Scott Kinnear, consigliere dei Biological Farmers of Australia e proprietario di Organic Wholefoods. 

Titolo originale: "Nanotechnology – the new threat to food"

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di KARIN LEITER

Roma: aggressione ad una troupe del Tg1 per servizio su delinquenza e razzismo


Esprimiamo solidarietà alla giornalista e alla troupe del Tg1 che hanno subito questa mattina una gravissima aggressione nel quartiere del Trullo mentre effettuavano un'inchiesta sulle percosse e rapine ai danni dei cittadini extracomunitari, notizia riportata oggi dai principali quotidiani nazionali. L'intento della giornalista era quello di chiedere conto agli abitanti del quartiere dei pestaggi e delle sopraffazioni avvenute nei giorni precedenti ai danni di immigrati. L'aggressione alla troupe così come quelle nei confronti di cittadini extracomunitari, rom, o gli assalti squadristici ad alcune redazioni sono un segno evidente del clima di intolleranza che in questi mesi si respira nel nostro Paese. Un clima a cui non giovano sicuramente le battute sui leader abbronzati o le proposte di classi ponte invocate per separare i ragazzi italiani da quelli stranieri perché vanno nella direzione opposta della cultura e della politica dell'integrazione. Rinnovando quindi la solidarietà alla giornalista e alla troupe del tg1 auspichiamo che le altre tv pubbliche e private i e giornali documentino approfonditamente quello che sta succedendo in quel quartiere di Roma e in altre realtà dove sono avvenuti episodi di violenza e di discriminazione razziale. Solo se tutti accendono i riflettori su questi episodi sarà possibile isolare i fenomeni di intolleranza.  

Andrea Camilleri, una voce fuori dall'osceno coro politico italiano


Intervista ad Andrea Camilleri
La legittima ondata (l’Onda) di proteste studentesche, seguita alla riforma di tutto il mondo della pubblica istruzione messa in atto dal ministro Maria Stella Gelmini, che da oltre un mese ha travolto tutta l'Italia con scuole e facoltà occupate, sit-in, cortei spontanei, assemblee e manifestazioni nazionali come quella dello scorso 14 novembre che ha visto scendere in piazza nella Capitale quasi 300mila studenti provenienti da tutta Italia, non accenna a placarsi. 


Un'onda ricca di storie differenti, di percorsi umani segnati da precarietà materiale ed esistenziale, di volti nel contempo gioiosi e arrabbiati. Un'onda comunque, bisogna dirlo, molto ben auto-organizzata, che ha trovato il sostegno, la solidarietà (tra i tanti) di un grande scrittore e cantore della Sicilia qual è Andrea Camilleri.


Camilleri, da troppi anni la Scuola e l'Università pubblica hanno rappresentato per i governi che si sono succeduti solo onerose voci di spesa da tagliare, piuttosto che istituzioni su cui investire. La Legge 133, come ormai ci tiene a sottolineare la ministra Gelmini, rappresenta però il passo conclusivo di un lungo processo di destrutturazione dell'università pubblica portato avanti anche dal governo Prodi...
Camilleri: Da tanto tempo si parla di una riforma della scuola e dell'università. Non è che negli anni precedenti non ci siano state delle riforme: ci siamo scordati della (riforma) Moratti o della Berlinguer?
E' evidente quindi che queste due riforme non hanno raggiunto lo scopo che si erano prefisse. Io contesto, e dico contesto nel modo più sostanziale, che questa della Gelmini sia una riforma. Voglio dire che si tratta solo di applicazioni di alcuni tagli voluti da Tremonti e Berlusconi per la particolare contingenza non solo italiana. Chiamare questa "cosa" della Gelmini riforma significa a mio avviso offendere coloro che, in qualche modo, la riforma della scuola hanno cercato di farla.

Il blocco del turn over, i tagli al fondo di finanziamento ordinario e la possibilità di trasformazione delle università pubbliche in fondazioni di diritto privato: insomma tutte scelte di tipo economico (come dice lei) che non hanno nulla a che vedere con le reali esigenze dell’Università pubblica e degli studenti... Una situazione tragica, come lei stesso ha definito…
Camilleri: Non hanno nulla a che vedere perché è chiaro che mentre c'era assoluta necessità di una riforma dell'ordinamento universitario, non c'era nessuna necessità del riordinamento delle scuole elementari e medie. Nessuna! 
Le scuole elementari come erano in Italia erano state portate ad esempio. Quindi questa “riforma”, o meglio tagli, non è altro che l'eliminazione di alcuni maestri per ridurre le spese, l'accorpamento di alcuni istituti per ridurre le spese, e l'istituzione, che mi sembra "fondamentale", del ritorno ai grembiulini. Tutto questo è fumo negli occhi: grembiulini, promozioni o bocciature col 5. Fumo negli occhi per far sì che una legge, divenuta ormai legge irrevocabile, tagli mostruosamente sulla scuola elementare e media.
Questo è un dato di fatto innegabile. Questo Governo non pensa al futuro, pensa solo all'oggi. Questa è gente che non ha una prospettiva al di fuori del prossimo semestre, e quindi tagliano. Per l'università il problema è diverso: avverranno lo stesso tagli, solo che saranno edulcorati, proposti agli italiani sotto forme diverse dato che l'impatto della prima "riforma" delle scuole elementari e medie è stato devastante.

Camilleri, lei spesso viene invitato da studenti dell'Università, dei licei. Ecco come interpreta questo "sentire vicini" dei giovani, degli studenti, personaggi anagraficamente molto distanti da loro come ad esempio lei e Dario Fo?
Camilleri: Forse chiedono consiglio al nonno: capita nelle famiglie che qualche giovane chieda consiglio al nonno. Io mi reputo un nonno che dà dei buoni consigli, anche se molti di centro e di sinistra sostengono che io sia un cattivo maestro. Io non sono un maestro, né cattivo né buono, sono semplicemente un uomo di una certa esperienza che pensa, se viene richiesto, di poter dare dei consigli.

Una bella immagine questa. Senta, dopo le sue simpatiche esternazioni sulla Gelmini, durante l'incontro con gli studenti del Liceo Mamiani di Roma, diversi sono stati gli indici puntati contro di lei, le prese di distanza, chi con fare perbenista, chi con malignità parlando di cattiveria o demenza senile. Ma perché ad esempio nessuno, a parte un parroco di una frazione (Don Santoro) ha aperto bocca, ha denunciato le scioccanti dichiarazioni di Cossiga?
Camilleri: Probabilmente i nostri politici sono abituati ad un linguaggio diverso dal mio. Io non ho adoperato le parole del loro vocabolario che sarebbero ‘mignottocrazia’, ‘favorita dell' harem’, ‘imbecille’ e via di questo passo. Ho semplicemente adoperato un paradosso nel quale ho detto che la Gelmini e molti di questo Governo non sono esseri umani in quanto "replicanti" di Berlusconi. Questo mi è avvalso - anche da parte di qualcuno del Pd che però scrive su «Libero» - che io con queste mie parole avrei armato la mano degli studenti. Cascano le braccia di fronte a interpretazioni di questo tipo, cosa vuole che le dica? Io ho semplicemente esposto con molta civiltà un paradosso fantascientifico, ma per questi esseri di destra e di sinistra, la distinzione tra realtà e fantascienza è impossibile.

Comunque sembra che la sua tesi sulla Gelmini sia stata "avvalorata" dall’attrice e comica Paola Cortellesi con il suo nuovo personaggio Maria Stella Gelmini-Pimer…
Camilleri: Questa è una splendida estensione dell'idea che avevo espresso…

A proposito della forzatura pronunciata dall’umanoide Gelmini interpretato dalla bravissima Paola Cortellesi “è bene che gli umani restino ignoranti e sottomessi, altrimenti prendono il sopravvento”, pensa si stia veramente attentando alla cultura?
Camilleri: Sono 30 anni che Berlusconi attenta alla cultura, sono 30 anni che con le sue televisioni private ha stabilito e riuscito a creare una piattaforma di ignoranza, ignavia e stupidità sulla quale lui ha potuto erigere la sua fortuna politica

In un libro intervista di qualche anno fa con Marcello Sorgi parla del suo impegno politico-civile. In quali termini la cultura, l'arte, riesce "influenzare" la politica?
Camilleri: Non so se la cultura e l'arte riescano ad influenzare la politica. La politica è un fenomeno a se stante che non ha nulla a che fare né con l'arte né con la politica. Vuole un esempio? Guardi il ministro Bondi che si è preoccupato di chiamare come manager di tutte le aree museali italiane uno che viene da Mc Donald's (Mario Resca ex amministratore delegato di McDonald's Italia, ndr). Cioè uno che non ha nessuna competenza in fatto di arte!

Un’ultima domanda, Camilleri. Cosa direbbe il commissario Montalbano a proposito dei crimini commessi dalle forze dell'ordine nella scuola Diaz durante il G 8 di Genova?
Camilleri: Montalbano si è già espresso in un libro: voleva dimettersi addirittura.
Questa sentenza (Assoluzione di 16 poliziotti per il massacro alla Diaz, ndr) segue l'andazzo dei tempi. Però è un buon avvertimento per la polizia: attenzione se strafate sarete solo voi i responsabili anche se obbedite agli ordini dei capi. I capi non pagheranno mai, pagherete voi. 
di Gabriele Paglino (Radio Città Aperta)

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